Le battaglie navali della Repubblica Popolare Cinese

Alessandro Lattanzio

La PLAN, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina fu la Marina comunista più attiva e probabilmente più riuscita per numero di vittorie. Pur avendo subito alcune perdite, la PLAN vinse la maggior parte delle battaglie e degli scontri navali della sua storia. La Marina Militare cinese mostrò aggressività in molte battaglie di superficie, spesso contro unità più grandi e più armate, spesso rivendicando vittoria. Molti combattimenti navali contro il Kuomintang durante la guerra civile videro l’uso progressivo di diverse tattiche navali: vecchie carrette cinesi armate di artiglieria terrestre, piccole imbarcazioni giapponesi convertite in cannoniere e infine barche e tattiche della Seconda guerra mondiale. L’ultima fase della guerra navale contro il Kuomintang coinvolse l’ultimo impiego efficace di motosiluranti nella guerra navale. Considerando che tale tipo di guerra raccolse battaglie ed incidenti spesso tra mesi se non anni di pausa, la Marina dell’Esercito di Liberazione del Popolo ebbe il tempo di migliorare ed elaborare nuove strategie. Era raro che una flotta comunista mostrasse ingegnosità ed intraprendenza come la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione, integrando vecchia tecnologia, guerra asimmetrica e le più aggiornate strategie, spesso combinandole. Vi sono ragioni di credere che il successo della Marina fu il rapporto stabile col Politburo e i commissari politici, ma anche la libertà lasciata al comandante della Marina nell’immaginare strategie e scegliere battaglia.
Dagli anni ’50 agli anni ’70, il principale nemico fu il regime del Kuomintang, sempre guidato dal dittatore militare Chiang Kai-Shek fuggito nell’isola di Formosa. È interessante notare che gli Stati Uniti non poterono sostenere con successo il Kuomintang in questa lotta, essendo stati assorbiti prima dalla guerra di Corea e poi dalla guerra del Vietnam. Oggi è considerato un “conflitto congelato”, mentre la maggior parte delle nazioni e le stesse Nazioni Unite riconoscono la Repubblica Popolare Cinese come unico rappresentante del popolo cinese, tecnicamente l’amministrazione di Taiwan è considerata una provincia ribelle. Una piuttosto oscura (dovuta alla mancanza di fonti) ma anche unica attività della PLAN fu la soppressione dei “pirati” del Kuomintang (tecnicamente “privati” ma per stessa ammissione occidentale banditi controllati dal Kuomintang). Mentre è difficile trovare dettagli di tali azioni, il numero di incidenti e navi-pirata affondate fanno di questa campagna una delle più grandi mai affrontate da una flotta comunista! Un’altra particolarità della PLAN, estremamente rara tra le Marine Comuniste, e vista (in misura minore) solo da altre nazioni comuniste asiatiche, fu la volontà d’ingaggiare combattimenti navali a distanza ravvicinata impiegando armi leggere. In più scontri, le navi dalla PLAN attaccarono navi nemiche più grandi e potenti vincendo grazie al fattore sorpresa coll’uso di armi leggere, mirando alla plancia (per eliminare i comandanti delle navi nemiche) e gettando il nemico nella confusione impiegando azioni audace. Queste tattiche funzionarono fin dai primi combattimenti contro il Koumingtang, negli anni ’50, fino alle battaglie navali contro il Vietnam del Sud nel 1974.
La Repubblica popolare cinese è attualmente una delle quattro nazioni comuniste dichiarate (oltre a Vietnam, Laos, Cuba) e una delle nazioni dichiaratesi socialiste, seguendo la propria via all’economia mista sotto il controllo del Partito Comunista.

21 marzo 1927, nella battaglia di Naijing per la prima volta le forze rivoluzionarie controllavano una città costiera, ma le forze imperialiste aiutarono i nazionalisti a bombardare le posizioni comuniste. Per la prima volta i rivoluzionari cinesi riuscirono a preparare per la battaglia un rimorchiatore utilizzandolo come cannoniera, ma senza risultati. Tuttavia il cacciatorpediniere statunitense William B. Preston fu danneggiato dall’artiglieria costiera comunista, e i nazionalisti ebbero alcune perdite, oltre a un marinaio statunitense e uno inglese. Non si conosce il destino del piccolo rimorchiatore armato, probabilmente abbandonato.

Luglio 1947, la prima nave da guerra della Cina comunista fu la nave da sbarco tipo LCT Heyong. Recuperata, poiché incagliatasi sul fiume nella provincia del Jiangsu.

Dicembre 1947, prima battaglia contro dei pirati locali. La nave da sbarco Heyong attaccò 2 barche a vela dei pirati nell’estuario del Sheyang, catturando la più grande, che aveva a bordo oro, 1 cannoncino e 10 fucili.

Aprile 1948, 2 cacciabombardieri del Kuomintang sorpresero la nave da sbarco Heyong, affondandola; 3 caduti, tra cui il commissario politico.

25 febbraio 1949, la maggiore perdita delle forze navali rivoluzionarie cinesi. L’incrociatore e ammiraglia della flotta nazionalista aderì alla rivoluzione, venendo ribattezzato Chung King. Curiosamente, questo vecchio incrociatore ex-inglese aveva lo stesso nome del famoso incrociatore russo Aurora che aderì alla rivoluzione bolscevica. Purtroppo, questo “secondo Aurora” subì un più triste destino. I nazionalisti erano così furiosi che decisero di affondarlo nel porto di Taku con un attacco aereo. Successivamente la nave fu recuperata con l’aiuto sovietico, ma l’unità fu utilizzata solo come alloggio e deposito. Fu il primo e unico incrociatore della Marina cinese comunista, e la sua maggiore perdita.

Chung King.

20-21 aprile, incidente dello Yangze, la corvetta inglese HMS Amethyst fu colpita dall’artiglieria dell’Esercito di Liberazione Popolare sul fiume Yangze. La Marina inglese se non fu coinvolta nel conflitto era vicina al Kuomintang. La nave ricevette 50 colpi, con danni estesi. Il cacciatorpediniere inglese HMS Consort e la corvetta HMS Black Swan tentarono di rimorchiare la nave, ma fallirono; il Consort fu colpito diverse volte. Il giorno seguente, l’Amethyst subiva il tiro delle batterie del PLA la intrappolò. Gli inglesi quindi inviarono l’incrociatore pesante HMS London insieme all’HMS Black Swan, per un secondo tentativo di recupero. Le batterie cinesi causarono danni ad entrambi le navi costringendole a ritirarsi. L’Esercito popolare di liberazione subì 252 morti dal bombardamento inglese. Gli inglesi subirono 46 morti e 64 feriti. La battaglia fu l’unico scontro navale diretto tra Esercito di Liberazione Popolare e una potenza occidentale durante la guerra civile.

25 aprile 1949, la cannoniera nazionalista Hai Hsing fu affondata dalle forze comuniste sullo Yangze, fu recuperata dai comunisti e rinominata Yung Chi.

Aprile 1949, la cannoniera nazionalista Yung Sui fu affondata dalle forze comuniste sullo Yangze. Fu poi recuperata e riutilizzata dai comunisti.

Nel 1949, i nazionalisti persero le cannoniere Wen Hsing e Yun Hsing, probabilmente a causa dell’artiglieria costiera comunista. La Wen Hsing fu recuperata dalla PLAN; dislocavano 340 tonnellate ed erano armate di 1-2 cannoni da 40mm.

28 aprile 1949, la nave scorta Shian, che aveva abbandonato i nazionalisti e aderito alla rivoluzione, fu attaccata e affondata da aerei nazionalisti nelle vicinanze di Yaniji.

1 maggio, sul pattugliatore del Kuomintang Yun Hsiang, 3 marinai comunisti tentarono di prendere il controllo della nave dopo aver eliminato il comandante, ma il tentativo fallì, furono successivamente gassati in una cabina della nave.

Maggio 1949, quando i nazionalisti si ritirarono da Shanghai, le forze comuniste costiere colpirono e danneggiarono con l’artiglieria almeno 7 navi nazionaliste, e altre 11 navi furono catturate intatte.

30 luglio, la corvetta inglese HMS Amethyst fuggiva di notte sfruttando il passaggio del traghetto del Kuomintang Kiang Ling, che veniva affondato dall’artiglieria comunista.

24 settembre, la cannoniera comunista Antung veniva affondata da aerei del Kuomintang a Wuhu.
25-27 ottobre 1949, a volte indicata come l’unica battaglia navale persa dalle forze comuniste cinesi, difficilmente può essere definita “battaglia navale”. Le forze comuniste erano pronte a liberare l’isola di Guningtou utilizzando 200 barche da pesca e giunche. Alcune avevano un’unica vela e potevano portare 5-10 uomini. Dopo lo sbarco quasi tutte le barche furono abbandonate sulla spiaggia e i nazionalisti le distrussero con l’artiglieria, un paio di navi pattuglia nazionaliste e squadre di soldati armate di granate, lanciafiamme e molotov. Anche la nave da sbarco nazionalista Chung Lung aprì il fuoco con i cannoni da 40mm e 20mm contro le barche. Le truppe sbarcate furono sconfitte perché intrappolate nell’isola. Anche se persero 200 imbarcazioni, sembrando una sconfitta enorme, va ricordato che erano semplici barche a remi, abbandonate prima dell’attacco nemico.

5 marzo 1950, battaglia di Hainan, la prima battaglia navale e prima vittoria navale dei comunisti cinesi. Hainan è una grande isola cinese vicino al Vietnam, era vitale liberarla perché i nazionalisti volevano farne la “seconda Taiwan”. 14 navi da guerra nazionaliste e decine di piccole cannoniere ne difendevano le acque. La Marina Militare cinese comunista non aveva ancora unità in metallo, e mobilitò numerose piccole giunche da pesca per sbarcare i soldati. La forza da sbarco era composta da 2130 imbarcazioni, alcune erano grandi giunche armate che agivano da navi scorta; quando il nemico si avvicinò alla flottiglia, le giunche armate lo sorpresero alle spalle. L’unità nazionalista più grande era il cacciatorpediniere Taiping, (l’ex-statunitense Decker), che fu danneggiato e costretto a ritirarsi. Le giunche scorta erano armate coi cannoni ricevuti dall’esercito, e i loro proiettili causarono danni gravi a molte unità nemiche, costringendole a ritirarsi. La battaglia fu una grande vittoria, la Terza Flotta nazionalista fuggì e la flottiglia da sbarco comunista liberò l’Isola di Hainan. Fu la sola vittoria nella Storia di una flottiglia di giunche di legno su un gruppo di moderne navi da guerra.

Guishan

25 maggio – 27 giugno 1950, battaglia dell’arcipelago Wanshan. Il Kuomintang tentò d’impedire la liberazione delle isole con una forza navale composta dal cacciatorpediniere Tai Ho, dai dragamine Yong Ning, Yong Ding, Yong Kang e dalla nave d’assalto anfibio Zhong Hai e altre unità ausiliarie. Per la prima volta la PLAN impiegava navi moderne. La più grande era la nave d’assalto anfibio Gui Shan, un’ex nave LCI statunitense. La scorta principale erano le cannoniere ausiliarie Xia Feng (“Pioniere”), da 130 tonnellate e 1 cannone da 37mm; Jie Fang (“Liberazione”) da 29 tonnellate, con 1 cannone da 25mm, 2 mitragliatrici da 12,5mm, 1 cannone senza rinculo; Fen Dou (“Lotta”) da 80 tonnellate; Lao Dong e Quian Jin (“Lavoro” e “Avanguardia”) da 25 tonnellate, 1 cannone da 25mm e 2 mitragliatrici da 12,5mm. Il comandante comunista era il capitano Lin Wenhu, ex-ufficiale del Kuomintang che disertò passando alla PLAN.

Xia Feng

Poco prima dell’alba, la cannoniera Jie Fang fu impegnata in un’azione estremamente audace, avvicinare la flottiglia nemica e aprire il fuoco sulle navi ancorate a distanza ravvicinata. Il ponte principale del cacciatorpediniere Tai Ho (nave ammiraglia) fu colpito, eliminando numerosi ufficiali (incluso il comandante della flotta Qi Hongzhang, che perse un braccio). I dragamine e la nave da sbarco subirono danni. Il Jie Fang subì gravi danni e dei 19 membri d’equipaggio, 3 caddero e 13 furono feriti. L’azione attirò l’attenzione del Kuomintang le cui navi inseguirono la cannoniera in ritirata e il gruppo da sbarco principale poté avvicinarsi alle coste. Durante questa azione, la cannoniera Quian Jin intercettò la cannoniera ausiliaria del Kuomintang n° 25, che venne catturata, con 2 marinai morti e 7 catturati. La cannoniera ausiliaria del Kuomintang n° 26 attaccò il Fen Dou, ma subì un colpo diretto nel deposito di benzina esplodendo coi 10 membri dell’equipaggio. L’assalto anfibio fu effettuato anche se la Gui Shan fu colpita dalle navi da guerra nemiche; l’unità s’incendiò, ma dopo aver assicurato la testa di ponte. Il Kuomintang si ritirò, mentre la Marina nazionalista tentò il blocco per impedire i rifornimenti ai comunisti, con una grande operazione il 27 giugno, ma senza risultati, e l’Arcipelago fu assicurato dall’Esercito di Liberazione Popolare.

Jie Fang
Fen Dou
Quian Jin

17 giugno 1950, presso l’isola di Tanzishan, le cannoniere ausiliarie della PLAN Gu Tian, Wei Gang e Che Qiao catturavano due chiatte.

10 luglio 1950, le motocannoniere della PLAN n°3 e n°103 (ex-cannoniere fluviali tipo 25-t giapponesi) si scontravano con una cannoniera ausiliaria del Kuomintang. La motocannoniera n°3 veniva affondata con la perdita di 12 effettivi presso l’isola di Dachen.

12 luglio 1950, Battaglia dell’Isola Pishan; le cannoniere cinesi n°103, n°104 e n°107 (sotto la guida del capitano Zhang Jialin), attaccavano un gruppo di navi da guerra del Kuomintang durante l’operazione per liberare l’isola. Le navi del Kuomintang erano le grandi cannoniere ausiliarie Hai Ying, Xin Bao Shun, Jing Zhong-1 e Jing Zhong-2 (navi costruite in Giappone da 150 tonnellate). La cannoniera Jing Zhong-1 si arrese dopo la perdita del capitano (Li Xibeng), la cannoniera Xin Bao Shun fu imbottigliata nel porto ed affondata mentre le altre navi fuggirono. Le navi della PLAN catturarono parte dell’equipaggio e tre navi a vela nel porto. Complessivamente, il Kuomintang subì 50 morti e 100 prigionieri, mentre la PLAN subì 10 feriti. 30 giunche comuniste sbarcarono le truppe che liberarono l’isola.

9 agosto 1950, nell’isola di Nanpeng le forze comuniste catturarono intatte un’imbarcazione a motore e 20 giunche.

15 dicembre 1950, durante le operazioni di sbarco sull’isola Zhoushan, si ebbe lo scontro tra un dragamine del Kuomintang (classe Admirable) con la cannoniera ausiliaria della PLAN Zuyni (nave tipo AKL) che scortava 3 mezzi da sbarco ed imbarcazioni minori. Lo stesso giorno, le cannoniere n°221 e n°222 distruggevano un convoglio di cinque barche a vela, eliminando 70 soldati del Kuomintang.

23 giugno 1951; Battaglia di Taimen. La battaglia iniziò con la risposta della PLAN a una serie di incursioni del Kuomintang nella Baia di Sanman. Le cannoniere della PLAN n°411, n°413, n°414 (ex-n°107, guidata dal capitano Zhang Jilian) e n° 416 facevano parte della classe “25-t” e furono aggiornate sostituendo le armi leggere con cannoni da 25mm di fabbricazione sovietica. La formazione PLAN si allargò avvicinandosi a una formazione di quattro barche a vela armate del Kuomintang (di cui 2 da 150 tonnellate); e la n° 414 fu l’unica a raggiungerla. All’inizio la 414 passò per una nave Kuomintang, riuscendo ad attaccare il nemico e facendolo fuggire. La n°414 concentrò il tiro su una nave armata da 150 tonnellate, infliggendole danni, ma la n°414 si trovò circondata subendo gravi danni, ma venne salvato dall’arrivo delle n°411, n°413 e n°416 che affondarono una nave armata da 100 tonnellate. Il Kuomintang ebbe 30 morti.

n°414
Zhang Jilian

Nei primi anni ’50, il Kuomintang sostenne pienamente la pirateria mirata a molestare l’economia della Cina popolare. Il Kuomintang definì tali operazioni “guerriglia navale” utilizzando vecchie giunche da pesca che salpavano dalle isole controllate dal Kuomintang. La Repubblica popolare cinese definì tali azioni come nient’altro che pirateria. Nel 1950-1953 furono segnalati più di 90 incidenti (navi attaccate, danneggiate, affondate, sequestrate o trattenute fino al pagamento di un riscatto). Due terzi di esse riguardavano commercianti inglesi di Hong Kong, impegnate in scambi commerciali con la Cina continentale che il Kuomintang voleva interrompere. Il Kuomintang chiese ai pirati di sequestrare i mercantili e di portarli a Taiwan, ma in molti casi sequestravano solo il carico o chiedevano il riscatto delle navi sequestrate. Tra gli incidenti più noti vi fu il caso del mercantile panamense Taluei: i pirati saccheggiarono il carico, ma il peso era tale che affondò la giunca pirata. L’11 febbraio 1951 i pirati presero il mercantile inglese Wing Sang, che commerciava con il Kuomintang! Per dimostrare la “distanza” dai pirati, il Kuomintang giustiziò il capitano pirata (perché per una volta i pirati tornarono a Taiwan con la nave presa). Le operazioni antipirateria dell’Esercito di Liberazione Popolare affondarono 52 navi pirata ed eliminarono oltre 600 pirati.

1951, Blocco del Kuomintang; la Marina del Kuomintang tentò d’imporre il blocco alla Cina continentale: le navi sequestrate inclusero la nave cisterna polacca Praca, il mercantile polacco Prezident Gottwald e la petroliera sovietica Tuapse. In tutti i casi, i sequestri si ritorsero con ripercussioni politiche e le navi furono rilasciate. Un incidente simile si verificò col mercantile norvegese Hoi Houw (carico di medicinali) rilasciato dopo 9 giorni l’11 febbraio 1951.

11-12 ottobre 1952, nello sbarco anfibio e nella battaglia dell’Isola di Nanri, il Kuomintang sconfisse l’Esercito Popolare di Liberazione, per poi abbandonare l’isola poco dopo. La PLAN impiegò per la prima volta motosiluranti sovietiche Proekt-123K. Il Kuomintang dichiarò di averne affondate 3 assieme a 3 giunche. Ma non vi fu alcun coinvolgimento di navi del Kuomintang, quindi le perdite non furono mai confermate.

20 ottobre 1952, lo sbarco dei comunisti sull’arcipelago Nanpeng riusciva senza reazione nazionalista, liberando le isole.

29 maggio 1953, l’Esercito popolare di liberazione effettuò uno sbarco sulle isole di Dalushan, mentre 2 cannoniere di scorta bombardarono le forze nemiche. Il Kuomintang fu sconfitto, e 2 sue giunche furono catturate nel porto.

24 giugno 1953, la cannoniera Zunyi, la corvetta Linyi (ex-corvetta inglese della classe Flower) e le motocannoniere Tipo 53 della PLAN n°513, n°514, n°515 e n°516 si scontravano con la fregata del Kuomintang Hui Yang.

16-18 luglio 1953, i nazionalisti cercarono di occupare l’isola Donfshan, con 12 navi e 30 motogiunche. Tre grandi navi da sbarco furono colpite da colpi di mortaio che fecero esplodere le munizioni trasportate a bordo, affondandole. I relitti ostruirono il passaggio alle altre navi da sbarco che trasportavano armi pesanti. L’operazione fu un fallimento e la forza d’invasione si ritirò.

9 settembre 1953, battaglia tra la motovedetta di Hong Kong ML-1323 contro una cannoniera non identificata, la motovedetta subiva 7 morti, ma riusciva a tornare in porto.

18 marzo 1954, la cannoniera della PLAN Xingguo (ex-cargo AKL statunitense) e la cannoniera Yenan tentarono un’imboscata contro navi da guerra nemiche nella Baia di Sanmen, assieme ai cacciasommergibili Tipo 6604 n°610, n°612, n°614 e n°615 e alle motocannoniere Tipo 53 n°505 e n°508. Le unità PLAN ingaggiavano un gruppo di navi del Kuomintang guidate dai cacciatorpediniere Tai Ping, Tai Hu, Tai Ho, cacciasommergibili e dragamine. Lo scontro fu interrotto col bombardamento dei cacciabombardieri P-47 nemici che danneggiarono le n. 612 e n. 505, con 3 caduti. La Yenan colpì un dragamine nemico, come fu colpito anche il cacciatorpediniere Tai Ping.

18 maggio 1954, la nave da sbarco della PLAN Ruijin veniva affondato da caccia F-47 del Kuomintang.

19 settembre 1954, le motocannoniere Tipo 53 n°531, n°532 e n°533 della PLAN, venivano attaccate da caccia nemici P-47, che affondavano la n°532. 14 caduti.

14 novembre 1954, il cacciatorpediniere del Kuomintang Tai Ping cadeva in un’imboscata, venendo affondato dalle motovedette n°155, n°156, n°157 e n°158 vicino le isole Dachen. 23 morti. Fu la nave da guerra del Kuomintang più importante affondata dalla PLAN.

10 gennaio 1955, primo attacco riuscito dell’Aeronautica popolare cinese in preparazione della battaglia delle isole Yijiangshan; velivoli d’attacco Il-10 e bombardieri Tu-2 affondarono la nave d’assalto anfibio Zhong Quan, e danneggiarono il cacciatorpediniere Tai Ho e la nave-officina Heng Shan. La motosilurante della PLAN n°102 affondava il cacciasommergibili del Kuomintang Dong Ting presso le isole Dachen.

18-20 gennaio 1955, battaglia delle isole Yijianghsan, una forza da sbarco di 70 imbarcazioni appoggiate da 40 navi di scorta attaccava le isole principali, 10 delle navi di scorta erano armate di razzi e bombardarono l’isola Yijiangshan. Lo sbarco ebbe successo e le isole furono liberate. La vittoria fu raggiunta grazie al coordinamento ben pianificato tra forze terrestri, navali ed aeree. Il 20 gennaio, ci fu un tentativo del Kuomintang di rispondere, ma le motosiluranti della PLAN n°159, n°150, n°175 e n°178 affondarono il cacciasommergibili Yin Jiang.

19 gennaio – 26 febbraio 1955, la campagna per l’arcipelago del Dachen iniziava col bombardamento aereo, seguito dalla decisione del Kuomintang di ritirarsi dalle isole senza combattere.

21 gennaio 1955, un cacciabombardiere F-47 del Kuomintang P-47 veniva abbattuto dal tiro antiaereo di navi.

18 febbraio 1955, una breve battaglia navale tra 4 cacciatorpediniere del Kuomintang e 4 motocannoniere Tipo 53 n°547, n°548, n°549 e n°550 che scortavano un gruppo di mezzi da sbarco. Nonostante la superiorità navale, le forze del Kuomintang subivano 1 morto e 3 feriti, ritirandosi.

20 febbraio 1955, un altro cacciabombardiere F-47N del del Kuomintang veniva abbattuto dal tiro antiaereo navale.

19 dicembre 1955, la motocannoniere Tipo 53 n°535 della PLAN veniva affondata da cacciabombardieri F-84 del Kuomintang; 17 caduti.

24 agosto 1958, prima battaglia dell’Isola di Jinmen, un convoglio nazionalista formato dalle navi Taisheng, Zhonghai e Meisong scortate dalle navi da guerra Weiyan, Tuojiang e Xiangjiang veniva attaccato da 4 motosiluranti, 6 cannoniere e 30 giunche cinesi popolari. La nave da trasporto Tai Sheng fu affondata dalle motovedette n°103, n°105, n°175, n°178, n°180 e n°184 con la perdita di 200 soldati, e danneggiarono la nave da sbarco Zhong Hai; nella battaglia la PLAN perse la motosilurante n°175 (4 morti, 3 prigionieri).

2 settembre 1958, seconda battaglia dell’Isola di Jinmen, un altro convoglio del Kuomintang formato dalle navi di scorta Weiyuan, Tuojiang e Liujiang al comando di Li Yuxi, e dalla nave da trasporto Meijian, fu attaccato dalle motosiluranti della PLAN n°103, n°105, n°174, n°177, n°178 e n°180 e dalle motovedette n°556, n°557 e n°558. n°174 e n°180 affondarono il pattugliatore Wei Yuan. Le 3 motovedette della PLAN attaccavano il cacciasommergibili Tou Jiang, che venne gravemente danneggiato; non fu mai riparato e quindi rottamato nel 1964. Il Kuomintang subì 11 morti e 25 feriti.

8 settembre 1958, la nave da sbarco del Kuomintang Mei Le, che trasportava munizioni per l’isola di Jinmen, veniva affondata dall’artiglieria dell’Esercito di Liberazione Popolare; la nave trasportava anche soldati e 91 di loro morirono.

19 settembre 1958, le motocannoniere Tipo 53 della PLAN n°507 e n°527, si scontravano con un cacciasommergibili del Kuomintang.

29 settembre 1958, le motocannoniere Tipo 53 della PLAN n°507 e n°527 abbattevano un aereo da trasporto C-46 del Kuomintang, e catturavano i 2 aviatori a bordo.

2 febbraio 1959, le motocannoniere Tipo 55A della PLAN n°565, n°566 e n°567 affondavano la cannoniera ausiliaria del Kuomintang n°63. Il nemico subì 11 morti e 12 prigionieri.

1 marzo 1960, le motocannoniere Tipo 55A n°565, n°566 e n°567 della PLAN affondavano la cannoniera ausiliaria del Kuomintang Yuanzheng n°517. Il nemico subì 12 morti e 10 prigionieri.

Motocannoniera Tipo 55

21 ottobre 1962, la nave d’infiltrazione del Kuomintang Leping trasferiva agenti a borda della barca a vela M-1545F (da 55 tonnellate). 3 agenti furono rapidamente eliminati sulla spiaggia mentre le motocannoniere n°504 del Tipo 53, e n°587 del Tipo 62, catturavano la barca a vela e affondavano la Leping.

25 novembre 1962, le motocannoniere n°547, del Tipo 53, n°567 del Tipo 55A, e n°577 del Tipo 62, affondavano la nave d’infiltrazione del Kuomintang Xijin n°8, facendo 26 prigionieri.

5 dicembre 1962, le motocannoniere Tipo 53 n°508 e n°518 della PLAN affondavano la nave d’infiltrazione del Kuomintang Xiangshun n°1. Il nemico subiva 33 morti, inclusi 10 commando, e 6 prigionieri.

Motocannoniere Tipo 53

18 novembre 1963, le motocannoniere Tipo 53 n°508 e n°518 della PLAN catturavano la nave-spia del Kuomintang T-3166M.

1 maggio 1964, il Kuomintang inviava due gruppi di barche d’assalto tipo “Hai Lang” da 4 tonnellate, armate con 1 cannone senza rinculo o lanciarazzi e mitragliatrici: le n°101, n°104, n°107 e n°109 per attaccare l’Isola di Changbiao, e le n°102, n°106 e n°108 per attaccare la navi di scorta della PLAN. L’operazione fallì. Le motocannoniere Tipo 53 della PLAN n°544 e n°546 catturarono la barca d’assalto n°104, mentre altre 2 furono affondate dalle motocannoniere Tipo 62 n°572, n°576 e n°577. Il nemico subì 8 morti e 4 prigionieri.

8 luglio 1964, il Kuomintang inviava le navi d’infiltrazione Man Qingshèng e Man Qingsheng, con 51 commando a bordo. La PLAN inviò la fregata Tipo 01 Hengyang, la nave scorta Changsha e i dragamine Tipo 6610 Changxindian e Shajiadian ad intercettare le navi nemiche. La fregata Hengyang intercettò il nemico, catturando la Man Qingshèng, mentre il Shajiadian affondò la Man Qingsheng. Il nemico subì 80 prigionieri.

Fregata Tipo01

12 luglio 1964, le navi d’infiltrazione del Kuomintang Dajin n°1 e Dajin n°2 da 150 tonnellate, con 45 commando a bordo furono intercettate e affondate dai cacciasommergibili Tipo 6604 n°272 e n°274 della PLAN. Il nemici subì 14 morti, tra cui il maggiore He Guanzhen, e 60 prigionieri.

1 maggio 1965, battaglia di Dong Ying, il cacciasommergibili del Kuomintang Dong Jiang si scontrava coi pattugliatori della PLAN n°574, n°575, n°576 e n°575. Il Dong Jiang subì 7 morti e 43 feriti, mentre la motovedetta n°575 fu danneggiata.

6 agosto 1965, battaglia di Dongshan, i cacciasommergibili taiwanesi Jianmen e Zhangjiang s’infiltrarono nelle acque cinesi per spionaggio. Le due unità furono intercettate dalle motosiluranti  Proekt-183 n°123, n°131, n°132, n°133, n°134, n°135, e Tipo 6602 n°119, n°120, n°121, n°122 e n°136 e dalle motovedette n°588, n°598 e n°601 guidate dalla n°611 Sizhou (Tipo 62). Il Zhang Jiang venne affondato dal cacciasommergibili n°611, mentre la motovedetta n°601 subì la morte del capitano. Il Jian Men fu prima danneggiato dalle motovedette e poi affondato dalle motosiluranti. L’esito della battaglia fu una decisiva vittoria comunista. Mao Zedong si congratulò personalmente con gli equipaggi. Il Kuomintang subì 197 morti (tra cui 22 ufficiali), 33 prigionieri e 1 sopravvissuto, un agente recuperato da un mercantile straniero; la PLAN ebbe 4 caduti e 28 feriti. L’ammiraglio taiwanese Liu Guang Kai fu costretto a dimettersi. Decisivo per la vittoria della PLAN fu l’impiego dei radar costieri per rilevare i movimenti del nemico.

n°611

13 novembre 1965, Battaglia di Chongwu; Dopo la sconfitta di Dongshan, il Kuomintang inviò altre due navi: il pattugliatore Shan Hai e il dragamine Lin Huai. La PLAN non fu colta di sorpresa ed inviò quattro gruppi di unità: le motovedette n°588 e n°589, le motovedette n°573 e n°579 ad attaccare la Shan Hai, le motovedette n°576 e n°577 ad attaccare il Lin Huai, e le motosiluranti n°124, n°126, n°131, n°132, n°145 e n°152. Il piano era di fare in modo che le motovedette agissero da diversivo per consentire l’attacco delle motosiluranti, ma all’inizio non riuscirono a compiere la manovra. Il dragamine Lin Huai danneggiò le motovedette n°573 e n°579. Il Lin Huai venne colpito da n°145, n°588 e n°589. La nave si rifugiò sull’Isola di Magong, ma i danni erano troppo gravi per essere riparati, mentre il Shan Hai fuggì. Neanche questa nave fu riparata, nonostante i danni leggeri. In ciò che doveva essere la vendetta del Kuomintang, esso ebbe 82 marinai uccisi e 9 prigionieri. La PLAN ebbe 2 caduti e 14 feriti. I radar costieri ancora permisero alla PLAN di individuare il nemico e sconfiggerlo.

n°588

19 gennaio 1974, battaglia dell’isola Xisha, durante la guerra del Vietnam la Marina Militare popolare cinese ottenne la sua più grande vittoria militare. I cinesi schierarono i cacciasommergibili Tipo6604 n°271 e n°274 e i dragamine Tipo010 n°389 e n°396. Il gruppo sudvietnamita era formato dalle fregate Ly Thouong Kiet, Tran Khan Du e Tran Binh Trong e dalla corvetta Nhat Tao; il comandante cinese era Wei Meng Sen, mentre quello vietnamita era Han Van Ngac. Il cacciasommergibili n°274 fu gravemente danneggiato e si ritirò; il dragamine n°389 avendo subito gravi danni fu incagliato per evitarne la perdita (la nave fu recuperata). Anche il cacciasommergibili n°271 e il dragamine n°396 subirono danni leggeri. 18 furono i marinai cinesi caduti. La fregata Ly Thoung Kiet fu gravemente danneggiata dal fuoco amico della Tran Binh Trong, mentre la corvetta Nhat Tao fu affondata dai razzi anticarro sparati dal dragamine n°389. I sudvietnamiti subirono 53 morti (tra cui il comandante del Nhat Tao) e 14 feriti, e si ritirarono, mentre i cinesi inviarono i cacciasommergibili n°281 e n°282. Dopo lo scontro navale, i cinesi sbarcarono sulle isole controllate dal Vietnam del Sud. Sbarcando, i cinesi presero 48 prigionieri, tra cui un consigliere statunitense.

Febbraio 1979, la motovedetta vietnamita n°17 sequestrava un peschereccio cinese (4 prigionieri).

14 marzo 1988, battaglia dell’Isola Nansha, la prima battaglia navale tra due marine militari comuniste. Le crescenti tensioni nel 1988 culminarono nelle operazioni delle navi vietnamite, la nave da sbarco HQ-505 e i trasporti armati HQ-604 e HQ-605. I cinesi inviarono le fregate Nanchong (Tipo065), Xiangtan (Tipo 053H1) e Yingtan (Tipo 053K), che affondarono HQ-604 e HQ-605. Infine la fregata Yingtan scacciò la nave da trasporto HQ-505, che aveva subito danni e venne incagliata per impedire lo sbarco cinese. Dopo la battaglia, i vietnamiti recuperarono l’HQ-505, ma affondò prima di raggiungere un porto. In conseguenza dello scontro, la Cina prese il controllo della barriera corallina.

Nanchang
Yingtang

Operazioni anti-pirateria in Somalia
9 aprile 2017, la fregata Yulin intercettava la nave portarinfuse OS-35 con bandiera delle Tuvalu (35362 tonnellate) sequestrata dai pirati somali: una squadra di 16 soldati salì sulla nave liberandone l’equipaggio. 3 pirati catturati, 2 fuggiti.

15 aprile 2017, la fregata Hengyang intercettava la petroliera Panamas Alheera (6519 tonnellate) sequestrata dai pirati somali: la nave fu liberata, 2 pirati eliminati, 1 ferito e 6 fuggiti.

Yulin

Fonte: Soviet Empire

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