Battaglie navali del conflitto sino-sovietico del 1929

Alessandro Lattanzio

La guerra sino-sovietica del 1929 fu un conflitto particolare e scarsamente conosciuto nel mondo occidentale, tra Unione Sovietica e Repubblica di Cina, originato dall’occupazione cinese delle ferrovie orientali. All’epoca, la Repubblica cinese era appena uscita dal dominio dei Signori della Guerra, e se era riunificata ufficialmente, in Manciuria a scontarsi con l’Armata Rossa fu l’esercito del signore della guerra Zhang Xueliang. Durante la guerra, l’Armata Rossa sorprese gli osservatori perché sconfisse rapidamente il nemico grazie a una combinazione di tattiche militari moderne (coordinazione aeronavale) e di politica. L’uso della guerra psicologica (volantini, radio, propaganda diffusa dagli agenti locali) contribuì a demoralizzare le forze nemiche. Persino le fonti occidentali sottolineano come i cinesi saccheggiarono e derubarono i civili durante la ritirata, mentre l’Armata Rossa aprì le riserve locali di riso raccolte dai proprietari terrieri distribuendole alla popolazione. L’esito del conflitto fu una vittoria rapida e decisa dell’Unione Sovietica, rafforzando l’impegno sovietico nell’Estremo Oriente. Come nota peculiare, coi cinesi vi erano gruppi di russi bianchi fuggiti dopo la fine della guerra civile russa. Molti capi bianchi attivi in Manciuria operarono a sostegno del Giappone e del Manchukuo durante la Seconda guerra mondiale.
La guerra sino-sovietica del 1929 fu particolare perché la Marina Militare sovietica impiegò una forza fluviale composta da monitor in grandi battaglie fluviali contro le navi nemiche. Fu senza dubbio il conflitto navale più ampio con duelli di artiglieria nella storia della Marina Militare sovietica, per numero e potenza delle unità coinvolte. Fu anche la battaglia navale più decisiva vinta dalla Marina Militare sovietica, che portò alla quasi completa distruzione della flotta nemica e a perdite insignificanti sovietiche. Il conflitto fu anche una delle poche guerre del 20° secolo centrate sulla guerra fluviale. All’inizio del ‘900, la Marina Imperiale russa decise di rafforzare le flottiglie fluviali, adottando i monitor della classe Tajfun: su questo campo i russi si dimostrarono avanzati, e la classe fu per molti anni la più potente delle forze fluviali in Estremo Oriente. A differenza della maggior parte delle cannoniere fluviali in Estremo Oriente, che avevano compito di “polizia coloniale”, la classe Tajfun fu progettata per i combattimenti navali con poche sovrastrutture e grandi torri blindate per i cannoni.

22 luglio 1929, inizio della guerra. Sul fiume Amur, il piroscafo sovietico Chita catturò le navi mercantili cinesi Yilan e Haicheng e la chiatta Huake, sequestrando 20 chili di oro, fucili e mitragliatrici.

Krasnyj Vostok

La guerra sino-sovietica del 1929 vide specificamente alla Marina Militare sovietica impiegare la flottiglia fluviale in grandi battaglie contro le navi nemiche, nelle battaglie navali più vittoriose della Marina Militare sovietica, che distrusse completamente la flotta nemica con perdite insignificanti ed impatto diretto sull’esito del conflitto. All’inizio del 1900, la Marina Imperiale russa decise di rafforzare le flottiglie fluviali creando la classe dei monitor Tajfun: il tipo più potente di navi fluviali dell’Estremo Oriente. Diversamente dalla maggior parte delle navi e cannoniere fluviali, impiegate come “polizia coloniale”, la classe Tajfun fu progettata per il combattimento navale, con scarne sovrastrutture e quattro grandi torri blindate per i cannoni. All’inizio della guerra, la Marina Militare sovietica inviò in combattimento i monitor della classe Tajfun: Sverdlov, Lenin, Krasnyj Vostok e Sun Yat Sen, le cannoniere Bednota, Krasnoe Znamja, Proletarij e Burjat, e le motovedette Kopja, Pika e Bars, il posamine Silnyj e un gruppo di dragamine.
Lenin e Sun Yat Sen avevano quattro torri binate per cannoni da 120mm.
Sverdlov e Krasnyj Vostok avevano quattro torri singole per un cannone da 152mm.
Il Krasnoe Znamja aveva due cannoni da 120mm e 1 cannone da 76mm.
Bednota e Proletarij avevano due cannoni da 102mm e 1 cannone da 76mm.
Inoltre, questa flotta era anche dotata della portaidrovolanti Amur, un ex- monitor della classe Tajfun disarmato e con un hangar per 4 idrovolanti MR-1. Le azioni dell’Amur furono il primo evento della storia sovietica con l’impiego efficace di navi portaeromobili.
Contro questa flotta, le forze nazionaliste cinesi disponevano delle cannoniere Kian Hyn armata con 1 cannone da 120mm, 1 da 88mm e 4 da 52 mm; Li Ju, con 2 cannoni da 52mm; Li Sui, 1 cannone da 88mm, 2 da 76mm, 2 da 47mm; Zhang Ping, 4 cannoni da 76mm; Dyan Tai, Dyan Pai e Dyan Un con 2 cannoni da 47mm; Dyan Nai e Dyan Tun con un cannone da 52mm, la nave da trasporto armata Li Chuan da 250 tonnellate e con 1 cannone da 76mm, e la batteria galleggiante Tung-I armata con 2 cannoni da 120mm e 2 da 76mm.

Amur

22 luglio 1929, Inizio della guerra.

21 luglio 1929, sul fiume Amur la flotta sovietica catturò le mercantili cinesi Yilan e Haicheng.

22 luglio 1929, Inizio della guerra.

12 agosto 1929, il monitor sovietico Lenin bombardava le posizioni cinesi e truppe sovietiche sbarcavano sulla riva cinese dell’Amur per inseguire i volontari russi bianchi.

Metà agosto 1929, due piroscafi cinesi catturati dai sovietici sul fiume Sungari.

10 ottobre 1929, i cinesi sequestrarono delle zattere sovietiche che trasportavano legname: unico “successo” cinese nel conflitto.

Pika

12 ottobre 1929, Battaglia di Lahasusu (o Battaglia di Sanjiangkou), la prima azione fu una missione di pattuglia dei dragamine sovietici per assicurarsi che la foce del fiume Sungari fosse sgombra dalle mine, quindi la flotta s’inoltrò guidata da Jakov Ivanovich Ozolin. I monitori Krasnyj Vostok e Lenin e la cannoniera Burjat bombardarono le posizioni terrestri cinesi, mentre la motovedetta Pika e il posamine Silnyj sbarcarono truppe. La portaidrovolanti Amur lanciò i suoi velivoli. Le navi cinesi ingaggiano la flotta sovietica per fermare lo sbarco delle truppe. La cannoniera Li Ju colpì la cannoniera Proletarij e il monitor Sun Yat Sen, ma senza danni significativi. Il monitor Krasnyj Vostok invece affondò la cannoniera Li Ju. Nel frattempo le cannoniere Burjat e Krasnoe Znamja sbarcarono altre truppe, mentre un idrovolante colpì la batteria Tung-I che venne abbandonata dai cinesi e catturata dalle truppe sovietiche. Le altre cannoniere cinesi tentarono di respingere l’attacco, ma con scarsi risultati: Li Sui fu colpita del Lenin e si ritirò, e il Krasnyj Vostok affondava la cannoniera Zhang Ping.
Gli idrovolanti sovietici tentarono di attaccare senza successo la Li Sui che si ritirava con la cannoniera Kian Hyn e la nave da trasporto Li Chuan. I monitor sovietici Sun Yat Sen e Sverdlov danneggiarono la Dyan Tai e affondarono Dyan Pai e Dyan Nai.
Le truppe sovietiche occuparono rapidamente la fortezza nemica di Lahasusu, mentre le truppe cinesi (2200 uomini) fuggirono dopo aver assistito alla sconfitta della forza navale cinese. I cinesi ebbero 200 morti e 98 prigionieri. I sovietici catturarono la Tung-I, 4 chiatte, 2 motoscafi, 12 cannoni, 13 mortai, 15 mitragliatrici e 3000 fucili. La Marina Militare sovietica subì 1 caduto e 4 feriti (di cui 3 sul Sun Yat Sen per un’esplosione accidentale).

30 ottobre 1929, le forze sovietiche sbarcarono a Fugdin.

31 ottobre 1929, durante i combattimenti, gli idrovolanti MR-1 compirono nove incursioni sulla città, e 2 idrovolanti partiti dalla nave Amur affondarono la nave ammiraglia cinese Kiang Heng, e in seguito gli idrovolanti affondarono anche il trasporto armato Li Chuan. I cinesi affondarono le navi sopravvissute Dyan Tai, Dyan Un e Dyan Tun. Durante il conflitto i sovietici ebbero la superiorità aerea assoluta: i cinesi avevano solo 5 aerei Breguet che non raggiunsero mai il fronte.

22 dicembre 1929, armistizio firmato a Khabarovsk.

Fonte: Soviet Empire

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