La Marina Militare jugoslava durante la guerra in Croazia (1991-1992)

Alessandro Lattanzio

Durante la Guerra Fredda, la Marina Militare jugoslava crebbe in dimensioni e potenza con programmi di costruzione navale estremamente interessanti. A causa del neutralismo dello Stato comunista, la Marina Militare jugoslava poté acquisire navi costruite in occidente e i diritti di licenza. La Marina Militare jugoslava attuò un programma locale per costruire sottomarini costieri di progettazione nazionale, oltre a motosiluranti, dragamine e motovedette. Verso la fine della Guerra Fredda, la Marina Militare jugoslava approfittò dei crescenti rapporti con l’Unione Sovietica per acquisire nuove navi lanciamissili e fregate mantenendo fino agli anni ’90 una flotta potente. La Marina Militare jugoslava apparentemente non vide scontri durante la Guerra Fredda. Le azioni della Marina Militare jugoslava durante lo smembramento della Jugoslavia, tuttavia, si tradussero in una fallita campagna navale. Nonostante anni di originalità e inventiva, la Marina (come le Forze Armate Popolari jugoslave) era impreparata ad affrontare la sanguinosa guerra civile. Lo shock iniziale della guerra, seguito dal progressivo smantellamento delle istituzioni comuniste. Nonostante godesse della superiorità navale assoluta, la Marina Militare jugoslava non poté imporre il blocco a Dubrovnik, e se alcuni bersagli affondarono, non cambiò il risultato. Quando la Marina Militare jugoslava tentò d’ingaggiare il nemico nella battaglia dei canali dalmati, i croati attaccarono le navi jugoslave dalla costa, respingendo l’operazione.

VPBR-31 Split

Notizie poco chiare secondo cui nell’autunno 1991 il motoscafo croato Vukovar (ex-jugoslavo TC-223 Partizan-III, sequestrato in porto) tentò di silurare la fregata jugoslava VPBR-31 Split, senza successo. Secondo alcuni resoconti, il Vukovar compì due attacchi lanciando 8 siluri. La fregata, demolita nel 2013 e di costruzione sovietica, era la nave ammiraglia della flotta iugoslava. Non è chiaro se l’attacco fosse reale o piuttosto propaganda.

TC-223 Partizan-III

11 settembre 1991, la chiatta croata Klimno (125 tonnellate) veniva distrutta a Novigrad da un missile. La nave era l’ex-chiatta militare PDS-104, ceduta al servizio civile.

14 settembre 1991, il traghetto croato Peljeshanka veniva danneggiato, presumibilmente da forze jugoslave, insieme ai traghetti Birina e Kastor, nel canale della Neretva. Le navi rifornivano le forze croate durante l’assedio alle caserme jugoslave.

18 settembre 1991, il dragamine croato Vukov Klanac (ex-Jugoslavo M-151 Vukov Klanac, sequestrato in porto) veniva affondato dall’artiglieria jugoslava.

M-151 Vukov Klanac

1 ottobre 1991, le motovedette jugoslave PC-178 Kosmaj e PC-179 Zelengora (della classe Mirna) attaccavano il traghetto croato Perast (335 tonnellate), presso l’isolotto di Mishnjak, costringendolo a rifugiarsi nel porto di Slano dove rimase intrappolato, venendo colpito dall’esercito jugoslavo. Lo stesso giorno, la motovedetta PC-135 Rudnik (classe Kalnik) sequestrava il peschereccio Tajfun con l’aiuto di 2 aerei Galeb, e il Rudnik sequestrava i pescherecci Kalada e Faraon.

PC-135 Rudnik

5 ottobre 1991, 3 motoscafi carichi di merci croati violavano il blocco delle motovedette jugoslave PC-178 Kosmaj e PC-174 Ucka, e lo Sveti Vlaho, forzatore di blocco armato croato, recuperava il carico da una posizione pianificata.

6 ottobre 1991, la motomissilistica jugoslava RTOP-404 Hasan Zahirovic-Laca subiva l’attacco dall’artiglieria croata, ma senza ricevere danni.

RTOP-404 Hasan Zahirovic-Laca

18 ottobre 1991, la Marina Militare jugoslava compiva un’operazione anfibia vicino Dubrovnik, catturando Cavtat.

31 ottobre 1991, il “Liberty Convoy” composto da 29 navi, tra cui la Slavija (3983 tonnellate) raggiungeva Dubrovnik col carico. Il convoglio trasportava osservatori, manifestanti e politici sostenitori del regime neofascista croato. La fregata jugoslava VPBR-31 Split fermò il convoglio prima di consentirne la navigazione. Al ritorno, la Slavija trasportò 2000 rifugiati.

VPBR-31 Split

8 novembre 1991, il dragamine RML-308 subiva l’imboscata da forze di terra croate con razzi anticarro, mentre cercava di intercettare il rimorchiatore cecoslovacco Saris che contrabbandava armi in Croazia. Due marinai jugoslavi morirono e il comandante fu ferito da un cecchino, ma riuscì a far incagliare la nave evitandone l’affondamento. Il Saris venne danneggiato dal tiro del dragamine.

10 novembre 1991, il dragamine jugoslavo M-141 Mlet e il pattugliatore PC-171 Biokovo venivano attaccati con missili anticarro Maljutka da terra: il PC-171 Biokovo veniva danneggiato.

M-141 Mlet

9-12 novembre 1991, navi da guerra jugoslave, collaborando con l’artiglieria jugoslava, bombardavano il porto di Dubrovnik affondando diverse navi tra cui il traghetto Adriatic e il veliero statunitense Pelagic.

11 novembre 1991, il cargo maltese Euro River, con equipaggio croato e diretto a Dubrovnik, veniva affondato da motovedette jugoslave nei pressi dell’Isola di Solta.

14-16 novembre 1991, Battaglia dei Canali dalmati; la Marina Militare jugoslava organizzò un’operazione con tre gruppi tattici: “Kastela”, “Vis” e “Ploce” per imporre il blocco navale. I croati contrattaccarono da terra. Il Gruppo “Kastala” comprendeva: la fregata VPBR-31 Split (nave ammiraglia), le motomissilistiche RTOP-401 Rade Koncar, RTOP-403 Ramiz Sudiku, RC-306 Nikola Martinovic, le motosiluranti TC-220 Crvena Zvezda e TC-224 Pionir-II, la motovedetta PC-176 Mukos.
Il Gruppo “Vis” la fregata Pula, 3 motosiluranti e 2 motovedette (altre fonti includono le motomissilistiche RTOP-405 Jordan Nikolov e RTOP-406 Ante Banina).
Il Gruppo “Ploce” i dragamine M-144 Iz, M-143 Olib e M-153 Blitvenica.

PC-176 Mukos

Durante il primo giorno di combattimenti, la motovedetta jugoslava PC-176 Mukos (del gruppo “Kastala”) fu colpita a prua da un siluro lanciato da commando croati sulla costa. La motosilurante TC-224 Pionir-II salvò l’equipaggio, che aveva subito tre caduti, e bombardò le posizioni nemiche. La Mukos fu rimorchiata dai croati che la ripararono ribattezzandola Solta. Il giorno successivo, il gruppo “Kastala” bombardò le posizioni nemiche a Solta e sull’isola di Brac. Il porto di Spalato fu bombardato dalla fregata VPBR-31 Split, e i traghetti Bartol Kasic e Vladimir Nazor furono danneggiati. Il gruppo tattico “Vis” guidato dalla fregata VPBR-32 Pula, aprì il fuoco sull’isola di Solta, spingendo il nemico a concentrarsi sul gruppo “Kastala”. La fregata Pula lanciò razzi antisom col sistema RBU-6000. L’aviazione jugoslava tentò di sostenere la marina con un raid di sei aerei d’attacco J-21 Jastreb, ma la difesa antiaerea croata ne abbatté 2, e i piloti furono recuperati in mare. Nel terzo giorno di combattimenti, i croati si concentrarono sul gruppo “Ploce”: i dragamine M-143 Iz e M-144 Olib subirono dei colpi d’artiglieria; l’Iz s’incagliò e l’Olib affondò, mentre anche il dragamine M-153 Blitvenica subì danni. L’operazione fu un fallimento, nonostante la superiorità navale assoluta jugoslava, la difesa croata costiera era più forte del previsto. 22 marinai jugoslavi caddero.

M-144 Olib

Novembre-dicembre 1991, il forzatore di blocco croato Sveti Vlaho s’incagliava 2 miglia a nord di Dubrovnik, ma veniva recuperato dai croati.

Fine 1991, il mezzo da sbarco jugoslavo Ugor veniva danneggiato da missili anticarro lanciati dalla riva.

1991, il dragamine jugoslavo M-161 Gradats veniva danneggiato da mine.

6 dicembre 1991, il forzatore di blocco croato Sveti Vlaho veniva affondato da un missile anticarro jugoslavo sparato dalla costa. Era un’ex-nave dei contrabbandieri italiani.

28 gennaio 1992, la nave supporto sommozzatori croata BRM-42 veniva affondata da mine di fronte al porto di Lora. 2 marinai deceduti.

27 aprile 1992, scioglimento ufficiale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Fonte: Soviet Empire

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