Qamal Ahmad Mansuri

World of Warplanes 7 giugno 2012

Qamal Ahmad Mansuri sul suo MiG-21 nella battaglia contro sei F-4 Phantom israeliani sul Canale di Suez nella primavera del 1973, ottenne una vittoria aerea, abbattendo un F-4 in volo a bassa quota. L’aereo israeliano fu colpito da un missile e data la bassa quota sul mare, navigatore e pilota rimasero uccisi nello schianto sulla superficie, essendosi eiettati prematuramente. Lui e il gregario Hasan Lutfi entrarono in battaglia sapendo che affrontavano un ambiente aereo israeliano preparato, pienamente consapevoli delle conseguenze ma giudicando che c’è ancora la possibilità di poter attaccare, sei era molto veloci e precisi.
Qamal disse che non era una missione suicida come affermava Israele, ma risultato di tre anni di addestramento selezionato con istruttori sovietici, dovuta alle difficoltà create dalla morte di molti giovani piloti egiziani. Decollarono dall’aeroporto Bani Suaf, guidati da terra ma con ordini severi di evitare lo scontro. Volando basso si nascosero ai loro stessi radar, ascoltando in silenzio le comunicazioni e navigando verso le posizioni dei sei Phantom israeliani. Quindi Qamal Ahmad Mansuri decise di attaccare un Phantom anche se ciò significava guerra. Approfittando della confusione dovuta alla scarsa copertura radar, al terreno e alla confusione nelle comunicazioni con le truppe sul campo, i due caccia egiziani inseguirono gli israeliani a tutta velocità, consumando rapidamente il carburante. Nel frattempo un’altra coppia di caccia MIG-21 decollò dall’aeroporto Bani Suaf per circuitare in alto nel caso dovessero entrare in combattimento per supportarli. Mansuri ordinò al suo gregario di armare i missili sotto le ali e di puntare sul gruppo di aerei nemici. Quando i piloti israeliani videro i 2 MiG egiziani sui radar pensarono fossero una preda facile, ma si sbagliarono. Dalla distanza di un chilometro Mansuri lanciò due missili sul Phantom, che servirono da esca per gli altri che erano a una maggiore quota e che cercavano di inseguire gli egiziani. Il primo missile mancò ma il secondo colpì il Phantom sull’ala destra, quando Mansuri si trovava a circa 70 metri al di sopra di esso e vide i detriti del caccia israeliano che si schiantò sulla superficie dell’acqua.
Sapendo che gli altri l’avrebbero inseguito, manovrò mettendo il suo aereo direttamente contro i quattro Phantom rompendone la formazione. Non appena iniziò lo scontro, Mansuri (nome in codice leader Jaguar), urlando chiese aiuto: “Sono in combattimento con cinque Phantom israeliani… Ho bisogno di aiuto”. Gli aerei egiziani più vicini si trovavano a una distanza di 150 km, durante i quali i due audaci piloti egiziani compirono una serie di straordinarie manovre evitando i colpi dei cannoni dei Pahntom e il loro arsenale di missili appesi sotto le ali. Mansuri disse che sopravvissero agli israeliani solo grazie ai mesi di addestramento effettuati. Eseguendo complesse manovre anti-missile per tredici minuti di combattimento, entrambi capirono di non avere il carburante per ritornare in un qualsiasi aeroporto e che la loro morte o, nel migliore dei casi, era inevitabile. Anche gli israeliani capirono che il carburante stava finendo e temendo il previsto aiuto egiziano, si ritirarono. Con meno di 100 litri di carburante, Mansuri iniziò a cercare un posto dove atterrare, sulle strade che erano ancora nelle mani degli israeliani, vicino al Canale. Non volendo lasciare l’aereo, anche se sapeva che il motore stava per spegnersi e il MiG-21 diventava poco pilotabile. Volevano far sì che la vittoria fosse completa. Mansuri riferì al comando dove stavano atterrando e d’inviare un elicottero per recuperarli. Mansuri atterrà per primo e sulla strada il motore si spegne a causa dell’esaurimento del carburante. Toccò l’asfalto, frenò e dopo una breve corsa s’infilo nella sabbia accanto la strada, ma senza conseguenze per lui e l’aereo. Hasan si diresse verso il tratto proprio alle sue spalle, ma a causa della scarsa valutazione nell’avvicinarsi puntò sulla sabbia e si capovolse, causando l’esplosione dell’aereo e la morte del pilota.
Il Capitano Qamal Ahmad Mansur per la sua impresa fu insignito con la Medaglia per il valore e l’Ordine militare della stella. Qamal continuò a volare e combattere nella guerra Yom Kippur.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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