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Falsa
l'immagine di una UCK buona
e di Serbi cattivi
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David Gibbs polemizza con la dottrina che l'attacco contro la Jugoslavia
è stato una "guerra umanitaria giusta" e che gli interventi
internazionali dovrebbero svolgersi sotto questo modello etico
Washington, Luglio - La guerra per il Kosovo (1999) nel pubblico statunitense
veniva indicata come una ripetizione "di una piccola Seconda
guerra mondiale", scrive David Gibbs, professore di Scienze
Politiche presso l'Università dell’Arizona, nel suo nuovo
libro "L'intervento umanitario e la distruzione della Jugoslavia".
Secondo lo schema semplificato, bianco e nero, di questo modello, quasi
come da cartoni animati, "i Serbi hanno svolto il ruolo degli
aggressori nazisti, e gli albanesi sono stati gli Ebrei, le vittime."
Come suo tema centrale, Samantha Power ha descritto quest'immagine nel
suo libro molto influente "Problemi dall'Inferno: l'America
nell'Era del genocidio". La Power è stata consulente
nel corso della recente campagna elettorale del capo della Casa Bianca,
Barak Obama, mentre nel marzo dello scorso anno ha rassegnato le dimissioni
poiché ha dato del "mostro" alla sua rivale
di allora, Hillary Clinton. Dopo l'ascesa al potere, Obama ha incluso
Samantha nel Consiglio presidenziale per la sicurezza nazionale ...
Gibbs critica il libro "Problemi dall'Inferno" per
il quale l'autrice Samantha Power ha ricevuto il Premio Pulitzer nel
2003. Le obbietta di avere affermato che gli "Stati Uniti sono
intervenuti in Kosovo, perché sono stati esauriti tutti gli sforzi
diplomatici", e perché, come rappresentante del Partito
democratico, cercava di dipingere l'intervento e l'attacco contro la
Jugoslavia come una "guerra umanitaria" il cui modello
etico, in futuro, l'America potrà usare per intervenire in tutto
il mondo.
Secondo Gibbs, che nella conversazione con il nostro corrispondente
dice di tendere a sinistra, ma che non può assolutamente considerarsi
un comunista, i democratici negli Stati Uniti stanno cercando a tutti
i costi di rompere l'immagine di se stessi come "molluschi
in materia di politica estera". Tra l'altro, ecco perché
il libro di Samantha Power, sul tema del "modello di guerra"
con cui i futuri democratici sarebbero dovuti intervenire nel mondo,
è molto pericoloso - afferma Gibbs.
Questo scienziato, tuttavia, nel suo libro non nega che "i
Serbi hanno un brutto record di pressioni e violenze contro gli Albanesi".
"Il problema è che i gruppi politici albanesi, con il sostegno
degli Stati Uniti, non sono stati mica meglio di loro. Mentre alcuni,
relativamente decenti gruppi albanesi non violenti, sono stati significativi
nelle prime fasi di questo conflitto, la principale organizzazione che
ha ricevuto un sostegno diretto degli Stati Uniti – quella stessa
che ha in seguito costituito il governo del Kosovo indipendente - è
stato l'Esercito di Liberazione del Kosovo. L'UCK è una organizzazione
di stampo razzista che ha commesso molti crimini e che non è
diversa dalle forze di Milosevic. Attacchi terroristici contro i civili
sono le principali caratteristiche della strategia militare dell'UCK."
E' interessante che Gibbs, che non è mai stato nei Balcani, e
che non ha alcun legame di parentela con questa parte del mondo, trae
le informazioni per questo suo nuovo libro da documenti pubblicati (Tribunale
dell'Aia, dibattiti e audizioni parlamentari nei Paesi Bassi, Gran Bretagna
e Francia, Memorie di mediatori internazionali) che non sono stati largamente
pubblicati, o non gli è stata prestata attenzione da parte dei
media. Come uno degli elementi di prova che "la natura terroristica
dell'UCK era ben nota ai funzionari occidentali", Gibbs cita
la testimonianza di Paddy Ashdown, che è stato invitato a L'Aja
come testimone ad un processo, così come il dibattito parlamentare
a Londra. Segue la trascrizione dell'interrogazione incrociata di Paddy
Ashdown, per cui Gibbs scrive che questi era "ampliamente coinvolto
nella diplomazia del Kosovo":
Miloševic: E' noto infatti che i membri del KLA
sono terroristi, che si tratta di un'organizzazione terroristica.
Ashdow: Sig. Miloševic, non ho mai negato che
erano un'organizzazione terroristica. Secondo il giornalista Salivan
Stacy, che ha intervistato molti comandanti dell'UCK, i guerriglieri
attaccavano le colonie serbe e si erano assunti la responsabilità
per la distruzione di un velivolo e per la posa di un'auto-bomba con
cui è stato ferito il Rettore dell'Università . Per definizione,
queste sono azioni terroristiche...
Lo scopo di questi attacchi terroristici, dice Gibbs ulteriormente,
è stato di provocare le ritorsioni serbe. "Anche la
Madeleine Albright, le cui memorie si focalizzano principalmente sui
delitti serbi, ha brevemente riconosciuto che l'Esercito di Liberazione
del Kosovo sembra che abbia deliberatamente provocato forte ritorsione
dei Serbi, per far sì che l'intervento internazionale diventasse
necessario. Non c'è bisogno di sottolineare come questa strategia
– adescare i Serbi a rispondere attaccando civili albanesi e quindi
aumentare la pressione per l'intervento esterno - abbia funzionato piuttosto
bene. Proprio un tale scenario nel 1998-1999, ha portato l'intervento
del NATO e l'Esercito di Liberazione del Kosovo alla vittoria."
L'UCK nel Kosovo etnicamente pulito dei serbi
Zoran Šuvakovic Politika
16/07/2009
Washington, Luglio – se ci fosse stata la volontà e l'imparzialità
, se il bombardamento NATO in realtà avesse avuto veramente "un
obiettivo umanitario", la comunità internazionale e
Washington avrebbero potuto muovere un'accusa contro l'UCK per i crimini
commessi dopo la sconfitta delle forze serbe nel giugno 1999. Tuttavia,
David Gibbs, Professore di scienze politiche e storia presso l'Università
di Arizona, nel suo ultimo libro "L'intervento umanitario e
la distruzione della Jugoslavia" contesta la vigente opinione
pubblica americana che si sia trattato di una "buona guerra".
Al contrario, egli la caratterizza come molto simile a quella che ha
portato al fallimento in Iraq. Nel suo lavoro scientifico, basato su
documenti pubblici, Gibbs contesta tutti e tre i miti onnipresenti su
questa guerra: 1. I bombardamenti della NATO sono iniziati soltanto
quando si sono esauriti tutti gli sforzi diplomatici per giungere ad
un accordo con mezzi pacifici. 2. Il conflitto kosovaro è moralmente
ed eticamente semplice: i Serbi sono stati aggressori e oppressori,
e gli albanesi vittime. 3. Attacchi aerei della NATO hanno prevenuto
ulteriori crimini ed hanno avuto un effetto positivo sulla situazione
dei diritti umani in Kosovo.
Tutti e tre i miti rappresentano delle illusioni deliberatamente incoraggiate,
che l'ultimo libro di David Gibbs, uscito il 29 giugno nelle Edizioni
Vanderbilt (327 pagine), una delle più prestigiose università
degli Stati Uniti, smaschera scientificamente. Il Professore, noto per
la sua valutazione sull'interventismo in materia di relazioni internazionali,
si distingue per la sua critica scientifica alla politica estera americana.
Il suo ultimo libro sarà incluso tra i testi per lo studio delle
Scienze politiche. "La NATO e i custodi della pace, le Nazioni
Unite, immediatamente dopo la sconfitta serba hanno messo l'UCK al potere,
e l'UCK ha immediatamente utilizzato la sua nuova posizione per pulire
etnicamente il Kosovo dai Serbi, con una campagna di violenza",
scrive Gibbs.
L'OSCE ha tenuto un archivio sulle azioni di terrore contro i Serbi,
di cui hanno scritto nelle loro memorie i funzionari delle Nazioni Unite
Jan King e Vit Maison: "Nell'anno 1999 regnò un periodo
di vendetta e di brutale brigantaggio. L'OSCE ha raccolto decine di
storie di orrore. Un Rom sordomuto fu rapito dalla propria abitazione,
con l'accusa che i suoi familiari avessero collaborato con i Serbi;
un Serbo di quarantaquattro anni fu ucciso con spranghe di ferro da
parte di una banda di Albanesi Kosovari... I Serbi venivano uccisi mentre
lavoravano nei campi... Tutti questi crimini si sono verificati, mentre
i custodi della pace, sotto la supervisione della NATO, monitoravano
sulla sicurezza in Kosovo."
In questo capitolo Gibbs, tra l'altro, conclude che "l'antico
obiettivo di un territorio albanese etnicamente puro senza i Serbi,
è stato raggiunto in molte parti del Kosovo."
In realtà, entrambe le parti sono state cattive, ed è
completamente sbagliato surriscaldare il mito degli aggressori e delle
vittime albanesi. I reati già commessi da parte delle forze serbe
in Kosovo ed in Bosnia, non possono fungere da pretesto per un'amnistia
nei confronti dei crimini UCK, aggiunge l'autore. Egli dice inoltre
che "in alcuni di questi crimini, gli Stati Uniti sono stati
complici, per via del sostegno all'UCK". Oggi, dieci anni
dopo questi eventi, non dovremmo nascondere i crimini di alcuna parte.
E la prova che tali reati continuano ad essere nascosti, come ha espresso
il Professore Gibbs nell'esauriente intervista a "Politika",
sta anche nell'ultimo libro (appena uscito nella versione in lingua
inglese) della Carla del Ponte, in cui si descrivono le minacce a cui
è stata esposta, mentre nella veste di pubblico ministero tentava
di occuparsi con dei delitti di Albanesi kosovari.
Tuttavia, come nella conclusione del suo libro scrive Gibbs, nel caso
del Kosovo "il fatto più inquietante è che i
cosiddetti interventi umanitari servivano principalmente ad aumentare
reati gravi". "In questo senso, la guerra del Kosovo assomiglia
all'invasione dell'Iraq nel 2003 che è, allo stesso modo, 'stata
venduta' all'opinione pubblica americana come un'azione umanitaria per
'salvare' il popolo iracheno dal violento dittatore. Oggi, tuttavia,
sembra che l'invasione dell'Iraq ha causato la morte di un numero identico,
e, probabilmente, più alto del numero delle vittime uccise da
parte di Saddam Hussein. La principale lezione da Kosovo e Iraq, è
l'esperienza che le azioni militari - anche quando sono definite umanitarie
- spesso causano una maggiore e più massiccia sofferenza umana".
I fautori dell'"intervento umanitario", di cui durante
la conversazione Gibbs dice che nella nuova amministrazione democratica
del presidente Obama sono in tanti, non prestano attenzione a questo
nuovo pericolo.