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Enduring Freedom
fino al 2050
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Manuela
Vittorelli è membro di Tlaxcala,
la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo
articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne
l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori
e la fonte. |
And it's one, two, three
what are we fighting for?
Don't ask me, I don't give a damn
next stop is Vietnam*
Country Joe and the Fish, 1969
Dopo otto lunghi anni, ora più che mai l'invasione e la parziale
occupazione dell'Afghanistan da parte degli Stati Uniti va a pieno ritmo,
grazie alla “nuova strategia” del Presidente Barack
Obama.
Questa strategia – che secondo il capo del Pentagono Robert Gates
“sta funzionando” - prevede che gli Stati Uniti
e l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) mettano in scena
delle mini-Guernica, ispirandosi al bombardamento di Guernica, Spagna,
compiuto dagli aerei tedeschi e italiani nel 1937 e rappresentato nel
quadro di Pablo Picasso.
Prevede anche che il Generale Stanley McChrystal – ex sicario
numero uno del Generale David Petraeus in Iraq – vada all'assalto
di Washington per chiedere (serve altro?) altri 45.000 soldati.
Aggiungeteci 52.000 soldati americani e niente meno che l'impressionante
cifra di 68.000 mercenari a partire dalla fine di marzo – senza
tener conto della NATO – e presto ci saranno più americani
a voltolarsi nel pantano afghano di quanti fossero i sovietici al culmine
della loro occupazione negli anni Ottanta. In soli 450 giorni le truppe
di Enduring Freedom più NATO sono passate da 67.000
a 118.000 unità.
Importa forse che, secondo un sondaggio McClatchy/Ipsos, a quasi otto
anni dai bombardamenti della “guerra al terrore”
contro i taliban il 54% degli americani pensi che gli Stati Uniti stiano
“perdendo” la guerra mentre il 56% è contrario
all'invio di altre truppe? Certo che no.
Vogliamo la nostra fetta
L'ultima mini-Guernica è il raid aereo compiuto contro due autocisterne
di carburante sequestrate dai taliban e incastrate nel letto di un fiume
nei pressi di un mercato nel distretto di Ali Abad, nella provincia
di Kunduz. Il raid è stato ordinato da un minus habens, un incapace
colonnello tedesco, sotto la bandiera della NATO, ed è ora degenerato
in una caustica guerra verbale tra Washington e Berlino.
La “missione” della NATO in Afghanistan è
estremamente impopolare in Germania. Secondo gli abitanti di Kunduz,
il raid aereo NATO ha ucciso più di 100 civili; secondo la NATO
non più di 25; e tutto questo continuando a dire che prima di
colpire ci si era accertati che nell'area non si trovassero civili.
Lo scenario di questa mini-Guernica è lo stesso di Herat nell'agosto
del 2008 e di Farah nel maggio del 2009.
Niente di tutto questo rallenta la marcia inarrestabile di Gates/Mullen/McChrystal
– il trio superstar del Pentagono ossessionato dall'idea di sfruttare
un'escalation in stile Vietnam della sedicente “guerra necessaria”
di Obama, il cui obiettivo finale, secondo il super-inviato Richard
Holbrooke, è del genere “sapremo riconoscerlo quando
lo vedremo”.
Per quanto riguarda la United States Agency for International Development,
l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, si è
appena “scoperto” che i taliban – come racket
di protezione – si prendono una parte degli aiuti allo sviluppo
internazionale che si riversano in Afghanistan. Ma quella fetta impallidisce
se confrontata con le somme che il governo di Hamid Karzai e dei signori
della guerra suoi compari distraggono dalle casse dell'Unione Europea
sotto la supervisione delle Nazioni Unite – con una baldoria dopo
l'altra in nome della “ricostruzione afghana” (Tokyo
2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008).
Forse non quanto gli americani, ma anche i contribuenti europei vengono
derubati. In un
fantastico post sul blog italiano byebyeunclesam, Giancarlo
Chetoni spiega come l'Afghanistan stia costando ai contribuenti italiani
1000 euro (1433 dollari) al minuto, o 525,6 milioni di euro all'anno,
per “liberare il paese dal terrorismo e dalle droghe”.
Il surrealismo è la regola. È rimasta famosa la decisione
dell'Italia di destinare 52 milioni di euro alla “riforma
del sistema giudiziario dell’Afghanistan”, quando in
Italia “sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi
penali e 5,4 milioni di processi civili”. Nei prossimi quattro
anni l'Italia praticamente raddoppierà il suo contingente, che
passerà dagli attuali 3250 militari a più di 6000.
Il nuovo segretario generale della NATO, il danese Anders Rasmussen
amico dell'ex presidente George W. Bush, ha cercato di spiegare la nuova
“strategia” agli scettici europei usando un “natese”
pirotecnico. Ma la vera trama di questa tragicommedia senza fine non
viene mai svelata. Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO faranno
– e spenderanno – tutto quello che serve per piazzare le
loro basi militari sulla soglia della Russia e della Cina e –
lo sa Allah – riportare in carreggiata il Trans-Afghan Pipeline.
Dal novembre del 2001 al dicembre del 2008 l'amministrazione Bush ha
bruciato 179 miliardi in Afghanistan, la NATO 102 miliardi. L'ex capo
della NATO Jaap de Hoop Scheffer disse che l'Occidente avrebbe mantenuto
le proprie truppe in Asia Centrale per 25 anni. Il capo di Stato maggiore
britannico, Generale David Richards, lo corresse: gli anni sarebbero
stati 40. Potete contare sul fatto che nel 2050 i taliban – “cattivi”,
in forma e immuni al surriscaldamento globale – combatteranno
ancora contro Enduring Freedom.
*E uno, due, tre
ma si combatte perché?
Frega niente, non chiederlo a me
prossima fermata Vietnam.