| |
| |
L’ingerenza
dell’Occidente nelle elezioni iraniane
|
|
Traduzione dal francese eseguita
da Belgicus |
*Jules
Dufour, Ph.D., è presidente dell’Association
canadienne pour les Nations Unies (ACNU) /Section Saguenay-Lac-Saint-Jean,
professore emerito all'Università del Québec a Chicoutimi,
membro del circolo universale degli Ambasciatori della Pace, membro
cavaliere dell'Ordine nazionale del Québec. |
Gli Stati Uniti non hanno lezioni da dare a nessuno. Hanno causato torti
irreparabili all’umanità nel suo insieme e continuano a dettare
le regole di condotta della gouvernance mondiale in funzione dei loro
interessi. Scatenano una guerra permanente contro quelli che si oppongono
a tali regole ed è quello che stanno facendo nei confronti dell’Iran.
Le vive reazioni da parte degli Occidentali a fronte dei risultati delle
elezioni presidenziali iraniane e le reiterate dichiarazioni di frode
e di ingiustizia hanno gli obiettivi della destabilizzazione del paese
e della creazione di condizioni che possano permettere di giustificare
un intervento armato.
Nell’attuale contesto geopolitico del Medio Oriente, una tale operazione
sembra sempre più probabile, perché il controllo della repubblica
islamica è stato iscritto da parecchi anni nell’agenda degli
interventi militari degli Stati Uniti. Non bisogna dimenticare che
piani
di guerra contro l'Iran sono stati preparati e, come da noi già
menzionato, basta creare il momentum favorevole allo scatenarsi delle
ostilità ed una guerra di propaganda contro il regime iraniano
è certamente il mezzo per arrivarci abbastanza facilmente. In effetti,
la fittizia presenza delle armi di distruzione di massa in Iraq facilitò
grandemente la preparazione di quella guerra d’occupazione scatenata
nel 2003.
Se la rielezione del presidente dell'Iran è effettivamente il risultato
di un broglio, spetta agli Iraniani individuare i modi per far valere
i loro più fondamentali diritti in questa materia e non è
certo un affare dei paesi occidentali le cui democrazie sono da alcuni
anni piuttosto vacillanti per suggerire le azioni da porre.
Il Medio Oriente. Un’autentica polveriera
È certo che per l’Iran desideriamo la pace come per tutto
l’insieme del Medio Oriente. Sfortunatamente, la situazione generale
sembra sempre più assimilabile ad una polveriera. Nel 1991, durante
la guerra del Golfo, i paesi del Medio Oriente erano grandemente militarizzati
con la presenza di circa quattro milioni di effettivi in armi, 23.355
carri d’assalto e più di 3.400 aerei da combattimento.
Oggi, gli effettivi sono circa gli stessi, ma sul campo gli equipaggiamenti
sarebbero molto più importanti con
45.000 veicoli da combattimento e 4.130 aerei bombardieri (il 14,7%
del totale mondiale). Tutti questi elementi sono stati interpretati
come necessari al fine di mantenere un equilibrio strategico nella regione
pur garantendosi la supremazia militare di Israele. Gran parte di questi
dispositivi è stata utilizzata nel corso delle guerre che hanno
imperversato nella regione negli ultimi vent’anni causando considerevoli
danni nelle società colpite : "Dodicimila miliardi di
dollari, ecco la somma esorbitante perduta in seguito alle guerre che
insanguinano l’insieme del Medio Oriente dal 1991.”
Questa constatazione in numeri fa parte di uno
studio inedito presentato il 23 gennaio di quest’anno al Palazzo
delle Nazioni dal Centro di politica di sicurezza di Ginevra .
Nel corso degli ultimi anni, l'Iran ha aumentato considerevolmente le
sue forze militari sull’esempio di altre potenze di questa regione
come la Turchia e l'Egitto. Ora
l'Iran disporrebbe di 350 aerei da combattimento alcuni dei quali possono
percorrere fino a 3.000 chilometro senza bisogno di rifornimento
e gli Israeliani ritengono che la repubblica islamica costituisca una
crescente minaccia alla loro sicurezza, poiché Israele è
situato a 1.000 chilometri dall’Iran. Questo timore diventa una
fobia quando si fa loro credere che quel paese dispone già di
armamenti nucleari.
L’eccessivo armamento di questa regione, le tensioni in crescita
tra certi Stati ed una campagna di destabilizzazione dell'Iran possono
essere degli elementi scatenanti di operazioni militari che possono
infiammare tutta la regine. È importante ricordare che due terzi
delle riserve mondiali di petrolio si trovano in questa regione e che
questa sostanza è ancora essenziale per il funzionamento del
complesso militare-industriale del pianeta. Sono in gioco interessi
cruciali ed è facile comprendere che niente viene trascurato
per salvaguardarli.
Citazioni
AFP. 2008.
L'Iran dit posséder des avions de combat capables de voler 3000
km. Cyberpresse. 17 agosto 2008.
BLUM, William. 2009. La
grande, internationale, démoniaque et vraiment effrayante menace
iranienne. Montréal, Centre de recherche sur la mondialisation
(CRM). 9 giugno 2009.
DUFOUR, Jules. 2007. Le
réseau mondial des bases militaires américaines. Les fondements
de la terreur des peuples ou les maillons d'un filet qui emprisonne
l’humanité. Centre de recherche sur la mondialisation
(CRM). 10 aprilel 2007
DUFOUR, Jules. 2009. Une
guerre mondiale au secours de l'Empire américain. Montréal,
Centre de recherche sur la mondialisation (CRM). 3 marzo 2009.
DUFOUR, Jules. 2009. Le
grand réarmement planétaire. Montréal,
Centre de recherche sur la mondialisation (CRM). 5 maggio 2009.
PETRAS, James 2009. Iran
: le bobard de l’«lection volée» La réalité
de classe et la propagande impériale. Montréal,
Centre de recherche sur la mondialisation (CRM). 21 giugno 2009.
Strategy Page. Armed
forces of the World Database. Middle East Nations. Strategy
Page
VANN, Carole. 2009.
Le prix des guerres au Moyen-Orient. Tribune des
droits humains