L’ammutinamento della flotta cilena del 1931

Alessandro Lattanzio

Nel 1931 il Cile fu gravemente colpito dalla crisi economica, provocando disordini sociali. L’ammutinamento della Marina Militare cilena fu innescato dal malcontento, ma poco dopo i marinai dichiararono il sostegno al Partito Comunista cileno mirando alla rivoluzione socialista. Durante il conflitto solo poche forze dell’esercito si schierarono coi marinai.

31 agosto – 1° settembre 1931, primo ammutinamento sulla corazzata Almirante Latorre e altre 14 unità nel porto di Coquimbo. Gli ufficiali furono arrestati, i marinai avanzarono richieste al governo.

3 settembre 1931, ammutinamento a Talcahuano, col supporto di marinai, cadetti e operai. Le navi salparono per Coquimbo portando il numero della flotta rivoluzionaria a 30 navi. Fu un evento unico nella storia, una flotta da guerra salpava senza ufficiali a bordo. Gli ammutinati dichiararono l’insurrezione rivoluzionaria socialista. La nave da trasporto Micalvi (850 tonnellate), salpò da Talcahuano per Lota, doveva trasportare un gruppo di minatori, ma il gruppo fu arrestato dai carabineros.

5 settembre 1931, l’esercito cileno toglieva l’assedio ai soldati rivoluzionari della caserma Regimiento Mapio di Valparaiso. Fu l’unica unità dell’esercito a tentare l’adesione alla rivoluzione.

Battaglia di Talcahuano, l’esercito cileno attaccò la base navale di Talcahuano, conquistandola il giorno dopo. I combattimenti furono violenti con molte perdite. Non meno di un migliaio di rivoluzionari fu catturato. Fino all’ultimo i marinai tennero i contatti radio coi compagni di Coquimbo. Il cacciatorpediniere Almirante Riveros fu colpito dall’artiglieria terrestre durante i combattimenti, subendo gravi danni con morti e feriti.

6 settembre 1931, Bombardamento di Coquimbo, l’aeronautica cilena attaccò la flotta rivoluzionaria. La forza d’attacco era composta da 2 bombardieri pesanti Junkers R-42, 14 bombardieri leggeri Curtiss Falcon e Vickers Vixen, 2 aerei da trasporto Vickers-Wibault Type 121 e 2 Ford 5-AT-C modificati come bombardieri. Gli aerei si concentrarono sulla corazzata Almirante Latorre, ma colpirono solo il sommergibile Quidora (1 morto e 1 ferito). Il fuoco antiaereo, diretto dalla nave da battaglia Almirante Latorre, fu efficace: 5 aerei furono colpiti e 1 Curtiss Falcon abbattuto. Nella notte i cacciatorpediniere Hyatt e Riquelme si arresero al governo.

Riquelme

7 settembre 1931, il posamine Colo Colo raggiunse l’isola di Quiriquina, per sostenere il presidio locale dei cadetti. Una volta arrivato, fu avvicinato dal sommergibile Rucumilla: l’unica nave nelle mani degli ufficiali filogovernativi. Il posamine tentò di speronarlo e poi l’inseguì fino al fiume Biobìo.

Colo Colo

Nonostante la difesa a Coquimbo, la perdita di una base, l’azione ferma del governo e l’assenza di aiuti e sostegno esteri convinsero i rivoluzionari a deporre le armi. I marinai subirono la corte marziale. L’ultima conseguenza si verificò il 24 dicembre, quando un gruppo di 30 aderenti armati al Partito Comunista attaccò la caserma del Reggimento Esmeralda a Copiapò: durante il combattimento, sette rivoluzionari furono uccisi oltre a un sergente e due civili. Nei giorni seguenti, la polizia arrestò e uccise 17 comunisti. I marinai dell’ammutinamento furono tutti perdonati quando nacque la Repubblica socialista cilena, creata da un colpo di Stato militare-socialista e durata dal 4 giugno al 13 settembre 1932.

Fonte: Soviet Empire

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