Quando l’Aeronautica nordcoreana combatté Israele

Military Watch 8 ottobre 2018

Mentre la guerra dello Yom Kippur è un noto scontro della Guerra Fredda tra forze filo-sovietiche ed occidentali verificatasi nel pieno della guerra del Vietnam, contrapponendo le forze di numerosi Stati arabi, come Egitto, Siria, Iraq e Algeria contro il solito avversario Israele, il ruolo svolto dal personale schierato da potenze estere rimane meno noto. Un partito che ebbe un ruolo significativo nel conflitto, l’inizio dell’ampio coinvolgimento in Medio Oriente per indebolire gli interessi regionali del blocco occidentale, che continua ad oggi, era l’Esercito Popolare coreano (KPA), le Forze Armate della Corea democratica. Avendo intrapreso una guerra intensa e brutale con Stati Uniti e loro alleati negli anni ’50, dove si stima che il 20-30% della popolazione fu uccisa principalmente dai bombardamenti statunitensi, la Corea democratica comprese bene l’importanza della superiorità aerea e ricostruì le proprie forze di difesa aerea ed aerea con i più potenti sistemi d’arma sovietici a disposizione. I piloti e gli equipaggi della difesa aerea nordcoreani furono incaricati non solo di sorvegliare lo spazio aereo del Paese in caso di guerra cogli Stati Uniti, ma anche di contribuire agli sforzi bellici di numerosi Paesi amici, e che continuano a farlo oggi.
I piloti della Corea democratica ebbero un ruolo considerevole nella guerra del Vietnam e, secondo fonti coreane, vi abbatterono diversi aerei da combattimento statunitensi. Mentre la guerra aerea sul Vietnam si avvicinava alla fine, negli anni ’70, l’Aeronautica del KPA inviò piloti in Egitto per aiutare lo sforzo bellico del Paese filo-sovietico. I piloti nordcoreani aiutarono le forze egiziane a difendere lo spazio aereo mesi prima dello scoppio della guerra dello Yom Kippur, e secondo il Capo di Stato Maggiore dell’esercito egiziano Sad al-Shazly, l’assistenza coreana fu cruciale in un momento di grande bisogno. Ricordando che il personale dell’URSS pilotava circa il 30% della flotta di MiG-21 egiziana e gestiva il 20% delle batterie missilistiche terra-aria del Paese, osservò che in seguito alla partenza delle forze sovietiche per decreto del presidente egiziano Anwar Sadat l’Aeronautica egiziana affrontò la significativa carenza di piloti addestrati. Sul ruolo della Corea democratica nella risoluzione del problema, il generale dichiarò nelle sue memorie: “La soluzione mi venne in mente nel marzo 1973, durante la visita in Egitto del Vicepresidente della Repubblica Democratica Popolare della Corea. Il 6 marzo, mentre scortavo il Viceministro della Difesa, Generale Zang Song, in un tour sul fronte di Suez, chiesi se potevano supportarci e dare ai loro piloti un utile addestramento al combattimento, ma inviarono anche uno squadrone. Sapevo in quel momento che il loro Paese impiegava i MiG-21. Dopo molte discussioni politiche, in aprile visitai il Presidente Kim Il Sung per finalizzare il piano. Il mio affascinante tour di dieci giorni in quella straordinaria Repubblica, esempio ispiratore di ciò che una piccola nazione del cosiddetto Terzo Mondo può ottenere con le proprie risorse è, ahimè, al di fuori della portata di queste memorie, come lo fu il mio scalo a Pechino.
I piloti coreani, molto esperti e con più di 2000 ore di volo, arrivarono in Egitto a giugno e operarono già a luglio. Israele e il suo alleato (Stati Uniti) ne monitorarono le comunicazioni, naturalmente, e il 15 agosto ne annunciarono la presenza. Con mio rammarico, la nostra leadership non lo confermò mai. I coreani erano probabilmente il più piccolo rinforzo militare internazionale della storia: solo 20 piloti, 8 controllori, 5 interpreti, 3 furieri, un consigliere politico, un dottore e un cuoco. Il loro effetto fu sproporzionato. Si scontrarono due o tre volte cogli israeliani in agosto e settembre e circa le stesse volte in guerra. Il loro arrivo fu commovente. Cito qui la storia per rendergli omaggio e chiedere scusa per la sfrontatezza della nostra leadership nel non farlo”. Mentre le forze egiziane sostenevano da tempo che il MiG-21 era scarsamente adatto ad ingaggiare l’F-4E, il principale caccia da superiorità aerea d’Israele, e che l’aviogetto sovietico mancava della necessaria sopravvivenza contro la pesante piattaforma statunitense, ci dimostrarono che ci sbagliavano non solo coi successi dei piloti nordvietnamiti contro gli Stati Uniti, ma anche dei piloti nordcoreani che operarono contro i Phantom israeliani sullo spazio aereo egiziano. Secondo fonti israeliane, riferendosi a un ingaggio tra MiG pilotati da nordcoreani e i loro Phantom, i piloti coreani dimostrarono notevole abilità e furono effettivamente intoccabili negli scontri ravvicinati, sfruttando appieno la manovrabilità del MiG-21 sfuggendo a vari attacchi israeliani con impunità. I piloti nordcoreani abbatterono tutti dei caccia israeliani, edi rapporti indicano che nessun coreano fu abbattuto dagli israeliani. Un certo numero di rapporti indica tuttavia che gli equipaggi missilistici missilistici in superficie egiziani (SAM) malamente addestrati scambiarono i caccia MIG-21 coreani per degli aviogetti israeliani, e gli spararono. Era un errore comune degli equipaggi dei SAM egiziani, costando al Paese numerosi aerei da combattimento.
La partecipazione dei piloti nordcoreani alla guerra del Kippur fu solo l’inizio del coinvolgimento militare del Paese in Medio Oriente, né l’ultima volta che aiutò gli Stati arabi in guerra con Israele. Mentre l’Egitto passò al blocco occidentale abbandonando Unione Sovietica ed alleati arabi, il Paese avviò una serie di programmi di armamenti congiunti con la Corea democratica e continuò ad importare quantità significative di armamenti dal Paese. L’arsenale dei missili balistici egiziani ha origini nordcoreane e il Rodong-1 nordcoreano rimane oggi la piattaforma più potente del Paese. L’assistenza nordcoreana fu anche incaricata di costruire un museo della guerra in Egitto per commemorare la guerra dello Yom Kippur, basata sul grande museo della guerra per la liberazione dei padri di Pyongyang che commemora la guerra di Corea. Le forze della Corea democratica sin dalla Yom Kippur hanno stretti legami con Siria e Yemen, e il KPA è coinvolto nelle guerre con le forze occidentali in entrambi i Paesi. L’assistenza coreana fu fondamentale per potenziare la rete missilistica superficie-aria della Siria, mentre veniva riferito che forze speciali furono schierate per operazioni a terra. Il personale del KPA fu anche coinvolto nella guerra del Libano insieme agli alleati siriani, e in seguito aiutò la milizia libanese Hezbollah a creare le fortificazioni sotterranee nel successo militare contro Israele del 2006. Un certo numero di figure chiave nella leadership di Hezbollah, tra cui il leader Hasan Nasrallah, secondo quanto riferito, si recarono in Corea per l’addestramento militare, negli anni ’80. L’assistenza coreana fu cruciale per rafforzare le capacità missilistiche di Libia, Siria e Yemen, nonché di Iran ed Hezbollah, dato che questi partiti usavano un’ampia varietà di programmi missilistici del Paese finora. Lo Stato dell’Asia orientale, dalla guerra dello Yom Kippur ha svolto un ruolo considerevole nel sostenere le forze regionali contro il blocco occidentale e i suoi alleati, e continuerà a farlo nel prossimo futuro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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