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Myanmar:
un altro scalino
dell'escalation
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Alessandro Lattanzio, 28/09/2007
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Aung San Suu
Ky e il Generale Than Shwe |
Si susseguono, in questi giorni, le notizie sugli scontri in Myanmar.
Scontri tra un settore del clero buddista e alcune fazioni
'civiche'
legate ad ambienti e interessi occidentali. Difatti Aung San Suu Ky (
1),
nominata sul campo, dai mass media occidentali, leader dell'opposizione
al regime di Yangoon, è l'icona con cui si potrà dare un
marchio di rispettabilità e di presentabilità, all'ennesima
operazione di scardinamento geopolitico, in funzione antieurasiatica,
effettuato dalle centrali atlantiste (Washington, Londra). Perciò
non è strano il fatto, che sul mutamento di regime a Yangoon, ci
sia la convergenza tra il presidente degli USA George Walker Bush e la
relativa consorte Laura (
2) e il suo apparente '
acerrimo
nemico' George Soros. Quando vi è in gioco l'interesse predatorio
e imperialista delle centrali dominanti statunitensi, le sfumature ideologico-demagogiche
svaniscono d'incanto. Le elite atlantiste e sinarchiste sanno utilizzare
a loro fine le masse di manovra rappresentate da
'idealisti',
ONG, umanitarismi formato export,
'intellettuali',
'giornalisti',
e via giù così (
3). Insomma quella massa
di individui che Lenin, in modo netto e reciso, ha inchiodato chiamandoli
'utili idioti' .
Ciò che non capiscono gli utili idioti, è che la centrale
imperialista statunitense sta cercando di infastidire ancora una volta
la Repubblica Popolare Cinese, e non solo essa.
Inquadrare la questione del Myanmar
In pratica, sebbene si siano moltiplicati gli allarmi di un eventuale
attacco missilistico-nucleare all'Iran, da parte dell'asse USA/Israele,
gli ambienti governativi a Washington sembrano preda dell'incertezza.
I responsabili militari e strategici del Comando Centrale Congiunto
delle forze armate USA in Medio Oriente e Asia centrale (Nord Africa
e Corno d'Africa compresi), ammiraglio Fallon e generale Abizaid, sembrano
contrari al progettato attacco all'Iran. Temono, è certo ne hanno
motivo, le conseguenze di quest'ennesimo atto sconsiderato dell'amministrazione
Cheney.
Dopo di che, i circoli dominanti degli Stati Uniti, hanno tentato la
carta sudanese. Ma grazie alla mediazione della Libia di Muammar Gheddafi
(4), l'Unione Africana e l'ONU sono riuscite a ottenere il consenso
per l'invio di 17000 truppe per il Peacekeeping in Sudan. La
maggior parte dei contraenti all'accordo hanno dato l'assenso, tranne
due organizzazioni separatiste, alimentate e armate da Israele e dalla
Francia, che utilizzano come tramite i regimi corrotti e in sfaldamento
del Chad e della Repubblica Centrafricana (5).
Nonostante tutto, però, anche l''opzione sudanese' è
decaduta. Allora, cosa resta alla cricca dominante a Washington per
effettuare un nuovo 'Roll Back' ai danni del progredire dei
giganti eurasiatici? L'Iraq e l'Afghanistan, ormai, sono divenuti dei
pantani micidiali, almeno per il prestigio dell'amministrazione Cheney;
c'è ben poco da fare. Scartata l'Iran e il Sudan, c'è
stato il tentativo di utilizzare la carta siriana. Damasco è
stata oggetto di non 'amorevoli cure', da parte dell'aviazione
di Israele. Un attacco aereo israeliano si è svolto pochi giorni
fa, presso il confine con l'Iraq. Ma nonostante i toni trionfalistici
sionisti, l'unico risultato sembra essere stato, a detta di testimoni
diretti, un vero e proprio buco nella sabbia del deserto…
Ora, Washington gioca la carta del Myanmar, stato da sempre nel mirino
delle ONG e dei media oligarchici. Per esempio MTV, che da sempre propaganda
l'icona di Aung San Suu Kyi, ora addirittura manda in onda, periodicamente,
uno spot a sostegno della rivolta antigovernativa. Deplorando la repressione
armata e la morte di 15 tra monaci e giornalisti stranieri. Le decine
di morti che, quotidianamente, provocano gli USA e Israele non meritano
neanche un cenno nei telegiornali, figurarsi uno spot! I morti non sono
mai uguali…
Inoltre, la 'causa' del Myanmar (o meglio Birmania, come amano
chiamarla i nostalgici dell'impero inglese) è stata anche argomento
in alcune puntate dei serial TV USA.
Ma parlando di cose serie, la Birmania è quella spina nel fianco
della massa continentale eurasiatica che, come dicevo sopra, gli USA
andavano cercando.
Difatti, da una parte c'è la questione dell'Iran, un punto di
contrasto tra Mosca e Washington posto a occidente dell'Asia. Una strategia
che ora viene affiancata dal contrasto, a oriente del continente Asia,
tra USA e Cina Popolare e Unione Indiana, riguardo la questione del
Myanmar. Il bersaglio reale è la politica di collaborazione strategico-economico
tra Yangoon e Beihjing e New Dehli. Difatti, intervengono così
le agenzie 'non-governative':
- L'organizzazione statunitense Earth Rights International attacca
il cruciale progetto di alcune multinazionali Cinesi che vogliono costruire
in Myanmar un oleo-gasdotto di 2380 kilometri, che va dalla costa dell'Arakan
alla provincia dello Yunnan in Cina. Effettivamente la Cina ha bisogno
di questa pipeline e di un porto vitale in Myanmar, necessario alla
crescente importazione di petrolio e gas dal Medio Oriente, dall'Africa
e dal Venezuela.(6)
- Un altro motivo di intervento in Myanmar, da parte USA, è lo
stretto legame, nel progetto di guerra elettronica avanzata, patrocinata
dal leader della junta (il Consiglio per la Pace e lo Sviluppo - SPDC),
lo specialista di guerra psicologica, Generale Than Shwe. Il progetto,
da 1,5 miliardi di dollari, vede la collaborazione della Cina Popolare.
Una collaborazione Cina-Myanmar volta a controllare i movimenti delle
guerriglia etnica in Myanmar; Karen, Chan, Wa e altri, che si spostano
attraverso i confini con la Cina. Inoltre, tale accordo comprende la
sorveglianza strategica dell'area e del traffico navale nell'Oceano
Indiano, soprattutto dei movimenti della flotta militare degli USA,
senza menzionare il ruolo cruciale del traffico nello Stretto di Malacca.
Tali legami militari tra Beijng e Yangoon sono uno dei motivi dell'intervento
USA, sotto le mentite spoglie dell'ennesima 'rivoluzione' colorata,
entusiasticamente celebrata dagli 'umanitaristi' di casa nostra.(7)
- Dall'altro lato, l'India ha stipulato un accordo con i generali della
junta di Yangoon, riguardante lo sfruttamento del gas naturale; un altro
accordo prevede l'investimento di 150 milioni di dollari per lo sfruttamento
del gas, nella zona occidentale del Myanmar.
- L'India è il quarto maggiore partner commerciale del Myanmar.
I governi di New Delhi e di Yangoon hanno fissato l'obiettivo di raggiungere
un volume di scambi del valore di 1 miliardo di dollari tra i due paesi
nel 2006-07. Vi è anche una crescente collaborazione militare
tra i due paesi, che è fortemente voluta dall'India che vuole
agire contro alcuni gruppi di ribelli birmani che operano nell'India
nord-orientale.
- La Campagna Britannica per la Birmania ha esortato i governi UE a
fare pressione sul governo indiano perché metta fine alla sua
collaborazione con Yangoon. "Questo deve essere fatto ai più
alti livelli".
- Saferworld, un gruppo di consulenza sulla risoluzione dei
conflitti, ha pubblicato un rapporto all'inizio di luglio sulle vendite
di armi al Myanmar, in cui si sottolinea che l'Unione europea non applica
il suo embargo. Il dossier, che accusa la Francia e l'India, secondo
cui i motori della francese Turbomeca sono destinati agli elicotteri
indiani che, poi, vengono venduti al Myanmar.
- L'Ufficio Euro-Birmania di Bruxelles incita l'UE a persuadere
l'India, la Cina e l'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico
(ASEAN) ad adottare una posizione comune nell'opporsi agli abusi dei
diritti umani in Myanmar. E il suo direttore Harn Yawnghwe afferma:
"Ci auguriamo che l'UE incoraggerà l'India ad unirsi
agli altri paesi vicini e alla comunità internazionale, per lavorare
alle costruzione di una democrazia inclusiva in Birmania".
E termina con una frase rivelatrice dei veri scopi di tutto l'affaire:
"Vorremmo vedere l'UE usare i propri mezzi per convincere il
governo indiano che la sua campagna per supportare i generali birmani
vendendo armi e collaborando nelle operazioni militari non porterà
nessun beneficio". (8)
- Non manca l'opera di delegittimazione degli esponenti del governo
di Yangoon: la nota organizzazione gestita dalla CIA, Reporters
senza Frontiere, ha descritto Than Shwe come un "notorio
paranoico che si è mummificato nella nuova capitale, Naypyidaw,
la costosa nuova capitale del Myanmar creata nel 2005". mentre
un'altra notoria organizzazione legata agli interessi USA, Transparency
International, ha definito il Myanmar, assieme alla Somalia, come
il paese più corrotto del mondo, nel suo indice del 2007.(9)
Ovviamente si tratta delle trite e ritrite argomentazioni 'umanitarie',
espresse da sospette organizzazioni 'non-governative', che
hanno il solo scopo di preparare, nei confronti della nazione presa
di mira, o un golpe eterodiretto o un intervento armato. Il tutto, ripeto,
con la piena e attiva complicità dei mezzi di propaganda e disinformazione
strategica, delle organizzazioni 'umanitarie' fiancheggiatrici
di ministeri, stati maggiori, agenzie d'intelligence e multinazionali
finanziarie occidentali.
Memori delle precedenti esperienze, Mosca e Beijing hanno reagito prontamente,
al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ponendo il veto alla
proposta degli USA d'imporre un ennesimo embargo strategicamente orientato.
Ciò può apportare un beneficio all'equilibrio mondiale.
Mosca e Beijing collaboreranno più strettamente a livello di
politica internazionale; sostenendo, in ambito ONU, ognuno le ragioni
dell'altro, in relazioni alle questioni che, man mano, l'occidente e
gli USA, soprattutto, cercano e cercheranno di sollevare: Sudan, Siria,
Iran, Kosovo, ecc. Inoltre, altro aspetto positivo della vicenda del
Myanmar è che l'India, dopo le vaghe minacce brandite verso i
suoi interessi economico-strategici, guarderà con maggiore prudenza
e attenzione alle proposte di partnership con potenze occidentali, come
nel caso del recente accordo per la collaborazione nucleare con gli
USA. Le minacce espresse verso New Dehli, provenienti dall'occidente,
spingeranno anche l'Unione Indiana ad allacciare una più stretta
collaborazione poltico-economica e diplomatico-strategica con Mosca
e Beijing. Questo è senza dubbio un aspetto complessivamente
positivo.
Note:
1) (Da una mail della Lista_Eurasia)
'Poco si sa di Aung San Suu Kyi, nata a palazzo, cresciuta nelle
residenze diplomatiche che rappresentavano la casta dominante in Birmania,
che pur dopo la sua defenestrazione le ha permesso di laurearsi ben
3 volte a Oxford, e a proseguire i suoi studi a New York, ed immediatamente
entrare nell'ONU.
Ma il suo strenuo richiamo alla figura del padre Aung San parla per
lei.
Già, Aung San: l'uomo che nel 1939 (che tempista!) fondò
il Partito Comunista Birmano assumendone il titolo di Segretario Generale,
e subito dopo il parallelo Partito Rivoluzionario del Popolo (non si
sa mai...); che saputo del mandato di arresto inglese mentre era in
India, fuggì precipitosamente in Cina per ottenere la protezione
del PC cinese. Ma subito intercettato dai giapponesi, si rotolò
ai loro piedi e dichiarò obbedienza assoluta, e l'anno seguente
rientrò in Birmania a organizzare... l'occupazione giapponese.
Lo stesso uomo che, alle prime difficoltà belliche del Giappone,
offrì i suoi servigi all'odiata Londra, fondò l'Organizzazione
Antifascista e nel marzo 1945 organizzò l'ammutinamento contro
i giapponesi ormai in ritirata.
Divenuto così, come si usava nel 1945, padre della "resistenza",
si avviò ai massimi fasti del nuovo stato, per essere prevedibilmente
assassinato due anni dopo in circostanza mai chiarite, avendo tradito
così tante persone e fedi...'
2) In una recente intervista con il Wall Street Journal, Laura
Bush ha detto: "China does have a huge amount of influence
over Burma," she said. "They share a border, for one thing.
But also, they ... use the natural resources out of Burma," and
in the end "they prop up a government that - a failed state, really,
is what they're propping up, just like in the Sudan." (…)
"Right now, after cooperating with China in the six-party talks
with North Korea, and with the Chinese Olympics coming up, I think this
is a really good time for activists and advocates for Burma and the
Sudan and other countries to put pressure on China." (US
turns to China to influence Myanmar, in Asia
Times)
3) Anche a livello di propaganda spicciola, svolta da nostrani singoli
individui 'fin troppo entusiasti', che verso l'ennesimo golpe
strisciante targato MTV/Soros&Friends, esprimono un loro
'pacato' sostegno balzellando, saltellando e guaendo a dovere,
come gli hanno ben insegnato individui del calibro di Claudio Pagliara
e Giovanna Botteri (uno antisemita e l'altra slavofoba, ma sempre nel
segno di USraele).
4) Africa
5) Ciad
6) Buddha vs the barrel of a gun, in Asia
Times
7) ibidem.
8) The man behind the Myanmar madness, in Asia
Times
9) Le imprese Ue riforniscono l'esercito birmano attraverso l'India,
di David Cronin dell'IPS