| |
| |
IL
PROGRAMMA DEI NEOCONSERVATORI USA PREVEDE IL SACRIFICIO DELLA
QUINTA FLOTTA
|
|
|
L'amministrazione Bush ha insabbiato e ignorato un'analisi di una simulazione
di guerra del Pentagono che indicava che un attacco alle installazioni
nucleari o militari dell'Iran porterebbe direttamente alla totale distruzione
della Quinta Flotta della Marina ora stanziata nel Golfo Persico. Il Generale
Paul Van Riper guidò un ipotetico Stato del Golfo Persico nei giochi
di guerra
Millennium Challenge del 2002 il cui risultato fu la
distruzione della Quinta Flotta. La sua esperienza e le sue conclusioni
sulla vulnerabilità della Quinta Flotta in un conflitto militare
asimmetrico, e le implicazioni per una guerra contro l'Iran sono state
ignorate. I neoconservatori dell'amministrazione Bush stanno attualmente
promuovendo aggressivamente una rosa di attacchi militari contro l'Iran
che culmineranno in un attacco alla Quinta Flotta della Marina degli Stati
Uniti con sofisticati missili cruise anti-nave. Stanno ignorando le esperienze
di Van Riper durante il
Millennium Challenge e la loro attinenza
all'attuale conflitto sullla questione nucleare con l'Iran.
L'Iran ha missili cruise a sufficienza per distruggere gran parte o anche
tutta la Quinta Flotta che si trova nel raggio d'azione dei lancia-missili
mobili strategicamente posizionati lungo il terreno montagnoso che dà
sul Golfo Persico. L'amministrazione Bush sta deliberatamente sminuendo
la vulnerabilità della Quinta Flotta alla tecnologia missilistica
avanzata acquistata dalla Russia e dalla Cina a partire dalla fine degli
anni 90. I missili cruise più sofisticati dell'Iran sono il
Sunburn
e lo
Yakhont. Secondo esperti militari questi sono missili contro
cui le navi da guerra moderne non hanno alcuna difesa efficace. Provocando
deliberatamente una rappresaglia iraniana alle azioni militari statunitensi,
i neoconservatori sacrificheranno volontariamente gran parte o tutta la
Quinta Flotta. Ciò culminerà in una nuova Pearl Harbour
che creerà la situazione politica ideale per una guerra totale
contro l'Iran e per ulteriori azioni militari nella regione del Golfo
Persico.
La vulnerabilità della Quinta Flotta all'arsenale missilistico
anti-nave dell'Iran
La Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti è stanziata nello
Stato del Bahrain che ha la responsabilità di perlustrare il
Golfo Persico, il Mare Arabico, il canale di Suez e parti dell'Oceano
Indiano. Attualmente la Quinta Flotta è costituita da un gruppo
portaerei e due portaelicotteri. Arrivò al massimo dell'espansione
nel 2003 durante l'invasione dell'Iraq, quando comprendeva 5 gruppi
portaerei e sei portaelicotteri. Al momento è capitanata dalla
USS Enterprise (CVN-65), la prima portaerei nucleare commissionata
nel 1961, che il 2 novembre ha cominciato a partecipare ad un'esercitazione
navale nel Golfo Persico.
La base della Quinta Flotta nel Bahrain si trova a sole 150 miglia dalla
costa Iraniana, ed è nel raggio d'azione della nuova generazione
di missili cruise anti-nave dell'Iran. Inoltre qualunque nave della
Marina avrebbe difficoltà di manovra entro i limitati confini
del Golfo Persico e sarebbe sempre a tiro della frastagliata costa iraniana
che si estende lungo tutto il golfo fino al mare Arabico.
L'Iran cominciò ad acquistare tecnologie militari avanzate dalla
Russia poco dopo che questa nel 2000 si distaccò dal protocollo
di Gore-Chernomyrdin, che limitava le vendite di equipaggiamento militare
della Russia all'Iran. Di conseguenza la Russia cominciò a vendere
all'Iran tecnologie militari che potrebbero essere usate in un conflitto
armato con gli Stati Uniti. Queste comprendevano sistemi di difesa in
aria e missili cruise anti-nave in cui la Russia si era specializzata
per combattere la netta superiorità navale degli USA.
Lo SS-N-22, o "Sunburn", raggiunge velocità
di Mach 2,5, o circa 2400 Km/h, usa tecnologia stealth ed ha una gittata
di 200 Km. Contiene una testata convenzionale di 375 Kg in grado di
distruggere la maggior parte delle navi. Ancora più preoccupante
è lo SSN-X-26, o "Yakhont" missile cruise
che ha una gittata di circa 300 Km e che rende vulnerabili all'attacco
tutte le navi della marina statunitense nel Golfo Persico.
Ancora più importante è il fatto che Yakhont
è stato concepito specificamente per essere usato contro gruppi
portaerei e che la Russia lo abbia venduto a livello internazionale.
Entrambi Yakhonts e Sunburn sono stati progettati
per ingannare il sistema di difesa Aegis, attualmente in uso sulle navi
della marina americana, usando tecnologia stealth e manovre di volo
a bassa quota. Nella fase finale dell'avvicinamento all'obiettivo questi
missili intraprendono manovre evasive per evitare le difese anti-missile
delle navi. La minaccia rappresentata da Yakhont, Sunburn
ed altri missili anti-nave avanzati progettati dalla Russia e venduti
alla Cina, all'Iran e ad altri paesi è talmente grande che l'ufficio
per il collaudo delle armi del Pentagono si è mosso nel 2007
per fermare la produzione di altre portaerei finchè non venga
sviluppata una difesa efficace contro questi sistemi.
L'Iran ha acquistato quantità di entrambi gli Sunburn
e Yakhont sufficienti a distruggere dalle proprie coste montagnose
l'intera Quinta Flotta in qualunque punto del Golfo Persico si trovi.
Giochi di guerra Millennium Challenge
Millennium Challenge è stato uno dei giochi di guerra più
grandi che siano mai stati condotti che hanno coinvolto 13,500 soldati
distribuiti in 17 postazioni. I giochi di guerra comprendevano anche
un uso massiccio di simulazioni al computer, sono durati più
di 3 settimane e sono costati 250 milioni di dollari. Millennium
Challenge consisteva in una guerra asimmetrica tra le forze militari
statunitensi, guidate dal generale William Kernan, ed un anonimo stato
del Golfo Persico. Secondo quanto dichiarato dal Generale Kernan i giochi
di guerra avrebbero "collaudato una serie di nuovi concetti
di combattimento recentemente sviluppati dal Pentagono". Usando
una serie di strategie asimmetriche di attacco con navi camuffate da
nave civile, aeroplani in attacchi kamikaze, e missili cruise
Silkworm, quasi tutta la Quinta Flotta fu distrutta. I giochi
hanno rilevato come strategie asimmetriche potrebbero sfruttare la vulnerabilità
della Quinta Flotta ai missili cruise anti-nave nello spazio ristretto
del Golfo Persico.
Con una decisione controversa il Pentagono decise semplicemente di resuscitare
la Quinta Flotta per continuare la simulazione che si concluse con la
sconfitta dello stato del Golfo Persico. L'affondamento della Quinta
Flotta fu ignorato ed i giochi di guerra furono dichiarati un successo
dei nuovi "concetti di combattimento" adottati dal
Generale Kernan. Questo portò il Generale Paul Van Riper, il
comandante dello stato del golfo immaginario, a chiamare i risultati
ufficiali un "vuoto esercizio di propaganda". In
un'intervista televisiva rilasciata più avanti il Generale Riper
dichiarò che "quando i concetti che il comando stava
collaudando non hanno dato i risultati sperati il comando ha riscritto
l'esercizio per poter provare la loro validità. Questa era la
mia critica."
Sono fondamentali le dichiarazioni del Generale Riper sull'efficacia
della tecnologia ormai datata dei missili cruise usati nei giochi, il
missile Silkworm usato per affondare una portaerei e due porta-elicotteri
cariche di Marine per un totale di 16 navi affondate. Quando fu chiesto
al Generale Kernan di confermare le dichiarazioni di Riper, rispose:
"Non lo so. A dire la verità. Non ho ancora avuto modo
di valutare l'accaduto. Ma è una possibilità. Le specifiche
del missile cruise. Non posso rispondere a questa domanda. Dovremo rispondervi
in altra sede."
I giochi di guerra Millennium Challenge hanno chiaramente dimostrato
la vulnerabilità della Quinta Flotta della Marina degli Stati
Uniti ad un attacco con missili cruise Silkworm. Hanno ripetuto
l'esperienza degli inglesi durante la guerra delle Falkland negli anni
'80 quando due navi furono affondate da 3 missili Exocet. Entrambi
gli Exocet ed i Silkworm appartengono ad una generazione
di missili anti nave più vecchia che furono sorpassati di gran
lunga dai Sunburn e gli Yakhonts. Se Millennuim
Challenge era un test per una guerra asimmetrica con l'Iran, la
maggior parte della Quinta Flotta degli Stati Uniti andrebbe perduta.
Non sorprende il fatto che Millennium Challenge fu riscritto
per nascondere questo fatto imbarazzante. Ad oggi c'è pochissima
consapevolezza pubblica della vulnerabilità della Quinta Flotta
finchè rimane nel Golfo Persico. Pare che l'amministrazione Bush
abbia falsificato il risultato dei giochi di guerra per promuovere la
propria strategia neoconservatrice nel Medio Oriente.
La Strategia dei Neoconservatori per attaccare l'Iran
I Neoconservatori condividono una filosofia politica secondo cui il
dominio degli USA sul sistema internazionale in qualità di unica
super potenza dev'essere prolungato indefinitamente nel 21esimo secolo.
All'inizio del 2006 i neoconservatori nell'amministrazione Bush hanno
cominciato a promuovere con vigore una nuova guerra contro l'Iran motivata
dalla minaccia rappresentata dal programma di sviluppo del nucleare.
L'Iran ha confermato più volte che il proprio programma nucleare
è legale e conforme al trattato di non-proliferazione. Dal 2004
l'amministrazione Bush cita informazioni dell'intelligence secondo cui
l'Iran sta segretamente sviluppando armi nucleari e questo non deve
assolutamente essergli permesso.
Una gran parte della ricerca nucleare iraniana si è svolta in
laboratori sotterranei ad oltre 20 metri di profondità, isolati
da cemento speciale che li protegge da qualsiasi attacco di tipo convenzionale
conosciuto. Questo fatto spinse l'amministrazione Bush nel 2006 ad argomentare
che si dovranno usare armi tattiche nucleari per distruggere gli impianti
nucleari iraniani. Tutto ciò culminò in un acceso dibattito
tra neoconservatori di spicco come Dick Cheney e Donald Rumsfld con
i Joint Chiefs of Staff che rimasero irremovibilmente opposti
alla strategia. Seymour Hersh riferì l'opposizione dei Joint
Chiefs of Staff nel maggio 2006.
Ulteriori sforzi da parte dei neoconservatori per giustificare una attacco
militare convenzionale sono stati minati dallo scetticismo del pubblico
riguardo alla minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano
e dall'ottemperanza dell'Iran con il trattato di non-proliferazione
secondo Mohamad El Baradei, capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia
Atomica.
El Baradei cita stime dell'esercito statunitense secondo cui di qui
a qualche anno l'Iran sarà in grado di creare carburante nucleare
del livello richiesto per usi bellici. L'amministrazione Bush, frustrata
da un'opposizione decisa a propri piani sia all'interno della burocrazia
e dell'esercito USA, sia nella comunità internazionale, ha adottato
una strategia a tre teste per raggiungere l'obbiettivo di annientare
l'Iran.
La prima consiste nell'alimentare la percezione pubblica di una crisi
della sicurezza internazionale con l'avvertimento di una Terza Guerra
Mondiale nel caso in cui il programma nucleare iraniano non venga fermato.
In una conferenza stampa del 17 ottobre il presidente Bush ha dichiarato:
"se siete interessati ad evitare una Terza Guerra Mondiale,
dovreste essere interessati ad evitare che ottengano (gli iraniani)
le conoscenze necessarie a realizzare armi nucleari." La sconcertante
retorica di Bush fu presto seguita da quella del Vice Presidente Cheney
che il 23 di ottobre dichiarò che Gli USA ed i loro alleati erano
"pronti a imporre serie conseguenze" all'Iran.
La seconda ha spostato l'enfasi dalla rimozione degli impianti nucleari
iraniani all' evidenziare il suo appoggio al terrorismo. Data l'opposizione
rampante, sia politica che militare, agli attacchi alle strutture atomiche
iraniane, l'amministrazione Bush adesso rappresenta l'Iran come nazione
sostenitrice del terrorismo in Iraq.
Questo cambiamento di strategia è stato fortemente aiutato dall'approvazione
da parte del Senato degli Stati Uniti dell'emendamento Kyle-Lieberman
il 26 settembre che riconosce il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie
Iraniane come un'organizzazione terroristica straniera. Questo renderebbe
possibile l'autorizzazione da parte dell'amministrazione Bush di attacchi
contro le basi della Guardia Rivoluzionaria Iraniana in Iran giustificati
dal fatto che sostengono gruppi terroristici iracheni che attaccano
le forze militari statunitensi.
La terza e forse la più pericolosa delle nuove strategie dell'amministrazione
Bush consiste nel sanzionare una missione segreta che creerebbe l'atmosfera
politica necessaria per una guerra contro l'Iran. Questo è probabilmente
ben illustrato dall'incidente noto come "Bent Spear"
del 30 agosto 2007 quando cinque (più tardi si disse sei) missili
cruise a testata nucleare furono trovati in viaggio verso il Medio Oriente
per una missione segreta.
Le testate nucleari potevano trasportare da 5 a 150 kiloton e sarebbero
state ideali per un attacco alle strutture nucleari sotterranee dell'Iran
o per un'operazione sotto falsa bandiera che sarebbe stata imputata
all'Iran. Tuttavia il personale dell'Aviazione disubbidì ad ordini
"illegali", che molto probabilmente arrivavano dalla
Casa Bianca, ed evitò la possibile detonazione di una o più
testate nucleari nella regione del Golfo Persico.
Conseguenze di un attacco all'Iran
Nel tentativo di intimidire l'Iran l'amministrazione Bush ha piazzato
due flotte portaerei nel golfo Persico. L'entità ed il tempismo
di un possibile attacco militare da parte degli USA contro gli impianti
nucleari e/o militari iraniani influenzerebbe la velocità e la
scala di una risposta iraniana. Questa risulterebbe con ogni probabilità
in una escalation militare culminante nell'impiego da parte dell'Iran
del proprio arsenale di missili cruise anti-nave sulla Quinta Flotta
e la chiusura totale dello stretto di Hormuz. La possibilità
che ha l'Iran di nascondere e lanciare missili cruise da posizioni sopraelevate
lungo tutta la costa del Golfo Persico renderebbe tutte le navi della
Quinta Flotta nel golfo vulnerabili. La Quinta Flotta rimarrebbe intrappolata
e non potrebbe ritirarsi in acque più sicure. I giochi di guerra
Millennium Challenge del 2002 si conclusero con l'affondamento della
maggior parte della Quinta Flotta.
Se partisse un attacco all'Iran prima della fine del 2007 porterebbe
alla distruzione della USS Enterprise ed alla morte del suo equipaggio
di 5000 uomini. Ulteriori perdite con le sue navi di supporto ed altre
unità navali della Quinta Flotta di stanza nel Golfo Persico
sarebbero catastrofiche. Un attacco iraniano con missili cruise riprodurrebbe
le perdite di Pearl Harbour, quando l'affondamento di 5 navi, la distruzione
di 188 aerei e la morte di 2333 persone portò rapidamente il
Congresso USA ad una dichiarazione di guerra contro il Giappone imperiale.
Una dichiarazione di guerra all'Iran da parte del Congresso porterebbe
ad una massiccia campagna di bombardamenti ed eventualmente ad un'invasione
militare per giungere ad un cambiamento di regime in Iran. Verrebbe
reintrodotta la coscrizione militare per fornire il personale per l'invasione
dell'Iran e per sostenere le truppe già stanziate in Iraq e Afghanistan
che si troverebbero sotto maggiore pressione. Le tensioni con altre
superpotenze aumenterebbero rapidamente, ad esempio con la Cina e la
Russia che hanno fornito all'Iran sistemi bellici sofisticati che potrebbero
venire usati contro l'esercito USA. La chiusura totale dello stretto
di Hormuz alle navi e le condizioni di guerra negli USA porterebbero
ad un collasso dell'economia mondiale e ad una ulteriore erosione delle
libertà civili in un'America impegnata in una guerra.
Conclusioni
Lo scenario descritto sopra è molto plausibile date le capacità
dei missili cruise anti-nave iraniani e la vulnerabilità delle
navi della Marina degli Stati Uniti a questi mentre operano nel Golfo
Persico. L'amministrazione Bush ha nascosto al pubblico americano la
vera entità della vulnerabilità della Quinta Flotta e
come potrebbe essere intrappolata e distrutta in un conflitto aperto
con l'Iran. Ciò è comprovato dalla controversa decisione
di sminuire i veri risultati dei giochi di guerra Millennium Challenge
e le opinioni del Generale Van Riper sulle lezioni da imparare. Uno
dei risultati della diatriba è stata l'adesione del Generale
Van Riper ad un gruppo di generali in pensione che chiedono le dimissioni
di Donald Rumsfeld.
I neoconservatori nell'amministrazione Bush sono pienamente coscienti
della vulnerabilità della Quinta Flotta, eppure hanno provato
più di una volta a stanziare fino a 3 gruppi portaerei nel Golfo
Persico, il che aumenterebbe solo le perdite degli USA nel caso di una
guerra con l'Iran. E ancora l'amministrazione Bush ha tentato di portare
avanti piani di attacco nucleare, convenzionale e/o nascosto all'Iran
che farebbero precipitare la situazione verso lo scenario descritto
in precedenza.
Una conclusione che si può ragionevolmente trarre è che
i neoconservatori dell'amministrazione Bush sono disposti a sacrificare
anche tutta la Quinta Flotta provocando l'Iran a lanciare il proprio
arsenale di missili cruise anti-nave per poter giustificare una "guerra
totale" contro l'Iran e cambiarne il regime con la forza.
Si può evitare una nuova Pearl Harbour richiamando alle proprie
responsabilità i funzionari dell'amministrazione Bush disposti
a sacrificare la Quinta Flotta per perseguire l'ordine del giorno dei
neoconservatori.