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Prospettive della sicurezza
cooperativa
in Eurasia centrale
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Traduzione di Alessandro Lattanzio |
Il Dr Debidatta Aurobinda Mahapatra è un ricercatore
presso il Centre for Central Eurasian Studies, Università degli
Studi di Mumbai, India.
Il ritiro del sistema anti-missile degli Stati Uniti dall'Europa dell'Est,
ha portato al dibattito sulle prospettive di un sistema cooperativo
di sicurezza in Eurasia centrale. Il sistema anti-missile annunciato
dall'amministrazione di George Bush Jr. nel 2007, aveva portato a gravi
tensioni nella regione, quasi a ricordare la rivalità della guerra
fredda. Con il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che
si concentra a 'resettare' le relazioni con la Russia, la prospettiva
della cooperazione Russia-USA appare luminosa nella regione dell’Eurasia
centrale, con la Russia che già permette il transito nel suo
territorio per rifornire l'Afghanistan e rimodellare la sua posizione
nei confronti dell'Iran, in materia di disarmo nucleare.
Lo scudo anti-missile è stato svelato nel gennaio 2007. Esso
mirava a implementare dal 2012 un sistema radar nella Repubblica Ceca
e 10 intercettori in Polonia. Lo scopo principale dello scudo anti-missile,
come affermato dai diplomatici degli Stati Uniti, era quello di intercettare
i potenziali attacchi missilistici dagli 'Stati canaglia',
come la Corea del Nord e l’Iran. Alle obiezioni che i paesi come
l'Iran non hanno missili che possono colpire gli Stati Uniti o l’Europa,
i sostenitori dello scudo hanno affermato che ciò riguardava
il possibile possesso di tali armi nel prossimo futuro. Sia la Polonia
che la Repubblica Ceca hanno espresso la volontà di ospitare
nei loro territori, i componenti del sistema di difesa missilistico
degli Stati Uniti.
Mentre gli Usa hanno giustificato ciò col fatto dei pericoli
da parte degli ‘Stati canaglia', la Russia l’ha
considerata una mossa per minare la sicurezza della Russia e la sua
sfera di influenza. Il rifiuto degli Stati Uniti della proposta della
Russia, per un utilizzo congiunto della stazione radar di Gabala, in
Azerbaigian ha dato luogo al sospetto dell'uso del sistema anti-missile
contro la Russia e i suoi alleati. L'opposizione russa ha trovato forte
risonanza nella conferenza di Monaco, nel febbraio 2007. Definendo il
progetto statunitense un elemento di disturbo, l’allora presidente
russo Vladimir Putin ha avvertito l'inevitabilità di una corsa
agli armamenti. Ha anche risposto che le prospettive di un attacco missilistico
da parte degli stati canaglia come la Corea del Nord, attraverso l'Europa
occidentale, sono ‘in evidente contraddizione della legge
della balistica', poiché si possono colpire gli Stati Uniti
attraverso il Pacifico. E per quanto riguarda l'Iran, Putin ha affermato
che il paese è ben lungi dall'essere in grado di effettuare una
tale attacco.
La situazione ha una nuova svolta, dopo che Obama è salito al
potere nel gennaio 2009. Ha tentato di modificare i metodi del suo predecessore.
Anche lo scenario prevalente necessitava di una correzione di rotta.
Come riportato, i programmi missilistici stavano diventando difficili
da sostenere, di fronte ai suoi apparenti insuccessi. Dalla fine degli
anni ‘80, gli Stati Uniti hanno speso circa 150 miliardi di dollari
per sviluppare tali sistemi. La rivelazione sul ‘Wall Street
Journal’ del 17 settembre 2009 che, il "piano dell'Iran
per entrare in possesso di missili a lungo raggio non ha fatto quei
progressi rapidi, come era stato precedentemente previsto",
potrebbe avere incoraggiato il governo degli Stati Uniti a ritirare
il piano. Gli altri fattori come, ad esempio, il sostegno della Russia
alla lotta al terrorismo e all'estremismo in Afghanistan, portare l'Iran
nell'orbita della non proliferazione nucleare, e le differenze con potenze
europee come Germania e Francia, avrebbe motivato l'amministrazione
Obama a ritirare il piano dell'antimissile, nonostante l'opposizione
di alcuni alleati europei, in particolare in Polonia e Repubblica ceca,
dove il sistema doveva essere installato.
Il presidente russo Dmitry Medvedev ha accolto favorevolmente l'iniziativa
degli Stati Uniti. Sebbene il ritiro inaugurerà una nuova era
della cooperazione tra gli Stati Uniti e la Russia o meno, si vedrà
nei prossimi giorni, ma resta il fatto che il ritiro ha infuso fiducia
in entrambi i giocatori nel definire un approccio comune su una varietà
di temi, tra cui due sono molto importanti.
In primo luogo, entrambi i paesi sono vicini a sviluppare un approccio
comune sulla questione Iran. Al vertice del G20 a Pittsburgh, nel settembre
2009, Medvedev ha descritto la costruzione del secondo impianto di arricchimento
dell'uranio a Qom, in Iran, come 'fonte di grave preoccupazione.'
La Russia ha già ritardato il programma per consegnare all'Iran
il sistema di difesa S-300. Secondo quanto riferito, ha rifiutato di
vendere all'Iran i più avanzati sistema di difesa S-400. Ha anche
esortato l'Iran a rispettare le norme e i regolamenti internazionali
in materia di non proliferazione nucleare. In questo contesto, l'incontro
delle sei parti con l'Iran, il 1° ottobre 2009 a Ginevra, è
stato un passo positivo. Nel corso della riunione, l'Iran ha accettato
di aprire all'ispezione il suo impianto di arricchimento dell'uranio
a Qom. Ha inoltre deciso di inviare la maggior parte del suo uranio
arricchito in Russia e in Francia, per trasformarlo in combustibile
per la produzione di isotopi medici. Il direttore dell'Agenzia internazionale
dell'energia atomica (AIEA), Mohamed ElBaradei, ha correttamente indicato,
in un'intervista, che, nel caso dell'Iran 'il linguaggio della forza
è inutile. Conduce al confronto ...' Il gruppo di ispezione
dell'AIEA dovrebbe visitare il sito nucleare il 25 ottobre 2009. I tentativi
della Russia per rendere trasparente il controllo del programma nucleare
dell’Iran, può essere una indicazione positiva verso la
emergente cooperazione sulla sicurezza nella regione.
In secondo luogo, la Russia ha espresso il suo sostegno alle forze della
coalizione nella lotta contro le forze talian nella regione. Anche se
di recente, gli Stati Uniti hanno compreso che l'enigma afgano non può
essere risolto agendo da soli e devono avere fiducia verso gli altri
giocatori, come la Russia. La comprensione degli Stati Uniti di una
cooperazione reciproca e la lungimiranza della Russia nel cogliere l'occasione,
ha portato a un clima di reciproca collaborazione nella lotta contro
la minaccia dei taliban. La situazione in Afghanistan s’è
protratta troppo a lungo. Ora si comprende che nel quadro internazionale,
e con la collaborazione di altre potenze regionali, sarà possibile
contenere la minaccia.
La recente riunione di Ginevra delle sei parti, sulla questione Iran,
è un passo nella giusta direzione, come dimostra le prospettiva
della cooperazione sulla sicurezza nella regione, dopo una rivalità
prolungata e intensa. Il recente rapporto dell'Unione Europea, che punta
il dito contro la Georgia per l'avvio della guerra dell’agosto
2008, è giunto anche come una rivendicazione della posizione
della Russia sul conflitto trans-caucasico. Ha rafforzato la posizione
russa nella regione, corroborandone la posizione sulla questione. Una
Russia fiduciosa, può utilizzare lo scenario prevalente per ulteriori
suoi interessi nella sicurezza nella regione, in un quadro di collaborazione.
Non ci si può forzare a predire se l’alleanza Medvedev-Obama
sarà in grado di eliminare la maggior parte delle animosità
e di portare avanti la costruzione della architettura della cooperazione
per la sicurezza in Eurasia centrale.