Battaglie navali del Nicaragua

Alessandro Lattanzio

Il Nicaragua fu la seconda nazione centroamericana a diventare comunista dopo che l’insurrezione sandinista ottenne il potere, ponendo fine alla dittatura di Anastasio Somoza (poi liquidato in esilio). La CIA, per rovesciare il governo rivoluzionario, creò vari gruppi anticomunisti afflitti da lotte intestine ed inettitudine militare sul campo. I “contras” s’infiltrarono dai confini del Paese, affrontando l’esercito del Nicaragua ben addestrato da Cuba e Unione Sovietica. Le stragi di civili da parte dei “contras” rientravano nelle operazioni della CIA per finanziare tali gruppi col narcotraffico e il traffico di armi. Il governo sandinista sconfisse i contras, ma la caduta dell’Unione Sovietica fu un tremendo colpo e alla fine si ebbero elezioni politiche vinte dagli affiliati ai contras.
La Marina da Guerra Sandinista del Nicaragua era il ramo più piccolo delle Forze Armate. Ricevette alcune navi dal Patto di Varsavia.

1982, la motovedetta nicaraguense GC-301 “Tayacàn” dichiarò di aver abbattuto un aereo A-37 in Honduras.

8 novembre 1982, 2 motovedette dell’Honduras e 1 di El Salvador si scontravano con motovedette nicaraguensi nel Golfo di Fonseca.

19 aprile 1983, 2 motovedette dell’Honduras ingaggiavano 2 motovedette nicaraguensi che subivano 4 feriti.

20 luglio 1983, 2 motovedette dell’Honduras seguestravano 1 motovedetta nicaraguense. Un marinaio honduregno fu ferito quando una motovedetta fu colpita dal tiro da terra.

1 settembre 1983, primo sbarco a sud di Bluefields compiuto dalla Marina da Guerra Sandinista del Nicaragua, utilizzando 1 motovedetta Proekt-1400 Grif sovietica e barche da pesca.

9 settembre 1983, motovedette dell’Honduras ingaggiarono 2 motovedette nicaraguensi, ma si ritirarono subito dopo.

10 ottobre 1983, Raid di Corinto, 1 “nave madre” della CIA lasciò partire dei commando dei contras su motoscafi che bombardarono coi razzi 5 serbatoi di petrolio nel terminal del porto. Il carburante incendiato provocò danni estesi alla città e 3000 persone evacuate.

21 ottobre 1983, motoscafi della CIA spararono contro i depositi di carburante a Porto Cabeza, ma senza infliggere danni, e affondarono la nave panamense Anita che era in porto, uccidendo una persona e ferendone altre undici.

6 novembre 1983, la marina honduregna affondò un peschereccio nicaraguense.

6 gennaio 1984, motoscafi della CIA lanciarono razzi sul porto di Potasi, senza poter fare danni.

25 gennaio 1984, 2 motoscafi della CIA scortati da un velivolo senza simboli spararono al peschereccio nicaraguense Carlos Fonseca al largo di Puerto Sandino.

24 febbraio 1984, un deposito veniva mitragliato da un motoscafo Piranha della CIA, ad El Bluff, sulla costa atlantica, ma vanamente. Il motoscafo attaccò anche i pescherecci Aldo Chavarrìa e Pescasa-15. Una pattugliatore del Nicaragua vi si scontrò brevemente.

Gennaio – marzo 1984, Posa di mine nei porti nicaraguensi; La CIA, su diretto ordine del presidente Reagan, iniziò l’operazione per minare i porti del Nicaragua.
1 marzo 1984: la draga olandese Geopotes-IV fu danneggiata a Corinto
7 marzo 1984: il cargo panamense North Caribes (4000 tonnellate) fu danneggiato
20 marzo 1984: la nave cisterna sovietica Lugansk fu danneggiata a Puerto Sandino
27 marzo 1984: una nave liberiana Iver Chasar fu danneggiata a Corinto
29 marzo 1984: i pescherecci nicaraguensi San Albino e Arcely Pérez affondavano al largo di Corinto
30 marzo 1984: il peschereccio nicaraguense Alma Sultana veniva danneggiato presso Corinto
30 marzo 1984: la nave giapponese Terushio Maru veniva danneggiata preso Corinto
2 maggio 1984: il peschereccio nicaraguense Pedro Araus Palacios veniva danneggiato presso Corinto.
Complessivamente, 2 marinai nicaraguensi morirono e altri 15 rimasero feriti.

Terushio Maru

Non possedendo dragamine, le mine furono eliminate usando lunghe reti da pesca tra due navi. Nel complesso la campagna non inflisse gravi perdite all’esercito del Nicaragua contro i contras e causò ripercussioni politiche interne su CIA ed amministrazione Reagan.

Geopotes-IV

La Marina Militare del Nicaragua aveva convertito dei pescherecci in dragamine, ma i sovietici fornirono 4 dragamine Proekt-361T n°500, n°502, n°504 e n°506, assieme ai dragamine Proekt-1258E forniti dalla Marina Militare cubana, n°501, n°508, n°510, che furono utilizzati per eliminare le mine piazzate dalla CIA.

Marzo 1984, la Marina da Guerra Sandinista del Nicaragua effettuò uno sbarco, utilizzando 1 motovedetta classe Dabur, pescherecci e mezzi da sbarco LVTP, a San Juan de Nicaragua: città temporaneamente sequestrata dai contras.

6 marzo 1984, 2 motoscafi Piranha  dei contra bombardava Montélimar.

7 marzo 1984, motoscafi Piranha dei contra, supportati da un elicottero della CIA, sparavano 5 missili sui depositi di carburante nel porto di San Juan del Sur.

27 marzo 1984, 2 motoscafi Piranha dei contra attaccavano la motovedetta nicaraguense GC-300 al largo di Corinto, ferendo 2 marinai.

28 marzo 1984, 1 motoscafo Piranha  dei contra attaccava il mercante panamense Homin-7 a Puerto Sandino.

29 marzo 1984, 2 motoscafi Piranha dei contra tentavano di posare mine al largo della costa del Pacifico, venendo attaccate da motovedette nicaraguensi. 1 motoscafo fu distrutto, mentre l’altro fu recuperato da una nave-madre della CIA.

18 aprile 1985, 3 aerei honduregni attaccarono 2 motovedette nicaraguensi, affondando la GC-231.

Motovedetta tipo Dabur

Fonti: Soviet Empire

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Un commento su “Battaglie navali del Nicaragua

  1. Anonimo il said:

    Il Nicaragua fu la seconda nazione centroamericana a diventare comunista …???????????’ – il FRENTE SANDINISTA non era “comunista”… è un dato oggettivo. no?. – la Storia non è tifoseria e le PAROLE hanno un senso. – magari fosse stato “comunista”! 🙂 – o no?

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