La Marina partigiana jugoslava nella Seconda guerra mondiale

Alessandro Lattanzio

Durante la Seconda guerra mondiale, il movimento partigiano comunista jugoslavo organizzato nell'”Esercito di Liberazione Nazionale” (NOV) fu tra le più potenti organizzazioni della resistenza europea a combattere il nazifascismo. Con la guerra, i partigiani crebbero in dimensioni, potenze e sostegno popolare a causa della tremenda repressione delle forze di occupazione nazifasciste. Persino gli alleati occidentali capirono quanto fossero più formidabile ed inestimabili contro la Germania nazista, riconoscendo infine il dominio comunista e fornendo sostegno. È importante sottolineare che tale sostegno coesisteva con un analogo sostegno sovietico, e partigiani ed Esercito sovietico liberarono insieme Belgrado. La componente navale della guerra fu piuttosto significativa: durante la lotta contro l’Italia fascista (prima dell’8 settembre 1943), i partigiani usavano barche da pesca e attacchi da terra per molestare i rifornimenti via mare. La Marina fu completamente riorganizzata nel settembre 1943 per lottare contro la Germania nazista e le sue forze fantoccio: le barche furono divise tra cannoniere “NB” (fino a 30 metri di lunghezza, cannoni da 40mm e 20mm, 10-20 membri d’equipaggio) e motovedette “PC “(di solito con armi da 20mm, 10-15 membri dell’equipaggio). La Marina partigiana operò principalmente dall’isola di Vis in cui stazionavano anche unità della Royal Navy. Durante il conflitto, gli alleati non consegnarono mai navi da guerra ai partigiani, tranne dodici piccoli mezzi da sbarco LCT (2), che si dimostrarono inestimabili per trasporto e sbarco dei partigiani, ma non subirono perdite né incontrarono il nemico in azione. La Kriegsmarine gestiva alcune unità nell’Adriatico (corvette o torpediniere ex-italiane) per lo più ingaggiando navi da guerra inglesi e francesi, e i partigiani. Le unità partigiane, tuttavia, erano impegnate nei rifornimenti, con conseguenti arrembaggi e sequestri. A volte ci furono scontri con barche armate ausiliarie nemiche.
La marina partigiana jugoslava era una delle tre forze navali comuniste attive nella Seconda guerra mondiale, insieme alla marina partigiana greca (ELAN) e ovviamente alla Marina Militare sovietica. È interessante notare che, a quanto pare, i partigiani jugoslavi ottennero successi simili in bersagli nemici catturati e affondati in azioni di superficie dirette alla Marina Miliatre sovietica! (Esclusi motosiluranti e i successi sovietici contro Giappone e Manchukuo). I dati confermati includono 10 imbarcazioni armate (1 posamine, 1 nave “antipartigiana”, 1 imbarcazione da sbarco, 1 rimorchiatore armato, 2 barche ausiliarie armate, 4 imbarcazioni minori) e 25 imbarcazioni da trasporto e rifornimento. Oltre a italiani e tedeschi, nel 1944 operò anche la “Marina dello Stato indipendente della Croazia”: uno Stato fantoccio senza funzioni reale, guidato dall’impopolare organizzazione cristiano-fascista croata “Ustasha”, la “Marina” si dimostrò estremamente inaffidabile per i tedeschi, a causa della simpatia dei marinai per i partigiani che spesso disertavano. È interessante notare che i partigiani ricevettero nell’agosto 1945 varie navi da guerra jugoslave prebelliche (tra cui un sommergibile e due torpediniere) che fuggirono in esilio con l’occupazione tedesca. Tuttavia, la guerra in Europa era finita e il 29 novembre 1945 fu proclamata la Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia.

23 maggio 1942, i partigiani impiegavano un peschereccio per catturare la barca da trasporto Mira.

11 agosto 1942, i partigiani impiegavano un peschereccio per catturare la barca da trasporto Dux.

19 ottobre 1942, i partigiani impiegavano un peschereccio per catturare 2 barche da trasporto.

18 novembre 1942, i partigiani impiegavano un peschereccio per catturare una barca da trasporto.

18 dicembre 1942, la Marina di Liberazione Popolare jugoslava veniva fondata ufficialmente.

Nel dicembre 1942, i partigiani misero ufficialmente in servizio la prima motovedetta armata Pionir (ex-peschereccio con 8 membri d’equipaggio e 1 mitragliatrice).

31 dicembre 1942, i partigiani impiegavano 2 pescherecci per catturare le imbarcazioni da trasporto: Istok,Giovanna Madre, Otac Vladimir, Zdravlje e Sveti Ante.

1 gennaio 194, una barca partigiana catturava la nave da trasporto Europa e attaccava la Sveta Eufemija. L’Europa divenne la seconda motovedetta jugoslava Partizan.

4 gennaio 1943, una barca partigiana attaccava la nave da trasporto San Spiridione.

22 gennaio 1943, una barca partigiana catturava e incendiava la nave da trasporto Giuditta.

Febbraio 1943, la motovedetta partigiana Partizan veniva affondata da un idrovolante italiano.

22 marzo 1943, una barca partigiana catturava e affondava le imbarcazioni Maria Luisa e Renato.

14 aprile 1943, una barca partigiana catturava la motonave Africano.

27 maggio 1943, una barca partigiana attaccava un convoglio.

21 luglio 1943, una barca partigiana catturava una barca da trasporto .

8 settembre 1943, la resa dell’Italia portava a grandi cambiamenti nella forza navale partigiana che iniziava a riorganizzarsi con motovedette convertite da ex-pescherecci e cannoniere dotate di più armi.

1 ottobre 1943, la cannoniera NB-9 Biokovac apriva il fuoco (col supporto da forze di terra) contro la nave da trasporto Rab (che trasportava truppa ustasha), che si ritirava.

6 ottobre 1943, la torpediniera italiana Missori catturava un’imbarcazione da trasporto partigiana.

20 ottobre 1943, scontro tra un veliero ausiliario e un’unità partigiana presso l’isola Ilovik. La stessa barca tedesca si scontrata contro altre 2 navi nemiche presso l’isola di Isto, subendo delle perdite.

3-4 novembre 1943, nella notte, la cannoniera NB-9 Biokovac si scontrava con le barche armate tedesche Marija e Naprijed, il comandante rimase ferito. Anche i tedeschi ebbero 7 feriti.

5-6 novembre 1943, la motovedetta PC-61 Udar danneggiava la nave da trasporto tedesca Sv. Franjo. I tedeschi subivano 8 morti e 5 feriti.

11 novembre 1943, le motovedette PC-21 Marjan e PC-22 Streljko danneggiavano una barca armata nemica.

PC-22 Streljko

13 novembre 1943, l’incrociatore Niobe e la torpediniera TA-21 tedeschi catturavano la motovedetta Partizan-III e una barca da pesca danneggiate da un’incursione aerea. Furono catturati anche 8 consiglieri inglesi.

28 novembre 1943, la motosilurante tedesca S-61 affondava una barca da trasporto partigiana.

8-9 dicembre 1943, la cannoniera NB-9 Biokovac, col supporto della motovedetta PC-54 Turist, catturava la barca da trasporto ustasha Jadro, assieme ai sei uomini dell’equipaggio, il cui comandante era dell’intelligence dei partigiani, furono catturati 30 ustasha e 2 tedeschi, 31 fucili, 8 cannoni e 90 tonnellate di cibo.

9-10 dicembre 1943, nella notte, la cannoniera NB-6 Napredak, col supporto delle motovedette PC-43 Napred e PC-45 Batos, catturava la nave da trasporto Ustasha Sv. Nikola. I marinai croati erano in contatto coll’intelligence partigiana.

NB-6 Napredak

10 dicembre 1943, la motovedetta PC-3 Skampo attaccava un piroscafo nemico senza risultati.

12 dicembre 1943, la cannoniera NB-8 Kornat veniva danneggiata da mortai nemici: 1 marinaio ucciso, 1 ferito.

NB-8 Kornat

16 dicembre 1943, la motovedetta PC-3 Skampo attaccava un piroscafo nemico, causando solo danni lievi.

17-18 dicembre 1943, i marinai della motovedetta PC-2 Macola attaccarono da terra una motobarca tedesca, alcuni marinai vennero uccisi. I tedeschi persero il mezzo da sbarco SF-19, subendo 6 morti, 11 dispersi e 29 prigionieri. La nave trasportava 24 tonnellate di carburante, e 800 giubbotti di salvataggio.

PC-2 Macola e PC-3 Skampo

20 dicembre 1943, le motovedette PC-53 Zora, PC-41 Napredak, PC-42 e PC-43 Napred assieme alla motosilurante inglese MTB-649 e all’artiglieria costiera partigiana, attaccarono e catturarono le barche armate tedesche HZ-8 e HZ-9. La Marina partigiana utilizzò le due unità come cannoniere NB-1 Krava e NB-2 Koca.

NB-6 Napredak

24 dicembre 1943, la motovedetta PC-64 Neutralni attaccava e affondava una barca tedesca, presso l’isola di Korcula.

27 dicembre 1943, la motovedetta PC-61 Udar e la cannoniera NB-5 Ivan furono affondate da un attacco aereo tedesco.

NB-5 Ivan

28 dicembre 1943, la motovedetta PC-60 Vjekoslava-II veniva affondata da un attacco aereo tedesco.

31 dicembre 1943, il posamine tedesco Pasman s’incagliava e la cannoniera NB-3 Jadran costrinse l’equipaggio alla resa (24 tedeschi e 4 croati) e distrusse il posamine con cariche esplosive il 5 gennaio.

NB-3 Jadran

3 gennaio 1944, le motovedette PC-1 Jadran e PC-3 Skampo attaccavano la nave da trasporto nemica Slavija, ma riusciva a fuggire.

8-9 gennaio 1944, nella notte, una motovedetta catturava un’imbarcazione nemica.

9 gennaio 1944, le motosiluranti tedesche S-36 e S-55 catturavano 2 imbarcazioni da trasporto e le affondavano.

10 gennaio 1944, le motosiluranti tedesche S-36 e S-55 catturavano la barca da trasporto partigiana Marija, che il giorno successivo veniva affondata da un attacco aereo inglese che affondava anche l’S-55 e danneggiava l’S-36.

16 gennaio 1944, 2 barche d’assalto tedesche affondavano 2 barche da trasporto.

19 gennaio 1944, 4 barche d’assalto tedesche affondavano 2 barche da trasporto. I tedeschi perdevano un mezzo di sbarco durante lo sbarco sull’isola di Hvar, era finita su una mina anticarro uccidendo 21 soldati.

24-25 gennaio 1944, le motovedette PC-1 Jadran e PC-3 Skampo attaccavano il rimorchiatore armato Costante. L’equipaggio nemico si arrese e il Costante fu affondato coll’esplosivo.

8-9 febbraio 1944, nella notte, i mezzi da sbarco tedeschi I-72, I-73 e I-106 tendevano un’imboscata e catturavano la cannoniera NB-10 Sloga e la motovedetta PC-66 Proletar; la Sloga fu poi affondata dai tedeschi.

NB-10 Sloga

20 febbraio 1944, la cannoniera NB-9 Biokovac veniva affondato da un cacciatorpediniere inglese. L’equipaggio veniva salvato.

27-28 febbraio 1944, le motovedette PC-2 Makola e PC-3 Skampo catturavano le barche da trasporto Maria Jose e Haraelis cariche di truppe tedesche, facendo 121 prigionieri.

28 febbraio 1944, la motovedetta PC-22 Streljko catturava la nave da trasporto Giuseppe Cesario.

29 febbraio 1944, la cannoniera NB-8 Kornat veniva danneggiata da motocannoniere inglesi.

9-10 marzo 1944, 2 motosiluranti inglesi affondavano accidentalmente la motovedetta PC-59 Lapad.

17-18 marzo 1944, nella notte, le motosiluranti tedesche S-36 e S-61 affondavano la cannoniera NB-2 Koca.

18 marzo 1944, le cannoniere NB-1 Krava e NB-6 Napredak e le motovedette PC-2 Macola e PC-4 Junak tendevano un’imboscata catturando la barca d’assalto tedesca KJ-10 (tipo Sturmboot-42). La KJ-10 venne rinominata PC-75 Annie-I, poi affondata da aerei alleati il 12 aprile 1944.

20 marzo 1944, le cannoniere NB-1 Krava e NB-6 Napredak venivano affondate da un attacco aereo tedesco.

NB-1 Krava

23 marzo 1944, le motovedette PC-5 e PC-70 Mandina venivano affondate da un attacco aereo.

6-7 aprile 1944, le motovedette PC-21 Marjan e PC-22 Streljko catturavano la barca armata San Antonio.

7-8 aprile 1944, le motovedette PC-21 Marjan e PC-22 Streljko attaccavano le motobarche A-91 e A-302 ma senza causare danni.

21 aprile 1944, la cannoniera NB-7 Enare-II entrava in collisione con la NB-8 Kornat venendo gravemente danneggiato. L’unità fu auto-affondata per impedirne la cattura da parte del nemico. La perdita avvenne durante le operazioni di sbarco dei partigiani a Mljet e sull’isola di Korcula.

NB-7 Enare-II

22-23 aprile 1944, le motovedette PC-21 Marjan e PC-22 Streljko catturavano le imbarcazioni da trasporto Giuliana ed Emilia.

27 aprile 1944, l’equipaggio delle motovedette PC-3 Skampo e PC-4 Junak catturava la nave antipartigiana tedesca Anton (ex-nave italiana), che fu poi trasformata nella più grande cannoniera partigiana, la NB-11 Crvena Zvijezda (24 metri di lunghezza e 180 tonnellate di dislocamento, 1 cannone da 88mm oltre che da 37mm e 20mm).

NB-11 Crvena Zvijezda

1 maggio 1944, la barca partigiana Proletar veniva affondata dall’equipaggio dopo l’attacco delle navi antipartigiane della RSI NAP-24 e MB-9.

10-11 maggio 1944, nella notte, le motosiluranti tedesche S-30, S-36 e S-61 affondavano la nave ospedale Marin II (250 tonnellate): morirono 59 feriti, tra cui un ufficiale tedesco prigioniero.

11 maggio 1944, la cannoniera NB-4 Topcider veniva danneggiato da un attacco aereo alleato.

31 maggio 1944, la motovedetta PC-76 “MC-22” veniva catturata in porto da forze d’assalto nemiche. 3 marinai furono uccisi.

31 maggio – 1 giugno 1944, le motosiluranti tedesche S-153, S-155, S-156 e S-158 affondarono le barche da trasporto partigiane Palma, Sokol e Sloga ed altre 2, facendo 159 prigionieri tra partigiani, italiani, consiglieri inglesi, un pilota statunitense, 37 donne e 5 bambini.

1 giugno 1944, le motosiluranti S-153, S-155, S-156 e S-158 affondavano la barca da trasporto partigiana Mali Ante e altre 2 barche, facendo prigionieri 77 partigiani, 2 consiglieri inglesi, 50 donne e 24 bambini.

1-2 giugno 1944, battaglia di Blitvenice, nella notte, le motosiluranti tedesche S-153, S-155, S-156 e S-157 si scontravano con la cannoniera partigiana NB-8 Kornat. L’S-156 si affiancò alla cannoniera, fingendosi una barca alleata, ma non appena il primo marinaio tedesco salì a bordo fu riconosciuto e catturato. Scoppiò lo scontro a fuoco ravvicinato con le cannoniere S-155 e S-156 che furono danneggiate. L’NB-8 Kornat respinse il gruppo attaccante tedesco. I partigiani subirono 9 feriti, i tedeschi 11 feriti e il marinaio catturato.

3 giugno 1944, la NB-3 Jadran abbatteva un aereo nemico abbattuto vicino Brac.

NB-8 Kornat e NB-3 Jadran a Vis

12 giugno 1944, 11 membri dell’equipaggio croato (compreso un ufficiale) della torpediniera ustasha T-7 disertarono presso i partigiani e discussero piani per organizzare la defezione e il sequestro della nave da guerra. Tuttavia, i tedeschi capirono il pericolo e sostituirono l’equipaggio della torpediniera. Dodici giorni dopo le motosiluranti inglesi MTB-670, MGB-659 e MGB-662 l’affondarono.

22 giugno 1944, la lancia partigiana B-4 veniva affondata dal fuoco amico di motocannoniere alleate.

28 luglio 1944, la cannoniera NB-8 Kornat s’incagliava l’equipaggio l’incendiava per impedirne la cattura.

29 luglio 1944, le motovedette PC-2 Macola, PC-4 Junak e PC-71 Sv. Friz catturavano la nave da trasporto armata Felice.

5-6 agosto 1944, nella notte, la motovedetta PC-22 Streljko affrontò i dragamine ausiliari tedeschi R-15 e R-16, ma senza conseguenze.

PC-21 Miran e PC-22 Streljko

22 agosto 1944, la motovedetta ustasha PT-79 (8 tonnellate e 1 mitragliatrice) si consegnava ai partigiani.

29 agosto 1944, la motovedetta PC-47 Sv. Nikola-I veniva affondata da mortai nemici, 1 morto e 4 feriti.

5 settembre 1944, la motovedetta PC-53 Zora si scontrava con una barca armata ustasha.

9 settembre 1944, l’equipaggio del monitor fluviale ustasha Sava affondava la nave e disertava passando ai partigiano, presso Slavonski Brod. Il monitor fu la più grande nave da guerra nemica persa per azione partigiana. La defezione dell’equipaggio indica quanto fossero impopolari le autorità fantoccio presso la stessa popolazione croata.

14 – 15 settembre 1944, nella notte, le motosiluranti tedesche S-152, S-154 e S-158 catturavano la motovedetta PC-73 Pionir che in seguito fu affondata, e fecero prigionieri 10 partigiani.

22 settembre 1944, le motovedette PC-2 Macola e PC-6 Sumar attaccavano la nave ospedale tedesca Bonn, senza causare danni.

27 settembre 1944, 3 mezzi d’assalto tedeschi catturavano la motovedetta PC-62 Ivo.

9 ottobre 1944, la cannoniera NB-13 Partizan e la motovedetta PC-2 Macola affondavano la barca armata tedesca Angelina. I tedeschi subirono 3 morti e 9 prigionieri. Più tardi le due unità partigiane catturarono un’altra barca armata, l’Adriana, senza sparare.

NB-13 Partizan

14 ottobre 1944, la cannoniera NB-3 Jadran subiva danni leggeri da colpi di mortaio nemici sulla costa.

23 ottobre 1944, battaglia dell’isola Maun, il maggiore scontro navale della Guerra tra unità partigiane e grandi navi da guerra nemiche. La cannoniera NB-14 Pionir e le motovedette PC-2 Macola, PC-4 Junak e PC-24 Marjan si scontravano brevemente con le navi antisommergibili tedesche UJ-202 e UJ-208 (ex-corvette italiane). I partigiani grazie a una cortina fumogena si ritirarono.

NB-14 Pionir

20 novembre 1944, la cannoniera NB-13 Partizan veniva affonda da un bombardamento aereo inglese.

14-15 dicembre 1944, nella notte, la motovedetta ustasha KS-5, con equipaggio croato, disertava passando ai partigiani. Fu ribattezzata PC-79. Altre barche tentarono di disertare ed unirsi ai partigiani, ma fu evitato dai tedeschi. Sulla KS-5 c’era il comandante della flottiglia.

17 dicembre 1944, la nave da trasporto partigiana Lahor veniva catturata un mezzo d’assalto tedesco tipo Linse.

27 dicembre 1944, la motovedetta PC-24 Marjan veniva affondata nel porto di Sv. Petar da un mezzo d’assalto tedesco.

15 febbraio 1945, la motovedetta PC-55 Partizan-II (o PC-27 Andjeljko-II) veniva affondata dall’esplosione accidentale delle munizioni.

PC-55 Partizan-II

1 aprile 1945, la cannoniera NB-11 Crvena Zvijezda affondava su una mina. 22 marinai furono uccisi (su 28). La più grande cannoniera della flotta partigiana era l’ex-nave antipartigiana Anton, e fu l’unica nave da guerra partigiana persa per mine.

NB-11 Crvena Zvijezda

1 maggio 1945, i partigiani bombardarono e affondarono nel porto di Trieste la motosilurante tedesca S-157, la più importante nave da guerra tedesca, persa per azione partigiana (il posamine Pasman era croato). Quel giorno, le forze tedesche affondarono numerose navi a Trieste per bloccarne il porto. I partigiani catturarono 2 mezzi di atterraggio tedeschi MFP: F-1168 e F-1169 e 2 italiani, MZ-713 e MZ-717, identici agli MFP. I quattro mezzi, più un quinto consegnata come riparazione di guerra dall’Italia, divennero il nucleo della forza anfibia jugoslava e la base per i mezzi classe DTM progettati e costruiti in Jugoslavia.

3 maggio 1945, durante la liberazione di Pola, le forze partigiane catturarono il minisommergibile della RSI CB-20. Il battello fu ribattezzato P-901 Malisan, ed entrò nella Marina Militare jugoslava nel 1948 dopo la revisione. Il PC-201 Malisan fu l’unico “sottomarino dei partigiani”.

5 maggio 1945, la motovedetta PC-8 Udarnik fu la prima unità ad entrare nel porto di Trieste.

Le unità jugoslave spesso operavano dall’isola di Vis, dove nel 1944 furono posti il quartier generale di Tito, un aeroporto e due porti. A Vis c’erano anche navi e 1000 soldati inglesi. Le motosiluranti inglesi sull’Isola di Vis affondarono o catturarono 13 barche da rifornimento tedesche. Il capitano canadese Thomas G. Fuller conferma la stretta collaborazione e la presenza di partigiani jugoslavi nelle sue motobarche, riportando che una goletta da 400 tonnellate fu catturata col suo carico quando l’equipaggio si è arreso senza resistenza grazie alle minacce pronunciate ad alta voce dal partigiano jugoslavo che guidava le motocannoniere alleate.

Fonte: Soviet Empire

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