Il maggiore asso del Vietnam del Nord

Historic Wings 20 dicembre 2012

Nguyen Van Coc divenne presto il principale asso del Vietnam del Nord con una carriera operativa che durò dal 1965 al 1968. Tuttavia, prima di abbattere il primo aereo statunitense, cadde vittima di aerei da caccia statunitensi, venendo abbattuto durante l’operazione Bolo. Sebbene si fosse eiettato, fu un’esperienza che non volle ripetere. Tornò nella sua unità, il 921.mo Reggimento da Caccia, deciso più che mai a combattere gli statunitensi uscendone vittorioso. In ogni impegno che seguì, avrebbe mantenuto la promessa: non sarebbero stati gli statunitensi a vincere, ma Nguyen Van Coc. Questa è la storia del grande asso del Vietnam del Nord della guerra del Vietnam, un uomo le cui abilità in volo, competenza tattica e determinazione rivaleggiarono coi migliori piloti di caccia del mondo, ma anche uomo la cui storia è sconosciuta in occidente.

Primi anni
Nguyen Van Coc nacque nell’Indocina francese (poi in Vietnam) durante il periodo coloniale francese. Suo padre e suo zio, entrambi attivi nel Viet Minh, furono presi dalle autorità coloniali francesi e uccisi. Sua madre lo portò via e lo crebbe in campagna: si trovava vicino alla base aerea di Chu, dove osservava gli aerei francesi decollare e atterrare e anche i paracadutisti lanciarsi. Ciò suscitò l’interesse per l’aviazione e alimentò il suo desiderio di combattere. Una volta cresciuto, si arruolò nell’Aeronautica Militare Popolare Vietnamita (VPAF) e presto imparò a volare dalla base aerea di Cat Bi, vicino Haiphong. Un anno dopo fu mandato in Unione Sovietica per l’addestramento avanzato in un programma di quattro anni volto a creare un gruppo d’élite di piloti esperti, attorno cui sviluppare la nuova aeronautica di tipo sovietico. Si laureò tra i migliori della sua classe diventando pilota di MiG-17 del Vietnam del Nord. Dopo un periodo nel Paese d’origine, fu nuovamente selezionato per l’addestramento avanzato in Unione Sovietica. Tra i migliori piloti scelti, fu riqualificato e assegnato all’intercettore di prima linea MiG-21, un caccia leggero dalle ali a delta sovietico che si sarebbe presto rivelato mortale per le missioni aeree dell’US Navy e dell’USAF sul Vietnam del Nord.

Intercettazioni controllate da terra
A differenza dei piloti di US Air Force ed US Navy, l’Aeronautica e i piloti del Vietnam del Nord adottarono la metodologia d’intercettazione a terra (GCI) di tipo sovietico per la difesa aerea e il combattimento aereo. Laddove ai piloti statunitensi si delegava ampia autorità per decidere tattiche ed operative nelle regole d’ingaggio definite, i piloti da caccia del Vietnam del Nord erano invece diretti da terra dai controllori dedicati che facevano riferimento al combattimento aereo sui schermi radar. Con questa metodologia, i piloti del Vietnam del Nord decollavano coi MiG per intercettare bersagli accuratamente scelti laddove potevano avere il vantaggio tattico, spesso concentrando numeri superiori su un volo isolato di cacciabombardieri mentre l’ombrello SAM della NVA manteneva a bada i caccia di copertura dell’USAF. Una volta in volo, effettuano il check-in sulla frequenza radio GCI e ricevevano rotta e quota in modo da posizionarsi al meglio per l’attacco. Anche quando un caccia vi faceva parte, l’ufficiale GCI sul campo era presente dando ordini e l’autorizzazione a sparare, questo svantaggio significò che i caccia della VPAF passarono rapidamente alle missioni d’intercettazione precipitandovi dentro, lanciando missili e allontanandosi rapidamente dal combattimento. Con questa metodologia GCI strettamente diretta, tuttavia, c’era ancora spazio per il pilota, ma solo se poteva prendere l’iniziativa seguendo gli ordini. Nguyen Van Coc era proprio tale pilota: poteva pensare tatticamente, strategicamente e in tre dimensioni. La maggior parte degli altri piloti vietnamiti sarebbero stati portati sul bersaglio, avrebbero sparato e poi, se i caccia statunitensi sembravano inseguirli, sfuggire rapidamente. Nguyen Van Coc era tenace e scelse d’ingaggiare direttamente aerei e piloti statunitensi avvalendosi delle sue eccellenti capacità di pilota da caccia, a proprio vantaggio. Anche se fu spesso assegnato alla posizione di gregario, decise d’impegnarsi quando possibile, pur proteggendo il leader.

Una lezione da un difficile combattimento
Con l’aumento degli attacchi aerei statunitensi sul Vietnam del Nord, la VPAF ottimizzò rapidamente le missioni in modo da identificare gli aerei statunitensi da loro firme operative, segnali di chiamata, le velocità, altitudini, uso di sistemi di disturbo radar e altre caratteristiche. I controllori radar poterono identificare le pattuglie dei caccia statunitensi dal modo in cui operavano e, distribuendo e controllando con cura i mezzi della difesa aerea, presto impararono a filtrare ricercando gli F-105 Thunderchief in arrivo pesantemente carichi di bombe. Per i piloti degli F-4 Phantom statunitensi fu frustrante perché raramente i nordvietnamiti potevano combattere in duelli aerei. A causa della minaccia SAM, non potevano penetrare abbastanza profondamente da inseguire e aggredire correttamente i MiG. Infine, il colonnello Robin Olds del’USAF, comandante dell’8th Tactical Fighter Wing e un pilota da caccia dall’ampia esperienza, sviluppò uno stratagemma volto ad ingannare i controllori GCI della VPAF nell’indirizzare i MiG-21 attaccanti non su un volo di F-105 ma piuttosto di F-4 Phantom, che volavano in modo da imitare gli F-105 che si avvicinavano per compiere i bombardamenti standard. Tra i piloti lanciati dai controllori GCI c’era il pilota di MiG-21 della VPAF Nguyen Van Coc. Compiere un attacco rapido e veloce sugli F-105 era tipico per la VPAF. Anche se fossero riusciti a abbattere solo due di tali aerei, la tattica chiaramente sbandava i piloti statunitensi, che dovevano gettare le bombe e tentare di fuggire od inseguire, di solito senza effetto. Questa volta, comunque, mentre i piloti di MiG-21 effettuavano i loro attacchi, ed improvvisamente si resero conto che i bombardieri erano tutt’altro, venendo attirati in una trappola accuratamente posta dal colonnello Robin Olds e dai suoi uomini. Tre gruppi di F-4 Phantom volarono imitando gli F-105. Questo ingannò sette MiG-21 nel combattimento e quando tutto è finito, tutti e sette i MiG furono abbattuti.

Nguyan Van Coc restituisce il favore
Dopo essere stato abbattuto, Nguyen Van Coc si eiettò con successo (infatti, tutti i piloti dei MiG della VPAF si lanciarono con successo tornando al loro Reggimento di caccia). Semmai, di conseguenza fu più determinato che mai a sconfiggere gli statunitensi. Vide ciò che i piloti statunitensi potevano fare e apprese molto dal suo abbattimento. Allo stesso modo, sovietici e VPAF furono costretti a rivalutare le loro tattiche dopo l’operazione Bolo. Quasi cinque mesi dopo, avrebbe avuto la sua occasione. Assegnato come gregario con un altro pilota esperto della VPAF, Nguyen Ngoc Do, i MiG-21 tentarono d’intercettare altri F-105D Thunderchief del 355.th TFW dell’USAF. Entrambi i piloti abbatteranno un F-105D Thunderchief, usando missili aria-aria R-3S innescando il “mordi e fuggi”. La vittoria di Nguyen Van Coc fu sul pilota statunitense Robert A. Abbott. Quattro mesi dopo, il 23 agosto 1967, si scotnrò di nuovo, questa volta con un F-4D Phantom del 555th Tactical Fighter Squadron, una delle prime unità da caccia da superiorità aerea statunitense nella guerra del Vietnam. Ancora una volta, avrebbe prevalso abbattendo il maggiore Charles R. Tyler (il pilota, catturato) e il capitano R. N. Sittner (il navigatore, ucciso nel combattimento). Allo stesso modo, nell’ottobre e novembre 1967, Nguyen Van Coc abbatté altri tre F-105 Thunderchief in tre diverse occasioni, diventando così un asso con cinque abbattimenti.

Gli ultimi successi in guerra
Due mesi dopo, nel febbraio 1968, Nguyen Van Coc incontrò di nuovo aerei da caccia statunitensi. Nel primo caso contro un velivolo inaspettato: un F-102A Delta pilotato dal tenente Wallace L. Wiggins del 405th Figher Interceptor Wing. L’abbatté col decesso di Wiggens durante l’ingaggio, ed anche se la VPAF gli assegnato solo un probabile, in seguito l’USAF confermò l’abbattimento. Poi, due settimane più tardi, incontrò altri fantastici aerei da combattimento F-4 Phantom, e ne abbatté un altro. A maggio, dopo una serie di errori del GCI che quasi mise i MiG della VPAF l’uno contro l’altro, il volo che Nguyen Van Coc compiva incontrò 5 F-4 Phantom dell’USS Enterprise. Nonostante l’esaurirsi del carburante, Nguyen Van Coc inseguì il leader della formazione statunitense in mare, abbattendolo con un paio di missili aria-aria R-3S. L’equipaggio statunitense sopravvisse e fu recuperato per volare ancora. L’ultimo atto di guerra di Nguyen Van Coc fu contro quello che indicò come AQM-34 Firebee, un drone che l’USAF schierò durante la guerra del Vietnam. Questo era un velivolo che gli era sconosciuto tuttavia, e le ricerche suggeriscono che in realtà ingaggiò e abbatté un velivolo OV-10 Bronco per il controllo aereo avanzato. La data fu il 20 dicembre 1969, e sarebbe stato il suo ultima combattimento.

Conclusione di una carriera
Con nove abbattimenti confermati, Nguyen Van Coc fu ritirato dal servizio di prima linea e riassegnato all’addestramento. Da lì, dopo la fine della guerra del Vietnam, ascese ai vertici della VPAF raggiungendo infine la posizione di ispettore-capo della VPAF nel 2002, dopo una carriera piena al servizio del governo e dell’esercito. Alla fine, Nguyen Van Coc si affermò come uno dei principali piloti di caccia a getto di tutti i tempi. Solo una manciata di piloti ne mondo, dalla guerra del Vietnam e del post-Vietnam, abbatterono più aerei di lui, molti erano piloti da caccia israeliani che, probabilmente, combatterono contro piloti che non avevano le capacità dei piloti della VPAF. I successi di Nguyen Van Coc sono un esempio di abilità eccezionale di fronte alle decantate US Air Force e US Navy. Tutti i suoi abbattimenti avvennero coi missili aria-aria R-3S ed incredibilmente sei delle sue vittorie avvennero mentre volava come gregario di altri. Era, per dirla semplicemente, uno dei rarissimi piloti da combattimento esperti che emergono dai più improbabili nazioni, luoghi e circostanze. Tra i piloti da caccia si dice spesso che non so deve mai sminuire l’abilità del nemico, anche quando si hanno tutti i vantaggi, perché a volte, può darsi che il pilota medio dell’altro aerea sia un uomo con l’abilità e la tenacia di Nguyen Van Coc.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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