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I due agenti
inglesi, che travestiti da da terroristi di al-Qaida,
furono catturati dalla polizia Irachena a Basrah |
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Terrorismo
di Stato: le operazioni
clandestine anglo-americane in Iraq |
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Andrew G. Marshall
ha contribuito a rompere l'unanimità sul cambiamento climatico
con un celebre articolo del 2006 intitolato Il riscaldamento globale una
utile menzogna, nel quale ha messo in discussione le conclusioni fondamentali
del documentario di Al Gore. Secondo Marshall, 'appena le persone
cominciano ad affermare che "il dibattito è finito",
attenzione, perché la base fondamentale di tutte le scienze è
che il dibattito non è mai finito'. Andrew Marshall ha scritto
anche della militarizzazione dell'Africa Centrale, di questioni della
sicurezza nazionale e del processo di integrazione in Nord America. E'
anche collaboratore di GeopoliticalMonitor.com
Attualmente è un ricercatore del Centre for Research on Globalization
(CRG) a Montreal e studia scienze politiche e storia alla Simon Fraser
University, British Columbia.
Freebooter
Una luce brillante sul mondo delle operazioni clandestine
Nel gennaio del 2002, il Washington Post pubblicò una
storia che descriveva dettagliatamente un piano della CIA proposto al
Presidente Bush poco dopo l'11/9 dal Direttore della CIA George Tenet
intitolato "Matrice d'attacco su scala mondiale",
che "delineava una campagna antiterrorismo clandestina in 80
paesi per il mondo. Ciò che è stato pronto a presentare
rappresentava una azzardata e rischiosa deviazione per la politica USA
ed avrebbe dato alla CIA la più vasta e più letale autorizzazione
nella sua storia". Il piano comportava "operazioni
coperte da una parte all'altra del globo" della CIA e delle
Forze Speciali ed al "cuore della proposta era la raccomandazione
che il presidente desse alla CIA ciò che Tenet qualificò
"autorizzazioni eccezionali" di attaccare e distruggere al
Qaeda in Afghanistan e nel resto del mondo". Tenet citò
la necessità di tale autorizzazione "per permettere
all'agenzia di operare liberamente" -- e volle l'incoraggiamento
del presidente perché ne assumesse i rischi". Tra le
molte autorizzazioni raccomandate era l'utilizzo di "forza
letale".
Inoltre, "un'altra proposta era che la CIA incrementi l'opera
di collegamento con importanti servizi segreti stranieri",
mentre "Utilizza tali servizi segreti come surrogati che potrebbero
triplicare o quadruplicare l'efficacia della CIA". La Matrice
d'attacco su scala mondiale "descriveva operazioni coperte
in 80 paesi che o erano in moto o che ora stava consigliando. Le azioni
variavano dalla propaganda di routine all'azione coperta letale in preparazione
di attacchi militari", come pure "In alcuni paesi,
squadre della CIA sarebbero entrate in delle strutture per ottenere
informazioni".[1]
Il P2OG: Perpetrare terrore, spingere al terrore…
per rispondere al terrore
Nel 2002, il Pentagon’s Defense Science Board (DSB) condusse
uno "Studio estivo sulle operazioni speciali e le forze congiunte
in appoggio del contrasto al terrorismo", parti del quale
furono fatte trapelare alla Federazione degli Scienziati Americani.
Secondo il documento, la "Guerra al terrore" crea
un "avversario risoluto, ingegnoso e disseminato globalmente
con portata strategica" che obbligherà gli USA ad impegnarsi
in una "guerra lunga, a volte violenta e senza confini".
Come lo descrisse Asia Times, questo documento stende un piano per gli
USA per "combattere il fuoco con il fuoco". Molte
delle "proposte sembrano spingere i militari in un territorio
che è stato tradizionalmente dominio della CIA, sollevando questioni
circa se tali missioni sarebbero soggette alle stesse limitazioni legali
imposte alle attività della CIA". Secondo il Direttore
del DSB, "La CIA esegue i piani la utilizza risorse del Dipartimento
della Difesa".
Specificamente, il programma "raccomanda la creazione di una
Attività di Supporto di super-Intelligence, un'organizzazione
che chiama Gruppo Operazioni Attive e Preventive (P2OG), per riunire
le operazioni coperte della CIA e dei militari, la guerra delle informazioni,
l'intelligence, la copertura e l'inganno. Per esempio, il Pentagono
e la CIA avrebbero operato insieme per aumentare la presenza avanzata/operativa
dell'intelligence umana (HUMINT) e per schierare nuove capacità
tecniche clandestine". Lo scopo del P2OG sarebbe di "'stimolare
reazioni' tra i terroristi e gli stati che possiedono armi di distruzione
di massa, il cui significato sarebbe di incitare all'azione le cellule
terroristiche, esponendole così ad attacchi a 'risposta rapida'
delle forze USA".[2] In altre parole,
perpetrare il terrore per spingere al terrore, per rispondere al terrore.
Nel 2002 il Los Angeles Times riferiva che "Il Dipartimento
della Difesa sta sviluppando un esercito segreto di elite con risorse
che si stendono attraverso l'intero spettro delle capacità clandestine.
Vengono create delle nuove organizzazione. Le missioni di unità
esistenti vengono rivedute", e citava l'allora Segretario
della Difesa Donald Rumsfeld dire: "Il contrasto e la prevenzione
sono ... l'unica difesa contro il terrorismo".[3]
Chris Floyd ha descritto senza mezzi termini il P2OG su CounterPunch,
dicendo: "Il governo degli Stati Uniti progetta di utilizzare
"copertura ed inganno" ed operazioni militari segrete per
provocare sanguinari attacchi terroristici contro persone innocenti.
Diciamolo ancora: Donald Rumsfeld, Dick Cheney, George W. Bush e gli
altri membri del regime non eletto di Washington progettano di fomentare
deliberatamente l'assassinio di gente innocente--la vostra famiglia,
i vostri amici, i vostri amanti, voi--per favorire le loro ambizioni
geopolitiche".[4]
I Disordini in l'Iraq
Il 5 febbraio 2007, il Telegraph riportava che "Ne
cuore della "Zona Verde" [in Iraq], il complesso amministrativo
pesantemente fortificato di Baghdad, si trova uno dei segreti più
attentamente protetti della guerra in Iraq. E' una cellula di una piccola
ed anonima unità dell'esercito britannico è conosciuta
con il deliberatamente insignificante nome di Joint Support Group (JSG)".
I membri del JSG "sono addestrati per convertire terroristi
incalliti in spie della coalizione utilizzando metodi sviluppati nelle
tremende strade dell'Ulster durante i Disordini, quando l'esercito riuscì
ad infiltrare l'IRA a quasi tutti i livelli. Da quando nel 2003 è
scoppiata la guerra in Iraq, sono responsabili di dirigere dozzine di
doppi agenti iracheni". "Operano insieme allo Special Air
Service [SAS] ed alla Delta Force americana come parte dell'unità
antiterrorismo di base a Baghdad nota come Task Force Black".
E' stato riportato che "Durante i Disordini [in Irlanda del
Nord], il JSG operava sotto il nome di copertura di Force Research Unit
(FRU), che tra l'inizio degli anni '80 e la fine degli anni '90 riuscì
a penetrare il cuore stesso dell'IRA. Puntando ai membri dell'organizzazione
paramilitare e quindi "trasformandoli" con una varietà
di "stimoli" che variano dal ricatto alla corruzione, gli
operatori del FRU hanno sviluppato agenti praticamente a tutti i livelli
di comando all'interno dell'IRA". Inoltre "L'unità
è stata rinominata in seguito all'Inchiesta Stevens sulle accuse
di collusione tra le forze di sicurezza ed i gruppi paramilitari protestanti
e, fino a relativamente di recente, ha continuato ad operare esclusivamente
in Irlanda del Nord".[5]
Considerando che questo gruppo era stato rinominato dopo le rivelazioni
di collusione con terroristi, forse è importante dare uno sguardo
a in che consisteva questa "collusione". Il rapporto
dell'Inchiesta Stevens "contiene conferme devastanti che ufficiali
dell'intelligence della polizia e dei militari britannici hanno aiutato
attivamente i guerriglieri protestanti ad identificare ed uccidere attivisti
cattolici in Irlanda del Nord durante gli anni '80". Era "una
politica di stato autorizzata al più alto livello".
L'Inchiesta "ha evidenziato la collusione, l'intenzionale fallimento
a tenere dati, l'assenza di responsabilità, il nascondere informazioni
e l'estremo di agenti che vengono coinvolti in assassinio"
e ha evidenziato "che persone innocenti erano morte a causa
della collusione". Queste particolari "accuse relative
ad attività di un reparto dell'intelligence dell'esercito britannico
noto come la Force Research Unit (FRU) ed ex agenti di polizia del Royal
Ulster Constabulary (RUC)". [6]
Nel 2002 il Sunday Herald ha riferito delle accuse fatte da un ex agente
dei servizi segreti britannici, Kevin Fulton, che ha dichiarato che
"gli era stato raccontato dai suoi addestratori militari che
la sua collusione con i paramilitari era autorizzata dalla stessa Margaret
Thatcher". Fulton lavorava per la Force Research Unit (FRU)
ed aveva infiltrato l'IRA, sempre mentre era nel libro paga dei militari.
Fulton racconta di come, nel 1992, disse ai suoi istruttori dei servizi
segreti del FRU e del MI5 che il suo superiore dell'IRA progettava di
lanciare un attacco a colpi di mortaio contro la polizia e che tuttavia
i suoi istruttori non fecero nulla e l'attacco procedette, uccidendo
una poliziotta. Fulton ha dichiarato: "Infrangevo la legge
sette giorni la settimana ed i miei istruttori lo sapevano. Sapevano
che fabbricavo bombe e che le davo ad altri membri dell'IRA e su questo
non fecero nulla. Se tutto ciò che facevo fosse andato male allora
sarei stato morto. L'idea era che l'unico modo per battere il nemico
era di penetrare il nemico ed essere il nemico".[7].
Nel 1998, l'Irlanda del Nord subì la sua "peggiore singola
atrocità terroristica", come descritta dalla BBC, nella
quale esplose una autobomba, uccidendo 29 persone e ferendone 300.[8]
Secondo un articolo del Sunday Herald del 2001 "Le forze di
sicurezza non intercettarono la squadra dell'attentato di Omagh della
Real IRA perché uno dei terroristi era un doppio agente britannico
la cui copertura come informatore sarebbe saltata se l'operazione veniva
scoperta". Kevin Fulton aveva persino "telefonato
per avvertire i suoi superiori del RUC 48 ore prima dell'attentato di
Omagh che la Real IRA progettava un attacco ed aveva dato i dettagli
di una delle squadre di attentatori ed il numero di targa della loro
auto". Inoltre, "L'uomo ritenuto essere l'agente
è un importante membro dell'organizzazione [IRA]".[9]
Nel 2002, è stato rivelato che "uno degli uomini più
temuti all'interno dell'ala estremista dell'IRA", John Joe
Magee, capo della "unità sicurezza interna"
dell'IRA, comunemente noto come il "torturatore in capo"
dell'IRA, in realtà era "uno dei migliori soldati di
elite del Regno Unito", che "è stato addestrato
come membro delle forze speciali della Gran Bretagna". Il
Sunday Herald affermò che "Magee guidò l'unità
sicurezza interna dell'IRA per oltre un decennio fino alla metà
degli anni '90 - la maggior parte di quelli sui quali investigava solitamente
venivano giustiziati", e che "All'unità di
Magee venne dato il compito di catturare, interrogare e giustiziare
sospetti agenti britannici all'interno dell'IRA".[10]
Nel 2006, il Guardian riportava che "due agenti britannici
furono al centro degli attentati a tre installazioni di confine dell'esercito
nel 1990". Le asserzioni includevano tattiche conosciute come
la 'bomba umana', che "riguardava costringere dei civili a
guidare veicoli carichi di esplosivo contro posti di controllo dell'esercito".
Questa tattica "è stata frutto dell'ingegno dell'intelligence
britannica".[11]
Nel 2006 è stato anche rivelato che "Una ex talpa dell'esercito
britannico nell'IRA ha sostenuto che il MI5 ha organizzato un viaggio
per l'acquisto di armi in America nel quale ha ottenuto dei detonatori,
più tardi utilizzati dai terroristi per uccidere soldati ed agenti
di polizia" e che "i servizi segreti britannici cooperarono
con l'FBI per garantire che il suo viaggio a New York negli anni '90
andasse avanti senza incidenti in modo che la sua copertura non sarebbe
saltata". Inoltre, "la tecnologia che ottenne è
stata utilizzata in Irlanda del Nord e copiata dai terroristi in Iraq
nelle mine stradali che hanno ucciso truppe britanniche".[12]
Considerando tutte queste rivelazioni sulla collusione britannica con
i terroristi dell'IRA e sulla complicità in atti terroristici
in Irlanda del Nord attraverso il FRU, quali prove vi sono che queste
stesse tattiche non vengano impiegate in Iraq sotto il rinominato Joint
Support Group (JSG)? Le reclute del JSG in Iraq sono addestrate
estesamente e quelli "che alla fine superano il corso possono
aspettarsi di essere assegnati a Baghdad, Bassora ed in Afghanistan".[13]
Il P2OG in azione
Nel settembre del 2003, dei mesi dopo l'invasione iniziale dell'Iraq
nel marzo 2003, la moschea sciita più sacra in Iraq venne fatta
saltare in aria, uccidendo tra 80 e 120 persone, incluso un popolare
religioso sciita, e dell'avvenimento gli iracheni incolparono le forze
americane.[14]
Il 20 aprile 2004 il giornalista americano in Iraq Dahr Jamail rese
noto sul New Standard che "La voce della strada a Baghdad è
che la cessazione di autobombe suicide è la prova che dietro
di loro vi era la CIA". Jamail intervistò un medico
che dichiarò che "Gli USA inducono all'aggressione.
Se non mi attaccate, io non vi attaccherò mai. Gli USA stimolano
l'aggressione del popolo iracheno"! Questa descrizione va
d'accordo con gli scopi delineati nel documento P2OG del Pentagono sull'"incitare
al terrore" o "anticipare attacchi terroristici".[15]
Delle settimane dopo l'iniziale incidente che coinvolse dei soldati
delle SAS a Bassora, nell'ottobre del 2005, è stato riportato
che degli americani furono "catturati nell'atto di far esplodere
un'autobomba a Baghdad", mentre "Martedì numerosi
iracheni catturarono due americani travestiti da arabi mentre tentavano
di far saltare in aria un'autobomba nel mezzo della zona residenziale
di Baghdad occidentale. ... I residenti del distretto di al-Ghazaliyah
a Baghdad occidentale [hanno affermato] che la gente ha afferrato gli
americani mentre lasciavano la loro Caprice vicino ad un quartiere residenziale
ad al-Ghazaliyah martedì pomeriggio. La gente del posto trovò
che sembravano sospetti così trattenne gli uomini prima che potessero
fuggire. Quando ciò avvenne scoprirono che erano americani e
chiamarono la ... polizia". Comunque, "la polizia
irachena arrivò circa alla stessa ora delle forze militari alleate
- ed i due uomini furono rimossi dalla vigilanza irachena e condotti
via in fretta prima che potesse aver luogo qualsiasi interrogatorio".[16]
E' stato riportato che nel maggio del 2005 un iracheno è stato
arrestato dopo essere stato testimone di un attentato con una autobomba
che ha avuto luogo di fronte alla sua casa, mentre si era detto che
aveva sparato ad un soldato della Guardia Nazionale irachena. Comunque,
"La gente della zona afferma che l'uomo è stato portato
via non perché abbia sparato a qualcuno, ma perché sapeva
troppo della bomba. A quanto si dice ha visto una pattuglia americana
attraversare la zona e sostare al sito della bomba dei minuti prima
dell'esplosione. Subito dopo che si allontanarono, la bomba scoppiò
e seguì il caos. Uscì di corsa dalla sua casa urlando
ai vicini ed ai passanti che gli americani o avevano nascosto la bomba
o l'avevano vista e non avevano fatto nulla per essa. Venne subito portato
via".
Nello stesso mese è stata resa nota anche un'altra storia che
ha avuto luogo a Baghdad, quando ad un autista iracheno sono state confiscate
ad un posto di controllo la sua patente e la sua auto, dopo di che gli
è stato ordinato "di presentarsi ad un campo militare
americano vicino all'aeroporto di Baghdad per l'interrogatorio e per
riprendersi la patente". Dopo esser stato interrogato per
un'ora, gli è stato detto di portare la sua auto ad una stazione
di polizia irachena, dove era stata inoltrata la sua patente e che doveva
andare rapidamente. "L'autista partì in fretta, ma fu
presto allarmato dalla sensazione che l'auto stesse procedendo come
se portasse un carico pesante e divenne anche sospettoso di un elicottero
a bassa quota che continuava a librarsi di sopra, come per inseguirlo.
Fermò l'auto e la ispezionò attentamente. Trovò
quasi 100 kg. di esplosivo nascosti nel sedile posteriore e lungo le
due porte posteriori. L'unica spiegazione possibile di questo incidente
è che l'auto era stata proprio trasformata in una bomba dagli
americani ed intesa al distretto sciita di al-Khadimiya a Baghdad. L'elicottero
stava controllando i suoi movimenti e facendo da testimone all'anticipato
'orribile attacco di elementi stranieri".[17]
Il 4 ottobre 2005, è stato riferito dal Sydney Morning Herald
che "L'unità antiterrorismo dell'FBI ha lanciato un'ampia
indagine su una cricca di furti d'auto negli USA dopo avere scoperto
che alcuni veicoli utilizzati in mortali attentati in Iraq, compresi
attacchi che hanno ucciso truppe USA e civili iracheni, probabilmente
erano state rubate negli Stati Uniti, secondo importanti funzionari
del governo USA". Inoltre, "L'inchiesta è
iniziata dopo che truppe della coalizione assalirono una fabbrica di
bombe a Falluja lo scorso novembre e trovarono una 4x4 registrata nel
Texas che veniva preparata per una missione come autobomba. Gli investigatori
hanno affermato che vi sono stati diversi altri casi nei quali dei veicoli
evidentemente rubati negli USA finivano in Siria ed in altri paesi del
Medio Oriente ed infine nelle mani dei gruppi di insorti iracheni, inclusa
al Qaeda in Iraq".[18]
Nel 2006, la moschea di Al-Askariya nella città di Samarra fatta
esplodere e distrutta. Era stata costruita nel 944, era vecchia più
di 1.000 anni ed era una delle più importanti moschee sciite
al mondo. La grande cupola dorata che la copriva, che fu costruita nel
1904, venne distrutta nell'attentato del 2006, che fu messo in moto
da uomini vestiti come le Forze Speciali irachene.[19]
Ray McGovern, l'ex analista per 27 anni della CIA che ha dato a diversi
presidenti la loro informativa quotidiana della CIA, ha dichiarato che
"non esclude il coinvolgimento degli occidentali nell'attentato
alla moschea di Askariya di questa settimana". E' stato citato
dichiarare "La domanda principale è Qui bono? Chi trae
vantaggio da questo genere di cosa? Non dovete essere proprio complottisti
e neppure paranoici per suggerire che vi è un intero gruppo di
probabili sospetti là fuori e non solamente i sunniti. Sapete,
gli ufficiali britannici sono stati arrestati, mascherati in abiti arabi,
spostandosi in un auto, così vanno avanti queste cose".[20]
Squadre della morte per la libertà
Nel gennaio del 2005 Newsweek ha fatto un servizio su un programma del
Pentagono chiamato "Opzione Salvador" che veniva
discusso per essere impiegato in Iraq. Questa strategia "risale
ad una strategia ancora segreta della battaglia dell'amministrazione
Reagan contro l'insurrezione dei guerriglieri di sinistra in El Salvador
all'inizio degli anni '80. Quindi, esposto ad una guerra perdente contro
i ribelli salvadoregni, il governo USA ha finanziato e sostenuto forze
"nazionaliste" che secondo quanto asserito comprendevano le
cosiddette squadre della morte rivolte a catturare ed uccidere i capi
ed i simpatizzanti dei ribelli". Aggiornando la strategia
all'Iraq, "una proposta ufficiale invierebbe squadre delle
Forze Speciali a consigliare, appoggiare e forse addestrare squadre
irachene, molto probabilmente combattenti Peshmerga kurdi e miliziani
sciiti selezionati, per prendere di mira insorti sunniti ed i loro simpatizzanti,
anche attraverso il confine in Siria, secondo militari in possesso di
informazioni riservate familiari con il dibattito".[21]
Il Times riferiva che "il Pentagono sta considerando di costituire
squadre d'attacco di combattenti kurdi e sciiti per prendere di mira
i capi dell'insurrezione irachena in un mutamento di direzione strategico
preso a prestito dalla lotta degli americani contro i guerriglieri di
sinistra in America Centrale 20 anni fa. In base alla cosiddetta 'Opzione
El Salvador', forze irachene ed americane sarebbero mandate ad uccidere
o rapire i leader dell'insurrezione". Ha inoltre dichiarato:
"Le squadre d'attacco sarebbero discutibili e probabilmente
verrebbero tenute segrete", mentre "L'esperienza
delle cosiddette "squadre della morte" in America Centrale
resta anche ora per molti rozza e contribuirebbe a macchiare l'immagine
degli Stati Uniti nella regione". Inoltre "John Negroponte,
l'ambasciatore USA a Baghdad, all'epoca ha avuto un posto di prima fila
come ambasciatore in Honduras nel 1981-85".[22]
Per il giugno del 2005, esecuzioni di massa avevano luogo in Iraq nei
sei mesi da gennaio e "Ciò che è particolarmente
evidente è che molte di queste uccisioni hanno avuto luogo da
quando i Commandos della polizia sono diventati operativi e spesso corrispondono
con le zone dove sono stati impiegati".[23]
Nel maggio del 2007, un iracheno che in passato ha collaborato con le
forze USA in Iraq per due anni e mezzo ha dichiarato che "Ero
un soldato dell'esercito iracheno nella guerra del 1991 e durante la
ritirata dal Kuwait decisi di chiedere asilo in Arabia Saudita assieme
a dozzine di altri come me. Questo fu l'inizio del processo con il quale
fui reclutato nelle forze americane, poiché vi erano commissioni
militari USA che scelsero numerosi iracheni che erano disposti ad offrirsi
volontari per unirsi a loro ed essere trasportati in America. Io ero
uno di quelli". Ha parlato di come dopo l'invasione del 2003
fosse ritornato in Iraq per "eseguire incarichi specifici assegnatigli
dalle agenzie USA". Tra questi incarichi, fu messo "al
comando di un gruppo di una unità che eseguiva assassini nelle
strade di Baghdad".
E' stato citato dire: "il nostro compito era eseguire assassini
di individui. L'esercito di occupazione USA ci forniva i loro nomi,
fotografie e piantine dei loro movimenti quotidiani a e dal loro posto
o residenza e ci si aspettava che uccidessimo, per esempio, gli sciiti
ad al-A'zamiyah e i sunniti nello 'Madinat as-Sadr’ e così
via". Inoltre, "Chiunque dell'unità facesse
un errore veniva ucciso. Tre membri della mia squadra furono uccisi
dalle forze di occupazione USA dopo che mancarono di assassinare dei
personaggi politici sunniti a Baghdad". Rivelò che questa
unità di "lavoro sporco" di iracheni, americani ed
altri stranieri "non esegue soltanto assassini, ma alcuni di loro
si concentrano nel mettere bombe ed autobombe in quartieri e mercati".
Ha approfondito nel dire che "le operazioni di impiantare
autobombe e far saltare esplosivi nei mercati vengono eseguite in diversi
modi, il meglio conosciuto e più famoso tra le truppe USA è
di piazzare bombe dentro le auto mentre vengono perquisite ai posti
di controllo. Un altro modo è mettere bombe nelle auto durante
gli interrogatori. Dopo che la persona voluta viene convocata ad una
delle basi USA, viene piazzata una bomba nella sua auto e gli viene
chiesto di andare ad una stazione di polizia o ad un mercato per qualche
scopo e lì la sua auto salta in aria".[24]
Dividi e conquista?
Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, nell'ottobre
del 2006 scrisse che "Le prove che gli USA abbiano direttamente
contribuito alla creazione dell'attuale guerra civile in Iraq per mezzo
della loro strategia di sicurezza segreta è convincente. Naturalmente,
questo storicamente non è niente di nuovo - dividi e domina è
una strategia che per le potenze coloniali è resistita alla prova
del tempo. In realtà, è stata utilizzata durante la precedente
occupazione britannica dell'Iraq circa 85 anni fa. Comunque, forse nello
scenario attuale gli USA sono proprio andati oltre, creando uno slancio
inarrestabile che, mentre ha fatto andare in stallo l'insurrezione,
ha realmente portato a nuovi problemi di controllo e sostenibilità
per Washington e Londra".[25]
NOTE
[1] Bob Woodward and Dan Balz, At
Camp David, Advise and Dissent. The Washington Post: 31 gennaio
2002
[2] David Isenberg, ‘P2OG’
Allows the Pentagon to Fight Dirty. Asia Times Online: 5 novembre
2002
[3] William M. Arkin, The
Secret War. The Los Angeles Times: 27 ottobre 2002
[4] Chris Floyd,
Into the Dark: The Pentagon Plan to Provoke Terrorist Attacks. Counter
Punch: 1° novembre 2002
[5] Sean Rayment, Top
Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: 5 febbraio 2007
[6] Michael S. Rose,
Britain's "Dirty War" with the IRA. Catholic
World News: Luglio 2003
[7] Home
Affairs, The army asked me to make bombs for the IRA, told me I had
the Prime Minister’s Blessing. The Sunday Herald: 23 giugno
2002
[8] BBC, UK:
Northern Ireland Bravery awards for bomb helpers. BBC News: 17 novembre
1999
[9] Neil Mackay, British
double-agent was in Real IRA's Omagh bomb team. The Sunday Herald:
19 agosto 2001
[10] Neil Mackay, IRA
torturer was in the Royal Marines; Top republican terrorist. The
Sunday Herald: 15 dicembre 2002
[11] Henry McDonald, UK
agents 'did have role in IRA bomb atrocities'. The Guardian:
10 settembre 2006
[12] Enda Leahy, MI5
'helped IRA buy bomb parts in US'. Sunday Times: 19 marzo 2006
[13] Sean Rayment, Top
Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: 5 febbraio 2007
[14] AP,
U.S. Blamed For Mosque Attack. CBS News: 2 settembre 2003
[15] Dahr Jamail, Dahr
Jamail Blog From Baghdad. The New Standard: 20 aprile 2004
[16] FMNN, UNITED
STATES CAUGHT IN IRAQ CAR-BOMBING. Free Market News Network: 14
ottobre 2005
[17] Michael Keefer,
Were British Special Forces Soldiers Planting Bombs in Basra? Global
Research: 25 settembre 2005
[18] Bryan Bender, Cars
stolen in US used in suicide attacks. The Sydney Morning Herald:
4 ottobre 2005
[19] Sam Knight, Bombing
of Shia shrine sparks wave of retaliation. The Times Online: 22
febbraio 2006
[20] Prison Planet, Former
CIA Analyst: Western Intelligence May Be Behind Mosque Bombing.
Prison Planet: 26 febbraio 2006
[21] Michael Hirsh and John Barry, "The
Salvador Option". Newsweek: 14 gennaio 2005
[22] Roland Watson, El
Salvador-style 'death squads' to be deployed by US against
Iraq militants. The Times Online: 10 gennaio 2005
[23] Max Fuller, For
Iraq, "The Salvador Option" Becomes Reality.
Global Research: 2 giugno 2005
[24] AMSII, Ordered
Assassinations, Sectarian Bomb Attacks Targeting Iraqi Civilians. Association
of Muslim Scholars in Iraq: 12 maggio 2007
[25] Craig Murray, Civil
War in Iraq: The Salvador Option and US/UK Policy. CraigMurray.org:
18 ottobre 2006