Le battaglie navali della Corea democratica popolare

Alessandro Lattanzio

Durante la Guerra di Corea, la Marina Militare della Corea popolare era una piccola forza, a parte uno o due attacchi con motosiluranti, la maggior parte delle azioni offensive avvenne con le mine. Statunitensi ed inglesi ammisero che decine di cacciatorpediniere furono danneggiati dall’artiglieria costiera o da mine.

Prima della guerra di Corea
1948
Il dragamine sudcoreano Tongcheon fuggiva al nord, così come il dragamine sudcoreano Gowon.

1949
Il dragamine sudcoreano Gangwha disertava presso la Corea democratica.

Guerra di Corea
23-26 giugno 1950, la Marina della Corea popolare effettuava operazioni di sbarco a Kannin e Samchok.

25 giugno, vicino Pusan, una nave da trasporto della Corea democratica veniva attaccata e affondata dal cacciasommergibile sudcoreano Bak Du San, danneggiato durante la battaglia. I sudcoreani spararono sui naufraghi della nave uccidendone 600. Il bilancio delle vittime e l’assenza di ogni tentativo della Corea del Sud di catturare i nordcoreani, fanno considerare tale evento un crimine di guerra. Allo stesso tempo, un convoglio nordcoreano di 20 schooner scortati da 2 cacciasommergibili e 1 dragamine sbarcarono truppe a Kangnung. Un altro convoglio, scortato da 2 dragamine, 1 pattugliatore e 1 cacciasommergibili sbaragliò i nemici presso Samcheok.

Nella notte tra il 25 e il 26 giugno, il cacciasommergibili sudcoreano Samgaksan aprì il fuoco sulla nave mercantile sovietica Plastun, uccidendo 3 membri dell’equipaggio (compreso il comandante) e ferendone 13.

29 giugno, battaglia di Gangneung, il dragamine nordcoreano n° 31 scortava un piccolo convoglio che sbarcava rifornimenti a Gangneung, ingaggiando il dragamine sudcoreano Dumangang, affondandolo. L’incrociatore USS Juneau e il cacciatorpediniere USS De Haven affondarono una nave del convoglio nordcoreano.

2 luglio 1950, battaglia di Jumunjin, la più importante azione navale della guerra di Corea. La Marina Militare popolare coreana aveva poche motosiluranti. Un gruppo di 4 motosiluranti attaccò l’incrociatore statunitense Juneau, l’incrociatore inglese Jamaica e la fregata inglese Black Swan. La motosilurante 24 fu affondata, le altre unità (21, 22 e 23) furono danneggiate. Il comandante della 21 Kim Kun Ok fu decorato Eroe della Repubblica, e l’unità conservata come memoriale.

10 settembre 1950, il posamine coreano popolare Haeju fu attaccato e affondato dal pattugliatore sudcoreano PC-703.

10-19 settembre 1950, battaglia dell’isola Wolmido, durante la Battaglia di Inchon, la Corea democratica aveva un presidio su Wolmido con qualche pezzo d’artiglieria. Il presidio combatté con forza causando problemi alle forze statunitensi che volevano sbarcare, ritardando di un giorno le operazioni, permettendo ai difensori di Inchon di ritirare le truppe verso Seul, evitando di essere accerchiate. Il presidio subì bombardamenti aerei e navali, ma nonostante ciò riuscì a colpire alcune navi statunitensi: i cacciatorpediniere Lyman K. Swenson, Collet e Gurke, affondare una nave da sbarco e danneggiarne altre 3. Un caccia nordcoreano Jak-9 e un cacciabombardiere Il-2 colpirono l’incrociatore statunitense Rochester e l’incrociatore inglese Jamaica. Alla fine gli statunitensi presero Inchon, ma la lenta avanzata e il tempo guadagnato permisero all’esercito popolare coreano di eludere l’accerchiamento, mentre il bombardamento navale degli statunitensi su Inchon causò centinaia di morti tra i civili.

13 settembre, il cacciasommergibili sudcoreano Samgaksan affondava tre barche.

29 settembre 1950, il dragamine statunitense Magpie affondava su una mina.

Settembre 1950, il dragamine sudcoreano Gapyeong affondava su una mina.

12 ottobre 1950, vicino al porto di Wonsan i nordcoreani affondarono i dragamine statunitensi Pirate e Promise, mentre il Red fu danneggiato dall’artiglieria nordcoreana.

Ottobre 1950, il dragamine sudcoreano Gonju affondava su una mina.

7 gennaio 1951, la fregata tailandese Prasae veniva affondata dai nordcoreani.

2 febbraio 1951, il dragamine statunitense Patridge affondava su una mina.

5 maggio 1951, il pattugliatore sudcoreano JML-306 affondava su una mina.

12 giugno 1951, il cacciatorpediniere statunitense Walke subì un’esplosione che causò 26 morti e 40 feriti. Gli statunitensi scoprirono frammenti di siluro nello scafo. Coreani e cinesi non avevano sottomarini; probabilmente una motosilurante nordcoreana aveva lanciato il siluro.

Dicembre 1951, il cacciasommergibili sudcoreano Jirisan affondava su una mina.

2 marzo 1952, la nave da sbarco statunitense LST-561 affondava con tutto l’equipaggio.

28 agosto 1952, il pattugliatore statunitense Sarsi affondava su una mina.

16 settembre, il cacciatorpediniere statunitense USS Barton veniva danneggiato da una mina.

Decine di cacciatorpediniere e incrociatori anglo-statunitensi attaccarono e danneggiarono soprattutto obiettivi civili, mitragliando e bombardamento risaie, villaggi costieri e pescherecci. Tali attacchi erano volti a infliggere danni alle forze nordcoreane e alla popolazione civile. Tali azioni sono riconosciute crimini di guerra.

18 giugno 1953, per la prima volta dal primo anno di guerra, si ebbe un breve scontro di superficie tra una motovedetta nordcoreana e una sudcoreana nella zona di Wonsan.

19 gennaio 1967, il pattugliatore sudcoreano Dangpo, entrato nelle acque nordcoreane, veniva attaccato da artiglieria costiera e cacciabombardieri MiG-21, affondando con 39 marinai.

23 gennaio 1968, un pattugliatore classe SO-1 della flotta orientale nordcoreana al comando di Pak A Ho, con il supporto di tre motosiluranti P-6, attaccava la nave-spia statunitense Pueblo, catturandola con 83 marinai e agenti dei servizi segreti militari navali statunitensi. Oggi la Pueblo è una nave-museo nella RPD di Corea, pur essendo ancora in ruolo nella Marina degli Stati Uniti.

23 giugno, incursione nella baia di Haeju, la Marina sudcoreana effettuò una missione d’infiltrazione con 15 sommozzatori nella Baia di Haeju, sostenuti da tre navi, per salire su una nave nordcoreana e uccidervi un ufficiale. L’operazione fallì con l’eliminazione di 6 sabotatori e la cattura di altri 2.

20 agosto, un’unità di infiltrazione nordcoreana fu intercettata al largo dell’isola di Cheju: 12 agenti furono uccisi e 2 catturati.

Giugno 1970, un paio di motovedette nordcoreane catturavano la nave-spia sudcoreana I-20, con 20 marinai a bordo.

Febbraio 1974, due motovedette sudcoreane venivano catturate e quindi affondate dall’artiglieria costiera nordcoreana.

28 giugno, il pattugliatore della polizia marittima sudcoreana n° 863 fu affondata da tre motovedette nordcoreane, causando 26 morti e 2 prigionieri. I sudcoreani fecero decollare dei caccia Phantom per affondare le navi nordcoreane, ma si ritirarono dopo uno scontro coi caccia MiG-21 nordcoreani.

26 febbraio 1975, un cacciatorpediniere sudcoreano affondò deliberatamente un peschereccio nordcoreano.

28 aprile 1978, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato da una motovedetta sudcoreana, uccidendo 4 nordcoreani. 1 sudcoreano fu eliminato.

21 luglio, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato da una motovedetta sudcoreana, uccidendo 6 nordcoreani. 2 sudcoreani furono eliminati.

21 giugno 1980, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato da una motovedetta sudcoreana, uccidendo 9 nordcoreani. 1 nordcoreano fu preso prigioniero.

1 dicembre 1980, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato da una nave d’assalto anfibia sudcoreana, uccidendo 9 nordcoreani. 3 soldati sudcoreani furono eliminati.

Giugno 1981, una motovedetta nordcoreana veniva affondata dall’artiglieria costiera sudcoreana.

Giugno 1981, una motovedetta nordcoreana veniva affondata dall’artiglieria costiera sudcoreana.

13 agosto 1983, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato dai sudcoreani, uccidendo 5 nordcoreani.

4 dicembre, le forze sudcoreane affondavano la nave nordcoreana Gongjag, catturando 2 nordcoreani a terra.

20 ottobre 1985, un mezzo d’infiltrazione nordcoreano veniva affondato dai sudcoreani, uccidendo 2 nordcoreani.

Gennaio 1987, una motovedetta nordcoreana catturava una nave-spia sudcoreana con 12 marinai, che poi disertarono nella Corea democratica.

Maggio 1995, una nave-spia sudcoreana veniva danneggiata dall’artiglieria costiera nordcoreana.

17 settembre 1996, scontri per 51 giorni, un minisommergibile nordcoreano Classe Sango si arenava presso Gangneung, in Sud Corea. L’equipaggio raggiunse la cima di una grande collina, 11 marinai si suicidarono per sfuggire alla cattura da parte di centinaia di soldati sudcoreani. Un marinaio fu catturato mentre gli altri 2 decisero di unirsi ai 12 commando delle forze speciali nordcoreane a bordo del sommergibile, nel tentativo di raggiungere il confine. Braccati da migliaia di soldati, senza cibo, armi e vestiti adeguati alle condizioni meteo, molti si persero tra le montagne. Alcuni morirono suicidati, altri uccisi. Alla fine tutti i nordcoreani furono uccisi ad eccezione di un commando che era riuscito a raggiungere la Corea democratica. Nelle operazioni 16 soldati sudcoreani furono uccisi e altri 41 feriti. L’ultimo scontro avvenne il 5 novembre, quando due commando combatterono con divise nemiche e fucili M-16 rubati, uccidendo 3 soldati delle forze sudcoreane e ferendone altri 11.

22 giugno 1998, un minisommergibile nordcoreano Classe P-4 (spesso erroneamente chiamato Classe Yugo) veniva intrappolato da reti da pesca di navi sudcoreane. Quando i soldati sudcoreani raggiunsero il sommergibile cercarono di entrarvi con la forza, e i 9 marinai dell’equipaggio si suicidarono.

17-18 dicembre 1998, battaglia di Yeosu, in realtà lo scontro tra un piccolo semisommergibile nordcoreano Tipo D, inseguito e affondato da 12 navi da guerra sudcoreane. I 4 marinai dell’equipaggio furono uccisi, ma da 2 a 5 commando a bordo erano già sbarcati.

15 giugno 1999, prima battaglia di Yeonpyeong, un gruppo di pescherecci nordcoreani scortati da alcune unità (3 motosiluranti classe Kusong, 4 motocannoniere classe Shanghai-II e cacciasommergibili tipo SO-1, oltre a piccole cannoniere classe Chongjin) veniva attaccato da un gruppo di motovedette della classe Chamsuri e di corvette della classe Po Hang sudcoreane. Due Chamsuri tentarono di speronare su entrambi i lati la motovedetta 381 (classe Shangai-II), e la motovedetta aprì il fuoco con armi d 25mm. Una motosilurante nordcoreana venne affondata mentre il cacciasommergibili 684 della classe SO-1 fu pesantemente danneggiata, anche due motovedette classe Shanghai-II furono danneggiate. 12 marinai furono uccisi e 30 feriti.

22 dicembre 2001, battaglia di Amami Oshima, i giapponesi attaccarono una nave-spia che operava vicino Amami-Oshima, nelle isole Ryukyu. I pattugliatori giapponesi Amami, Kirishima, Inasa e Mizuki attaccarono e affondarono la piccola nave-spia 3705 Zhangyu con tutto l’equipaggio di 15 marinai. La Corea democratica nega ufficialmente il coinvolgimento nella battaglia.

29 giugno 2002, seconda battaglia di Yeonpyeong, le motovedette sudcoreane PKM-357 e PKM-358 della classe Chamsuri si scontravano con i cacciasommergibili nordcoreani classe SO-1 388 e 684. I sudcoreani inviarono anche le motovedette classe Chamsuri PKM-327 e PKM-358 e le corvette classe Po Hang Cheonan e Chinhae. La PKM-357 fu affondata dai nordcoreani. Nell’azione 6 marinai sudcoreani (tra cui il comandante Yoon Yeong Ha) furono uccisi e 18 feriti. L’affondamento della PKM-357 fu assegnato all’artigliere Seo Ju Cheol della 684, premiato col titolo di Eroe della Repubblica Popolare Democratica.

29-30 ottobre 2007, il mercantile nordcoreano Dai Hong Dan da 6390 tonnellate veniva abbordato da un gruppo di 7 pirati somali, ma i 22 marinai a bordo armati di coltelli attaccarono di sorpresa i pirati distratti dalle evoluzioni di un elicottero statunitense. 2 pirati furono uccisi e gli altri catturati. La nave trasportava zucchero dall’India per Mogadiscio.

10 novembre 2009, battaglia di Daecheong, un gruppo di navi della Corea del Sud, tra cui una corvetta classe Po Hang e 4 motovedette classe Chamsuri, combatterono contro la motocannoniera della Corea democratica 383 (della classe Shanghai-II). La motovedetta PKM-325 fu danneggiata. Nonostante la superiorità numerica e di potenza di fuoco, i sudcoreani non riuscirono ad affondare o danneggiare la nave nordcoreana.

26 marzo 2010, le corvette sudcoreane Sokcho e Cheonan erano di pattuglia vicino l’isola di Baengnyeong quando improvvisamente la Cheonan affondava. L’operazione di salvataggio fu lenta e male organizzata, e 49 marinai morirono. La disorganizzazione fu grave: un membro della squadra di soccorso annegò, mentre una piccola barca di salvataggio fu speronata uccidendo altri 9 marinai. Il relitto della Cheonan fu recuperato. La causa del naufragio non è stata mai chiarita. La Corea democratica nega qualsiasi coinvolgimento.

Fonte: Soviet Empire

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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