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I
BURATTINAI DEL MONDO: LA FACCIA NASCOSTA DELLA GLOBALIZZAZIONE
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Adrian
Salbuchi è ricercatore, scrittore e relatore;
è conduttore del talk show El
Traductor Radial a Buenos Aires e fondatore del Movimento
per la Seconda Repubblica Argentina ("Moviemiento
por la Segunda Republica Argentina. E' l'autore di "El
Cerebro Del Mundo: la cara oculta de la Globalizacion"
e "Bienvenidos a la Jungla: Dominio y Supervivencia en
el Nuevo Orden Mundial". |
Un'opinione dall'Argentina
"
Coloro che non imparano dagli errori del passato sono condannati
a riviverli" -- George Santayana
Nella situazione attuale, la Globalizzazione può essere definita
un'ideologia che identifica le Nazioni-Stato sovrane come il nemico numero
uno, principalmente poiché la funzione più importante dello
Stato è (o dovrebbe essere) garantire la priorità degli
interessi dei Molti – vale a dire, "
il Popolo"
– sugli interessi dei Pochi. Di conseguenza le forze globalizzatrici
cercano di indebolire, dissolvere ed eventualmente distruggere le fondamenta
principali della Nazione-Stato che la rendono essenzialmente un'istituzione
sociale, per poi rimpiazzarle a livello mondiale con delle strutture sovrannazionali
che si occupano di gestire la sfera sociale, politica, economica, finanziaria
e militare. Tali strutture collimano in tutto e per tutto con gli obiettivi
politici e gli interessi economici di pochi gruppi ed organizzazioni altamente
concentrate e potenti che, attualmente, guidano il processo di globalizzazione
in una direzione ben precisa.
Questi gruppi di potere sono costituiti da interessi privati che sono
riusciti ad ottenere un qualcosa senza precedenti nella storia dell'umanità:
un qualcosa che potremmo descrivere come privatizzazione del potere su
scala globale.
A dire il vero la parola "
Globalizzazione" non è
altro che un eufemismo usato per descrivere ciò che ex presidenti
statunitensi come Woodrow Wilson, Franklin D. Roosevelt, Harry S. Truman
e George H.W. Bush – in periodi diversi della storia moderna –
definivano come "
Nuovo Ordine Mondiale".
"
Un Nuovo Ordine Mondiale!" Quando il presidente George
Bush senior usò imperturbabilmente quel termine in un discorso
fatto l'11 settembre 1991, l'Establishment si mosse per evitare il ripetersi
di tale situazione e coniò una nuova idea, dall'aspetto più
neutro ed inoffensivo: "
Globalizzazione", che, nonostante
tutto, mantiene ancora oggi un unico significato: Imperialismo anglo-israelo-americano
a livello planetario.
O per lo meno questo è il modo in cui oggi, in Argentina e nella
nostra regione, sempre più persone vedono le cose.
Chi sono loro? Cosa vogliono?
Il processo appena descritto non è per nulla anonimo né
tantomeno segreto; infatti i gruppi di potere che promuovono e guidano
il Nuovo Ordine Mondiale lo stanno facendo alla luce del sole: corporation
multinazionali (ad esempio le 500 elencate da Fortune Global che controllano
l'80% delle attività economiche statunitensi), l'infrastruttura
finanziaria globale (banche, fondi d'investimento, borse, operatori
dei mercati delle materie prime), i monopoli dei media, la principali
Università della Ivy League, le organizzazioni multilaterali
internazionali (ad esempio, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale,
l'Inter-American Development Bank, la Banca per i Regolamenti Internazionali,
le Nazioni Unite, e la World Trade Organization) e soprattutto le persone
che occupano i posti governativi chiave negli USA, in Israele, nel Regno
Unito e nelle altre nazioni industrializzate. Senza alcun dubbio non
ci troviamo di fronte a un qualcosa che può essere semplicemente
etichettato come "teoria cospiratoria".
Ciò che percepiamo sono gli annessi e i connessi della logica
con cui il Potere è stato costruito e viene gestito; non è
invece immediatamente visibile il fatto che tutti questi attori della
"Ruota del Potere Globale" hanno una cosa in comune: i loro
manager, finanzieri, banchieri, funzionari, accademici, strateghi e
portatori di interessi appartengono tutti alla stessa rete ingarbugliata
di organizzazioni e lobby, una rete che manovra le leve del potere mondiale
sull'attuale strada verso la distruzione.
Il ruolo di alcuni tra questi gruppi chiave, che a dire il vero dovrebbero
essere definiti centri di pianificazione geopolitica, è di vitale
importanza: Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations,
CFR), Commissione Trilaterale (Trilateral Commission, TC), Istituto
Reale degli Affari Internazionali (Royal Institute of International
Affaire, RIIA), Brooking Institution, RAND Corporation, American Enterprise
Institute (AEI), American Israeli Political Action Committee, AIPAC
e il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (Center for Strategic
& International Studies, CSIS).
Una prospettiva storica
Per riuscire a comprendere il mondo di oggi occorre voltarsi ad osservare
il mondo di ieri e analizzare come si è giunti all'attuale situazione.
Era il 1919 quando un piccolo gruppo di influenti banchieri, avvocati,
politici e accademici, impegnati nei negoziati di pace a Parigi tra
gli Alleati e le nazioni sconfitte nella Prima Guerra Mondiale, si incontrarono
all'Hotel Majestic e raggiunsero un accordo eccezionale: decisero di
creare una rete di "think tanks", una sorta di club
o loggia esclusiva, grazie alla quale avrebbero disegnato il tipo di
"Nuovo Ordine Mondiale" adatto per soddisfare gli
obiettivi e gli interessi imperialisti globali dell'Alleanza Anglo-Statunitense.
A Londra questa organizzazione assunse il nome di Istituto Reale degli
Affari Internazionali (Royal Institute of International Affaire, RIIA)
mentre negli USA era conosciuta come Consiglio per le Relazioni Estere
(Council on Foreign Relations, CFR) con sede a New York City. Entrambe
avevano come inequivocabile marchio di fabbrica la strategia di voler
imporre gradualmente un ordine politico socialista (apparentemente "democratico"
ma in realtà sempre più autoritario) come strumento di
controllo della popolazione. All'epoca questo progetto era promosso
da coperture massoniche quali la Fabian Society, finanziata
dal Gruppo della Tavola Rotonda (Round Table Group) creata, controllata
e foraggiata dal magnate sudafricano Cecil Rhodes, dalla dinastia finanziaria
dei Rothschilds, da diverse Logge Massoniche britanniche nonché
dalla Corona.
Inizialmente Council of Foreign Relations (CFR) ottenne sostegno dalle
più influenti, ricche e potenti famiglie degli Stati Uniti: ad
esempio i Rockfeller, Mellon, Harriman, Morgan, Schiff, Kahn, Warburg,
Loeb e Carnegie (in particolar modo i Carnegie crearono una loro organizzazione
nel 1910: the Carnagie Endowment for International Peace).
Una delle prime misure adottate da Council of Foreign Relations (d'ora
in poi indicato con la sigla CFR) per manifestare ed estendere la propria
influenza sulle diverse elite fu la pubblicazione di un giornale che
rimane tuttora, a livello mondiale, la migliore cassa di risonanza per
la geopolitica e la scienza politica: Foreign Affairs. Tra i primi direttori
del CFR c'era Allan Welsh Dulles, una figura chiave dell'intelligence
statunitense che avrebbe poi consolidato la struttura investigativa
della CIA per giungere infine all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza
(NSA), il giornalista Walter Lippmann, direttore e fondatore di The
New Republic, un'armata di avvocati della multinazionale J.P. Morgan
e i banchieri Otto H. Kahn e Paul Moritz Warburg[1],
un emigrato tedesco benestante sbarcato negli States che ideò
e promosse nel 1913 un progetto di legge alla base della creazione della
Federal Reserve Bank, la banca centrale statunitense (essenzialmente
privata) che da allora controlla la struttura finanziaria del nord America
(e, di conseguenza, quella di buona parte del mondo). Nel 1945, alla
fine della Seconda Guerra Mondiale, la Federal Reserve Bank venne integrata
dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, entrambe
ideate, progettate e poi controllate da responsabili del CFR alla conferenza
di Bretton Woods nel 1944.
Un altro membro nonché direttore del CFR fu Isaiah Bowman, geografo
e presidente dell'American Geographical Society, leader del gruppo di
esperti che, nel 1919, ridisegnarono la cartina dell'Europa Centrale
dopo la Grande Guerra causando i seri disordini che avrebbero poi scatenato
la Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Furono due legali del CFR, Owen
D. Young (presidente di General Electric) e Charles Dawes (importante
avvocato di J.P. Morgan Bank), a ideare e promuovere il piano di ricostruzione
post-bellico della Germania tramite i debiti imposti dal Trattato di
Versailles. Furono i vertici della Federal Reserve (e membri del CFR)
a generare le distorsioni monetarie che portarono alla crisi finanziaria
del 1929 e alla Depressione. Furono i direttori del CFR, grazie ai mass-media
da loro controllati (ad esempio i network radiofonici NBC, ABC, CBS
e giornali come Washington Post, Wall Street Journal, Chicago Tribune
e New York Times) a fare pressioni sull'opinione pubblica
affinché gli USA interrompessero la propria politica isolazionista
per portare la nazione in un'altra guerra europea, fortemente desiderata
fin dai primi anni '30.
La Seconda Guerra Mondiale
Agli albori della terribile guerra che sconvolse l'Europa ed a cui gli
USA parteciparono ufficialmente solo nel 1941, i membri del CFR istituirono
il Gruppo per gli Studi su Guerra e Pace che divenne poi parte del Dipartimento
di Stato delineandone le politiche estere verso Germania, Italia, Giappone
e i loro alleati. In seguito cominciarono a prepararsi per un altro
"Nuovo Ordine Mondiale" post-bellico da attuare dopo
la prevedibile vittoria degli Alleati; in questo modo il CFR mise le
basi per la nascita delle Nazioni Unite con lo scopo di controllare
la politica mondiale e l'egemonia statunitense nell'Era Nucleare, nonché
agenzie economiche fondamentali come il Fondo Monetario Internazionale
e la Banca Mondiale attraverso Alger Hiss, John J. McCloy, W. Averell
Harriman, Harry Dexter White, Henry Kissinger ed altri membri.
Una volta finita la guerra, il presidente degli USA Harry S. Truman
istituì una dottrina di vasta portata per la sicurezza nazionale
basata sul "contenimento" dell'espansionismo sovietico,
anch'essa proposta da un altro membro del CFR, l'allora ambasciatore
a Mosca George Kennan [2]; Kennan illustrò la
sua idea in un importante articolo pubblicato su Foreign Affairs
nel 1947 e firmato con lo pseudonimo "X". Il cosiddetto
"Piano Marshall" fu ideato in modo del tutto analogo
da una task force appartenente al CFR per poi essere implementato da
W. Averell Harriman [3] ed in seguito presentato al
mondo da Geroge C. Marshall, generale dell'esercito americano.
Le Strutture del Potere Elitario
Sebbene l'opinione pubblica sappia poco a riguardo, il CFR è
molto potente e la sua sfera d'influenza è cresciuta (assieme
al suo prestigio e alle sue attività) così tanto da poter
tranquillamente definirlo la vera "Mente Organizzativa del
Pianeta" che controlla direttamente ed in modo silenzioso
l'andamento di molti settori complessi e altamente instabili, quali
quello sociale, politico, finanziario, militare ed economico, in tutto
il mondo. Non ci sono popoli, regioni o aspetti della vita umana che
possano sottrarsi alla sfera d'influenza del CFR. Ma la cosa davvero
particolare è come questa organizzazione sia stata in grado di
rimanere nascosta "dietro le quinte", il che la rende
incredibilmente potente ed elusiva persino nei confronti dell'opinione
pubblica statunitense.
Oggi il CFR è un'organizzazione prudente che può vantare,
tra i propri 4500 membri, i migliori e più brillanti cervelli
che operano assieme a potenti individui in grado di esercitare una pesante
influenza nelle loro rispettive professioni, corporations, istituzioni
e ambienti sociali o governativi. In questo modo il CFR riunisce alti
funzionari di istituzioni finanziarie, giganti industriali, mass media,
organismi di ricerca, università, organizzazioni militari oltre
a leader politici, rettori universitari e rappresentanti di sindacati.
I loro obiettivi di fondo consistono nell'identificare e valutare un'ampia
serie di fattori politici, economici, finanziari, sociali, culturali
e militari in ogni possibile aspetto della vita pubblica e privata all'interno
degli USA, delle nazioni alleate e nel resto del mondo. Oggi, grazie
all'enorme potere concesso dagli Stati Uniti, le attività del
CFR coprono praticamente l'intero pianeta.
Le attività di ricerca sono svolte da diverse task force e gruppi
di studio, identificando Opportunità e Minacce, stabilendo Punti
di Forza o di Debolezza, per poi pianificare delle strategie a lungo
termine con lo scopo di promuovere i propri interessi a livello mondiale.
Sebbene queste attività vengano condotte all'interno del CFR
è importante comprendere che il loro enorme successo risiede
nel fatto che il CFR non fa mai nulla a proprio nome, sono invece i
propri membri ad assumersi individualmente le responsabilità;
e lo fanno dalle loro posizioni formali di presidenti, amministratori
delegati, direttori di multinazionali o da posti chiave in governi,
università, forze armate e sindacati, senza mai minimamente citare
il CFR come reale pianificatore e coordinatore.[4]
Oggi, infatti, possiamo trovare membri del CFR in molti posti decisionali
strategici; è sufficiente fare qualche nome: David Rockefeller,
Henry Kissinger, Bill Clinton, Zbigniew Brzezinski, Samuel Huntington,
Francis Fukuyama, Paul Wolfowitz, Colin Powell, Condoleeza Rice, Richard
Perle, Robert Gates, James Baker III, Stephen Hadley, Douglas Feith,
L. Paul Bremer III, John Bolton, John Negroponte, l'ex capo di stato
Madeleine Albright, il finanziere internazionale George Soros, il giudice
di corte Stephen Breyer, l'amministratore delegato di CBS Kaurence A.
Tisch, l'ex amministratore delegato di General Electric Jack Welsh,
il presidente di CNN W. Thomas Johnson, l'ex presidente di The Washington
Post / Newsweek / International Herald Tribune Katerine Graham (ed oggi
suo figlio), il vicepresidente USA ed ex segretario della difesa nonché
amministratore delegato di Halliburton Dick Cheney, l'ex presidente
George H.W. Bush, l'ex consulente per la sicurezza del presidente Clinton
Samuel "Sandy" Berger, gli ex direttori della CIA
John M. Deutch e George Tenet, l'ex governatore della Federal Reserve
Bank Alan Greenspan e l'attuale Benjamin Shalom Bernanke, l'ex presidente
della Banca Mondiale James D. Volfensohn, l'amministratore delegato
di CS First Boston Bank ed ex governatore della Federal Reserve Paul
Volcker, i giornalisti Mike Fallace, Barbara Walters, Wolf Blitzer,
i top-manager di Citigroup John Reed, William Rhodes, Stanford Weill
e Stanley Fischer (n.2 del Fondo Monetario Internazionale), gli economisti
Jeffres Sachs e Lester Thurow,l'ex segretario del tesoro nonché
amministratore delegato di Goldman Sachs nonché direttore di
CitiGroup Robert E. Rubin, l'ex segretario di stato e "mediatore"
durante la guerra delle Folkland/Maldive tra Argentina e Regno Unito
Generale Alexander Haig, il "mediatore" nel conflitto
dei Balcani Richard Holbrook, l'amministratore delegato di IBM Louis
V. Gerstner, il senatore democratico George J. Mitchell, l'ex rappresentante
repubblicano Newt Gingrich, il generale Brent Scowcroft e Kenneth Lay
(membro della Commissione Trilaterale e amministratore delegato di Enron,
recentemente deceduto). E questi sono solo alcuni tra i molti.[5]
Tutti i presidenti delle prime 500 corporation della classifica pubblicata
da Fortune sono membri del CFR e se sommassimo il valore di mercato
di queste multinazionali otterremmo una cifra due volte più alta
del prodotto interno lordo degli Stati Uniti; inoltre esse concentrano
nelle mani di pochi una grossa parte del benessere e del potere nordamericano
controllando tecnologie e risorse chiave in tutto il mondo; solo negli
USA danno lavoro a 25 milioni di persone contribuendo all'80% del prodotto
interno lordo. In pratica esercitano un potere gigantesco, in grado
di influenzare gli USA e non solo.
Ecco dove risiede il segreto dell'enorme efficacia e potere del CFR:
le sue decisioni e i suoi progetti vengono ideati e concordati in riunioni
private, gruppi di studio, conferenze e task force. Ma quando giunge
il momento di agire, questi piani vengono messi in atto dai singoli
membri, ognuno grazie al proprio ruolo nelle organizzazioni più
potenti, pubbliche o private. E si tratta di organizzazioni davvero
potenti!
Ad esempio, in caso venga progettato un piano sul modo in cui la globalizzazione
economica e finanziaria debba evolversi o su quali nazioni debbano godere
di pace e prosperità e quali saranno violentate dalla guerra,
invasioni e carestie, allora verrà coordinata l'azione di diverse
personalità (come il presidente degli Stati Uniti, il segretario
di stato, i ministri della difesa, del commercio e del tesoro, i direttori
di CIA, NSA e FBI, i principali banchieri e finanzieri a livello mondiale,
gli amministratori delegati delle più grandi multinazionali,
i proprietari dei media, giornalisti, scrittori, ufficiali militari,
accademici, i vertici del Fondo Monetario Internazionale, della Banca
Mondiale e del WTO). Tutti questi attori agiranno in modo coordinato
su un numero elevatissimo di attività ed in questo modo saranno
in grado di mettere in atto azioni concrete, efficaci e pressoché
irresistibili, sempre ed ovunque.
Ecco come tutto ciò ha funzionato per più di 80 anni.
Il Potere Reale ed il Potere Formale
Per capire come funziona davvero il mondo occorre prima di tutto comprendere
la differenza tra Potere Formale e Potere Reale. Ciò che ogni
giorno i media trasmettono pubblicamente tramite stampa, notiziari radiofonici
o televisivi, sono essenzialmente i risultati concreti e visibili delle
azioni compiute dalle strutture che detengono il Potere Formale, in
particolare i governi nazionali e le società tecnologiche, finanziarie
ed economiche. Al contrario, le leve del Potere Reale che influenzano
gli avvenimenti sono molto meno visibili, ma sono esse che determinano
cosa succederà nel mondo, quando succederà, dove succederà
e chi sarà il protagonista.
Il Potere Formale opera a breve termine e a livello pubblico mentre
il Potere Reale ha una struttura più a lungo periodo e praticamente
non ha alcun profilo pubblico. Questa situazione è indicativa
del fatto che le istituzioni della Nazione-Stato (la prima entità
del Potere Formale) sono diventate subordinate agli interessi privati
(cioè il Potere Reale, guidato dagli interessi economici).
E' ragionevole affermare che, siccome gli Stati Uniti sono l'unica attuale
superpotenza, questa struttura di potere globale (ciò che gli
USA sono oggi) gestisce provvisoriamente un autentico Governo Mondiale
dal proprio territorio e per mezzo delle proprie strutture politiche
ed economiche. Tutto ciò non implica che la maggior parte della
popolazione degli Stati Uniti faccia necessariamente parte di questo
schema, e neppure che il popolo americano sia "nemico"
di altri popoli (raramente il popolo di una nazione è "un
nemico", è piuttosto il suo establishment a diventare
avverso a causa di un'eccessiva concentrazione di potere).
Stiamo dunque parlando di gruppi di potere che operano dall'interno
degli Stati Uniti (così come dal Regno Unito, Germania, Giappone,
Israele e, tramite propri agenti, anche in nazioni come Spagna, Argentina,
Brasile e Korea), gruppi che non sono necessariamente riconducibili
al popolo americano.
Per capire meglio la vera natura degli Stati Uniti, soprattutto per
quanto riguarda la politica estera, occorre avere ben chiaro in mente
che la "US Administration", come giustamente chiamano
il loro Governo (il Potere Formale) ha sede a Washington DC. Le strutture
del Potere Reale sono invece situate per la maggior parte a New York
City e in alcuni stati del New England. In altre parole, l'Amministrazione
degli Stati Uniti viene fatta da Washington mentre la nazione viene
effettivamente governata da New York.
Una volta afferrato questo concetto, tutte le altre cose vanno al loro
posto proprio come in un puzzle. Inoltre, il vero Potere Reale a livello
globale non risiede a New York City ma, più probabilmente, a
Londra… La comprensione di questo complesso e sottile processo
svuota automaticamente di significato l'identificazione semplicistica
di "nemico" degli USA o dell'Inghilterra o di ogni
altro popolo. In periodi di grandi disordini è proprio il popolo
statunitense ad essere la vittima di questo gioco, basti pensare ai
caduti in Vietnam, Afghanistan, Iraq e al World Trade Center. Nonostante
tutto, il fatto che la maggior parte delle persone negli USA ignori
questa situazione non le rende meno responsabili per le strategie genocide
perpetrate dalle strutture di potere del Nuovo Ordine Mondiale operanti
dal territorio nord-americano nei confronti del resto del pianeta, tramite
l'impiego e l'abuso della potenza militare ed economica degli Stati
Uniti.
E' facilmente intuibile che le cose debbano andare così: basta
considerare che per l'esercizio del Potere Reale sono necessarie una
serie di regole e condizioni, come ad esempio una continuità
operativa di diversi decenni per raggiungere degli scopi a lungo termine
e per portare avanti strategie a livello globale che coinvolgano i paesi
e le loro risorse. Tutto ciò richiede una progettazione a lungo
termine: venti, trenta o anche cinquant'anni.
Ironicamente le elite di potere che stanno dietro al Nuovo Ordine Mondiale
sanno benissimo che la minaccia più grande alla continuità
politica ed alla consistenza di queste strategie globali a lungo termine
è data dall'obbligo di dover sottostare ad un processo democratico
che impone ai propri leader un profilo pubblico, costringendoli (in
teoria) a prestare attenzione alla "voce del Popolo"
per ogni decisione, senza contare l'alternanza politica che tutti i
processi elettorali democratici comportano.
E' sicuramente molto meglio poter operare con la massima discrezione,
all'interno del CFR (che può essere definito un club di gentlemen)
dove uomini e donne potenti ed influenti possono essere funzionari,
direttori, presidenti per decenni senza dover rendere conto a nessuno
se non ai loro parigrado. In questo modo 4500 individui possono esercitare
un'incredibile influenza politica, economica, finanziaria e mediatica
su svariate centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Non c'è bisogno di dire che uno dei compiti principale dei monopoli
dei media globalizzati è di imporre una "correttezza
politica", normalmente espressa attraverso un "Sistema
Bi-Partitico" - Democratici e Repubblicani negli USA, Laburisti
e Conservatori nel Regno Unito, CDU e SPD in Germania, Radicali e Giustizialisti
in Argentina – in cui entrambe le fazioni non sono che mere variazioni
della stessa dottrina politica. Le stabili democrazie occidentali si
sono tutte conformate a ciò che, in pratica, può essere
definito, un Sistema Mono-Partitico con fazioni interne solo leggermente
contrastanti. Le persone pensano di avere la possibilità di "scegliere"
ma in realtà non c'è alcuna "opzione":
è come "scegliere" tra Coca-Cola e Pepsi-Cola,
non importa ciò che ti vogliono far credere, la verità
è che sono fondamentalmente la stessa cosa.
Stiamo descrivendo solo il nucleo di una autentica rete di persone potenti,
dobbiamo infatti considerare che il CFR è a sua volta supportato
da una miriade di organizzazioni simili sia all'interno che all'esterno
degli Stati Uniti.
Tutte queste organizzazione riuniscono le persone più intelligenti,
preparate, creative ed ambiziose nei più svariati settori e discipline;
vengono remunerati molto bene – economicamente e socialmente –
a patto che si allineino chiaramente e senza compromessi ai principali
obiettivi politici del CFR, vale a dire niente di meno che: la creazione
di un Governo Mondiale Privato, la sistematica erosione delle strutture
delle Nazioni-Stato sovrane (sebbene ovviamente non tutte allo stesso
modo, con la stessa velocità e allo stesso tempo), la standardizzazione
(verso il basso) dei valori culturali e delle norme sociali, la diffusione
di un sistema finanziario globalizzato basato su speculazione ed usura,
la gestione di un Sistema di Guerra Globale per mantenere la necessaria
coesione sociale delle masse per mezzo di una permanente persuasione
a schierarsi contro reali o presunti nemici della "democrazia",
"diritti umani", "libertà"
e "pace"; in poche parole, contro il "terrorismo".[6]
Dal 2003 abbiamo potuto constatare da vicino come le inesistenti "Armi
di Distruzione di Massa" irakene erano in realtà nulla
più di Armi di DISTRAZIONE di Massa, causando enorme sofferenza,
dolore, e privazioni a parecchi milioni di persone. Le invasioni di
Irak e Afghanistan sono solo due esempi del "bispensiero"
nella "Neolingua" (v. 1984, George Orwell) grazie
ai quali l'intero sistema si sviluppa vigorosamente.
Per capire meglio il mondo di oggi c'è bisogno di leggere e valutare
cosa il CFR, o meglio i suoi membri, dice e promuove; molte delle sue
attività non sono, per quanto discrete, completamente nascoste.
Qualsiasi persona che decida di visitare il quartier generale del CFR
a Park Avenue e a 68th Street a New York City può facilmente
ottenere qualsiasi tipo di informazione e persino una copia omaggio
del loro ultimo resoconto annuale che descrive le principali attività
dell'organizzazione e una lista dei 4.500 membri ordinata alfabeticamente
(io stess0 ci sono stat0 molte volte negli ultimi anni). Tutte le informazioni
riguardanti queste organizzazioni sono disponibili a chiunque le voglia
vedere. Sta poi a ciascuno di noi incrociare tutti i dati sui membri
del CFR con ciò che poi fanno nelle loro attività professionali,
aziendali, accademiche e governative.
Occorre anche guardare indietro alla storia moderna e valutare l'eccezionale
influenza che il CFR ha avuto per tutto il Ventesimo secolo, sia in
proprio che assieme ad altre organizzazioni affini. Ha dato il via oppure
influenzato ideologie, eventi pubblici, guerre, alleanze militari, crimini
politici, azioni di spionaggio, guerre psicologiche di massa, crisi
economiche e finanziarie, promozione e distruzione di personalità
politiche ed economiche, ed altri eventi chiave, alcuni dei quali ovviamente
non potranno mai essere ammessi e confessati. Eventi che, comunque,
hanno influenzato il corso della storia nei tempi moderni.
La tattica usata è quella di tenerci troppo occupati e renderci
spettatori incantati e passivi di fronte a questo vortice di eventi
che sconvolge il mondo ogni giorno, garantendo che a quasi nessuno venga
in mente di cercare altrove delle spiegazioni plausibili per le gravi
crisi di oggi. In questo modo riusciremmo ad identificare, non tanto
gli abominevoli risultati di queste azioni politiche, ma piuttosto i
reali ideatori, organizzatori ed i loro scopi.
Per far sì che questa gigantesca guerra psicologica di massa
(perché si tratta proprio di ciò) abbia successo, i mass
media hanno un ruolo vitale e che non deve essere sottovalutato, in
quanto essi sono gli strumenti il cui scopo è di minare e neutralizzare
il pensiero indipendente tra la popolazione del mondo. Questo è
il compito chiave dei mass media globali, come ad esempio CNN, CBS,
NBC, The New York Times, The Daily Telegraph, Le Figaró, FoxNews,
The Economist, The Wall Street Journal, Corriere della Sera, Le Monde,
Washington Post, Time, Newsweek, US News & World Report, Business
Week, Reuters e i loro corrispettivi nei diversi paesi. E tutti
questi sono controllati da persone appartenenti al CFR e/o a organizzazioni
affiliate, negli USA o altrove.
L'aspetto maggiormente negativo di questa situazione, tralasciando le
enormi tensioni, le guerre, la violenza e la distruzione create, è
che il Nuovo Ordine Mondiale non funziona assolutamente. Non puoi costruire
un impero mondiale basato esclusivamente su miliardi di dollari, bombardiere
B1, caccia F16, missili Tomahawk, CNN, il tutto coperto da volgari bugie
ed ipocrisia. Nel corso della storia, Roma, Francia, Spagna e anche
Gran Bretagna sapevano perfettamente che solo valori culturali profondi
possono consolidare un vero impero in grado di durare anche dopo la
fine del potere coloniale, com'è successo fino ai giorni recenti
in Sud America dove le influenze spagnole, portoghesi (e britanniche)
sono onnipresenti. Questi importantissimi fattori culturali sembrano
invece mancare del tutto negli Stati Uniti, tanto da essere descritti
dall'ex premier francese George Clemenceau come "quel complicato
processo politico e sociale che passa dalle barbarie alla civiltà
senza attraversare il necessario stadio di cultura…"
Implicazioni per l'Argentina e per la nostra Regione
In questo contesto possiamo affermare che i media locali in Argentina,
il nostro sistema educativo, ed i principali politici sono tendenzialmente
allineati al Nuovo Ordine Mondiale, indipendentemente dal fatto che
ne siano consci o meno. Sotto questo punto di vista il Sistema di Dominazione
ha tre obiettivi principali:
1. Nascondere all'opinione pubblica come funziona davvero il mondo,
sapendo che se non siamo in grado comprendere correttamente e diagnosticare
la fonte dei nostri problemi e delle nostre debolezze, difficilmente
riusciremo a trovare le soluzioni adatte. Siamo così fuorviati
a credere di essere in un periodo di "pace" quando invece
è più di mezzo secolo che è in corso una guerra
sul fronte politico, economico, finanziario, mediatico, educativo, tecnologico
e ambientale contro l'Argentina. Si tratto innanzitutto di una Guerra
Psicologica.
2. Per convincerci che, sebbene siamo in una situazione difficile,
"le cose miglioreranno" se sottoscriveremo un nuovo
"accordo" con i banchieri e gli speculatori internazionali,
se privatizzeremo altre attività statali, se riformeremo il nostro
governo federale o provinciale secondo il desiderio della Banca Mondiale,
se cambieremo la legislazione sociale ed educativa e se faremo tutto
il necessario affinché gli "investitori internazionali"
ci sorridano. La verità è che affermare di essere in una
"situazione difficile" è assurdo: l'Argentina
è un malato terminale e se non ci svegliamo, tra qualche anno
(al massimo una decina) cesseremo di essere una nazione unita.[7]
L'Argentina ha solo due opzioni: o accettiamo di convivere con i problemi
e le crisi attuali senza fare nulla per risolverli cercando solamente
di limitarne al meglio le conseguenze, oppure possiamo affrontarli e
cercare di fare qualcosa. Naturalmente la seconda opzione è più
complicata e carica di rischi. Negli ultimi 30 anni i nostri governi
hanno tutti scelto di convivere con questi problemi portandoci all'attuale
situazione.
3. Farci credere che, ci piaccia o no, non c'è nessuna possibilità
di fermare la "globalizzazione". La verità
invece è che ci sono innumerevoli azioni da intraprendere per
neutralizzare gli effetti avversi della globalizzazione ma tutte richiedono
il recupero delle istituzioni sovrane dello Stato-Nazione, in modo che
possano svolgere le loro fondamentali funzioni di:
- affrontare i conflitti che coinvolgono le diverse forze sociali interne
(vale a dire, promuovere il Bene Comune),
- prevedere le possibili minacce e opportunità, sia nazionali
che sovrannazionali (ad esempio, difendere gli Interessi Nazionali),
- guidare la Nazione in una politica orientata alla difesa dei propri
interessi nazionali (guidare il paese verso il proprio Destino).
Queste funzioni richiedono l'esistenza di una Nazione-Stato sovrana,
caratteristica che oggi l'Argentina non ha più. Siamo diventati
una colonia perciò dobbiamo prima di tutto promuovere un'autentica
Seconda Dichiarazione d'Indipendenza con lo scopo di fondare una Seconda
Repubblica Argentina. Le implicazioni e le aspirazioni di un atto così
rivoluzionario sarebbero davvero importanti per la nostra regione.[8]
Inoltre – anche se questo va oltre le intenzioni di questo breve
articolo – l'infrastruttura finanziaria globale è sull'orlo
di ciò che può essere descritto solo come un collasso
controllato su scala mondiale, una situazione che il CFR ha pianificato
con estrema attenzione, attraverso diversi progetti tra cui i cosiddetti
Progetto per le Vulnerabilità Finanziarie e la Nuova Architettura
Finanziaria Internazionale. Quando questo scenario diventerà
realtà ci saranno nuove e inimmaginabili opportunità per
l'Argentina e la nostra regione.
Man mano che prendiamo coscienza di questa realtà, anche la strada
che dobbiamo percorrere diventa sempre più chiara. A dire il
vero le cose non appaiono così complicate come pensavamo una
volta; fondamentalmente il segreto sta nel pensare con le nostre teste
e non con quelle dei nostri avversari, cominciare ad imporre e difendere
il nostro Interesse Nazionale (il che implica una personale conoscenza
dei fatti che avvengono nel mondo, gli interessi e le forze in gioco)
e prendere delle contromisure intelligenti che rispondano alle nostre
necessità, alle reali possibilità ed alle nostre paure.
Da questo punto di vista partiamo avvantaggiati poiché non siamo
costretti a "reinventare la ruota": il CFR ci può
fornire un tracciato brillante e vincente da cui prendere spunto in
diversi campi, dalla pianificazione in campo economico, finanziario,
politico e sociale, alla gestione del potere nazionale. Perché
non imparare da loro? Perché non formare nostri gruppi di lavoro
unendo simili interessi in ambito locale e regionale, con persone esperte
in diversi campi? Perché non iniziare a lavorare per promuovere
gli Interessi Nazionali dell'Argentina e dei suoi vicini, in modo da
recuperare la sovranità e auto-determinazione dei nostri popoli
in un modo più coerente senza curarsi di ciò che i grossi
poteri mondiali cercano di imporci?
Ma per agire in questo modo dobbiamo prima capire cosa è in realtà
la globalizzazione: una catena di minacce immensamente ampia che dobbiamo
cercare di evitare ed una serie di opportunità di cui approfittare.
Occorre essere in grado di comprendere, per ogni situazione che ha un
impatto potenziale sulle nostre vite, quali sono le nostre forze e debolezze
relative, per riuscire ad affrontare queste sfide in modo vincente;
se non oggi, sicuramente nel prossimo futuro. Tutto ciò richiede
progettualità a medio e a lungo termine, capacità di essere
sempre un passo avanti all'Avversario, guadagnare e mantenere un margine
di vantaggio sugli eventi prossimi.
Non c'è dubbio che un comportamento di questo tipo ci porterà
a ideare politiche adeguate ai nostri Interessi Nazionali che, in molte
occasioni, sicuramente non coincideranno con quelli dei grossi gruppi
di potere odierni. A questo scopo dovremo lavorare fianco a fianco con
nazioni ed organizzazioni in America Centrale e Meridionale, Africa,
Asia ed Europa, con cui condividiamo l'obiettivo comune di neutralizzare
gli effetti negativi del dominio imperiale globale. Significa che dovremo
fondare una Nuova Argentina. Abbiamo già molti degli strumenti
necessari a portata di mano: abbiamo milioni di compatrioti pronti ad
accettare la sfida se spieghiamo loro chiaramente e con forza qual è
la posta in gioco; e ce ne sono altri milioni al di là dei nostri
confini con cui lavorare per questa Causa comune.
In breve, occorre capire che in politica ci sono due tipi di persone:
i soggetti attivi nell'arena politica e chi invece si limita ad assistere
passivamente. Il Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign
Relations) è chiaramente un soggetto attivo nella vita politica
globale: non è ora di cominciare a fare lo stesso anche nel nostro
Paese?
NOTE:
[1] Warburg apparteneva ad una potente e prestigiosa famiglia di banchieri
tedeschi d'origine ebraica, strettamente collegata ai Rothschilds ed
agli Schiffs, ai proprietari della banca Kühn Loeb & Co.
con sede a New York, della quale Paul Warburg è stato collaboratore
assieme al fondatore del CFR, Otto Khan. Riguardo il modo in cui queste
strutture di potere globale operano da circa un secolo, è interessante
notare come, alla fine della Prima Guerra Mondiale, un Warburg (Paul)
sedeva al tavolo dei negoziati a Versailles dalla parte degli Alleati
mentre un altro Warburg (Max) rappresentava i Tedeschi sconfitti. Inoltre
Jakob Schiff, socio di Paul Warburg, aveva a sua volta finanziato i
giapponesi contro lo Zar russo nella guerra del 1905, dando il via alla
Rivoluzione Bolscevica… Curiosamente un altro socio di Kühn
Loeb & Co., N. Jivotovsky, fece sposare sua figlia Natasha
con tale Lev D. Bronstein, in seguito noto come Leon Trotzky, per mezzo
del quale vennero incanalati enormi finanziamenti per la Rivoluzione
Bolscevica del 1917…
[2] Kennan è morto recentemente all'età di 101 anni, operando
fino all'ultimo come consulente del CFR, ed è un simbolo della
continuità politica detenuta nell'ultimo mezzo secolo dai mediatori
del Potere Reale all'interno del CFR.
[3] W. Averell Harriman era socio in affari, tra gli altri, di Prescott
Bush, senatore repubblicano del Connecticut, padre dell'ex presidente
George Herbert Walker Bush e nonno dell'attuale presidente George W.
Bush.
[4] La cosiddetta "Regola della Non-Attibuzione"
all'interno della CFR proibisce assolutamente ai suoi membri di nominare
pubblicamente il CFR o divulgare argomenti discussi a porte chiuse nei
meeting privati.
[5] Il lettore troverà dettagliate informazioni nel libro dell'autore
"El Cerebro del Mundo: la cara oculta de la Globalización"
(Ediciones del Copista, Córdoba , Argentina , 4th Edition, 2003,
470 pagine.)
[6] Tra questi "nemici" dei "popoli liberi
in tutto il mondo" nei passati decenni possiamo citare il
Fascismo in Italia, il Nazionalsocialismo in Germania, l'Imperialismo
Giapponese, il Peronismo in Argentina, il Comunismo, la contaminazione
ambientale, il Terrorismo Globale, Saddam Hussein, Slobodan Milosevic,
il "Fondamentalismo" Islamico, l'Ayatollah Khomeini,
Muhamar-El-Kadafi, Fidel Castro, il Maoismo, il militarismo (a parte
quello statunitense), Iran, Siria e il cosiddetto "Antisemitismo".
Questi sono solo alcuni tra i tanti.
[7] Questa affermazione può sembrare un po' forte, ma alla velocità
con cui sta cambiando il mondo odierno, una previsione del genere potrebbe
risultare corretta per qualsiasi nazione. Pensate solo a cosa avrebbe
pensato l'opinione pubblica 18 anni fa (all'inizio del 1989) se qualcuno
avesse affermato che solo 3 anni più tardi (entro il 1992) sarebbero
accaduti i seguenti fatti: la caduta del Muro di Berlino, la riunificazione
della Germania, il collasso dell'URSS con la creazione di 15 repubbliche
indipendenti e l'abbandono del Marxismo in favore del Capitalismo. All'epoca
un annuncio del genere sarebbe stato considerato completamente irrealistico,
se non del tutto idiota… questo è esattamente ciò
che è accaduto, e dovrebbe farci riflettere. L'articolo in prima
pagina sul New York Times del 27 agosto 2002 intitolato "Secessione
della Patagonia come mezzo per pagare il Debito Estero dell'Argentina"
ci sta suggerendo qualcosa…
[8] L'autore dell'articolo ha già scritto in molte altre occasioni
della necessità di fondare una Seconda Repubblica Argentina come
unica soluzione per l'Argentina e gli stati vicini, in modo da recuperare
il diritto all'autodeterminazione per tutta la regione Sudamericana.
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KISSINGER
SI UNISCE AI NEO-CON |
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Henry Kissinger, il macellaio della Cambogia, colui che ha firmato il
certificato di morte di migliaia di Cileni e di Indonesiani, che ha supervisionato
da vicino il massacro di innumerevoli Vietnamiti e che ha strizzato l'occhio
a Pol Pot, ha accordato i suoi favori a Bush e ai neocon.
"
L'anziano segretario di stato H. Kissinger, icona conservatrice
che continua a intercettare l'attenzione della Casa Bianca, appoggia le
manovre del pres. Bush in Iraq e dichiara che abbandonare la nazione dilaniata
dalla guerra é attualmente impossibile" scrive Mke Sheehan
per Raw Story. In un commento sullo Herald Tribune, il vecchio malthusiano*
- che suonerebbe meglio di "
anziano statista" - tesse
l'elogio della audace decisione di Bush circa l'invio di altri 20.000
soldati in Iraq, fornendoci le prove che neo-con e neo-liberal tradizionali
sono sulla stessa lunghezza d'onda, quando si tratta di massacrare arabi
e mussulmani.
Se Kissinger é un'icona conservatrice, allora il Cow Boy Bebop,
il personaggio animato di Shinichiro Watanabe, é un vero bounty-hunter.
Più precisamente é un neo-liberal tradizionale e collaboratore
criminale con David Rockfeller, che si é avvicinato ai gusti del
defunto principe Bernardo d'olanda, membro delle SS, del principe Filippo,
che nei suoi sogni maltusiani più deliranti voleva tornare sotto
forma di virus per sterminare milioni di esseri umani, e di diversi membri
del Bildelberg, del consiglio per le relazioni estere della Pilgrim Society,
della Commissione Trilaterale e dell'infame Tavola Rotonda Britannica;
gente che ha lavorato per decenni a favore di un ordine mondiale che renda
il pianeta un gulag, una coltivazione di schiavi.
"
Kissinger asserisce che la guerra in Iraq faccia parte di un
più grande conflitto, l'assalto contro l'ordine internazionale
condotto dai gruppi radicali delle due sette islamiche* e, in particolare
contro gli Usa. Egli insiste che, a dispetto del pubblico disincanto sulla
guerra in Iraq, nelle presenti condizioni, il ritiro non é un'opzione".
Sheehan continua: "
egli chiama America la componente indispensabile
per ogni tentativo di stabilire un nuovo ordine mondiale".
Naturalmente, per Kissinger e l'élite mondiale, gli Usa sono la
componente indispensabile per ogni nuovo ordine mondiale, o piuttosto
i soldati Usa "
gli stupidi animali..." sono la componente
"
indispensabile" o più precisamente gli elementi
eliminabili (secondo B. Woodward e K. Bernstein*, Kissinger ha ripreso
l'espressione "
stupidi animali" da A. Haig). Kissinger,
come tutti i neocon, non ha alcun rispetto per la popolazione statunitense,
al di là della sua utilità come carne da cannone o come
vacca da mungere, e dunque non si preoccupa della crescente opposizione
della popolazione Usa alla guerra e all'occupazione dell'Iraq.
La frase di Kissinger sull'attacco all'ordine internazionale condotto
da gruppi radicali di entrambe le sette islamiche, in pratica tutto l'Islam,
é la prova che neo-con e neo-liberal parlano la stessa lingua quando
si tratta di usare il terrorismo di stato non solo per smantellare le
società islamiche, ma anche per imporre l'ordine neoliberale, con
l'obiettivo di mantenere il controllo delle ricchezze mondiali. Tale ordine,
nella vulgata corrente, é chiamato "
libero scambio"
o "
privatizzazione", effettuati sotto la minaccia delle
armi.
Alla fine dell'articolo, come un'indicazione, si precisa che tale "
smantellamento"
(criminale) supportato dallo stesso Kissinger e dai neocon, che include
l'assassinio di centinaia di migliaia di persone, "non deve coinvolgere
gli Usa per periodi troppo lunghi", poiché tale miserabile
processo, lungamente pianificato dai neo-con e dai loro collaboratori
israeliani, deve essere lasciato libero di svilupparsi da solo (in guerra
civile), "livellando così il terreno di gioco" a beneficio
dei neo-liberal, che vi si precipiteranno per raccogliere i cocci, ovvero
il petrolio e le altre preziose e redditizie ricchezze naturali.
Note del traduttore:
* Robert Malthus, 1766-1834, pastore ed economista inglese, le cui teorie
economiche, molto in voga nel XVIII e XIX secolo, vertevano principalmente
sul rapporto tra ricchezza delle nazioni e popolazione.
** Sciiti e Sunniti
*** Woodward e Bernstein sono i giornalisti autori dell'inchiesta sullo
scandalo Watergate. Sulla scia dello scalpore e dello sdegno suscitato
negli Usa da tale inchiesta giornalistica, il presidente Nixon si dimise.
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Verso
il bio-genocidio |
Maurizio Blondet
22/12/2006 |
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Bush resta Bush. Come ha messo in chiaro nella sua ultima conferenza stampa
il 20 dicembre, gli inviti al realismo del rapporto Baker sono per lui
carta straccia. Manderà più truppe in Iraq, perché
possano «
finire il lavoro». La vittoria «
è
ancora possibile». Lui, succeda quel che succeda, resta fisso
al programma contenuto nel documento National Security Strategy, che ha
promulgato nel marzo 2006: «
Assicurare un Iraq democratico,
un nuovo alleato nella guerra al terrore». I neocon ebraici
lo applaudono: Bush è un «
idealista», come
loro del resto. D’accordo. Ma serve allo scopo idealistico (la «
guerra
al terrorismo globale» la «
democrazia in Medio Oriente»)
il programma clandestino di armi biologiche che Bush ha avviato, e per
cui ha impegnato capitali pubblici superiori ai 2 miliardi di dollari
che furono spesi per il progetto Manhattan, diretto da Robert Oppenheimer,
che portò alla bomba atomica?
L’accusa viene da Francis Boyle. (1) Che non è uno qualunque:
in quanto docente di diritto internazionale, è l’estensore
della Legge antiterrorismo contro l’armamento biologico approvata
dal Congresso, nel 1989. E’ quella legge che Bush sta violando,
dice Boyle: il Pentagono «
sta attrezzandosi per combattere e
vincere una guerra biologica», a ciò istruito da due
direttive strategiche emanate dalla Casa Bianca nel 2002, «
sottratte
alla coscienza e all’esame pubblico».
Nel 2003 il Pentagono ha rivisto il suo vecchio Chemical and Biological
Defense Program (CBW) per tradurre in realtà le due direttive segrete.
Nella nuova versione, il CBW «
è stato modificato in modo
da permettere l’uso offensivo di armi chimiche e biologiche».
Lo scopo non è la difesa contro un ipotetico attacco biologico
da parte di un fantastico avversario, ma l’uso preventivo di questo
tipo di armi. «
First use», è il termine previsto
dal CBW: ossia non come risposta ad un attacco. Il primo stanziamento
per il 2001-2004 è stato di 14,5 miliardi di dollari, una somma
colossale presentata come «
lavori preparatori a scopo civile
attinenti alla guerra biologica» (sic). Altri 6,5 miliardi
sono stati destinati ad un «
Project Bio-Shield»,
in base al quale il dipartimento
Homeland Security (la sicurezza
interna sta accumulando decine di milioni di dosi di vaccini e farmaci
contro l’antrace, il vaiolo ed altre malattie da agenti biologici.
E anche questo non è il programma «
civile»
che sembra, nota Boyle; perché la vaccinazione e protezione preventiva
della propria popolazione «
è una fondamentale necessità
per scatenare [per primi] un’efficace guerra biologica»).
Il Congresso ha approvato il 12 dicembre scorso un atto legislativo per
«
riavviare il programma Bio-Shield, che ha subìto dei
ritardi operativi». Quando Bush lo controfirmerà, dopo
Natale, ai fondi già stanziati sarà aggiunto un miliardo
di dollari destinati «al settore privato» per ricerche «
più
rapide» nel campo. Anche l’industria bio-tecnologica
americana diventa così un’industria integralmente bellica.
Sono oltre 300 le istituzioni scientifiche, con 12 mila addetti, che lavorano
con germi patogeni adatti per la guerra biologica.
Richard Ebright, biologo molecolare alla
Rutgers University,
ha scoperto nelle statistiche del National Institute of Health che i finanziamenti
ad istituti dediti alla ricerca su malattie infettive con potenziale applicazione
bellica sono passati, dai 33 del 1995-2000, agli attuali 497. Un vero
Progetto Manhattan per la super-arma batteriologica, disperso
tra numerosi laboratori privati e nascosto nelle pieghe dei bilanci anche
sanitari. Con entusiasmo, partecipano al programma i laboratori dediti
all’ingegneria genetica e alle manipolazioni del DNA, ripromettendosi
lucrosi brevetti finanziati dal pubblico denaro.
«
La crescita dei programmi bio-terroristici è tra l’altro
un significativo pericolo per la nostra stessa popolazione, per non parlare
del danno nelle relazioni internazionali», ha scritto Jonathan
King, docente di biologia molecolare al MIT. «
Né ha senso
etichettare questi programmi come ‘difensivi’, perché
nella guerra betteriologica, difensivo ed offensivo si equivalgono».
Il governo federale ha già brevettato un proiettile d’artiglieria
bio-bellico a lunga gittata nel 2003; ciò in violazione della legge
stilata da Boyle e approvata dal Congresso, e dei trattati internazionali
sulla limitazione di questo tipo di armi sottoscritti dagli Stati Uniti.
Boyle prevede che tale violazione avrà una risposta da parte degli
altri Stati potenziali bersagli della guerra segreta biologica di Bush:
con la conseguenza di una corsa agli armamenti biologici e della vanificazione
dei trattati internazionali. Ovviamente, le armi biologiche non servono
alla «
guerra contro il terrorismo globale», essendo
improbabile che si possa infettare di antrace e colera «
l’imprendibile
Al Qaeda». Servono invece benissimo a sterminare popolazioni
intere. Al genocidio. Forse bisognerà ricordare che il genocidio
è contemplato nella dottrina imperiale amerricana. Il suggerimento
è racchiuso in un vecchio «
National Security Memorandum»
(NSSM-200) che Henry Kissinger commissionò quando era consigliere
per la sicurezza nazionale di Nixon. Datato 24 aprile 1974, il documento
si intitola «
Implicazioni della crescita della popolazione mondiale
per la sicurezza nazionale e gli interessi degli USA all’estero».
Eccone alcuni paragrafi(2):
19. «
Le conseguenze politiche dei fattori demografici attuali
nei Paesi meno sviluppati ... sono controproducenti per la stabilità
interna e i rapporti internazionali di quei Paesi che gli USA hanno interesse
a veder avanzare, creando così problemi politici o persino di sicurezza
nazionale per gli USA. In senso generale si corre un rischio capitale
di danni gravi ai sistemi economico, politico ed economico mondiali e,
compromettendo questi sistemi, ai nostri valori umanitari».
29. « ...
Questo richiede che l’attuale tasso di crescita
[demografica] del 2 % scenda all’1,7 % in un decennio e all’1,1
% nel 2000. In rapporto alla proiezione media dell’ONU questo comporta
500 milioni di persone in meno nel 2000 e 3 miliardi in meno nel 2050.
Per raggiungere questi obiettivi occorrono programmi demografici molto
più ampi. Una base per definire i traguardi del controllo demografico
nazionale, per arrivare a questi traguardi mondiali, è contenuta
nel Word Population Plan of Action».
30. «
Il Word Population Plan of Action non ha facoltà
impositiva e richiede perciò gli sforzi vigorosi dei Paesi interessati,
gli organi dell’ONU ed altri organismi internazionali affinché
trovi esecuzione. La leadership degli Stati Uniti è essenziale».
Con mellifluo gergo burocratico, Kissinger raccomanda «
sforzi
vigorosi» per avere «
tre miliardi di uomini in meno
nel 2050».
Questa dottrina, benchè ispirata più dalle esigenze dei
banchieri della Trilaterale che dei neocon attuali, non è mai stata
ripudiata. Anzi oggi ci pare che conosca qualche «
vigorosa»
accelerazione. Di cui il caso Welby può essere un esempio preclaro:
ucciso per sua volontà sotto Natale - mi fa notare l’amico
Montella di Pisa - sì da trasformare la festa della Natività
nella festa della Morte, il «
caso pietoso» viene
agitato in modo incredibilmente esteso da tutte le radio, in tutti questi
giorni, come base per strappare la legalizzazione dell’eutanasia.
I giornali tacciono per sciopero; ma i giornali americani hanno il caso
Welby in prima pagina. Coincidenza singolare, la rassegna stampa nella
settimana-Welby è stata affidata al ben noto americanista, radicale
e neocon Massimo Teodori. Un’accorta regia che pare meno di «
sinistra»
che massonica. Pare di vedere, qui, il finale abbraccio tra «idealisti»
alla Bush e suoi neocon e «
realisti» alla Baker e
Kissinger: divisi sui metodi, ma conciliati nella comune volontà
di genocidio, con un mezzo o con l’altro, più o meno vigoroso.
Collaboratori volonterosi di Colui che fu chiamato «
Omicida
fin dalll’inizio». E Kissinger è ora anche consigliere
del Vaticano. Buon consigliere, non c'è dubbio. Realista.
Note
1) Sherwood Ross, «Developing illegal bioterror weapons
for offensive use», Truthout.org, 20 dicembre 2006.
2) Solidarietà, anno X
numero 2, luglio 2002;
Nelle foto che vedete quì a fianco, un gruppo di sacerdoti incappucciati,
vestiti di rosso, si appresta a bruciare una vittima davanti alla statua
di un gufo, alta 15 metri.
La vittima viene portata legata su una barca, mentre gli altoparlanti
fanno sentire ai partecipanti le sue vane richieste di pietà. Il
gran sacerdote dà fuoco a una pira, su cui viene trascinata la
vittima, mentre gli altoparlanti trasmettono strazianti urli di dolore.
Il luogo del rito, il Bohemian Grove, è un bosco di difficile accesso,
in California, per la precisione un sito sacro rubato agli indiani Pomo
e che oggi appartiene a un'organizzazione chiamata
Bohemian Club.
Il rito, a cui sono ammessi solo maschi, è contornato da bevute
sfrenate, orge omo ed eterosessuali (gli alloggi per le prostitute femmine
si trovano all'esterno, ma vicino al luogo della cerimonia) e gare falliche
tra uomini per urinare sugli alberi.
Precisiamo che la vittima è uno scheletro nero di legno, vestito
da donna. Ma non si tratta di un film dell'orrore, come si capisce dalla
pessima qualità delle immagini rubate illegalmente.
Infatti il rituale si ripete ogni anno, in segreto, da circa un secolo.
E poi, tra il pubblico (composto da circa 2.500 persone) troviamo alcuni
dei personaggi più potenti del mondo, appartenenti all'elite politico-mediatico-imprenditoriale:
in massima parte, si entra a poter far parte del club per diritto ereditario.
Stiamo parlando di gente come George Bush (padre), l'attuale vicepresidente
Dick Cheney, Bill Clinton, il presidente della Chevron/Texaco, Jimmy Carter,
Colin Powell, Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, James Baker, l'ex-direttore
della CIA James Woolsey, David Rockefeller, il presidente della CNN ,
Bono degli U2, il presidente dell'IBM, il presidente della Bechtel Corporation
(che assieme alla Halliburton di Cheney ha avuto gli appalti più
importanti dell'Iraq), il giudice della corte suprema Clarence Thomas,
il direttore di Time Warner, nonché l'attore pornografico gay Chad
Savage.
Per due settimane ogni anno - e non è poco per chi per definizione
non ha tempo da perdere - i partecipanti vivono in villaggi separati di
bungalow, dai nomi pittoreschi.
Questa storia può essere letta in diversi modi.
C'è innanzitutto il punto di vista evangelico, chiamato con disprezzo
"
complottista". Il sacrificio che i potenti compiono
sarebbe un vero sacrificio, che indicherebbe la loro adesione a un culto
antico e idolatrico, risalente ai sacrifici umani denunciati dalla Bibbia.
Trovo molte cose positive, e una negativa, in questo punto di vista.
Tra le cose positive, questo punto di vista aiuta le persone dell'America
profonda, che lavorano dodici ore al giorno per pochi soldi, a capire
la natura realmente satanica, secondo qualunque criterio, del dominio.
“
Il nostro combattimento infatti non è contro sangue
e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori
di questo mondo di tenebre.” (Efesini 6:12)
C'è sempre un motore religioso e messianico dietro ogni rivolta,
da quella degli anabattisti di Munster a quella dei contadini russi del
1917. E solo un simile motore ha potuto spingere un giornalista donchisciottesco
e apocalittico come Alex Jones a violare il segreto del Bohemian Grove,
e a scattare, tra l'altro, la foto che vediamo qui [1].
Fa poi piacere vedere queste armi di mobilitazione di massa rivolte contro
chi, negli Stati Uniti, le adopera ogni giorno a sostegno di Israele in
nome del cristianosionismo.
Il problema è che la tesi di Alex Jones non è vera (ma i
fatti da lui denunciati, sì): anche per credere nel male, ci vorrebbe
un idealismo che manca del tutto ai politici, mediatici e imprenditori
che fanno parte del Bohemian Club.
C'è poi l'imbarazzata giustificazione ufficiale, che viene fuori
solo dopo che i complottisti evangelici hanno svelato quello che succede.
A parte aver deciso a suo tempo di produrre la bomba atomica, dicono gli
apologeti, non si è mai fatto nulla di politicamente importante
durante le riunioni a Bohemian Grove.
Il rito, poi, sarebbe una goliardata, e ciò che si sacrifica al
Gufo sarebbe semplicemente un oggetto che impersona "
Care"
- i problemi, le preoccupazioni, i pensieri che assillano sempre i potenti.
Probabilmente hanno ragione, ma non un motivo sufficiente per ridicolizzare
gli evangelici.
Infatti, il vero problema è un altro. Riti grotteschi tra bande
di maschi che si ritengono degli eletti sono una costante della storia
umana, dai tempi dei pirati dalmati a quelli della camorra napoletana,
passando per le triadi cinesi. Diciamo tra parentesi che "
grottesco"
e "
segreto" costituiscono una coppia inscindibile:
siamo obbligati a non svelare il segreto anche perché, se no, tutti
ci riderebbero dietro.
In questi casi, l'omosessualità, più o meno palese, gioca
spesso un ruolo importante, che non ha nulla a che fare con la questione
dei diritti delle persone omosessuali: tra i frequentatori del
Bohemian
Grove (come tra certi parà che sono andati a Nassiriya, ma
non disdegnano, ci dicono, di frequentare la Mucca Assassina di Roma)
si trovano ben pochi sostenitori dei diritti civili.
Anche se in contesti di ben diversa dignità, questi temi sono stati
trattati dal viaggiatore arabo Ibn Fadlân durante la sua permanenza
tra i vichinghi, e mille anni dopo, dal regista tedesco Volker Schlöndorff
nel film Colpo di grazia.
Nei rituali maschili, l'esclusione delle donne, la convivenza, l'obbligo
di preservare un segreto, la trasgressione - spesso sessuale e/o alcolica
- sono strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli uniti al di
sopra ogni altro legame o morale, e, due, che insieme possiamo fare quello
che ci pare al resto dell'umanità.
Il militare, il politico e l'uomo d'affari stanno dicendo che il legame
che li vincola tra di loro è infinitamente più forte del
legame che li vincola alla truppa, agli elettori o ai consumatori.
Nota:
[1] Alex Jones
denuncia quotidianamente improbabili complotti degli Illuminati di Baviera,
agitando la Bibbia. Ma davanti a 14 milioni di fedeli radioascoltatori,
denuncia anche le guerre imperiali, il connubio politico-economico-militare,
gli orrori di Guantánamo e Abu Ghraib, la mistificazione del
terrorismo, la strumentalizzazione del cristianesimo, l'abolizione dello
stato di diritto, e lo fa rivolgendosi a persone che non presterebbero
mai ascolto a un Chomsky. God bless Alex Jones.
Può uccidere da qualsiasi
distanza ma non lo vedrete mai colpire
- T Bone Burnett
Per molto tempo ho ignorato la vicenda di Diana, secondo lo stesso
principio solipsistico in base al quale Noam Chomsky ignora quella di
John Kennedy: non era importante per me. (A proposito dei giudizi di
Chomsky sulla morte di Kennedy e King, John Judge afferma "se
sia stata un semplice caso o meno dipende solamente da quanto vi era
simpatico il tipo"). La penso ancora allo stesso modo, ma
inconsistenza e gravità sono ingannevoli, perché la sua
vita, e forse la sua morte, non avevano più importanza per lei
di quanto il mio giudizio su entrambe lo abbia per me.
Se c'è qualcosa di vero al di là del semplice noto fatto
che Dodi Fayed era il nipote di Adnan Khashoggi, allora la tardiva ammissione
che il servizio segreto statunitense "stava registrando le
telefonate della principessa nelle ore che ne hanno preceduto la morte"
indica senza ombra di dubbio che la sua esistenza interessava persone
che a loro volta ci interessano. È il tipo d'informazione che
viene di solito trattata da una stampa apatica come una notizia "che
servirà solo a dare nuovi argomenti alle teorie della cospirazione",
senza affrontare nemmeno frettolosamente le domande che i nuovi fatti
fanno nascere, ad esempio sul perché gli americani stessero spiando
Diana o su quanto a lungo lo avessero fatto prima del fatale incidente,
e se è plausibile che procedessero senza l'aiuto o il tacito
consenso dell'MI6.
A volte potete intuire la cospirazione dall'elevato livello di disinformazione
che circonda un avvenimento, inclusi numero e qualità delle "talpe"
impazienti di farsi conoscere, spifferare tutto e intorbidare le acque.
Ad esempio, secondo Richard Tomlinson, ex ufficiale dell'MI6, l'autista
Henri Paul e il fotografo James Andanson (la cui Fiat bianca avrebbe
presumibilmente urtato l'auto di Diana prima di perdere il controllo)
erano entrambi usati dalla sua agenzia per spiare la celebre coppia.
(Paul naturalmente morì nell'incidente e tre anni dopo Andanson
fu trovato morto nei boschi, apparentemente suicida). Oswald LeWinter,
ex agente della CIA, cercò di vendere a Mohammed Al Fayed documenti,
spacciati come rubati, che confermavano a lettere cubitali un supposto
complotto omicida della DIA-MI6. Potrebbe anche esser vero, ma piazzare
una verità nel bel mezzo di una menzogna è il miglior
mezzo per toglierle credibilità. (A proposito di LeWinter, Mark
Zaid, avvocato di Al Fayed, dichiarò sei anni orsono alla CNN
"è stato colui che ha diffuso un mucchio di quella che
è stata considerata disinformazione sulla [October Surprise].
È venuto alla ribalta con le sue affermazioni sull'omicidio del
primo ministro svedese Olof Palme, è tornato alla ribalta con
le sue affermazioni sull'esplosione del volo PanAm 103, e adesso torna
di nuovo alla ribalta con la sua più recente attività.
È proprio l'uomo dei misteri").
Un altro uomo e un altro mistero, anche se forse nella stessa cospirazione,
è George Smith:
Ho perso il lavoro, la casa, mia moglie e i figli perché
gli avvenimenti mi hanno superato... Oggi mi sento di nuovo in grande
tensione perché stanno organizzando una campagna a mio danno.
L'establishment è veramente potente e privilegiato, e dispone
di fondi illimitati per pagare avvocati che mi impediscono di dire la
verità.
Ex soldato, cameriere e valletto reale, Smith ha dichiarato di essere
stato violentato da Michael Fawcett, stretto collaboratore del principe
Carlo (secondo Smith, Fawcett e Carlo erano amanti). Diana interrogò
Smith e registrò le sue dichiarazioni anni prima che diventassero
pubbliche – come poi è accaduto – anche se poi la
sorte del nastro registrato "divenne argomento estremamente controverso"
fino alla sua morte. In un divertente tentativo di autoindagine, lo
staff del principe svolse un'indagine su Smith, giunse alla conclusione
che le sue richieste non avevano fondamento, e l'obbligò a dimettersi.
E adesso, meno di due anni dopo la vicenda, Smith è morto di
un "male sconosciuto".
La stessa Diana è morta tre anni dopo aver scritto una lettera
al sue ex maggiordomo Paul Burrell, nella quale affermava "questa
particolare fase della mia vita è la più pericolosa. Mio
marito sta progettando un 'incidente' d'auto, con rottura dei freni
e gravi ferite alla testa" (alcune settimane prima dell'incidente
mortale, la Mercedes era stata rubata dal garage dell'hotel Ritz. "La
polizia aveva ritrovato l'auto ma aveva scoperto che la strumentazione
era stata manomessa", afferma Kenn Thomas in The Octopus.
La limousine era stata poi ricondizionata. Il documento probabilmente
fuorviante di LeWinter lo ricorda, e afferma che l'auto venne "modificata
per rispondere a impulsi radio esterni").
Lord Stevens ha "ricevuto l'assicurazione" che i
39 documenti secretati che riportano in dettaglio le ultime conversazioni
di Diana “non rivelano niente di sinistro e non contengono
materiale che potrebbe aiutare a spiegarne la morte". Per
dirlo in un altro modo, quelli che hanno spiato illegalmente Diana hanno
dato la loro parola d'onore che non c'è niente di sospetto nei
nastri che si sono rifiutati di mettere a disposizione, e una tale assurdità
sembra soddisfacente agli occhi del responsabile dell'"esauriente"
inchiesta condotta da Scotland Yard.
La celebrità può accecarci, specialmente se a bellezza
e gioventù si aggiungono una enorme ricchezza e il potere generazionale
(Il circolo di androgine ricche e senza problemi di Paris Hilton è
sufficiente a far diventare famose le "schiave del sesso elitarie
controllate mentalmente”). Che Diana e Dodi non significhino
niente per me vuol dire solo che non avevo ragioni particolari per volerli
morti. Non posso parlare anche a nome degli altri.