Le battaglie navali della Repubblica Popolare Cinese, 1927-1988

Alessandro Lattanzio

La PLAN, la Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare della Cina è stata la Marina tra le più attive e, probabilmente, dal maggior successo nel mondo comunista per numero di vittorie. Possiamo confrontare l’esperienza navale cinese con alcune campagne navali comuniste, come la guerra civile spagnola, dove la Marina Militare repubblicana aveva grandi navi da guerra e segnò qualche vittoria, ma il cui esito nel conflitto fu la sconfitta. La Marina Militare sovietica nella Seconda guerra mondiale ebbe importanti attività con molti successi, soprattutto grazie a sommergibili e mine. La Marina Militare cinese nacque dal nulla, e rapidamente si aggiudicò un numero impressionante di vittorie, dimostrandosi aggressiva negli attacchi diretti in molte battaglie di superficie, spesso contro unità più grandi e più armate, e sempre rivendicando la vittoria.

21 marzo 1927, nella battaglia di Naijing per la prima volta le forze rivoluzionarie controllavano una città costiera, ma le forze imperialiste aiutarono i nazionalisti a bombardare le posizioni comuniste. Per la prima volta i rivoluzionari cinesi riuscirono a preparare per la battaglia un rimorchiatore utilizzandolo come cannoniera, ma senza risultati. Tuttavia il cacciatorpediniere statunitense William B. Preston fu danneggiato dall’artiglieria costiera comunista, e i nazionalisti ebbero alcune perdite, oltre a un marinaio statunitense e uno inglese. Non si conosce il destino del piccolo rimorchiatore armato, probabilmente abbandonato.

25 febbraio 1949, la maggiore perdita delle forze navali rivoluzionarie cinesi. L’incrociatore e ammiraglia della flotta nazionalista aderì alla rivoluzione, venendo ribattezzato Chung King. Curiosamente, questo vecchio incrociatore ex-inglese aveva lo stesso nome del famoso incrociatore russo Aurora che aderì alla rivoluzione bolscevica. Purtroppo, questo “secondo Aurora” subì un più triste destino. I nazionalisti erano così furiosi che decisero di affondarlo nel porto di Taku con un attacco aereo. Successivamente la nave fu recuperata con l’aiuto sovietico, ma l’unità fu utilizzata solo come alloggio e deposito. Fu il primo e unico incrociatore della Marina cinese comunista, e la sua maggiore perdita.

25 aprile 1949, la cannoniera nazionalista Hai Hsing fu affondata dalle forze comuniste sullo Yangze, fu recuperata dai comunisti e rinominata Yung Chi.

Aprile 1949, la cannoniera nazionalista Yung Sui fu affondata dalle forze comuniste sullo Yangze. Fu poi recuperata e riutilizzata dai comunisti.

Nel 1949, i nazionalisti persero le cannoniere Bunsei e Unsei, probabilmente a causa dell’artiglieria costiera comunista.

28 aprile 1949, la nave di scorta Shian, che aveva abbandonato i nazionalisti e aderito alla rivoluzione, fu attaccata e affondata da aerei nazionalisti nelle vicinanze di Yaniji.

Maggio 1949, quando i nazionalisti si ritirarono da Shanghai, le forze comuniste costiere colpirono e danneggiarono con l’artiglieria almeno 7 navi nazionaliste, e altre 11 navi furono catturate intatte.

25-27 ottobre 1949, a volte indicata come l’unica battaglia navale persa dalle forze comuniste cinesi, difficilmente può essere definita “battaglia navale”. Le forze comuniste erano pronte a liberare l’isola di Guningtou utilizzando 200 barche da pesca e giunche. Alcune avevano un’unica vela e potevano portare 5-10 uomini. Dopo lo sbarco quasi tutte le barche furono abbandonate sulla spiaggia e i nazionalisti le distrussero con l’artiglieria, un paio di navi pattuglia nazionaliste e squadre di soldati armate di granate, lanciafiamme e molotov. Anche la nave da sbarco nazionalista Chung Lung aprì il fuoco con i cannoni da 40mm e 20mm contro le barche. Le truppe sbarcate furono sconfitte perché intrappolate nell’isola. Anche se persero 200 imbarcazioni, sembrando una sconfitta enorme, va ricordato che erano semplici barche a remi, abbandonate prima dell’attacco nemico.

Fendou

5 marzo 1950, battaglia di Hainan, la prima battaglia navale e prima vittoria navale dei comunisti cinesi. Hainan è una grande isola cinese vicino al Vietnam, era vitale liberarla perché i nazionalisti volevano farne la “seconda Taiwan”. 14 navi da guerra nazionaliste e decine di piccole cannoniere ne difendevano le acque. La Marina Militare cinese comunista non aveva ancora unità in metallo, e mobilitò numerose piccole giunche da pesca per sbarcare i soldati. La forza da sbarco era composta da 2130 imbarcazioni, alcune erano grandi giunche armate che agivano da navi scorta; quando il nemico si avvicinò alla flottiglia, le giunche armate lo sorpresero alle spalle. L’unità nazionalista più grande era il cacciatorpediniere Taiping, (l’ex-statunitense Decker), che fu danneggiato e costretto a ritirarsi. Le giunche scorta erano armate coi cannoni ricevuti dall’esercito, e i loro proiettili causarono danni gravi a molte unità nemiche, costringendole a ritirarsi. La battaglia fu una grande vittoria, la Terza Flotta nazionalista fuggì e la flottiglia da sbarco comunista liberò l’Isola di Hainan. Fu la sola vittoria nella Storia di una flottiglia di giunche di legno su un gruppo di moderne navi da guerra.

Xiafeng

25 maggio – 27 giugno 1950, battaglia dell’arcipelago Wanshan, in questa importante battaglia i comunisti avevano 5 cannoniere, tra cui “Liberazione” (Jiefang), “Avanguardia” e “Lotta“, una nave da sbarco (Guishan, la più grande nave da guerra comunista), 10 mezzi da sbarco e 8 trasporti. I nazionalisti avevano una flottiglia di 40 unità. Per la prima volta i comunisti impiegarono unità in metallo e non semplici giunche. Quando i comunisti entrarono nell’arcipelago, la cannoniera Liberazione (una nave ex-nazionalista che aveva disertato) al comando del capitano Lin Wenhu, attaccò il nemico ancorato di notte. La cannoniera causò gravi danni e molte perdite umane. La fregata Taihe (ex-statunitense Thomas) subì danni sul ponte e molti perdite, tra cui il comandante Qi Hongzhang gravemente ferito e molti ufficiali uccisi. Le navi nemiche non potevano manovrare e la Liberazione continuò a combattere a distanza molto ravvicinata, affondando una cannoniera nemica. Anche le altre due cannoniere comuniste attaccarono e affondarono due navi da guerra nazionaliste mentre la forza da sbarco iniziava le operazioni. All’alba i nazionalisti cercarono d’inseguire la Liberazione, ma il Capitano Lin Wenhu riuscì a far allontanare le navi nemiche dalla forza da sbarco. Il nemico lo scoprì troppo tardi, e riuscì solo a danneggiare la nave da sbarco Guishan. A quel punto i nazionalisti si ritirarono. Il 28 maggio una grande forza navale nazionalista formata da 3 fregate, 2 navi da sbarco, 4 dragamine e alcune cannoniere, tentò un contrattacco, fallendo. L’artiglieria costiera comunista riuscì a danneggiare tre cannoniere nazionaliste, e il 27 giugno l’artiglieria costiera comunista affondò una cannoniera nazionalista e danneggiò un cacciatorpediniere, due grandi pattugliatori, due dragamine e due cannoniere nazionaliste. Quando l’isola Guishan, la più grande dell’arcipelago, fu liberata, crollarono le forze nazionaliste. La vittoria fu molto importante perché tagliava i collegamenti navali da Hong Kong a Macao.

Jiefang

9 agosto 1950, nell’isola di Nanpeng le forze comuniste catturarono intatte un’imbarcazione a motore e venti giunche.

11-15 aprile 1952, le forze comuniste subirono molte perdite umane sull’isola Nanri, e 3 motosiluranti furono affondate, ma i nazionalisti abbandonarono l’isola. Fu la prima volta che i cinesi popolari utilizzarono delle motosiluranti.

20 ottobre 1952, lo sbarco dei comunisti sull’arcipelago Nanpeng riusciva senza reazione nazionalista, liberando le isole.

29 maggio 1953, un altro sbarco comunista sulle isole Dalushan, appoggiato da due cannoniere, liberava le isole, mentre i nazionalisti persero due giunche.

16-18 luglio 1953, i nazionalisti cercarono di occupare l’isola Donfshan, con 12 navi e 30 motogiunche. Tre grandi navi da sbarco furono colpite da colpi di mortaio che fecero esplodere le munizioni trasportate a bordo, affondandole. I relitti ostruirono il passaggio alle altre navi da sbarco che trasportavano armi pesanti. L’operazione fu un fallimento e la forza d’invasione si ritirò.

14 novembre 1954, il cacciatorpediniere nazionalista Taiping cadde in un’imboscata e fu silurato ed affondato con quattro siluri dalle motosiluranti della Cina popolare vicino l’isola Tachen.

10 gennaio 1955, primo attacco riuscito dell’aeronautica cinese popolare in preparazione della battaglia delle isole Yijiangshan; velivoli d’attacco Il-10 e bombardieri Tu-2 affondarono una nave cisterna di 4000t e danneggiarono una fregata e altre tre navi nazionaliste.

18-20 gennaio 1955, battaglia delle isole Yijianghsan, una forza da sbarco di 70 imbarcazioni appoggiate da 40 navi di scorta attaccava le isole principali, 10 delle navi di scorta erano armate di razzi e bombardarono l’isola Yijiangshan. Lo sbarco ebbe successo e le isole furono liberate. Durante la battaglia, i nazionalisti cercarono di reagire con i cacciasommergibili Tung Ting e Ying Chiang, ma entrambi furono affondati dalle motosiluranti della PLAN.

18 febbraio 1955, una breve battaglia navale tra 4 cacciatorpediniere nazionalisti e una forza navale di 5 cannoniere, 8 navi da sbarco e 1 sottomarino cinesi popolari si concluse con un nulla di fatto.

16 gennaio – 26 febbraio 1955, operazioni di sbarco nell’arcipelago Tachen.

24 agosto 1958, prima battaglia dell’Isola di Jinmen, un convoglio nazionalista formato dalle navi Taisheng, Zhonghai e Meisong scortate dalle navi da guerra Weiyan, Tuojiang e Xiangjiang veniva attaccato da 4 motosiluranti, 6 cannoniere e 30 giunche cinesi popolari. La Taisheng fu silurata e affondata, mentre la Zhonghai fu gravemente danneggiate dall’artiglieria costiera. 3 motosiluranti furono affondate, mentre una quarta fu danneggiata.

2 settembre 1958, seconda battaglia dell’Isola di Jinmen, un altro convoglio nazionalista formato dalle navi di scorta Weiyuan, Tuojiang e Liujiang al comando di Li Yuxi, e dalla nave da trasporto Meijian, fu attaccato da 8 motosiluranti, 4 cannoniere e 10 motovedette cinesi popolari al comando di Xiao Jinguang e Su Zhenhua. Nel corso del primo scontro, un’altra nave nazionalista, la Yongchang, fu danneggiata, mentre la Tuojiang fu attaccata dalla motocannoniera 588 al comando di Ge Win e affondata con due soli colpi di cannone senza rinculo da 75mm. La Weiyuan fu gravemente danneggiata, mentre la Meijian fu poi affondata, 7 giorni dopo, dall’artiglieria costiera cinese popolare. La Weiyan fu rimorchiata via e rottamata a causa dei danni gravi. I cinesi popolari persero due motosiluranti affondate nell’azione contro la Weiyuan.

11 luglio 1964, un dragamine classe T-43 della PLAN intercettava e affondava la nave trasporto nazionalista Manquingsheng, e una fregata classe Tipo 01 affondava un’altra nave da trasporto nazionalista.

1 maggio 1965, battaglia di Dong Ying, un cacciatorpediniere nazionalista della classe Dong-Jiang si scontrava con 4 cannoniere della marina popolare, che circondarono il nemico danneggiandolo. Il cacciatorpediniere nemico si ritirò mentre due cannoniere furono danneggiate.

6 agosto 1965, battaglia di Shantou, i cacciasommergibili taiwanesi Jianmen e Zhangjiang s’infiltrarono nelle acque cinesi. Le due unità furono intercettate da 1 cannoniera, 4 cannoniere veloci, 6 motosiluranti e altre 4 motovedette cinesi che affondarono la Zhangjiang, quindi 9 motosiluranti circondarono anche la Jianmen, affondandola.

13 novembre 1965, battaglia di Fujian, i nazionalisti per vendicarsi della sconfitta precedente inviarono la grande cannoniera Yongchang e il cacciasommergibili Yongtai, che furono affrontati da 6 cannoniere veloci, 6 motosiluranti e altre 4 motovedette della PLAN. Le unità comuniste seguirono la stessa tattica della battaglia precedente. 4 cannoniere attaccarono ogni bersaglio da due lati diversi, distogliendoli dall’attacco principale delle motosiluranti. Il Yongtai fu danneggiato, e la Yongchang si arenò sull’isola Wuqui; infine il Yongchang fu silurato ed affondato dalle motosiluranti.
I nazionalisti ebbero 65 morti e 25 prigionieri. Fu l’ultima battaglia navale tra Cina e Taiwan.

19 gennaio 1974, battaglia dell’isola Xisha, durante la guerra del Vietnam la Marina Militare popolare cinese ottenne la sua più grande vittoria militare. I cinesi schieravano i cacciasommergibili classe Khronstadt 271 e 274, i dragamine classe T-43 389 e 396 e i cacciasommergibili classe Hainan 281 e 282. Il gruppo sudvietnamita era formato dalle fregate Ly Thouong Kiet, Tran Khan Du e Tran Binh Trong e dalla corvetta Nhat Tao; il comandante cinese era Wei Meng Sen, mentre quello vietnamita era Han Van Ngac. La fregata Ly Thouong Kiet subì gravi danni, mentre le navi Tran Khan Du e Tran Binh Trong ebbero lievi danni, venendo costrette a ritirarsi; infine la corvetta Nhat Tao fu affondata. Delle navi cinesi, solo il dragamine 396 e il cacciasommergibili 274 subirono gravi, mentre il 271 e il 389 ebbero danni leggeri. 18 marinai cinesi caddero, mentre il nemico ebbe 53 morti (tra cui il capitano della Nhat Tao), e 48 prigionieri, tra cui una consigliere statunitense. I sudvietnamiti abbandonarono le isole e i cinesi conseguirono la più grande vittoria navale di forze comuniste nella guerra del Vietnam.

Durante la guerra del 1979 tra Cina e Vietnam per le isole Spratley, 3 motovedette della Marina militare del Vietnam furono catturate da una nave da sbarco cinese appoggiata da una chiatta armata.

14 marzo 1988, battaglia dell’Isola Nansha, la prima battaglia navale tra due marine militari comuniste. Le navi vietnamite erano la nave da sbarco HQ-505 e i trasporti armati HQ-604 e HQ-605. La forza cinese era molto potente, con le fregate Nanchong (Classe Jiangnan), Xiangtan (Classe Jianghu II) e Yingtan (Classe Jiangdong). La battaglia fu violenta; mentre le unità vietnamite sbarcarono truppe su tre scogliere, scontrandosi con le truppe cinesi, la Nanchong affondò l’HQ-604, la Yingtan danneggiò l’HQ-505 e la Xiangtan affondò l’HQ-605. Nanchong e Xiangtan subirono danni leggeri. I vietnamiti ebbero 73 tra caduti, dispersi e prigionieri. I cinesi 6 morti e 18 feriti.

Fonte: Soviet Empire

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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