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La finta
guerra dell'America in Afghanistan |
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F. William Engdahl è l'autore di
Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order.
Può contattarsi tramite il suo sito web a Engdahl.oilgeopolitics.net.
Uno degli aspetti più notevoli dell'agenda presidenziale di
Obama, è come pochi abbiano messo in discussione, nei media o
altrove, il perché il Pentagono/Stati Uniti siano impegnati nell'occupazione
militare dell'Afghanistan. Vi sono due motivi fondamentali, nessuno
dei quali può essere ammesso apertamente, all'intero pubblico.
Dietro tutto l'ingannevole dibattito ufficiale su quante truppe siano
necessarie per "vincere" la guerra in Afghanistan,
se altre 30.000 siano sufficienti, oppure ne siano necessarie almeno
200.000, lo scopo reale della presenza militare USA, in quel paese centroasiatico
di capitale importanza, viene oscurato.
Anche durante la campagna presidenziale del 2008 il candidato Obama
sosteneva che l'Afghanistan e non l'Iraq era dove gli USA devono fare
la guerra. La sua ragione? Perché affermava che era dove si era
nascosta l'organizzazione al Qaida e che quella era la "vera"
minaccia per la sicurezza nazionale USA. I motivi dietro al coinvolgimento
degli USA in Afghanistan sono ben altri.
I militari USA sono in Afghanistan per due ragioni. In primo luogo per
ristabilire e controllare la più grande fornitura mondiale di
oppio per i mercati mondiali dell'eroina, e per utilizzare le droghe
come un'arma geopolitica contro i rivali, specialmente la Russia. Questo
controllo del mercato della droga afgano è essenziale per la
liquidità della fallita e corrotta mafia finanziaria di Wall
Street.
La geopolitica dell'oppio afgano
Anche secondo un rapporto ufficiale dell'ONU, in Afghanistan la produzione
di oppio è aumentata drammaticamente dal rovesciamento dei talibani
nel 2001. I dati dell'UNODC mostrano quantità sempre più
grandi di coltivazioni di papavero da oppio, in ciascuna delle passate
quattro stagioni di semina (2004-2007), rispetto a qualunque anno durante
il governo dei taliban. Ora in Afghanistan, per l'oppio viene utilizzata
più terra che per la coltivazione della coca in America Latina.
Nel 2007, il 93% degli oppiacei sul mercato mondiale aveva origine in
Afghanistan. Questo non è un caso.
E' stato documentato che Washington ha selezionato il controverso Hamid
Karzai, un signore della guerra Pashtun della tribù Popalzai,
a lungo al servizio della CIA, che ha riportato dall'esilio negli USA,
ha creato una mitologia hollywoodiana intorno alla sua "coraggiosa
guida del proprio popolo". Secondo fonti afgane, Karzai è
oggi il "Padrino" dell'oppio dell'Afghanistan. Non
è un caso evidentemente, che era ed è, oggi, ancora l'uomo
preferito di Washington a Kabul. Tuttavia, persino con la massiccia
compravendita di voti, la frode e le intimidazioni, i giorni di Karzai
come presidente potrebbero essere al termine.
Il secondo motivo per il quale i militari USA restano in Afghanistan
molto tempo dopo che il mondo ha dimenticato anche chi siano il misterioso
Osama bin Laden e la sua presunta organizzazione terroristica al Qaida
o anche se esista, è un pretesto per costruire una forza d'attacco
militare USA permanente con una serie di basi aeree permanenti attraverso
l'Afghanistan. Lo scopo di quelle basi non è di sradicare nessuna
cellula di al Qaida che possa essere sopravvissuta nelle caverne di
Tora Bora o di sradicare dei mitici "talibani" che a questo
punto, secondo rapporti di testimoni oculari, sono costituiti in maniera
schiacciante da comuni locali afgani che combattono per liberare ancora
una volta la loro terra da eserciti occupanti come fecero negli anni
'80 contro i russi.
Lo scopo delle basi USA in Afghanistan è prendere di mira ed
essere in grado di colpire i due paesi che, oggirappresentano l'unica
minaccia combinata al mondo all'impero globale americano, al Dominio
dello Spettro Totale da parte dell'America, come lo chiama il Pentagono.
Il Mandato del Cielo perduto
Il problema per le elite al potere negli USA, a Wall Street e a Washington,
è il fatto che ora si trovano nella peggiore crisi finanziaria
della storia. Quella crisi è chiara a tutti, e tutti agiscono
sulla base dell'autoconservazione. Le elite USA hanno perduto ciò
che, nella storia imperiale cinese, era conosciuto come 'il Mandato
del Cielo'. Quel mandato veniva dato ad un governante o ad una
elite dominante, purché governassero il popolo giustamente e
lealmente. Quando governavano da tiranni e despoti, opprimendo ed abusando
del loro popolo, perdevano il 'Mandato del Cielo'.
Se le ricche potenti elite private che hanno controllato la politica
finanziaria ed estera sostanziale degli USA per la maggior parte del
secolo passato o più evevano mai avuto un "Mandato del
Cielo" ora lo hanno chiaramente perso. Gli sviluppi interni
verso la creazione di uno stato di polizia abusivo con privazione dei
diritti costituzionali per i cittadini, l'esercizio arbitrario del potere
da parte di funzionari non eletti come i segretari al tesoro Henry Paulson
ed ora Tim Geithner, che rubano somme di trilioni di dollari dai contribuenti
senza il loro consenso per salvare le maggiori banche fallite di Wall
Street, banche ritenute "troppo grandi per fallire",
tutto questo dimostra al mondo che hanno perduto il loro mandato.
In questa situazione, le elite USA al potere, disperano sempre più
dal mantenere il controllo dell'impero parassitario globale, chiamato
in modo ingannevole "globalizzazione" dalla loro
macchina mediatica. Per mantenere quel dominio, è essenziale
che siano in grado di smembrare qualunque cooperazione emergente nelle
sfere economica, energetica o militare tra le due maggiori potenze dell'Eurasia,
che eventualmente possano porre una minaccia futura al dominio dell'unica
superpotenza: l'alleanza Cina - Russia.
Ciascuna potenza eurasiatica porta al tavolo dei contributi essenziali.
La Cina ha l'economia mondiale più robusta, una enorme giovane
e dinamica forza lavoro, una classe media istruita. La Russia, la cui
economia non si è ripresa dalla dissoluzione sovietica e dai
saccheggi dell'era Yeltsin, possiede ancora delle risorse essenziali
per l'alleanza. La forza d'attacco nucleare russa e le sue forze armate,
pongono oggi l'unica minaccia al mondo al dominio militare degli USA,
anche se si tratta, in gran parte, del residuo della Guerra Fredda.
Le elite militari russe non hanno mai abbbandonato quel potenziale.
La Russia possiede anche la maggiore ricchezza mondiale di gas naturale
e vaste riserve di petrolio, pressantemente richieste dalla Cina. Le
due potenze stanno convergendo sempre più, tramite la nuova organizzazione,
che hanno creato nel 2001, nota come l'Organizzazione per la Cooperazione
di Shanghai (SCO). Questa include, oltre la Cina e la Russia, i maggiori
stati dell'Asia Centrale, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan ed Uzbekistan.
Lo scopo della presunta guerra USA contro i talibani ed al Qaida è,
in realtà, collocare la sua forza d'attacco militare direttamente
al centro dello spazio geografico, in Asia Centrale, dell'emergente
SCO. L'Iran è una diversione. L'obiettivo o bersaglio principale
sono la Russia e la Cina.
Naturalmente, ufficialmente Washington sostiene di avere costruito la
propria presenza militare in Afghanistan dal 2002, per proteggere la
"fragile" democrazia afgana. E' un argomento singolare,
data la realtà della presenza militare USA, laggiù.
Nel dicembre 2004, durante una visita a Kabul, il segretario alla difesa
USA, Donald Rumsfeld, aveva finalizzato i piani per costruire nove nuove
basi in Afghanistan, nelle province di Helmand, Herat, Nimrouz, Balkh,
Khost e Paktia. Le nove basi sono in aggiunta alle tre più importanti
basi militari USA già installate, nell'inverno 2001-2002, in
conseguenza dell'occupazione dell'Afghanistan, apparentemente per isolare
ed eliminare la minaccia terroristica di Osama bin Laden.
Il Pentagono ha costruito le sue prime tre basi nell'aeroporto di Bagram,
a nord di Kabul, il principale centro logistico militare degli USA;
nell'aeroporto di Kandahar, nell'Afghanistan meridionale e nell'aeroporto
di Shindand, nella provincia occidentale di Herat. Shindand, la maggiore
base USA in Afghanistan, è stata costruita a soli 100 kilometri
dal confine con l'Iran, e nel raggio d'azione per un attacco a sorpresa
alla Russia ed alla Cina.
Storicamente l'Afghanistan è stato al centro del Grande Gioco
russo-britannico, la lotta per il controllo dell'Asia Centrale durante
il 19° secolo e gli inizi del 20° secolo. Allora la strategia
britannica era di impedire, a tutti i costi, alla Russia di controllare
l'Afghanistan e, quindi, di minacciare il gioiello della corona imperiale
britannica, l'India.
Similmente, l'Afghanistan viene considerato dai pianificatori del Pentagono
come altamente strategico. E' una piattaforma dalla quale la potenza
militare degli USA potrebbe minacciare direttamente la Russia e la Cina,
come pure l'Iran ed altri paesi del Medio Oriente ricchi di petrolio.
Geopoliticamente, poco è cambiato in più di un secolo
di guerre.
L'Afghanistan è in una posizione estremamente importante, esteso
tra l'Asia Meridionale, l'Asia Centrale ed il Medio Oriente. L'Afghanistan
si trova anche lungo la rotta della proposta conduttura dai campi petroliferi
del Mar Caspio all'Oceano Indiano, dove la compagnia petrolifera USA,
Unocal, assieme alla Enron ed alla Halliburton di
Cheney, aveva tenuto dei negoziati per i diritti esclusivi della conduttura,
per trasportare il gas naturale dal Turkmenistan, attraverso l'Afghanistan
ed il Pakistan, all'enorme centrale a gas della della Enron
di Dabhol, vicino a Mumbai. Karzai, prima di diventare presidente fantoccio
USA, era stato un lobbista della Unocal.
Al Qaida non esiste come minaccia
La verità di tutto questo inganno attorno ai reali scopi, in
Afghanistan, diventa chiaro con uno sguardo più vicino alla presunta
minaccia di "al Qaida" in Afghanistan. Secondo lo
scrittore Erik Margolis, prima degli attacchi dell'11 settembre 2001,
i servizi segreti USA davano assistenza ed appoggio sia ai talibani
che ad al Qaida. Margolis afferma che "la CIA progettava di
utilizzare l'al Qaida di Osama bin Laden, per istigare gli uiguri musulmani
contro il governo cinese, ed i talibani contro gli alleati centroasiatici
della Russia".
Gli USA hanno chiaramente trovato altri mezzi per istigare gli uiguri
musulmani contro Beijing, lo scorso luglio, attraverso l'appoggio al
Congresso Mondiale Uiguro. Ma la "minaccia" di al
Qaida rimane il perno della giustificazione degli USA di Obama, per
ampliare la guerra afgana.
Comunque, ora il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente
Obama, l'ex generale dei marine James Jones, ha reso una dichiarazione,
convenientemente inssbbiata dai bendisposti media USA, sul peso attuale
stimato del pericolo 'al Qaida' in Afghanistan. Jones ha dichiarato
al Congresso: "la presenza di al Qaida è molto diminuita.
La stima massima è di meno di 100 elementi che operano nel paese,
senza nessuna base, nessuna capacità di lanciare attacchi su
di noi o sui nostri alleati".
Ciò significa che al Qaida, per un qualsiasi scopo concreto,
in Afghanistan non esiste. Oops…
Anche nel confinante Pakistan, si troveranno a malapena gli avanzi di
al Qaida. Il Wall Street Journal riferisce che "secondo
rapporti dell'intelligence e dei funzionari pakistani e USA, terrorizzata
dai droni USA, assediata da problemi finanziari e trovando sempre più
difficile attirare giovani arabi nelle brulle montagne del Pakistan,
al Qaida vede restringersi il proprio ruolo lì ed in Afghanistan.
Per i giovani arabi, che sono le principali reclute di al Qaida, 'non
è romantico avere freddo e fame e nascondersi', ha affermato
un ufficiale superiore USA in Asia Meridionale".
Se seguiamo la dichiarazione nella sua logica conseguenza, dobbiamo
allora concludere che la ragione per la quale i soldati tedeschi stanno
morendo, assieme ad altri giovani della NATO, nelle montagne dell'Afghanistan,
non ha nulla a che fare con "vincere la guerra contro il terrorismo".
In modo conveniente, la maggior parte dei media sceglie di dimenticare
il fatto che al Qaida, nella misura in cui sia mai esistita, è
stata una creazione della CIA negli anni '80, che ha reclutato ed addestrato
musulmani radicali da tutto il mondo islamico, per fare la guerra contro
le truppe russe in Afghanistan, come parte della strategia sviluppata
dal capo della CIA di Reagan, Bill Casey, e da altri, per creare un
"nuovo Vietnam" per l'Unione Sovietica, che avrebbe
portato ad una umiliante sconfitta dell'Armata Rossa e al definitivo
crollo dell'Unione Sovietica.
Ora il capo dell'NSC, Jones, ammette che essenzialmente non vi è
più nessuna al Qaida in Afghanistan. Forse è tempo per
un dibattito più onesto, dei nostri leader politici, sul vero
scopo dell'invio di altre truppe, mandate a morire per proteggere i
raccolti di oppio dell'Afghanistan.