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Le corazzate sovietiche

FDRA

Alla fine della guerra russo-giapponese (1904-1905) la flotta imperiale russa era stata praticamente distrutta. Le lezioni apprese nella battaglia di Tsushima produssero cambiamenti significativi nelle strutture e dottrine della Marina imperiale russa. La leva dei marinai fu ridotta a cinque anni. Allo stesso modo, una nuova pleiade di giovani ufficiali dalla maggiore competenza rispetto ai predecessori entrò nella flotta. Anche se il Consiglio di difesa dello Stato e il parlamento (o Duma) appena istituiti erano inizialmente riluttanti a stanziare fondi per nuove costruzioni navali, nel 1906 furono completate due navi da guerra della classe Borodino modificata, Andrej Pervozvannij e Imperator Pavel, che adottavano miglioramenti nel progetto, armamento e corazzatura, l’apparizione dell’HMS Dreadnought nel 1906 condannò tutte le altre navi da guerra all’obsolescenza. Tuttavia, nel 1908 fondi furono votati per un piano di riequipaggiamento navale che in sei anni (1908-1914) prevedeva la costruzione di 8 corazzate “Dreadnought“, 4 incrociatori da battaglia, 10 incrociatori leggeri, 53 cacciatorpediniere e 30 sommergibili. La flottiglia siberiana fu costituita per sostituire lo squadrone del Pacifico distrutto, e fu istituita una commissione per pianificare la costruzione del grande cacciatorpediniere Novik, una delle navi più potenti del suo genere al mondo. La Marina russa ordinò 8 corazzate i cui disegni originali furono preparati dall’ammiraglio Vittorio Cuniberti, vero padre di tutte le navi da guerra note dal nome del loro famoso prototipo: Dreadnought. Le prime 4 “Dreadnought” russe si sarebbero chiamate Petrapavlovsk, Gangut, Sevastopol e Poltava, per commemorare le grandi vittorie delle forze armate russe. Gangut e Sevastopol furono impostate nei Cantieri dell’Ammiragliato, sull’isola di Galerna. Le chiglie furono impostate nel 1909 e varate il 7 ottobre e il 26 settembre 1911. Petropalvosk e Poltava furono costruite nei Cantieri Navali del Baltico, e varate il 29 giugno e il 10 luglio 1911. Queste navi furono progettate con la prua da rompighiaccio, molto logico dato il teatro delle operazioni in cui sarebbero state impiegate. Le caratteristiche erano le seguenti:
Dislocamento: 23400 tonnellate (25850 a pieno carico)
Dimensioni: lunghezza 182,9 m, larghezza 24,3 m, 8,3 m immersione.
Macchinari: 8 turbine Parson costruite nei cantieri russi da 42000 cv (progettati) e 50000 cv (attuali)
Velocità Massima (progettata) 23 nodi, (attuali) 24,6 nodi
Caldaie: 25 tipo Yarrow con carburante (carbone) per 1000-3000 tonnellate e nafta per 1170 tonnellate
Autonomia: a 23 nodi, 900 miglia; a 16 nodi 4000 miglia
Corazzatura: acciaio tipo Krupp
Torri: 254-302mm
Ponte: 76,2mm
Torrione: 254mm
Armamento: 12x305mm L.52, 16x120mm L.55, 4x47mm, 8 mitragliatrici, 2 cannoni da 76,2mm per le truppe di sbarco. Durante la Prima guerra mondiale, 6 cannoni AA da 76,2mm furono montati sulle torri principali. Tubi lanciasiluri: 4x450mm (sommersi). Riflettori: 6
Equipaggio: 1125 uomini
L’armamento principale di queste navi, 12 cannoni Obukhov da 305mm L.52 furono montati su quattro torri trinate. Questi cannoni, costruiti nel 1910, che sparavano granate da 324kg a una velocità iniziale di 915m/s, pesavano 47,5 tonnellate. Petrapavlovsk e Gangut entrarono in servizio nel gennaio 1914, Savastopol e Poltava nel 1915. Durante la Prima guerra mondiale, le quattro unità presero parte a varie battaglie ed operazioni nel Baltico. Nel 1919, la Petrapavlovsk fu silurata nella base navale di Kronshtadt dagli inglesi. La nave affondò in acque poco profonde, fu recuperata e riparata, e con le gemelle aderì alla Marina Militare sovietica.

Oktjabrskaja Revolutsija

Al servizio sovietico
Il regime comunista decretò nel 1920 nuovi nomi per le navi. Quindi Gangut fu rinominata Oktjabrskaja Revolutsija; Poltava Mikhail Frunze, Sevastopol Parizhskaja Kommuna e Petropavlovsk Marat. Nel 1922, la Mikhail Frunze fu gravemente danneggiata da un incendio e nel tentativo di salvarla il capitano l’arenò sulle rive del fiume Neva. Nel 1923 la nave fu radiata e recuperati l’artiglieria e altri elementi utili. Lo scafo fu demolito. All’inizio degli anni ’30 la Parizhskaja Kommuna fu trasferita nel Mar Nero insieme all’incrociatore Profintern. Le restanti navi rimasero nel Baltico. Nel 1926-28 furono riparate e nel 1931 la Marat fu modernizzata adottando un torrione dall’aspetto bizzarro, e il primo fumaiolo fu sostituito da un altro che gli diede un aspetto giapponese. Una catapulta fu anche installata a bordo, con 2 aerei KR-1. L’Oktjabrskaja Revolutsija fu modernizzata nel 1931-34, e nel 1936-39 lo fu anche la Parizhskaja Kommuna.

Parizhskaja Kommuna

Idrovolanti Heinkel He-55 (KR.1)
Nel 1930, su richiesta sovietica, Ernst Heinkel progettò un idrovolante da ricognizione da impiegare sulle navi militari. Fu l’He-55, un biplano biposto costruito in legno, propulso da un motore Siemens Jupiter da 500 cv e armato con 2 mitragliatrici. Una volta che il prototipo fu testato con successo, i sovietici emisero un ordine per 20 esemplari, fino ad allora il più grande contratto che Heinkel avesse ricevuto. Gli aerei utilizzavano un motore russo M-22 da 480 cv, una versione prodotta su licenza del francese Gnome-Rhone Jupiter IV, sviluppato nel 1925 per la società inglese Bristol. Questo motore, le cui dimensioni furono convertite al sistema metrico, fu uno dei migliori dell’epoca e col marchio Gnome-Rhone fu fabbricato su licenza in Germania, Cecoslovacchia, Italia e URSS. Heinkel completò altri 20 He-55 per l’URSS, mantenendo a galla l’azienda durante la grave crisi economica degli anni ’30.

He-55
Apertura alare: 14m
Lunghezza: 10,4m
Superficie alare: 56,9 mq*
Peso a vuoto: 1520 kg.
Peso a pieno carico: 2220 kg
Velocità massima: 194 km/h
Velocità di crociera: 175 km/h
Velocità di stallo: 77 km/h
Quota operativa: 4600 m
*Le specifiche corrispondono alle ali del prototipo, equipaggiate con motore Siemens da 500 cv. Quelli in servizio con la Marina sovietica utilizzavano motori M22 di minore potenza, e quindi velocità, ecc., sarebbero state inferiori.

Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939, la Marina Militare sovietica era in costruzione: il piano del 1933 seguì le linee guida del piano quinquennale del 1926. La Marina nacque dal nulla: dal 1917, le unità della flotta zarista erano state immobilizzate nei porti o rottamate. La guerra civile non migliorò nulla e i marinai come gli operai dei cantieri navali presero le armi. Nel 1921, l’URSS appena nata uscì dalla guerra con una situazione economica catastrofica, infrastrutture distrutte e mancanza di personale competente. La flotta, fedele allo zar in maggioranza, scomparve nella tempesta della guerra civile. Della flotta imperiale orgoglio degli zar (nata dalla conquista di San Pietroburgo e del Baltico), non rimase nulla, tranne rottami… e alcune unità nel Baltico, senza manutenzione e personale per anni poiché sempre pronto ad essere mobilitato, se necessario. Nel 1921, il PC(b)U decise di ricostituire la flotta, mentre le unità esistenti si trovavano in stato relativamente buono, ma totalmente sorpassate rispetto alle Marine degli altri Stati europei; gli sforzi fruttarono e nel 1922, concentrandosi sulle unità di valore, ci fu un parziale successo ricreando la Flotta del Baltico composta da 1 corazzata (Marat), 1 incrociatore, 8 cacciatorpediniere e 9 sommergibili; oltre a 1 incrociatore, 2 cacciatorpediniere e 2 sommergibili nel Mar Nero. Nel 1926, col duro lavoro dei cantieri navali, rientrarono in servizio altre 2 corazzate, oltre a 1 incrociatore, 13 cacciatorpediniere e 14 sommergibili. Il piano per restaurare una moderna e potente flotta per l’Unione Sovietica iniziò nel 1925. Approvato nel novembre 1926, il primo piano quinquennale previde la costruzione di 12 sommergibili, 18 guardacoste, 36 motovedette, nonché la modernizzazione di 2 incrociatori, 4 cacciatorpediniere e altre unità. Questo piano fu rivisto nel 1929, con l’autorizzazione per la costruzione di 3 grandi cacciatorpediniere, 10 sommergibili, 16 motovedette e 2 motovedette fluviali. Fu anche considerata la riparazione e modernizzazione di 3 navi da battaglia e 1 incrociatore. Nel piano quinquennale del 1933, la strategia navale fu invertita, costruendo un gran numero di sommergibili, motosiluranti, guardacoste e motovedette fluviali. Questo piano decise infine per 155 sommergibili, 248 motovedette, 49 cacciatorpediniere e 4 incrociatori pesanti.
Tecnicamente, i sovietici chiesero aiuto agli europei, in particolare francesi, inglesi, tedeschi e italiani. I primi moderni incrociatori sovietici (Kirov) furono progettati con l’aiuto di tecnici inglesi e italiani, i grandi cacciatorpediniere con l’aiuto dei francesi e i sommergibili con l’aiuto dei tedeschi. Il terzo piano quinquennale del 1938 era di gran lunga il più ambizioso, sotto la guida personale di Stalin, più ansioso che mai di dare all’URSS una strategia che passava da difensiva a offensiva, la strategia di difesa dell’alto comando sovietico non fu più ascoltata su tutti i fronti, compresa la Marina. Ciò che Stalin voleva erano 19 navi di linea (navi da battaglia), 20 incrociatori, 145 cacciatorpediniere, 341 sommergibili, 514 motosiluranti e 44 motovedette fluviali. Questi numeri furono ridotti per l’impossibilità della produzione di tale entità. E per alleviare la mancanza di crediti (capitale) dello Stato sovietico, le classi furono standardizzate per semplificare la produzione e risparmiare. Un altro fatto interessante è che l’Ammiraglio Nikolaj G. Kuznetsov era a capo della Marina Rossa quando iniziò la guerra.

Navi di linea sovietiche: le navi da battaglia
Nel 1941, le Marina Militare sovietica aveva 3 corazzate modernizzate, soluzione economica che l’URSS applicò per non spendere troppo per nuove costruzioni (i crediti non bastavano). Il trattato internazionale della Conferenza di Washington (febbraio 1922), stabiliva il tonnellaggio che i Paesi (potenze marittime) potevano produrre, ma non disse nulla sull’Unione Sovietica poiché non firmò, né i firmatari si aspettavano che l’URSS potesse costruirlo. Con ciò l’Unione Sovietica ebbe le mani libere per produrre navi da guerra della stazza desiderata senza i limiti degli altri Paesi. Ma la crisi economica, così come le risorse utilizzate in altri campi (fanteria, industria, automobili…) impedirono all’URSS di sviluppare una potente flotta. L’URSS aveva pianificato la produzione di navi da battaglia in seguito, mentre la produzione era focalizzata su altri campi; si notò la mancanza di navi da battaglia quando si capì che la Marina non poteva competere con le altre dell’Oceano Pacifico e del Baltico, l’unico luogo dove poteva imporsi era sul Mar Nero, dato che i suoi oppositori non erano potenti (Turchia, Romania e Bulgaria non avevano flotte che potessero oscurare quella sovietica). Le corazzate dell’URSS erano della Prima guerra mondiale, varate nel 1915, che combatterono contro unità tedesche senza successo, passando ai soviet di Kronshtadt con la rivoluzione, senza in realtà combattere una guerra svoltasi sostanzialmente a terra. Nel 1919 furono attaccate dalla flotta inglese giunta in aiuto degli eserciti bianchi. La flotta russa, che avrebbe dovuto entrare in servizio negli anni ’20, fu distrutta nella Prima guerra mondiale, nella guerra civile o mai costruita nei cantieri navali. Per risolvere questi problemi il Partito aveva due piani:
– Primo: mantenere e migliorare le navi rimaste e vararne tre nuove se la produzione lo permetteva.
– Secondo: sviluppare e costruire navi di linea negli anni ’40 per avere una flotta adeguata negli anni ’50, come sarebbe stato coi grandi incrociatori da battaglia classe Stalingrad, mai costruiti poiché cancellati dopo la morte di Stalin.
La flotta sovietica d’anteguerra aveva 3 navi da battaglia: Marat, Oktjabrskaja Revolutsija e Parizhkaja Kommuna.

Marat

Classe Marat
Le uniche navi da battaglia che aveva l’Unione Sovietica nel 1941 erano di questa classe. Ricostruzioni e ammodernamento delle vecchie Dreadnought della Grande Guerra, queste navi furono riparate con parti e materiali di altre poiché l’industria sovietica non poteva ancora produrle. I miglioramenti furono ampi, la prua totalmente ricostruita, così come l’allungamento dello scafo, catapulta per aeroplani al centro delle sovrastrutture ed armamento secondario da 152mm mantenuto. Le navi della classe erano: Marat (in onore del rivoluzionario francese), Parizhkaja Kommuna (in onore della Comune di Parigi) e Oktjabrskaja Revolutsija (che ricevette l’apparato motore del potente incrociatore da battaglia Izmajl). Queste navi erano in servizio durante l’operazione Barbarossa, impiegate per bombardare le posizioni tedesche vicino le coste. La Marat fu danneggiata dalla Luftwaffe ma non completamente, quindi poté continuare a combattere come piattaforma d’artiglieria. Fu radiata dopo la guerra. Nel 1944 le sopravvissute furono riparate e modernizzate adottando radar e sistemi di tiro più efficienti. Quindi furono impiegate per l’ultima offensiva contro la Germania. Furono radiate nel 1957.
La Parizhkaja Kommuna, destinata al Mar Nero, partecipò alla difesa di Sebastopoli dove fu attaccata dalla Luftwaffe e danneggiata, venne riparata alla fine della guerra. Nel 1943 il suo nome fu cambiato in Sevastopol. La Gangut intervenne nella Guerra d’Inverno, e durante la guerra mondiale fu danneggiata e usata come piattaforma d’artiglieria a protezione delle truppe sovietiche. Riparata come la gemella alla fine della guerra, rimase in servizio fino al 1957.

Parizhkaja Kommuna

Dislocamento e dimensioni: 24000-28000 tonnellate; 181,20×26,80×9,20m
Propulsione: 4 turbine da 42000 cv e 23 nodi
Corazzatura: da 230 a 254mm massimo; equipaggio: 1130
Armamento: 12 cannoni da 305mm, 10 da 120mm, 6 da 76,2mm, 8 da 37mm, 8 da 12,7mm, 4 tubi lanciasiluri da 533 mm.

Traduzione di Alessandro Lattanzio