Operazioni navali dei partigiani danesi e norvegesi

Alessandro Lattanzio

Danimarca
Un gruppo della Resistenza danese durante la Seconda Guerra Mondiale, collegato al Partito Comunista Danese, era il BOPA, dedito al sabotaggio.

15 febbraio 1945, il primo attacco del BOPA fu effettuato collocando esplosivo in tunnel sotto una gru nel porto per farla cadere sull’incrociatore leggero tedesco Nurnberg, tuttavia i danni furono minori.

24 – 25 aprile 1945, il secondo attacco avvenne reclutando un cadetto della scuola sommozzatori, membro di un gruppo della Resistenza collegato alla Marina Militare danese. Un simpatizzante, ufficiale addetto ai fari, prese l’imbarcazione da ricerca Biologen e con 5 uomini a bordo trasportò il sommozzatore per piazzare un ordigno, preparato a bordo del rompighiaccio Vaeddaren, sullo scafo dell’incrociatore tedesco, ma l’ordigno non esplose. Un secondo tentativo fu organizzato e preparato, ma la guerra giunse alla fine. Lo stesso sommozzatore rimosse l’ordigno inesploso poco dopo la fine della guerra.

Norvegia
La Resistenza comunista norvegese durante la Seconda guerra mondiale comprese due gruppi. Il Gruppo Osvald, collegato al Partito comunista norvegese che operò fino al 1944, e il Gruppo Pelle, operativo dalla fine del 1944. Gli aderenti ad entrambi i gruppi furono perseguitati dalle autorità norvegesi per le loro posizioni filocomuniste, e furono riconosciuti solo nel 2013 e 2015. Il Gruppo Osvald nacque dal ramo norvegese del Gruppo Wollweber, affiliato al Komintern.

19 marzo 1942, il gruppo di Osvald sabotò nel porto di Oslo 2 motovedette tedesche, distruggendole, 4 morti.

13 novembre 1944, il mercantile norvegese Neptun (1574 tonnellate) affondò nel porto di Bergen, dopo il sabotaggio commesso da un membro dell’equipaggio che piazzò l’esplosivo sulla fiancata della nave. Il marinaio fu arrestato dalla Gestapo, ma sopravvisse alla guerra.

23 novembre 1944, Raid nei cantieri di Oslo; fu un grande sabotaggio coordinato in due cantieri navali di Oslo: Nylands Verksted e Akers Mekaniske Verksted. L’operazione fu la maggiore compiuta dal Gruppo Pelle, che riuscì a trasportare l’esplosivo col supporto degli operai norvegesi dei cantieri. Nel cantiere Nylands furono affondati il mercantile norvegese Troma (5029 tonnellate), il mercantile norvegese Taiwan (5502 tonnellate), la petroliera tedesca Euroland (809 tonnellate) mentre la petroliera tedesca Schleswig (10243 tonnellate) subì gravi danni (non affondò, ma non fu riparata). Nel cantiere navale Akers Mek. furono affondate la nave cisterna norvegese Kaprino (3249 tonnellate) e il mercantile Arna (4325 tonnellate). 2 marinai norvegesi morirono sull’Arna.
La Gestapo reagì arrestando 11 combattenti e giustiziandone 7. L’attentato rallentò la ritirata dei tedeschi e rimane il sabotaggio navale di maggior successo attuato da un gruppo comunista della Resistenza, affondando circa 29000 tonnellate di naviglio. Il governo riconobbe l’azione del Gruppo Pelle solo nel 2013, dopo averlo falsamente attribuita ad agenti inglesi, perseguendo la politica anticomunista durante la Guerra Fredda. La nave mercantile Troma poi cambiò nome in “Max Manus”, onorando il sabotatore filo-inglese che falsamente reclamò il successo del Gruppo Pelle e a cui in realtà non partecipò.

Fonte: Soviet Empire

Precedente Sabotaggi navali del Gruppo Wollweber del Komintern Successivo La Marina dei partigiani greci nella Seconda guerra mondiale