Operazioni navali sovietiche presso Guinea-Bissau e Guinea

Alessandro Lattanzio

Durante la Guerra Fredda, il Portogallo era sotto la dittatura fascista attivamente sostenuta dagli Stati Uniti e dalla NATO. Il governo portoghese si impegnò in una serie di disperate campagne coloniali per conservare i possedimenti coloniali. L’economia portoghese andò in bancarotta mentre i soldati coscritti morirono nei tre maggiori conflitti: Angola, Mozambico e Guinea-Bissau. Unione Sovietica e Patto di Varsavia appoggiarono le insurrezioni nei tre Paesi, e l’insurrezione in Guinea-Bissau del PAIGC fu la più efficace sul campo di battaglia. Fu anche l’unica insurrezione comunista della Guerra Fredda a ricorrere alla guerra navale convenzionale, tuttavia queste azioni si dimostrarono fallimentari e infatti i punti di forza del PAIGC furono il controllo a terra e la capacità antiaerea. L’azione del famigerato servizio segreto portoghese (PIDE) causò gravi perdite. Il conflitto si conclude con la Rivoluzione dei Garofani: i soldati in Portogallo si ammutinano col sostegno popolare provocando il crollo della dittatura. La Guinea-Bissau divenne una nazione comunista fino al crollo dell’Unione Sovietica, per poi essere travolta da guerre civili e crollo economico. Il Portogallo, pur rimanendo un paese della NATO, è ancora uno Stato “che mira al socialismo”, in eredità della Rivoluzione dei garofani.

Amilcar Cabral

Marzo 1963, i motoscafi portoghesi Mirandela e Arouca vennero catturati nel porto di Cafine, ed utilizzati dal PAIGC come navi da rifornimento.

Maggio 1963, i motoscafi portoghesi Bandim e Bissau furono catturati e utilizzati dal PAIGC come navi da rifornimento.

8 luglio 1963, un motoscafo portoghese veniva affondato sulla confluenza dei fiumi Cumbija e Cobade.

19 novembre 1963, il traghetto portoghese Bor veniva attaccato sul fiume Cobade, perdendo il carico.

23 marzo 1964, barca portoghese affondata nel fiume Combidjan, nei pressi di Bedanda. Altra barca portoghese affondata sul Rio Grande de Buba.

Luglio 1964, un raid portoghese con 4 barche che sbarcarono truppe a Quitafine (alla foce del fiume Cacine), ma 1 barca fu affondata dal PAIGC che rispose al fuoco da terra.

4 febbraio 1965, il mezzo da sbarco LDM-302 portoghese subiva danni leggeri e 10 feriti.

19 dicembre 1967, il mazzo da sbarco portoghese LDM-302 veniva affondato da armi anticarro RPG e mitragliatrici che sparavano dalla riva. Fu poi recuperato. 2 marinai morirono.

10 giugno 1968, il mezzo da sbarco LDM-302 veniva pesantemente danneggiato durante un attacco alle coste: un colpo di mortaio causò un incendio. 1 marinaio fu ucciso e 1 ferito.

18 febbraio 1969, il mazzo da sbarco LDM-302 veniva danneggiato e semidistrutto dall’incendio causato da razzi anticarro, con 1 morto e 1 ferito.

Aprile 1969, la barca da trasporto del PAIGC Patrice Lumumba veniva affondata dai portoghesi.

27 maggio 1969, il veliero portoghese Guadiana (carico di benzina e detonatori) finiva su una mina del PAIGC affondando. 5 morti e 8 feriti.

1969, i gommoni portoghesi n° 1 e n° 2 dalla motovedetta Lira assaltarono il motoscafo del PAIGC Bandim, affondandolo. 6 morti.

1969, l’Unione Sovietica fornì al PAIGC 4 motosiluranti Proekt-183. Fu l’unico caso in cui un movimento guerrigliero ricevette navi da guerra durante la Guerra Fredda!

22 novembre 1970, Raid di Conakry, la Marina Militare portoghese compì un’incursione in Guinea denominata Operaçao Mar Verde, con una task force composta dai pattugliatori Orion, Cassiopea, Dragao, Hidra e dalle navi da sbarco Bombarda e Montante. L’obiettivo principale dell’assalto era l’assassinio del presidente della Guinea e del leader del PAIGC, tuttavia non furono trovati. Il tentativo d’imporre un partito d’opposizione antigovernativo (FNLG) mancò del supporto locale e le forze portoghesi poterono solo liberare 26 prigionieri di guerra. Il raid inflisse pesanti perdite alla Guinea, 4 motosiluranti Proekt-183 del PAIGC e 3 motomissilistiche Proekt-183R della flotta guineana affondati. Ma 150 militanti del FLNG sbarcati dai portoghesi furono eliminati o catturati. Complessivamente le forze guineane e del PAIGC persero 52 effettivi.

Amilcar Cabral, con marinai del PAIGC e un ufficiale della Marina sovietica – 1968

Nel novembre-dicembre 1972, la Marina Militare sovietica fornì al PAIGC 3 motovedette Proekt-199.

21 gennaio 1973, il leader del PAIGC Amílcar Cabral fu assassinato nel colpo di Stato voluto dal comandante della Marina del PAIGC, arruolato dal servizio segreto portoghese PIDE. La piccola Marina del PAIGC si ammutinò sequestrando la moglie di Amílcar Cabral e altri leader del PAIGC (tra cui Aristide Pereira). Le 3 motovedette Proekt-199 tentarono di fuggire presso i portoghesi per giurare fedeltà al PIDE; tuttavia al largo della Guinea vi era il cacciatorpediniere sovietico Byvalyj, che riuscì a riprendere 2 motovedette. Fu la prima azione della Marina Militare sovietica dalla Seconda guerra mondiale con uno scontro diretto con imbarcazioni nemiche. Anche la Marina Militare guineana inviò sue unità ad inseguire e intercettare l’ultima motovedetta, su cui erano presenti la moglie di Amilcar Cabral ed Aristide Pereira (che furono torturati dai golpisti). La terza motovedetta venne presa ed integrata nella Marina Militare della Guinea. Probabilmente le navi inviate dalla Guinea, erano le 4 motosiluranti Proekt-183 consegnate dall’URSS nel 1971-1972.

Il Byvalyj a Conakry con le 2 motovedette Proekt-199 catturate ai golpisti.

La foto probabilmente mostra una nave guineana con a bordo i golpisti catturati sulla motovedetta Proekt-199 del PAIGC.

Fonte: Soviet Empire

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