I battaglioni speciali musulmani dell’esercito sovietico

Roman Romanovic Talanov

Nel 1979, nelle truppe sovietiche vi erano alcune unità speciali. L’unicità era che queste unità consistevano esclusivamente di rappresentanti delle nazionalità dell’Asia centrale. È per questo motivo che furono chiamate “battaglioni musulmani”. Avevano uno scopo ristretto e un’esistenza breve ma riuscirono a lasciare il segno nella storia.

Creazione del battaglione musulmano
Nella primavera del 1979, la leadership dell’Unione Sovietica decise che la situazione in Afghanistan richiedeva l’intervento. Inizialmente, ci fu l’idea d’introdurre piccoli distaccamenti militari poco appariscenti nel Paese. Il 18 marzo 1979, il Segretario Generale del Partito democratico-popolare dell’Afghanistan, Nur Mohammad Taraki, telefonò al presidente del Consiglio dei Ministri dell’URSS Aleksej Kosygin, chiedendo d’inviare soldati delle repubbliche asiatiche dell’URSS per liberare la città di Herat da 4000 soldati iraniani travestiti da civili. Il criterio principale per la selezione dei soldati era la somiglianza cogli abitanti dell’Afghanistan. “…Vogliamo che invii tajiki, uzbeki e turkmeni affinché possano guidare carri armati, dato che questi popoli sono presenti in Afghanistan. Lascia che indossino vestiti afghani, distintivi afghani e nessuno li riconoscerà. Questo è un lavoro molto semplice, a nostro avviso. Secondo l’esperienza di Iran e Pakistan, è chiaro che è facile, dando l’esempio”. Inizialmente, Kosygin espresse dubbi su questa proposta. Tuttavia, il 26 aprile 1979, lo Stato Maggiore del Ministero della Difesa dell’URSS redasse la direttiva n. 314/2/0061 sulla costituzione della task force speciale del GRU. Questo distaccamento divenne in seguito noto come “Battaglione Musulmano”, ma il suo nome ufficiale era “distaccamento per fini speciali”. Dopo di ché il Colonnello del GRU Vasilij Kolesnik ricevette l’ordine di creare il battaglione delle forze speciali composto da soldati delle repubbliche sovietiche meridionali. Quando eseguì l’ordine, Kolesnik raccolse i migliori soldati di diverse parti dell’Unione Sovietica. Carristi, guardie di frontiera, fucilieri e paracadutisti furono assegnati al “battaglione musulmano”.

Addestramento dei soldati
Il primo battaglione musulmano fu nominato 154.mo Distaccamento per scopi speciali. Il Maggiore Habib Tadzhibaevich Khalbaev lo diresse. Il Capo di Stato Maggiore del distretto militare del Turkestan, Tenente-Generale Krivosheev, supervisionò l’addestramento. In sua presenza, i soldati del 154.mo distaccamento svolsero le esercitazioni per catturare edifici e combattere nelle aree urbane. In particolare, i soldati con lanciagranate furono addestrati a colpire il bersaglio concentrandosi sul rumore tra la cortina fumogena. Ogni soldato doveva diventare esperto nelle tecniche del Sambo e poter sparare in fuga. Inizialmente, il battaglione musulmano aveva l’obiettivo di proteggere Nurmukhamed Taraki, il presidente dell’Afghanistan, che cercava in breve tempo di gettare le fondamenta socialiste del Paese. C’erano molti oppositori al socialismo, perciò il compito era urgente. Ma dopo che il suo compagno Hafizullah Amin con un colpo di Stato prese il potere, gli obiettivi cambiarono radicalmente.

L’invio segreti dei soldati in Afghanistan
Lo schieramento iniziale del battaglione fu rinviato. Tuttavia, dopo che il presidente dell’Afghanistan Nurmuhamed Taraki fu rovesciato, il Politburo del Comitato Centrale del PCUS emise una risoluzione segreta secondo: “… riteniamo opportuno inviare in Afghanistan uno speciale distaccamento del GRU dello Stato Maggiore preparato per questi scopi con circa 500 uomini in uniformi che non rivelino l’appartenenza alle Forze Armate dell’URSS”. Eseguendo l’ordine di notte del 9-10 dicembre 1979, i soldati del battaglione musulmano furono portati in Afghanistan e sbarcati all’aeroporto di Bagram.

Assalto al palazzo di Amin
Il 27 dicembre 1979, il 154.mo Distaccamento partecipò all’assalto del palazzo Taj-Bek in cui Amin si nascondeva. Inizialmente, l’assalto coinvolse soldati del KGB. Tuttavia, non bastavano a spezzare la resistenza degli afghani. La scorta del presidente era di circa 150 persone. In totale, circa 2000 soldati difendevano il palazzo di Amin. Dopo che il Colonnello Bojarinov convocò i rinforzi del battaglione musulmano, la situazione cambiò radicalmente. Ricordava Shukhrat Mirzaev, uno dei partecipanti all’assalto del palazzo: “Avanzammo eliminando tutti coloro che incontravamo sulla nostra strada. Chiunque resistesse veniva eliminato sul posto. Chi si arrese non fu toccato. Ripulimmo il primo piano. Occupammo il secondo. Come un pistone, scacciammo la gente di Amin dal terzo piano e dalle stanze dell’attico. Ovunque c’erano cadaveri di militari e civili afgani…” Più tardi si scoprì che gli afghani avevano mitragliatrici MP-5 che sparavano proiettili che non penetravano i giubbotti antiproiettile sovietici. Grazie a ciò, 700 soldati dell’esercito sovietico, la maggior parte dei quali del battaglione musulmano, riuscirono a catturare il palazzo di Amin con la perdite di 14 persone. Circa 700 afghani furono fatti prigionieri e 350 uccisi. Tuttavia, secondo alcune fonti, solo 40 furono uccisi e gli altri afghani furono presi prigionieri. Dopo la liquidazione di Amin, un aereo decollò per Bagram da Mosca. In esso, sotto la sorveglianza del KGB, c’era il nuovo presidente dell’Afghanistan Babrak Karmal. Molti Paesi occidentali definirono questa operazione prova dell’occupazione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica. I successivi leader dell’Afghanistan (Karmal e Najibullah) furono considerati dei fantocci. Dopo aver completato la missione, il battaglione musulmano un comune distaccamento sovietico per scopi speciali. Fu creato anche un secondo battaglione musulmano, il 177.mo distaccamento delle Forze Speciali del GRU, sotto il comando del Maggiore Stodejrevskij. Questo comandante divenne in seguito il nemico personale del capo dell’opposizione afgana Ahmad Shah Massud. Durante la guerra in Afghanistan, furono create tre forze speciali o “battaglioni musulmani”, e ciascuno apportò un contributo significativo alla guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio



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2 commenti su “I battaglioni speciali musulmani dell’esercito sovietico

  1. Sicuramente Najibullah non fu un “fantoccio” di nessuno. Giovane e preparato, cadde solo per il decisivo intervento degli Usa e del Pakistan a fianco dei ribelli e per il tradimento di Gorbaciov. E’ stato politicamente quanto di meglio ha espresso l’Afghanistan in quegli anni.

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