La Marina dei partigiani greci nella Seconda guerra mondiale

Alessandro Lattanzio

L’esperienza navale dei partigiani in Grecia durante la Seconda guerra mondiale fu simile a quella degli jugoslavi.
Come in Jugoslavia, il movimento partigiano più forte era comunista (ELAS) e dal 1944 costituì una propria forza navale (ELAN: Marina di Liberazione Popolare Greca) con navi ausiliarie e schooner catturati e riarmati. Queste navi riuscirono a molestare le linee di rifornimento tedesche tra le isole e le guarnigioni a terra, tuttavia, la campagna greca si differenziava da quella jugoslava per i risultati.
Se in Jugoslavia i partigiani comunisti ottennero il sostegno degli alleati occidentali, in Grecia il Regno Unito rimase un netto sostenitore dei monarchici. L’antagonismo divenne aperto confronto militare verso la fine della guerra, e terminò nella guerra civile greca.

Mar Ionio
7 luglio 1944, la goletta armata partigiana Agios Dimitrios era l’unità attiva più significativa nel Mar Ionio. Fu presidiata da 14 marinai (il comandante era Símo Loukéri), dislocava 8 tonnellate e trasportava armi leggere e una mitragliatrice Breda. Quel giorno, l’Agios Dimitrios attaccò una goletta tedesca, ma fu respinta dal tiro della nave. L’arrivo di 3 motovedette tedesche costrinse l’Agios Dimitrios a nascondersi vicino la foce del fiume Aspropotamos; da quella nuova posizione individuò la goletta tedesca Lesina in navigazione verso l’isola di Makropopulos. Una squadra di 3 partigiani aprì il fuoco da terra mentre l’Agios Dimitrios si avvicinava allo schooner e l’arrembava. I marinai tedeschi furono fucilati. La goletta fu portata nel villaggio controllato dai partigiani di Rodia. Il carico di 80 tonnellate di materiale esplosivo sequestrato comprendeva mine anticarro e anti-uomo. Gli ufficiali inglesi tutt’altro che felici di vedere tale carico nelle mani dell’ELAS si offrirono (senza successo) di acquistarlo.

19 luglio 1944, la goletta Agios Dimitrios imbarcò alcuni ufficiali dell’ELAS che tentavano di lasciare l’isola di Cefalonia, data la pesante offensiva tedesca. Mentre raggiungevano la terraferma, le truppe tedesche tesero un’imboscata e l’affondarono. Secondo diverse fonti, tra 21 e 26 marinai dell’ELAS furono uccisi.

13 settembre 1944, nell’isola di Itaca i partigiani attaccarono il porto e sequestrato il rimorchiatore Maria Antonietta (equipaggio italo-tedesco) con un’azione della barca partigiana Demokratia. Unità tedesche intervennero affondando rimorchiatore e Demokratia. Le perdite umane furono 2 partigiani e 17 marinai italiani (che erano passati ai partigiani).

Golfo Argolico
L’attività navale partigiana iniziò nell’ottobre 1943, in 8 mesi i partigiani sequestrarono diverse imbarcazioni nemiche. I marinai partigiani erano attivamente impegnati in combattimenti a terra, e i tedeschi si ripresero molte imbarcazioni o le affondarono nei porti. I villaggi costieri subirono la deportazione dei civili per mano dalle truppe tedesche.

Golfo Pagasetico
Nel maggio 1944 un’imbarcazione partigiana sequestrò un motoscafo tedesco carico di munizioni.
Nel giugno 1944 un’imbarcazione partigiana arrembò la goletta Skiathos, poi assegnata nella flottiglia partigiana.
Nell’agosto 1944 un’imbarcazione partigiana catturò un rimorchiatore tedesco.

Mar Egeo
La flottiglia partigiana operante nel nord del Mar Egeo, nella Penisola Calcidica, costituiva l’unità più forte ed organizzata dell’ELAN.

12 maggio 1944, le barche armate partigiane Chalkidiki, Thasos e Ammouliani iniziarono la prima campagna navale sequestrando la barca Agios Nikolaos, con a bordo 1 tonnellata di esplosivo, 1 cannone da 105 mm, 3 fucili e 4 pistole. La nave navigava verso l’isola di Lemnos.
Fine maggio, lo stesso gruppo di unità catturò il rimorchiatore armato Zefyros, e in seguito la barca tedesca Adolfos (ribattezzata Cholomontas) ed altre 4 navi. A luglio i partigiani riorganizzarono una seconda flottiglia, comprendente la nave ospedale Agios Dimitrios, e in un mese sequestrarono 15 imbarcazioni.

18 agosto 1944, imbarcazioni partigiane sequestrarono la barca da rifornimento Panagia.

20 agosto 1944, imbarcazioni partigiane sequestrarono la barca da rifornimento Agios Konstantinos (carica di petrolio).

22 agosto 1944, la flottiglia effettuò uno sbarco utilizzando la motonave Volga vicino al Monte Athos, coordinandosi con le forze terrestri dell’ELAS.

29 agosto 1944, 15 miglia ad est del Grande Monastero di Lavra, le navi della flottiglia sequestrarono una petroliera nemica con 150 tonnellate di carburante ed olio lubrificante. Così l’ELAN poté rifornire di carburante l’11.ma Divisione dell’ELAS per l’offensiva finale in Macedonia.

14 settembre 1944, imbarcazioni partigiane sequestrarono 5 cisterne bulgare da 600 tonnellate che tentavano di fuggire in Turchia. Lo stesso giorno un’imbarcazione partigiana catturò 2 barche tedesche (entrambe con un cannone da 75 mm), e una barca armata tedesca fu colpita e presa facendo prigionieri 12 tedeschi, tra cui un tenente.

Battaglia di Eleftheridon, il 25 settembre 1944 si verificò il più grande scontro navale della flottiglia partigiana greca, a nord-est di Stratoni. 2 cacciasommergibili tedeschi rientravano da Lemno trasportando 500 soldati verso Stavros. L’ELAN inviò le unità Thasos, N° 5, Chalkidiki, Laokratia e il rimorchiatore Zefyros. In 3 ore di combattimenti i tedeschi subirono 25 morti e 60 feriti. I partigiani subirono 1 morto sul Cholomontas.

6 ottobre 1944, una barca partigiana sequestravano una piccola nave cisterna tedesca vicino Athos.

8 ottobre 1944, 3 barche partigiane si scontravano con 4 barche armate tedesche, infliggendo 10 morti ai tedeschi.

17 ottobre 1944, 4 barche partigiane si scontravano con 4 barche armate tedesche, rivendicando 20 tedeschi uccisi.

Fine della guerra
Nei combattimenti tra ELAS ed esercito inglese nel dicembre 1944, l’ELAN rifornì le forze dell’ELAS.

28 febbraio 1945, aderendo all’accordo cogli alleati, l’ELAN venne sciolta. All’epoca comprendeva 1200 uomini e donne.

Oggi c’è un monumento ai marinai dell’ELAN ad Antikyra (dopo anni di silenzio imposto dai governi anticomunisti in Grecia).

Fonte: Soviet Empire

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