I BURATTINAI DEL MONDO: LA FACCIA NASCOSTA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Adrian Sambuchi El Traductor Radial - Through The Looking Glass No. 3 02.12.2006
Traduzione per Comedonchisciotte a cura di Andrea Gusmeroli
Adrian Salbuchi è ricercatore, scrittore e relatore; è conduttore del talk show El Traductor Radial a Buenos Aires e fondatore del Movimento per la Seconda Repubblica Argentina ("Moviemiento por la Segunda Republica Argentina. E' l'autore di "El Cerebro Del Mundo: la cara oculta de la Globalizacion" e "Bienvenidos a la Jungla: Dominio y Supervivencia en el Nuevo Orden Mundial".
Un'opinione dall'Argentina
"Coloro che non imparano dagli errori del passato sono condannati a riviverli" -- George Santayana
Nella situazione attuale, la Globalizzazione può essere definita un'ideologia che identifica le Nazioni-Stato sovrane come il nemico numero uno, principalmente poiché la funzione più importante dello Stato è (o dovrebbe essere) garantire la priorità degli interessi dei Molti – vale a dire, "il Popolo" – sugli interessi dei Pochi. Di conseguenza le forze globalizzatrici cercano di indebolire, dissolvere ed eventualmente distruggere le fondamenta principali della Nazione-Stato che la rendono essenzialmente un'istituzione sociale, per poi rimpiazzarle a livello mondiale con delle strutture sovrannazionali che si occupano di gestire la sfera sociale, politica, economica, finanziaria e militare. Tali strutture collimano in tutto e per tutto con gli obiettivi politici e gli interessi economici di pochi gruppi ed organizzazioni altamente concentrate e potenti che, attualmente, guidano il processo di globalizzazione in una direzione ben precisa.
Questi gruppi di potere sono costituiti da interessi privati che sono riusciti ad ottenere un qualcosa senza precedenti nella storia dell'umanità: un qualcosa che potremmo descrivere come privatizzazione del potere su scala globale.
A dire il vero la parola "Globalizzazione" non è altro che un eufemismo usato per descrivere ciò che ex presidenti statunitensi come Woodrow Wilson, Franklin D. Roosevelt, Harry S. Truman e George H.W. Bush – in periodi diversi della storia moderna – definivano come "Nuovo Ordine Mondiale".
"Un Nuovo Ordine Mondiale!" Quando il presidente George Bush senior usò imperturbabilmente quel termine in un discorso fatto l'11 settembre 1991, l'Establishment si mosse per evitare il ripetersi di tale situazione e coniò una nuova idea, dall'aspetto più neutro ed inoffensivo: "Globalizzazione", che, nonostante tutto, mantiene ancora oggi un unico significato: Imperialismo anglo-israelo-americano a livello planetario.
O per lo meno questo è il modo in cui oggi, in Argentina e nella nostra regione, sempre più persone vedono le cose.

Chi sono loro? Cosa vogliono?
Il processo appena descritto non è per nulla anonimo né tantomeno segreto; infatti i gruppi di potere che promuovono e guidano il Nuovo Ordine Mondiale lo stanno facendo alla luce del sole: corporation multinazionali (ad esempio le 500 elencate da Fortune Global che controllano l'80% delle attività economiche statunitensi), l'infrastruttura finanziaria globale (banche, fondi d'investimento, borse, operatori dei mercati delle materie prime), i monopoli dei media, la principali Università della Ivy League, le organizzazioni multilaterali internazionali (ad esempio, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l'Inter-American Development Bank, la Banca per i Regolamenti Internazionali, le Nazioni Unite, e la World Trade Organization) e soprattutto le persone che occupano i posti governativi chiave negli USA, in Israele, nel Regno Unito e nelle altre nazioni industrializzate. Senza alcun dubbio non ci troviamo di fronte a un qualcosa che può essere semplicemente etichettato come "teoria cospiratoria".
Ciò che percepiamo sono gli annessi e i connessi della logica con cui il Potere è stato costruito e viene gestito; non è invece immediatamente visibile il fatto che tutti questi attori della "Ruota del Potere Globale" hanno una cosa in comune: i loro manager, finanzieri, banchieri, funzionari, accademici, strateghi e portatori di interessi appartengono tutti alla stessa rete ingarbugliata di organizzazioni e lobby, una rete che manovra le leve del potere mondiale sull'attuale strada verso la distruzione.
Il ruolo di alcuni tra questi gruppi chiave, che a dire il vero dovrebbero essere definiti centri di pianificazione geopolitica, è di vitale importanza: Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, CFR), Commissione Trilaterale (Trilateral Commission, TC), Istituto Reale degli Affari Internazionali (Royal Institute of International Affaire, RIIA), Brooking Institution, RAND Corporation, American Enterprise Institute (AEI), American Israeli Political Action Committee, AIPAC e il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (Center for Strategic & International Studies, CSIS).

Una prospettiva storica
Per riuscire a comprendere il mondo di oggi occorre voltarsi ad osservare il mondo di ieri e analizzare come si è giunti all'attuale situazione. Era il 1919 quando un piccolo gruppo di influenti banchieri, avvocati, politici e accademici, impegnati nei negoziati di pace a Parigi tra gli Alleati e le nazioni sconfitte nella Prima Guerra Mondiale, si incontrarono all'Hotel Majestic e raggiunsero un accordo eccezionale: decisero di creare una rete di "think tanks", una sorta di club o loggia esclusiva, grazie alla quale avrebbero disegnato il tipo di "Nuovo Ordine Mondiale" adatto per soddisfare gli obiettivi e gli interessi imperialisti globali dell'Alleanza Anglo-Statunitense.
A Londra questa organizzazione assunse il nome di Istituto Reale degli Affari Internazionali (Royal Institute of International Affaire, RIIA) mentre negli USA era conosciuta come Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, CFR) con sede a New York City. Entrambe avevano come inequivocabile marchio di fabbrica la strategia di voler imporre gradualmente un ordine politico socialista (apparentemente "democratico" ma in realtà sempre più autoritario) come strumento di controllo della popolazione. All'epoca questo progetto era promosso da coperture massoniche quali la Fabian Society, finanziata dal Gruppo della Tavola Rotonda (Round Table Group) creata, controllata e foraggiata dal magnate sudafricano Cecil Rhodes, dalla dinastia finanziaria dei Rothschilds, da diverse Logge Massoniche britanniche nonché dalla Corona.
Inizialmente Council of Foreign Relations (CFR) ottenne sostegno dalle più influenti, ricche e potenti famiglie degli Stati Uniti: ad esempio i Rockfeller, Mellon, Harriman, Morgan, Schiff, Kahn, Warburg, Loeb e Carnegie (in particolar modo i Carnegie crearono una loro organizzazione nel 1910: the Carnagie Endowment for International Peace).
Una delle prime misure adottate da Council of Foreign Relations (d'ora in poi indicato con la sigla CFR) per manifestare ed estendere la propria influenza sulle diverse elite fu la pubblicazione di un giornale che rimane tuttora, a livello mondiale, la migliore cassa di risonanza per la geopolitica e la scienza politica: Foreign Affairs. Tra i primi direttori del CFR c'era Allan Welsh Dulles, una figura chiave dell'intelligence statunitense che avrebbe poi consolidato la struttura investigativa della CIA per giungere infine all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza (NSA), il giornalista Walter Lippmann, direttore e fondatore di The New Republic, un'armata di avvocati della multinazionale J.P. Morgan e i banchieri Otto H. Kahn e Paul Moritz Warburg[1], un emigrato tedesco benestante sbarcato negli States che ideò e promosse nel 1913 un progetto di legge alla base della creazione della Federal Reserve Bank, la banca centrale statunitense (essenzialmente privata) che da allora controlla la struttura finanziaria del nord America (e, di conseguenza, quella di buona parte del mondo). Nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Federal Reserve Bank venne integrata dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, entrambe ideate, progettate e poi controllate da responsabili del CFR alla conferenza di Bretton Woods nel 1944.
Un altro membro nonché direttore del CFR fu Isaiah Bowman, geografo e presidente dell'American Geographical Society, leader del gruppo di esperti che, nel 1919, ridisegnarono la cartina dell'Europa Centrale dopo la Grande Guerra causando i seri disordini che avrebbero poi scatenato la Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Furono due legali del CFR, Owen D. Young (presidente di General Electric) e Charles Dawes (importante avvocato di J.P. Morgan Bank), a ideare e promuovere il piano di ricostruzione post-bellico della Germania tramite i debiti imposti dal Trattato di Versailles. Furono i vertici della Federal Reserve (e membri del CFR) a generare le distorsioni monetarie che portarono alla crisi finanziaria del 1929 e alla Depressione. Furono i direttori del CFR, grazie ai mass-media da loro controllati (ad esempio i network radiofonici NBC, ABC, CBS e giornali come Washington Post, Wall Street Journal, Chicago Tribune e New York Times) a fare pressioni sull'opinione pubblica affinché gli USA interrompessero la propria politica isolazionista per portare la nazione in un'altra guerra europea, fortemente desiderata fin dai primi anni '30.

La Seconda Guerra Mondiale
Agli albori della terribile guerra che sconvolse l'Europa ed a cui gli USA parteciparono ufficialmente solo nel 1941, i membri del CFR istituirono il Gruppo per gli Studi su Guerra e Pace che divenne poi parte del Dipartimento di Stato delineandone le politiche estere verso Germania, Italia, Giappone e i loro alleati. In seguito cominciarono a prepararsi per un altro "Nuovo Ordine Mondiale" post-bellico da attuare dopo la prevedibile vittoria degli Alleati; in questo modo il CFR mise le basi per la nascita delle Nazioni Unite con lo scopo di controllare la politica mondiale e l'egemonia statunitense nell'Era Nucleare, nonché agenzie economiche fondamentali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale attraverso Alger Hiss, John J. McCloy, W. Averell Harriman, Harry Dexter White, Henry Kissinger ed altri membri.
Una volta finita la guerra, il presidente degli USA Harry S. Truman istituì una dottrina di vasta portata per la sicurezza nazionale basata sul "contenimento" dell'espansionismo sovietico, anch'essa proposta da un altro membro del CFR, l'allora ambasciatore a Mosca George Kennan [2]; Kennan illustrò la sua idea in un importante articolo pubblicato su Foreign Affairs nel 1947 e firmato con lo pseudonimo "X". Il cosiddetto "Piano Marshall" fu ideato in modo del tutto analogo da una task force appartenente al CFR per poi essere implementato da W. Averell Harriman [3] ed in seguito presentato al mondo da Geroge C. Marshall, generale dell'esercito americano.

Le Strutture del Potere Elitario
Sebbene l'opinione pubblica sappia poco a riguardo, il CFR è molto potente e la sua sfera d'influenza è cresciuta (assieme al suo prestigio e alle sue attività) così tanto da poter tranquillamente definirlo la vera "Mente Organizzativa del Pianeta" che controlla direttamente ed in modo silenzioso l'andamento di molti settori complessi e altamente instabili, quali quello sociale, politico, finanziario, militare ed economico, in tutto il mondo. Non ci sono popoli, regioni o aspetti della vita umana che possano sottrarsi alla sfera d'influenza del CFR. Ma la cosa davvero particolare è come questa organizzazione sia stata in grado di rimanere nascosta "dietro le quinte", il che la rende incredibilmente potente ed elusiva persino nei confronti dell'opinione pubblica statunitense.
Oggi il CFR è un'organizzazione prudente che può vantare, tra i propri 4500 membri, i migliori e più brillanti cervelli che operano assieme a potenti individui in grado di esercitare una pesante influenza nelle loro rispettive professioni, corporations, istituzioni e ambienti sociali o governativi. In questo modo il CFR riunisce alti funzionari di istituzioni finanziarie, giganti industriali, mass media, organismi di ricerca, università, organizzazioni militari oltre a leader politici, rettori universitari e rappresentanti di sindacati. I loro obiettivi di fondo consistono nell'identificare e valutare un'ampia serie di fattori politici, economici, finanziari, sociali, culturali e militari in ogni possibile aspetto della vita pubblica e privata all'interno degli USA, delle nazioni alleate e nel resto del mondo. Oggi, grazie all'enorme potere concesso dagli Stati Uniti, le attività del CFR coprono praticamente l'intero pianeta.
Le attività di ricerca sono svolte da diverse task force e gruppi di studio, identificando Opportunità e Minacce, stabilendo Punti di Forza o di Debolezza, per poi pianificare delle strategie a lungo termine con lo scopo di promuovere i propri interessi a livello mondiale. Sebbene queste attività vengano condotte all'interno del CFR è importante comprendere che il loro enorme successo risiede nel fatto che il CFR non fa mai nulla a proprio nome, sono invece i propri membri ad assumersi individualmente le responsabilità; e lo fanno dalle loro posizioni formali di presidenti, amministratori delegati, direttori di multinazionali o da posti chiave in governi, università, forze armate e sindacati, senza mai minimamente citare il CFR come reale pianificatore e coordinatore.[4]
Oggi, infatti, possiamo trovare membri del CFR in molti posti decisionali strategici; è sufficiente fare qualche nome: David Rockefeller, Henry Kissinger, Bill Clinton, Zbigniew Brzezinski, Samuel Huntington, Francis Fukuyama, Paul Wolfowitz, Colin Powell, Condoleeza Rice, Richard Perle, Robert Gates, James Baker III, Stephen Hadley, Douglas Feith, L. Paul Bremer III, John Bolton, John Negroponte, l'ex capo di stato Madeleine Albright, il finanziere internazionale George Soros, il giudice di corte Stephen Breyer, l'amministratore delegato di CBS Kaurence A. Tisch, l'ex amministratore delegato di General Electric Jack Welsh, il presidente di CNN W. Thomas Johnson, l'ex presidente di The Washington Post / Newsweek / International Herald Tribune Katerine Graham (ed oggi suo figlio), il vicepresidente USA ed ex segretario della difesa nonché amministratore delegato di Halliburton Dick Cheney, l'ex presidente George H.W. Bush, l'ex consulente per la sicurezza del presidente Clinton Samuel "Sandy" Berger, gli ex direttori della CIA John M. Deutch e George Tenet, l'ex governatore della Federal Reserve Bank Alan Greenspan e l'attuale Benjamin Shalom Bernanke, l'ex presidente della Banca Mondiale James D. Volfensohn, l'amministratore delegato di CS First Boston Bank ed ex governatore della Federal Reserve Paul Volcker, i giornalisti Mike Fallace, Barbara Walters, Wolf Blitzer, i top-manager di Citigroup John Reed, William Rhodes, Stanford Weill e Stanley Fischer (n.2 del Fondo Monetario Internazionale), gli economisti Jeffres Sachs e Lester Thurow,l'ex segretario del tesoro nonché amministratore delegato di Goldman Sachs nonché direttore di CitiGroup Robert E. Rubin, l'ex segretario di stato e "mediatore" durante la guerra delle Folkland/Maldive tra Argentina e Regno Unito Generale Alexander Haig, il "mediatore" nel conflitto dei Balcani Richard Holbrook, l'amministratore delegato di IBM Louis V. Gerstner, il senatore democratico George J. Mitchell, l'ex rappresentante repubblicano Newt Gingrich, il generale Brent Scowcroft e Kenneth Lay (membro della Commissione Trilaterale e amministratore delegato di Enron, recentemente deceduto). E questi sono solo alcuni tra i molti.[5]
Tutti i presidenti delle prime 500 corporation della classifica pubblicata da Fortune sono membri del CFR e se sommassimo il valore di mercato di queste multinazionali otterremmo una cifra due volte più alta del prodotto interno lordo degli Stati Uniti; inoltre esse concentrano nelle mani di pochi una grossa parte del benessere e del potere nordamericano controllando tecnologie e risorse chiave in tutto il mondo; solo negli USA danno lavoro a 25 milioni di persone contribuendo all'80% del prodotto interno lordo. In pratica esercitano un potere gigantesco, in grado di influenzare gli USA e non solo.
Ecco dove risiede il segreto dell'enorme efficacia e potere del CFR: le sue decisioni e i suoi progetti vengono ideati e concordati in riunioni private, gruppi di studio, conferenze e task force. Ma quando giunge il momento di agire, questi piani vengono messi in atto dai singoli membri, ognuno grazie al proprio ruolo nelle organizzazioni più potenti, pubbliche o private. E si tratta di organizzazioni davvero potenti!
Ad esempio, in caso venga progettato un piano sul modo in cui la globalizzazione economica e finanziaria debba evolversi o su quali nazioni debbano godere di pace e prosperità e quali saranno violentate dalla guerra, invasioni e carestie, allora verrà coordinata l'azione di diverse personalità (come il presidente degli Stati Uniti, il segretario di stato, i ministri della difesa, del commercio e del tesoro, i direttori di CIA, NSA e FBI, i principali banchieri e finanzieri a livello mondiale, gli amministratori delegati delle più grandi multinazionali, i proprietari dei media, giornalisti, scrittori, ufficiali militari, accademici, i vertici del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e del WTO). Tutti questi attori agiranno in modo coordinato su un numero elevatissimo di attività ed in questo modo saranno in grado di mettere in atto azioni concrete, efficaci e pressoché irresistibili, sempre ed ovunque.
Ecco come tutto ciò ha funzionato per più di 80 anni.

Il Potere Reale ed il Potere Formale
Per capire come funziona davvero il mondo occorre prima di tutto comprendere la differenza tra Potere Formale e Potere Reale. Ciò che ogni giorno i media trasmettono pubblicamente tramite stampa, notiziari radiofonici o televisivi, sono essenzialmente i risultati concreti e visibili delle azioni compiute dalle strutture che detengono il Potere Formale, in particolare i governi nazionali e le società tecnologiche, finanziarie ed economiche. Al contrario, le leve del Potere Reale che influenzano gli avvenimenti sono molto meno visibili, ma sono esse che determinano cosa succederà nel mondo, quando succederà, dove succederà e chi sarà il protagonista.
Il Potere Formale opera a breve termine e a livello pubblico mentre il Potere Reale ha una struttura più a lungo periodo e praticamente non ha alcun profilo pubblico. Questa situazione è indicativa del fatto che le istituzioni della Nazione-Stato (la prima entità del Potere Formale) sono diventate subordinate agli interessi privati (cioè il Potere Reale, guidato dagli interessi economici).
E' ragionevole affermare che, siccome gli Stati Uniti sono l'unica attuale superpotenza, questa struttura di potere globale (ciò che gli USA sono oggi) gestisce provvisoriamente un autentico Governo Mondiale dal proprio territorio e per mezzo delle proprie strutture politiche ed economiche. Tutto ciò non implica che la maggior parte della popolazione degli Stati Uniti faccia necessariamente parte di questo schema, e neppure che il popolo americano sia "nemico" di altri popoli (raramente il popolo di una nazione è "un nemico", è piuttosto il suo establishment a diventare avverso a causa di un'eccessiva concentrazione di potere).
Stiamo dunque parlando di gruppi di potere che operano dall'interno degli Stati Uniti (così come dal Regno Unito, Germania, Giappone, Israele e, tramite propri agenti, anche in nazioni come Spagna, Argentina, Brasile e Korea), gruppi che non sono necessariamente riconducibili al popolo americano.
Per capire meglio la vera natura degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda la politica estera, occorre avere ben chiaro in mente che la "US Administration", come giustamente chiamano il loro Governo (il Potere Formale) ha sede a Washington DC. Le strutture del Potere Reale sono invece situate per la maggior parte a New York City e in alcuni stati del New England. In altre parole, l'Amministrazione degli Stati Uniti viene fatta da Washington mentre la nazione viene effettivamente governata da New York.
Una volta afferrato questo concetto, tutte le altre cose vanno al loro posto proprio come in un puzzle. Inoltre, il vero Potere Reale a livello globale non risiede a New York City ma, più probabilmente, a Londra… La comprensione di questo complesso e sottile processo svuota automaticamente di significato l'identificazione semplicistica di "nemico" degli USA o dell'Inghilterra o di ogni altro popolo. In periodi di grandi disordini è proprio il popolo statunitense ad essere la vittima di questo gioco, basti pensare ai caduti in Vietnam, Afghanistan, Iraq e al World Trade Center. Nonostante tutto, il fatto che la maggior parte delle persone negli USA ignori questa situazione non le rende meno responsabili per le strategie genocide perpetrate dalle strutture di potere del Nuovo Ordine Mondiale operanti dal territorio nord-americano nei confronti del resto del pianeta, tramite l'impiego e l'abuso della potenza militare ed economica degli Stati Uniti.
E' facilmente intuibile che le cose debbano andare così: basta considerare che per l'esercizio del Potere Reale sono necessarie una serie di regole e condizioni, come ad esempio una continuità operativa di diversi decenni per raggiungere degli scopi a lungo termine e per portare avanti strategie a livello globale che coinvolgano i paesi e le loro risorse. Tutto ciò richiede una progettazione a lungo termine: venti, trenta o anche cinquant'anni.
Ironicamente le elite di potere che stanno dietro al Nuovo Ordine Mondiale sanno benissimo che la minaccia più grande alla continuità politica ed alla consistenza di queste strategie globali a lungo termine è data dall'obbligo di dover sottostare ad un processo democratico che impone ai propri leader un profilo pubblico, costringendoli (in teoria) a prestare attenzione alla "voce del Popolo" per ogni decisione, senza contare l'alternanza politica che tutti i processi elettorali democratici comportano.
E' sicuramente molto meglio poter operare con la massima discrezione, all'interno del CFR (che può essere definito un club di gentlemen) dove uomini e donne potenti ed influenti possono essere funzionari, direttori, presidenti per decenni senza dover rendere conto a nessuno se non ai loro parigrado. In questo modo 4500 individui possono esercitare un'incredibile influenza politica, economica, finanziaria e mediatica su svariate centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Non c'è bisogno di dire che uno dei compiti principale dei monopoli dei media globalizzati è di imporre una "correttezza politica", normalmente espressa attraverso un "Sistema Bi-Partitico" - Democratici e Repubblicani negli USA, Laburisti e Conservatori nel Regno Unito, CDU e SPD in Germania, Radicali e Giustizialisti in Argentina – in cui entrambe le fazioni non sono che mere variazioni della stessa dottrina politica. Le stabili democrazie occidentali si sono tutte conformate a ciò che, in pratica, può essere definito, un Sistema Mono-Partitico con fazioni interne solo leggermente contrastanti. Le persone pensano di avere la possibilità di "scegliere" ma in realtà non c'è alcuna "opzione": è come "scegliere" tra Coca-Cola e Pepsi-Cola, non importa ciò che ti vogliono far credere, la verità è che sono fondamentalmente la stessa cosa.
Stiamo descrivendo solo il nucleo di una autentica rete di persone potenti, dobbiamo infatti considerare che il CFR è a sua volta supportato da una miriade di organizzazioni simili sia all'interno che all'esterno degli Stati Uniti.
Tutte queste organizzazione riuniscono le persone più intelligenti, preparate, creative ed ambiziose nei più svariati settori e discipline; vengono remunerati molto bene – economicamente e socialmente – a patto che si allineino chiaramente e senza compromessi ai principali obiettivi politici del CFR, vale a dire niente di meno che: la creazione di un Governo Mondiale Privato, la sistematica erosione delle strutture delle Nazioni-Stato sovrane (sebbene ovviamente non tutte allo stesso modo, con la stessa velocità e allo stesso tempo), la standardizzazione (verso il basso) dei valori culturali e delle norme sociali, la diffusione di un sistema finanziario globalizzato basato su speculazione ed usura, la gestione di un Sistema di Guerra Globale per mantenere la necessaria coesione sociale delle masse per mezzo di una permanente persuasione a schierarsi contro reali o presunti nemici della "democrazia", "diritti umani", "libertà" e "pace"; in poche parole, contro il "terrorismo".[6]
Dal 2003 abbiamo potuto constatare da vicino come le inesistenti "Armi di Distruzione di Massa" irakene erano in realtà nulla più di Armi di DISTRAZIONE di Massa, causando enorme sofferenza, dolore, e privazioni a parecchi milioni di persone. Le invasioni di Irak e Afghanistan sono solo due esempi del "bispensiero" nella "Neolingua" (v. 1984, George Orwell) grazie ai quali l'intero sistema si sviluppa vigorosamente.
Per capire meglio il mondo di oggi c'è bisogno di leggere e valutare cosa il CFR, o meglio i suoi membri, dice e promuove; molte delle sue attività non sono, per quanto discrete, completamente nascoste. Qualsiasi persona che decida di visitare il quartier generale del CFR a Park Avenue e a 68th Street a New York City può facilmente ottenere qualsiasi tipo di informazione e persino una copia omaggio del loro ultimo resoconto annuale che descrive le principali attività dell'organizzazione e una lista dei 4.500 membri ordinata alfabeticamente (io stess0 ci sono stat0 molte volte negli ultimi anni). Tutte le informazioni riguardanti queste organizzazioni sono disponibili a chiunque le voglia vedere. Sta poi a ciascuno di noi incrociare tutti i dati sui membri del CFR con ciò che poi fanno nelle loro attività professionali, aziendali, accademiche e governative.
Occorre anche guardare indietro alla storia moderna e valutare l'eccezionale influenza che il CFR ha avuto per tutto il Ventesimo secolo, sia in proprio che assieme ad altre organizzazioni affini. Ha dato il via oppure influenzato ideologie, eventi pubblici, guerre, alleanze militari, crimini politici, azioni di spionaggio, guerre psicologiche di massa, crisi economiche e finanziarie, promozione e distruzione di personalità politiche ed economiche, ed altri eventi chiave, alcuni dei quali ovviamente non potranno mai essere ammessi e confessati. Eventi che, comunque, hanno influenzato il corso della storia nei tempi moderni.
La tattica usata è quella di tenerci troppo occupati e renderci spettatori incantati e passivi di fronte a questo vortice di eventi che sconvolge il mondo ogni giorno, garantendo che a quasi nessuno venga in mente di cercare altrove delle spiegazioni plausibili per le gravi crisi di oggi. In questo modo riusciremmo ad identificare, non tanto gli abominevoli risultati di queste azioni politiche, ma piuttosto i reali ideatori, organizzatori ed i loro scopi.
Per far sì che questa gigantesca guerra psicologica di massa (perché si tratta proprio di ciò) abbia successo, i mass media hanno un ruolo vitale e che non deve essere sottovalutato, in quanto essi sono gli strumenti il cui scopo è di minare e neutralizzare il pensiero indipendente tra la popolazione del mondo. Questo è il compito chiave dei mass media globali, come ad esempio CNN, CBS, NBC, The New York Times, The Daily Telegraph, Le Figaró, FoxNews, The Economist, The Wall Street Journal, Corriere della Sera, Le Monde, Washington Post, Time, Newsweek, US News & World Report, Business Week, Reuters e i loro corrispettivi nei diversi paesi. E tutti questi sono controllati da persone appartenenti al CFR e/o a organizzazioni affiliate, negli USA o altrove.
L'aspetto maggiormente negativo di questa situazione, tralasciando le enormi tensioni, le guerre, la violenza e la distruzione create, è che il Nuovo Ordine Mondiale non funziona assolutamente. Non puoi costruire un impero mondiale basato esclusivamente su miliardi di dollari, bombardiere B1, caccia F16, missili Tomahawk, CNN, il tutto coperto da volgari bugie ed ipocrisia. Nel corso della storia, Roma, Francia, Spagna e anche Gran Bretagna sapevano perfettamente che solo valori culturali profondi possono consolidare un vero impero in grado di durare anche dopo la fine del potere coloniale, com'è successo fino ai giorni recenti in Sud America dove le influenze spagnole, portoghesi (e britanniche) sono onnipresenti. Questi importantissimi fattori culturali sembrano invece mancare del tutto negli Stati Uniti, tanto da essere descritti dall'ex premier francese George Clemenceau come "quel complicato processo politico e sociale che passa dalle barbarie alla civiltà senza attraversare il necessario stadio di cultura…"

Implicazioni per l'Argentina e per la nostra Regione
In questo contesto possiamo affermare che i media locali in Argentina, il nostro sistema educativo, ed i principali politici sono tendenzialmente allineati al Nuovo Ordine Mondiale, indipendentemente dal fatto che ne siano consci o meno. Sotto questo punto di vista il Sistema di Dominazione ha tre obiettivi principali:

1. Nascondere all'opinione pubblica come funziona davvero il mondo, sapendo che se non siamo in grado comprendere correttamente e diagnosticare la fonte dei nostri problemi e delle nostre debolezze, difficilmente riusciremo a trovare le soluzioni adatte. Siamo così fuorviati a credere di essere in un periodo di "pace" quando invece è più di mezzo secolo che è in corso una guerra sul fronte politico, economico, finanziario, mediatico, educativo, tecnologico e ambientale contro l'Argentina. Si tratto innanzitutto di una Guerra Psicologica.

2. Per convincerci che, sebbene siamo in una situazione difficile, "le cose miglioreranno" se sottoscriveremo un nuovo "accordo" con i banchieri e gli speculatori internazionali, se privatizzeremo altre attività statali, se riformeremo il nostro governo federale o provinciale secondo il desiderio della Banca Mondiale, se cambieremo la legislazione sociale ed educativa e se faremo tutto il necessario affinché gli "investitori internazionali" ci sorridano. La verità è che affermare di essere in una "situazione difficile" è assurdo: l'Argentina è un malato terminale e se non ci svegliamo, tra qualche anno (al massimo una decina) cesseremo di essere una nazione unita.[7] L'Argentina ha solo due opzioni: o accettiamo di convivere con i problemi e le crisi attuali senza fare nulla per risolverli cercando solamente di limitarne al meglio le conseguenze, oppure possiamo affrontarli e cercare di fare qualcosa. Naturalmente la seconda opzione è più complicata e carica di rischi. Negli ultimi 30 anni i nostri governi hanno tutti scelto di convivere con questi problemi portandoci all'attuale situazione.

3. Farci credere che, ci piaccia o no, non c'è nessuna possibilità di fermare la "globalizzazione". La verità invece è che ci sono innumerevoli azioni da intraprendere per neutralizzare gli effetti avversi della globalizzazione ma tutte richiedono il recupero delle istituzioni sovrane dello Stato-Nazione, in modo che possano svolgere le loro fondamentali funzioni di:
- affrontare i conflitti che coinvolgono le diverse forze sociali interne (vale a dire, promuovere il Bene Comune),
- prevedere le possibili minacce e opportunità, sia nazionali che sovrannazionali (ad esempio, difendere gli Interessi Nazionali),
- guidare la Nazione in una politica orientata alla difesa dei propri interessi nazionali (guidare il paese verso il proprio Destino).
Queste funzioni richiedono l'esistenza di una Nazione-Stato sovrana, caratteristica che oggi l'Argentina non ha più. Siamo diventati una colonia perciò dobbiamo prima di tutto promuovere un'autentica Seconda Dichiarazione d'Indipendenza con lo scopo di fondare una Seconda Repubblica Argentina. Le implicazioni e le aspirazioni di un atto così rivoluzionario sarebbero davvero importanti per la nostra regione.[8]
Inoltre – anche se questo va oltre le intenzioni di questo breve articolo – l'infrastruttura finanziaria globale è sull'orlo di ciò che può essere descritto solo come un collasso controllato su scala mondiale, una situazione che il CFR ha pianificato con estrema attenzione, attraverso diversi progetti tra cui i cosiddetti Progetto per le Vulnerabilità Finanziarie e la Nuova Architettura Finanziaria Internazionale. Quando questo scenario diventerà realtà ci saranno nuove e inimmaginabili opportunità per l'Argentina e la nostra regione.
Man mano che prendiamo coscienza di questa realtà, anche la strada che dobbiamo percorrere diventa sempre più chiara. A dire il vero le cose non appaiono così complicate come pensavamo una volta; fondamentalmente il segreto sta nel pensare con le nostre teste e non con quelle dei nostri avversari, cominciare ad imporre e difendere il nostro Interesse Nazionale (il che implica una personale conoscenza dei fatti che avvengono nel mondo, gli interessi e le forze in gioco) e prendere delle contromisure intelligenti che rispondano alle nostre necessità, alle reali possibilità ed alle nostre paure. Da questo punto di vista partiamo avvantaggiati poiché non siamo costretti a "reinventare la ruota": il CFR ci può fornire un tracciato brillante e vincente da cui prendere spunto in diversi campi, dalla pianificazione in campo economico, finanziario, politico e sociale, alla gestione del potere nazionale. Perché non imparare da loro? Perché non formare nostri gruppi di lavoro unendo simili interessi in ambito locale e regionale, con persone esperte in diversi campi? Perché non iniziare a lavorare per promuovere gli Interessi Nazionali dell'Argentina e dei suoi vicini, in modo da recuperare la sovranità e auto-determinazione dei nostri popoli in un modo più coerente senza curarsi di ciò che i grossi poteri mondiali cercano di imporci?
Ma per agire in questo modo dobbiamo prima capire cosa è in realtà la globalizzazione: una catena di minacce immensamente ampia che dobbiamo cercare di evitare ed una serie di opportunità di cui approfittare. Occorre essere in grado di comprendere, per ogni situazione che ha un impatto potenziale sulle nostre vite, quali sono le nostre forze e debolezze relative, per riuscire ad affrontare queste sfide in modo vincente; se non oggi, sicuramente nel prossimo futuro. Tutto ciò richiede progettualità a medio e a lungo termine, capacità di essere sempre un passo avanti all'Avversario, guadagnare e mantenere un margine di vantaggio sugli eventi prossimi.
Non c'è dubbio che un comportamento di questo tipo ci porterà a ideare politiche adeguate ai nostri Interessi Nazionali che, in molte occasioni, sicuramente non coincideranno con quelli dei grossi gruppi di potere odierni. A questo scopo dovremo lavorare fianco a fianco con nazioni ed organizzazioni in America Centrale e Meridionale, Africa, Asia ed Europa, con cui condividiamo l'obiettivo comune di neutralizzare gli effetti negativi del dominio imperiale globale. Significa che dovremo fondare una Nuova Argentina. Abbiamo già molti degli strumenti necessari a portata di mano: abbiamo milioni di compatrioti pronti ad accettare la sfida se spieghiamo loro chiaramente e con forza qual è la posta in gioco; e ce ne sono altri milioni al di là dei nostri confini con cui lavorare per questa Causa comune.
In breve, occorre capire che in politica ci sono due tipi di persone: i soggetti attivi nell'arena politica e chi invece si limita ad assistere passivamente. Il Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations) è chiaramente un soggetto attivo nella vita politica globale: non è ora di cominciare a fare lo stesso anche nel nostro Paese?

NOTE:
[1] Warburg apparteneva ad una potente e prestigiosa famiglia di banchieri tedeschi d'origine ebraica, strettamente collegata ai Rothschilds ed agli Schiffs, ai proprietari della banca Kühn Loeb & Co. con sede a New York, della quale Paul Warburg è stato collaboratore assieme al fondatore del CFR, Otto Khan. Riguardo il modo in cui queste strutture di potere globale operano da circa un secolo, è interessante notare come, alla fine della Prima Guerra Mondiale, un Warburg (Paul) sedeva al tavolo dei negoziati a Versailles dalla parte degli Alleati mentre un altro Warburg (Max) rappresentava i Tedeschi sconfitti. Inoltre Jakob Schiff, socio di Paul Warburg, aveva a sua volta finanziato i giapponesi contro lo Zar russo nella guerra del 1905, dando il via alla Rivoluzione Bolscevica… Curiosamente un altro socio di Kühn Loeb & Co., N. Jivotovsky, fece sposare sua figlia Natasha con tale Lev D. Bronstein, in seguito noto come Leon Trotzky, per mezzo del quale vennero incanalati enormi finanziamenti per la Rivoluzione Bolscevica del 1917…
[2] Kennan è morto recentemente all'età di 101 anni, operando fino all'ultimo come consulente del CFR, ed è un simbolo della continuità politica detenuta nell'ultimo mezzo secolo dai mediatori del Potere Reale all'interno del CFR.
[3] W. Averell Harriman era socio in affari, tra gli altri, di Prescott Bush, senatore repubblicano del Connecticut, padre dell'ex presidente George Herbert Walker Bush e nonno dell'attuale presidente George W. Bush.
[4] La cosiddetta "Regola della Non-Attibuzione" all'interno della CFR proibisce assolutamente ai suoi membri di nominare pubblicamente il CFR o divulgare argomenti discussi a porte chiuse nei meeting privati.
[5] Il lettore troverà dettagliate informazioni nel libro dell'autore "El Cerebro del Mundo: la cara oculta de la Globalización" (Ediciones del Copista, Córdoba , Argentina , 4th Edition, 2003, 470 pagine.)
[6] Tra questi "nemici" dei "popoli liberi in tutto il mondo" nei passati decenni possiamo citare il Fascismo in Italia, il Nazionalsocialismo in Germania, l'Imperialismo Giapponese, il Peronismo in Argentina, il Comunismo, la contaminazione ambientale, il Terrorismo Globale, Saddam Hussein, Slobodan Milosevic, il "Fondamentalismo" Islamico, l'Ayatollah Khomeini, Muhamar-El-Kadafi, Fidel Castro, il Maoismo, il militarismo (a parte quello statunitense), Iran, Siria e il cosiddetto "Antisemitismo". Questi sono solo alcuni tra i tanti.
[7] Questa affermazione può sembrare un po' forte, ma alla velocità con cui sta cambiando il mondo odierno, una previsione del genere potrebbe risultare corretta per qualsiasi nazione. Pensate solo a cosa avrebbe pensato l'opinione pubblica 18 anni fa (all'inizio del 1989) se qualcuno avesse affermato che solo 3 anni più tardi (entro il 1992) sarebbero accaduti i seguenti fatti: la caduta del Muro di Berlino, la riunificazione della Germania, il collasso dell'URSS con la creazione di 15 repubbliche indipendenti e l'abbandono del Marxismo in favore del Capitalismo. All'epoca un annuncio del genere sarebbe stato considerato completamente irrealistico, se non del tutto idiota… questo è esattamente ciò che è accaduto, e dovrebbe farci riflettere. L'articolo in prima pagina sul New York Times del 27 agosto 2002 intitolato "Secessione della Patagonia come mezzo per pagare il Debito Estero dell'Argentina" ci sta suggerendo qualcosa…
[8] L'autore dell'articolo ha già scritto in molte altre occasioni della necessità di fondare una Seconda Repubblica Argentina come unica soluzione per l'Argentina e gli stati vicini, in modo da recuperare il diritto all'autodeterminazione per tutta la regione Sudamericana.

KISSINGER SI UNISCE AI NEO-CON
Kurt Nimmo Another Day In The Empire 20.01.2007
Traduzione per Comedonchisciotte a cura di Maurizio Carena
Henry Kissinger, il macellaio della Cambogia, colui che ha firmato il certificato di morte di migliaia di Cileni e di Indonesiani, che ha supervisionato da vicino il massacro di innumerevoli Vietnamiti e che ha strizzato l'occhio a Pol Pot, ha accordato i suoi favori a Bush e ai neocon.
"L'anziano segretario di stato H. Kissinger, icona conservatrice che continua a intercettare l'attenzione della Casa Bianca, appoggia le manovre del pres. Bush in Iraq e dichiara che abbandonare la nazione dilaniata dalla guerra é attualmente impossibile" scrive Mke Sheehan per Raw Story. In un commento sullo Herald Tribune, il vecchio malthusiano* - che suonerebbe meglio di "anziano statista" - tesse l'elogio della audace decisione di Bush circa l'invio di altri 20.000 soldati in Iraq, fornendoci le prove che neo-con e neo-liberal tradizionali sono sulla stessa lunghezza d'onda, quando si tratta di massacrare arabi e mussulmani.
Se Kissinger é un'icona conservatrice, allora il Cow Boy Bebop, il personaggio animato di Shinichiro Watanabe, é un vero bounty-hunter.
Più precisamente é un neo-liberal tradizionale e collaboratore criminale con David Rockfeller, che si é avvicinato ai gusti del defunto principe Bernardo d'olanda, membro delle SS, del principe Filippo, che nei suoi sogni maltusiani più deliranti voleva tornare sotto forma di virus per sterminare milioni di esseri umani, e di diversi membri del Bildelberg, del consiglio per le relazioni estere della Pilgrim Society, della Commissione Trilaterale e dell'infame Tavola Rotonda Britannica; gente che ha lavorato per decenni a favore di un ordine mondiale che renda il pianeta un gulag, una coltivazione di schiavi.
"Kissinger asserisce che la guerra in Iraq faccia parte di un più grande conflitto, l'assalto contro l'ordine internazionale condotto dai gruppi radicali delle due sette islamiche* e, in particolare contro gli Usa. Egli insiste che, a dispetto del pubblico disincanto sulla guerra in Iraq, nelle presenti condizioni, il ritiro non é un'opzione". Sheehan continua: "egli chiama America la componente indispensabile per ogni tentativo di stabilire un nuovo ordine mondiale".
Naturalmente, per Kissinger e l'élite mondiale, gli Usa sono la componente indispensabile per ogni nuovo ordine mondiale, o piuttosto i soldati Usa "gli stupidi animali..." sono la componente "indispensabile" o più precisamente gli elementi eliminabili (secondo B. Woodward e K. Bernstein*, Kissinger ha ripreso l'espressione "stupidi animali" da A. Haig). Kissinger, come tutti i neocon, non ha alcun rispetto per la popolazione statunitense, al di là della sua utilità come carne da cannone o come vacca da mungere, e dunque non si preoccupa della crescente opposizione della popolazione Usa alla guerra e all'occupazione dell'Iraq.
La frase di Kissinger sull'attacco all'ordine internazionale condotto da gruppi radicali di entrambe le sette islamiche, in pratica tutto l'Islam, é la prova che neo-con e neo-liberal parlano la stessa lingua quando si tratta di usare il terrorismo di stato non solo per smantellare le società islamiche, ma anche per imporre l'ordine neoliberale, con l'obiettivo di mantenere il controllo delle ricchezze mondiali. Tale ordine, nella vulgata corrente, é chiamato "libero scambio" o "privatizzazione", effettuati sotto la minaccia delle armi.
Alla fine dell'articolo, come un'indicazione, si precisa che tale "smantellamento" (criminale) supportato dallo stesso Kissinger e dai neocon, che include l'assassinio di centinaia di migliaia di persone, "non deve coinvolgere gli Usa per periodi troppo lunghi", poiché tale miserabile processo, lungamente pianificato dai neo-con e dai loro collaboratori israeliani, deve essere lasciato libero di svilupparsi da solo (in guerra civile), "livellando così il terreno di gioco" a beneficio dei neo-liberal, che vi si precipiteranno per raccogliere i cocci, ovvero il petrolio e le altre preziose e redditizie ricchezze naturali.

Note del traduttore:
* Robert Malthus, 1766-1834, pastore ed economista inglese, le cui teorie economiche, molto in voga nel XVIII e XIX secolo, vertevano principalmente sul rapporto tra ricchezza delle nazioni e popolazione.
** Sciiti e Sunniti
*** Woodward e Bernstein sono i giornalisti autori dell'inchiesta sullo scandalo Watergate. Sulla scia dello scalpore e dello sdegno suscitato negli Usa da tale inchiesta giornalistica, il presidente Nixon si dimise.

Verso il bio-genocidio
Maurizio Blondet 22/12/2006
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Bush resta Bush. Come ha messo in chiaro nella sua ultima conferenza stampa il 20 dicembre, gli inviti al realismo del rapporto Baker sono per lui carta straccia. Manderà più truppe in Iraq, perché possano «finire il lavoro». La vittoria «è ancora possibile». Lui, succeda quel che succeda, resta fisso al programma contenuto nel documento National Security Strategy, che ha promulgato nel marzo 2006: «Assicurare un Iraq democratico, un nuovo alleato nella guerra al terrore». I neocon ebraici lo applaudono: Bush è un «idealista», come loro del resto. D’accordo. Ma serve allo scopo idealistico (la «guerra al terrorismo globale» la «democrazia in Medio Oriente») il programma clandestino di armi biologiche che Bush ha avviato, e per cui ha impegnato capitali pubblici superiori ai 2 miliardi di dollari che furono spesi per il progetto Manhattan, diretto da Robert Oppenheimer, che portò alla bomba atomica?
L’accusa viene da Francis Boyle. (1) Che non è uno qualunque: in quanto docente di diritto internazionale, è l’estensore della Legge antiterrorismo contro l’armamento biologico approvata dal Congresso, nel 1989. E’ quella legge che Bush sta violando, dice Boyle: il Pentagono «sta attrezzandosi per combattere e vincere una guerra biologica», a ciò istruito da due direttive strategiche emanate dalla Casa Bianca nel 2002, «sottratte alla coscienza e all’esame pubblico».
Nel 2003 il Pentagono ha rivisto il suo vecchio Chemical and Biological Defense Program (CBW) per tradurre in realtà le due direttive segrete. Nella nuova versione, il CBW «è stato modificato in modo da permettere l’uso offensivo di armi chimiche e biologiche». Lo scopo non è la difesa contro un ipotetico attacco biologico da parte di un fantastico avversario, ma l’uso preventivo di questo tipo di armi. «First use», è il termine previsto dal CBW: ossia non come risposta ad un attacco. Il primo stanziamento per il 2001-2004 è stato di 14,5 miliardi di dollari, una somma colossale presentata come «lavori preparatori a scopo civile attinenti alla guerra biologica» (sic). Altri 6,5 miliardi sono stati destinati ad un «Project Bio-Shield», in base al quale il dipartimento Homeland Security (la sicurezza interna sta accumulando decine di milioni di dosi di vaccini e farmaci contro l’antrace, il vaiolo ed altre malattie da agenti biologici. E anche questo non è il programma «civile» che sembra, nota Boyle; perché la vaccinazione e protezione preventiva della propria popolazione «è una fondamentale necessità per scatenare [per primi] un’efficace guerra biologica»).
Il Congresso ha approvato il 12 dicembre scorso un atto legislativo per «riavviare il programma Bio-Shield, che ha subìto dei ritardi operativi». Quando Bush lo controfirmerà, dopo Natale, ai fondi già stanziati sarà aggiunto un miliardo di dollari destinati «al settore privato» per ricerche «più rapide» nel campo. Anche l’industria bio-tecnologica americana diventa così un’industria integralmente bellica. Sono oltre 300 le istituzioni scientifiche, con 12 mila addetti, che lavorano con germi patogeni adatti per la guerra biologica.
Richard Ebright, biologo molecolare alla Rutgers University, ha scoperto nelle statistiche del National Institute of Health che i finanziamenti ad istituti dediti alla ricerca su malattie infettive con potenziale applicazione bellica sono passati, dai 33 del 1995-2000, agli attuali 497. Un vero Progetto Manhattan per la super-arma batteriologica, disperso tra numerosi laboratori privati e nascosto nelle pieghe dei bilanci anche sanitari. Con entusiasmo, partecipano al programma i laboratori dediti all’ingegneria genetica e alle manipolazioni del DNA, ripromettendosi lucrosi brevetti finanziati dal pubblico denaro.
«La crescita dei programmi bio-terroristici è tra l’altro un significativo pericolo per la nostra stessa popolazione, per non parlare del danno nelle relazioni internazionali», ha scritto Jonathan King, docente di biologia molecolare al MIT. «Né ha senso etichettare questi programmi come ‘difensivi’, perché nella guerra betteriologica, difensivo ed offensivo si equivalgono».
Il governo federale ha già brevettato un proiettile d’artiglieria bio-bellico a lunga gittata nel 2003; ciò in violazione della legge stilata da Boyle e approvata dal Congresso, e dei trattati internazionali sulla limitazione di questo tipo di armi sottoscritti dagli Stati Uniti. Boyle prevede che tale violazione avrà una risposta da parte degli altri Stati potenziali bersagli della guerra segreta biologica di Bush: con la conseguenza di una corsa agli armamenti biologici e della vanificazione dei trattati internazionali. Ovviamente, le armi biologiche non servono alla «guerra contro il terrorismo globale», essendo improbabile che si possa infettare di antrace e colera «l’imprendibile Al Qaeda». Servono invece benissimo a sterminare popolazioni intere. Al genocidio. Forse bisognerà ricordare che il genocidio è contemplato nella dottrina imperiale amerricana. Il suggerimento è racchiuso in un vecchio «National Security Memorandum» (NSSM-200) che Henry Kissinger commissionò quando era consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon. Datato 24 aprile 1974, il documento si intitola «Implicazioni della crescita della popolazione mondiale per la sicurezza nazionale e gli interessi degli USA all’estero». Eccone alcuni paragrafi(2):
19. «Le conseguenze politiche dei fattori demografici attuali nei Paesi meno sviluppati ... sono controproducenti per la stabilità interna e i rapporti internazionali di quei Paesi che gli USA hanno interesse a veder avanzare, creando così problemi politici o persino di sicurezza nazionale per gli USA. In senso generale si corre un rischio capitale di danni gravi ai sistemi economico, politico ed economico mondiali e, compromettendo questi sistemi, ai nostri valori umanitari».
29. « ... Questo richiede che l’attuale tasso di crescita [demografica] del 2 % scenda all’1,7 % in un decennio e all’1,1 % nel 2000. In rapporto alla proiezione media dell’ONU questo comporta 500 milioni di persone in meno nel 2000 e 3 miliardi in meno nel 2050. Per raggiungere questi obiettivi occorrono programmi demografici molto più ampi. Una base per definire i traguardi del controllo demografico nazionale, per arrivare a questi traguardi mondiali, è contenuta nel Word Population Plan of Action».
30. «Il Word Population Plan of Action non ha facoltà impositiva e richiede perciò gli sforzi vigorosi dei Paesi interessati, gli organi dell’ONU ed altri organismi internazionali affinché trovi esecuzione. La leadership degli Stati Uniti è essenziale».
Con mellifluo gergo burocratico, Kissinger raccomanda «sforzi vigorosi» per avere «tre miliardi di uomini in meno nel 2050».
Questa dottrina, benchè ispirata più dalle esigenze dei banchieri della Trilaterale che dei neocon attuali, non è mai stata ripudiata. Anzi oggi ci pare che conosca qualche «vigorosa» accelerazione. Di cui il caso Welby può essere un esempio preclaro: ucciso per sua volontà sotto Natale - mi fa notare l’amico Montella di Pisa - sì da trasformare la festa della Natività nella festa della Morte, il «caso pietoso» viene agitato in modo incredibilmente esteso da tutte le radio, in tutti questi giorni, come base per strappare la legalizzazione dell’eutanasia.
I giornali tacciono per sciopero; ma i giornali americani hanno il caso Welby in prima pagina. Coincidenza singolare, la rassegna stampa nella settimana-Welby è stata affidata al ben noto americanista, radicale e neocon Massimo Teodori. Un’accorta regia che pare meno di «sinistra» che massonica. Pare di vedere, qui, il finale abbraccio tra «idealisti» alla Bush e suoi neocon e «realisti» alla Baker e Kissinger: divisi sui metodi, ma conciliati nella comune volontà di genocidio, con un mezzo o con l’altro, più o meno vigoroso. Collaboratori volonterosi di Colui che fu chiamato «Omicida fin dalll’inizio». E Kissinger è ora anche consigliere del Vaticano. Buon consigliere, non c'è dubbio. Realista.

Note
1) Sherwood Ross, «Developing illegal bioterror weapons for offensive use», Truthout.org, 20 dicembre 2006.
2) Solidarietà, anno X numero 2, luglio 2002;

ANTROPOLOGIA DEL DOMINIO
Miguel Martinez Kelebek 13.12.2006
Nelle foto che vedete quì a fianco, un gruppo di sacerdoti incappucciati, vestiti di rosso, si appresta a bruciare una vittima davanti alla statua di un gufo, alta 15 metri.
La vittima viene portata legata su una barca, mentre gli altoparlanti fanno sentire ai partecipanti le sue vane richieste di pietà. Il gran sacerdote dà fuoco a una pira, su cui viene trascinata la vittima, mentre gli altoparlanti trasmettono strazianti urli di dolore.
Il luogo del rito, il Bohemian Grove, è un bosco di difficile accesso, in California, per la precisione un sito sacro rubato agli indiani Pomo e che oggi appartiene a un'organizzazione chiamata Bohemian Club.
Il rito, a cui sono ammessi solo maschi, è contornato da bevute sfrenate, orge omo ed eterosessuali (gli alloggi per le prostitute femmine si trovano all'esterno, ma vicino al luogo della cerimonia) e gare falliche tra uomini per urinare sugli alberi.
Precisiamo che la vittima è uno scheletro nero di legno, vestito da donna. Ma non si tratta di un film dell'orrore, come si capisce dalla pessima qualità delle immagini rubate illegalmente.
Infatti il rituale si ripete ogni anno, in segreto, da circa un secolo.
E poi, tra il pubblico (composto da circa 2.500 persone) troviamo alcuni dei personaggi più potenti del mondo, appartenenti all'elite politico-mediatico-imprenditoriale: in massima parte, si entra a poter far parte del club per diritto ereditario.
Stiamo parlando di gente come George Bush (padre), l'attuale vicepresidente Dick Cheney, Bill Clinton, il presidente della Chevron/Texaco, Jimmy Carter, Colin Powell, Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, James Baker, l'ex-direttore della CIA James Woolsey, David Rockefeller, il presidente della CNN , Bono degli U2, il presidente dell'IBM, il presidente della Bechtel Corporation (che assieme alla Halliburton di Cheney ha avuto gli appalti più importanti dell'Iraq), il giudice della corte suprema Clarence Thomas, il direttore di Time Warner, nonché l'attore pornografico gay Chad Savage.
Per due settimane ogni anno - e non è poco per chi per definizione non ha tempo da perdere - i partecipanti vivono in villaggi separati di bungalow, dai nomi pittoreschi.
Questa storia può essere letta in diversi modi.
C'è innanzitutto il punto di vista evangelico, chiamato con disprezzo "complottista". Il sacrificio che i potenti compiono sarebbe un vero sacrificio, che indicherebbe la loro adesione a un culto antico e idolatrico, risalente ai sacrifici umani denunciati dalla Bibbia.
Trovo molte cose positive, e una negativa, in questo punto di vista.
Tra le cose positive, questo punto di vista aiuta le persone dell'America profonda, che lavorano dodici ore al giorno per pochi soldi, a capire la natura realmente satanica, secondo qualunque criterio, del dominio.
Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre.” (Efesini 6:12)
C'è sempre un motore religioso e messianico dietro ogni rivolta, da quella degli anabattisti di Munster a quella dei contadini russi del 1917. E solo un simile motore ha potuto spingere un giornalista donchisciottesco e apocalittico come Alex Jones a violare il segreto del Bohemian Grove, e a scattare, tra l'altro, la foto che vediamo qui [1].
Fa poi piacere vedere queste armi di mobilitazione di massa rivolte contro chi, negli Stati Uniti, le adopera ogni giorno a sostegno di Israele in nome del cristianosionismo.
Il problema è che la tesi di Alex Jones non è vera (ma i fatti da lui denunciati, sì): anche per credere nel male, ci vorrebbe un idealismo che manca del tutto ai politici, mediatici e imprenditori che fanno parte del Bohemian Club.
C'è poi l'imbarazzata giustificazione ufficiale, che viene fuori solo dopo che i complottisti evangelici hanno svelato quello che succede. A parte aver deciso a suo tempo di produrre la bomba atomica, dicono gli apologeti, non si è mai fatto nulla di politicamente importante durante le riunioni a Bohemian Grove.
Il rito, poi, sarebbe una goliardata, e ciò che si sacrifica al Gufo sarebbe semplicemente un oggetto che impersona "Care" - i problemi, le preoccupazioni, i pensieri che assillano sempre i potenti.
Probabilmente hanno ragione, ma non un motivo sufficiente per ridicolizzare gli evangelici.
Infatti, il vero problema è un altro. Riti grotteschi tra bande di maschi che si ritengono degli eletti sono una costante della storia umana, dai tempi dei pirati dalmati a quelli della camorra napoletana, passando per le triadi cinesi. Diciamo tra parentesi che "grottesco" e "segreto" costituiscono una coppia inscindibile: siamo obbligati a non svelare il segreto anche perché, se no, tutti ci riderebbero dietro.
In questi casi, l'omosessualità, più o meno palese, gioca spesso un ruolo importante, che non ha nulla a che fare con la questione dei diritti delle persone omosessuali: tra i frequentatori del Bohemian Grove (come tra certi parà che sono andati a Nassiriya, ma non disdegnano, ci dicono, di frequentare la Mucca Assassina di Roma) si trovano ben pochi sostenitori dei diritti civili.
Anche se in contesti di ben diversa dignità, questi temi sono stati trattati dal viaggiatore arabo Ibn Fadlân durante la sua permanenza tra i vichinghi, e mille anni dopo, dal regista tedesco Volker Schlöndorff nel film Colpo di grazia.
Nei rituali maschili, l'esclusione delle donne, la convivenza, l'obbligo di preservare un segreto, la trasgressione - spesso sessuale e/o alcolica - sono strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli uniti al di sopra ogni altro legame o morale, e, due, che insieme possiamo fare quello che ci pare al resto dell'umanità.
Il militare, il politico e l'uomo d'affari stanno dicendo che il legame che li vincola tra di loro è infinitamente più forte del legame che li vincola alla truppa, agli elettori o ai consumatori.

Nota:
[1] Alex Jones denuncia quotidianamente improbabili complotti degli Illuminati di Baviera, agitando la Bibbia. Ma davanti a 14 milioni di fedeli radioascoltatori, denuncia anche le guerre imperiali, il connubio politico-economico-militare, gli orrori di Guantánamo e Abu Ghraib, la mistificazione del terrorismo, la strumentalizzazione del cristianesimo, l'abolizione dello stato di diritto, e lo fa rivolgendosi a persone che non presterebbero mai ascolto a un Chomsky. God bless Alex Jones.

SPOSATA A UNA PIOVRA
Jeff Wells Rigorous Intuition (v. 2.0) 11.12.2006
Traduzione per Comedonchisciotte a cura di Carlo Pappalardo
Può uccidere da qualsiasi distanza ma non lo vedrete mai colpire
- T Bone Burnett

Per molto tempo ho ignorato la vicenda di Diana, secondo lo stesso principio solipsistico in base al quale Noam Chomsky ignora quella di John Kennedy: non era importante per me. (A proposito dei giudizi di Chomsky sulla morte di Kennedy e King, John Judge afferma "se sia stata un semplice caso o meno dipende solamente da quanto vi era simpatico il tipo"). La penso ancora allo stesso modo, ma inconsistenza e gravità sono ingannevoli, perché la sua vita, e forse la sua morte, non avevano più importanza per lei di quanto il mio giudizio su entrambe lo abbia per me.
Se c'è qualcosa di vero al di là del semplice noto fatto che Dodi Fayed era il nipote di Adnan Khashoggi, allora la tardiva ammissione che il servizio segreto statunitense "stava registrando le telefonate della principessa nelle ore che ne hanno preceduto la morte" indica senza ombra di dubbio che la sua esistenza interessava persone che a loro volta ci interessano. È il tipo d'informazione che viene di solito trattata da una stampa apatica come una notizia "che servirà solo a dare nuovi argomenti alle teorie della cospirazione", senza affrontare nemmeno frettolosamente le domande che i nuovi fatti fanno nascere, ad esempio sul perché gli americani stessero spiando Diana o su quanto a lungo lo avessero fatto prima del fatale incidente, e se è plausibile che procedessero senza l'aiuto o il tacito consenso dell'MI6.
A volte potete intuire la cospirazione dall'elevato livello di disinformazione che circonda un avvenimento, inclusi numero e qualità delle "talpe" impazienti di farsi conoscere, spifferare tutto e intorbidare le acque. Ad esempio, secondo Richard Tomlinson, ex ufficiale dell'MI6, l'autista Henri Paul e il fotografo James Andanson (la cui Fiat bianca avrebbe presumibilmente urtato l'auto di Diana prima di perdere il controllo) erano entrambi usati dalla sua agenzia per spiare la celebre coppia. (Paul naturalmente morì nell'incidente e tre anni dopo Andanson fu trovato morto nei boschi, apparentemente suicida). Oswald LeWinter, ex agente della CIA, cercò di vendere a Mohammed Al Fayed documenti, spacciati come rubati, che confermavano a lettere cubitali un supposto complotto omicida della DIA-MI6. Potrebbe anche esser vero, ma piazzare una verità nel bel mezzo di una menzogna è il miglior mezzo per toglierle credibilità. (A proposito di LeWinter, Mark Zaid, avvocato di Al Fayed, dichiarò sei anni orsono alla CNN "è stato colui che ha diffuso un mucchio di quella che è stata considerata disinformazione sulla [October Surprise]. È venuto alla ribalta con le sue affermazioni sull'omicidio del primo ministro svedese Olof Palme, è tornato alla ribalta con le sue affermazioni sull'esplosione del volo PanAm 103, e adesso torna di nuovo alla ribalta con la sua più recente attività. È proprio l'uomo dei misteri").
Un altro uomo e un altro mistero, anche se forse nella stessa cospirazione, è George Smith:
Ho perso il lavoro, la casa, mia moglie e i figli perché gli avvenimenti mi hanno superato... Oggi mi sento di nuovo in grande tensione perché stanno organizzando una campagna a mio danno. L'establishment è veramente potente e privilegiato, e dispone di fondi illimitati per pagare avvocati che mi impediscono di dire la verità.
Ex soldato, cameriere e valletto reale, Smith ha dichiarato di essere stato violentato da Michael Fawcett, stretto collaboratore del principe Carlo (secondo Smith, Fawcett e Carlo erano amanti). Diana interrogò Smith e registrò le sue dichiarazioni anni prima che diventassero pubbliche – come poi è accaduto – anche se poi la sorte del nastro registrato "divenne argomento estremamente controverso" fino alla sua morte. In un divertente tentativo di autoindagine, lo staff del principe svolse un'indagine su Smith, giunse alla conclusione che le sue richieste non avevano fondamento, e l'obbligò a dimettersi. E adesso, meno di due anni dopo la vicenda, Smith è morto di un "male sconosciuto".
La stessa Diana è morta tre anni dopo aver scritto una lettera al sue ex maggiordomo Paul Burrell, nella quale affermava "questa particolare fase della mia vita è la più pericolosa. Mio marito sta progettando un 'incidente' d'auto, con rottura dei freni e gravi ferite alla testa" (alcune settimane prima dell'incidente mortale, la Mercedes era stata rubata dal garage dell'hotel Ritz. "La polizia aveva ritrovato l'auto ma aveva scoperto che la strumentazione era stata manomessa", afferma Kenn Thomas in The Octopus. La limousine era stata poi ricondizionata. Il documento probabilmente fuorviante di LeWinter lo ricorda, e afferma che l'auto venne "modificata per rispondere a impulsi radio esterni").
Lord Stevens ha "ricevuto l'assicurazione" che i 39 documenti secretati che riportano in dettaglio le ultime conversazioni di Diana “non rivelano niente di sinistro e non contengono materiale che potrebbe aiutare a spiegarne la morte". Per dirlo in un altro modo, quelli che hanno spiato illegalmente Diana hanno dato la loro parola d'onore che non c'è niente di sospetto nei nastri che si sono rifiutati di mettere a disposizione, e una tale assurdità sembra soddisfacente agli occhi del responsabile dell'"esauriente" inchiesta condotta da Scotland Yard.
La celebrità può accecarci, specialmente se a bellezza e gioventù si aggiungono una enorme ricchezza e il potere generazionale (Il circolo di androgine ricche e senza problemi di Paris Hilton è sufficiente a far diventare famose le "schiave del sesso elitarie controllate mentalmente”). Che Diana e Dodi non significhino niente per me vuol dire solo che non avevo ragioni particolari per volerli morti. Non posso parlare anche a nome degli altri.

False Flag