|
|
|
VENDETTA,
BARBARIE E BASTARDI SENZA GLORIA DI TARANTINO |
|
|
| Gilad Atzmon
(20 giugno 1963) è uno scrittore e musicista israeliano
di musica jazz, ed un attivista contro il sionismo. Attualmente
vive a Londra. |
Ancora una volta Quentin Tarantino è riuscito a produrre l'impossibile:
'un film anti Olocausto'. Il genere cinematografico Olocausto
può essere colto come una rappresentazione realistica cinematografica
della '
vittima ebraica' (un individuo innocente e innocuo) di
fronte all'ultima brutale ideologia burocratica omicida conosciuta come
Nazismo. Il genere può essere recepito come un intenso ricatto
emotivo che mira a descrivere la storia del 20° secolo attraverso
un’identificazione empatica con un fantomatico, impeccabile protagonista
ebraico. Inutile dire che questo genere ha avuto un certo successo. Se
si tratta di
Schindler's List, Il pianista, Ogni cosa è illuminata,
Il bambino con il pigiama a righe o di qualsiasi altro film sulla
Shoah (termine ebraico per Olocausto), è sempre l'innocenza
ebraica che affronta un terrore istituzionale di stato.
Tarantino riesce a risolvere la netta discrepanza tra la cinematografica
'
innocenza ebraica' e l’ebraica nazionalista
'realtà
assassina'. Lo fa completamente attraverso la fantasia. Nella sua
ambientazione immaginaria, l'ebreo è un soggetto vendicativo. Egli
è un crudele selvaggio iconico e vendicativo, un assassino biblicamente
motivato. Nell’epopea più recente di Tarantino, per la prima
volta, l'ebreo della Diaspora assomiglia al suo nipote israeliano.
Attraverso una trama cinematografica immaginaria, la storia diventa un
continuum omogeneo in cui il passato ebraico e il presente israeliano
sono unificati in un’implacabile spedizione di vendetta suicida.
Se i film davvero assomigliano all’azione del sogno e dell'inconscio,
l’ultimo di Tarantino può essere preso come una sveglia;
illumina qualcosa che noi insistiamo nel voler sopprimere e negare.
A giudicare dalle apparenze,
Bastardi Senza Gloria segue un tipico
genere cinematografico hollywoodiano della Seconda Guerra Mondiale. Nel
film, un'unità speciale di ebrei americani (
I Bastardi Senza
Gloria) sbarca nella Francia occupata solo per insegnare ai nazisti
in cosa consiste la rappresaglia ebraica. Tendono imboscate alle pattuglie
naziste e poi uccidono i loro prigionieri, esibendo una brutalità
estrema, sia che si tratti di scalpare i nazisti morti sia che si tratti
di uccidere i superstiti fracassando loro il cranio con una mazza da baseball.
I Bastardi lasciavano sempre un tedesco vivo a testimonianza della loro
implacabile brutalità, così poteva diffondere la notizia
del terrore ebraico. Con una baionetta, incidevano una svastica sulla
fronte del superstite al fine di rendere i nazisti identificabili a tutti
dopo la guerra. Questo è presumibilmente un moderno impiego del
marchio di Caino, ma è in qualche modo un gruppo di 'ingloriosi
esseri umani' che assumono il ruolo di Dio.
La scena d’apertura del film ci porta nella Francia occupata dai
tedeschi (1941). Il col. Hans Landa (Christoph Waltz) delle
Waffen-SS
alias "
Il Cacciatore d’Ebrei", interroga un agricoltore
francese produttore di latte su voci secondo le quali egli nasconde una
famiglia ebraica locale di produttori di latte. Il col. Landa riesce a
piegare il contadino francese che ammette di nascondere gli ebrei sotto
il pavimento. Il col. Landa ordina ai suoi soldati di sparare nel parquet
uccidendo tutti tranne la giovane Shoshanna (Mélanie Laurent) che
riesce a fuggire nel bosco. (Con riferimento al produttore di latte già
là, Tarantino riesce in un modo molto sottile ad impostare lo schema
per sprigionare la sua fantasia romanzesca. Sarebbe impossibile per me
sostenere che NON vi erano agricoltori ebrei produttori di latte che,
al momento, lavoravano nella Francia occupata. Tuttavia, è anche
vero che l'allevamento da latte non era esattamente una professione tipicamente
ebraica. Apprendiamo anche, proprio in questa scena, che i nomi dei figli
della famiglia ebraica sono Shoshanna e Amos. Ancora una volta, questo
può sembrare un dettaglio. Ma in realtà è piuttosto
essenziale. Amos non è affatto un nome della Diaspora ebraica.
E’ in realtà un nome biblico.)
Tre anni dopo la sua fuga, Shoshanna riappare a Parigi con una nuova identità.
Diventa anche proprietaria di un piccolo cinema. Il film raggiunge il
suo culmine quando Shoshanna festeggia l'opportunità di vendicare
la morte della sua famiglia. Ella commette un atto eroico suicida, bruciando
a morte tutta la dirigenza nazista e l’ alto comando che si trovano
raccolti nel suo piccolo cinema per vedere l’ultimo film di propaganda
nazista di Goebbels. Mentre i nazisti bruciano vivi e il teatro viene
consumato dalle fiamme, con la faccia di Shoshanna che riempie lo schermo,
ridendo satanicamente, ella dice alla folla nazista che brucia: "
Questo
è il volto della vendetta ebraica". Da un punto di vista
ebraico, l’atto suicida di Shoshanna può essere visto in
riferimento all’eroico Sansone biblico, che fa cadere il santuario
filisteo su di sé uccidendo vecchi, donne e bambini. Nell’ultimo
film di Tarantino, più dei nazisti che bruciano gli ebrei, è
in realtà l'ebreo che blocca i nazisti dietro le porte e li brucia
a morte.
Ebreo vs nazista
“
Bastardi Senza Gloria mi ha fatto solo sorridere sempre. Quentin
Tarantino è un giusto e ogni ebreo dovrebbe scrivergli un biglietto
di ringraziamento. Ecco il mio”
Sara Silverman su
Twitter
Ci si può chiedere, come è possibile che un produttore
ebreo affiliato con Israele e il sionismo stia dietro ad un film che
ritrae gli ebrei in una luce così orribile. La risposta è
molto semplice. I sionisti amano considerare se stessi come vendicativi
e spietati. In Israele, Sansone, che non è altro che un assassino
genocida, è considerato un eroe eterno. E’ persino riuscito
ad ottenere un battaglione IDF chiamato come lui. Non è un segreto
che la fantasia della ricompensa è profondamente permeata all'interno
della psiche sionista e della politica israeliana. Il "Mai
più" è lì per suggerire agli israeliani
che gli ebrei non saranno mai più mandati come agnelli al macello.
Quello che in pratica significa è che gli ebrei combatteranno
e colpiranno duro come possono. La rappresaglia è un elemento
chiave per la comprensione del comportamento di Israele. Per quanto
il film mostri un’immagine terrificante dell’ebreo vendicativo,
succede che ebrei e sionisti approvino il film e gli piaccia anche.
Ma Tarantino non si ferma qui. Egli offre anche una dura critica dell’identità
ebraica, tracciando un paragone tra i protagonisti ebrei e nazisti.
A differenza dei protagonisti ebrei animati da una vendetta unidimensionale
(I Bastardi Senza Gloria e Shoshanna), i nazisti di Tarantino
sono più complessi e multidimensionali.
Per cominciare, essi presentano una dualità e perfino una contraddizione
tra individualità e ruolo collettivo. Mentre i protagonisti ebrei
presentano una convinzione che unifica il personale e il tribale nella
ricompensa, il col. Landa, il “Cacciatore d’Ebrei”
delle SS rimbalza tra edonismo e asservimento omicida nazista. Il col.
Landa è anche un austriaco molto ben educato, un uomo colto e
affascinante. Eppure, in pochi secondi potrebbe trasformarsi in una
bestia mostruosa. Interpreta il suo comportamento in termini di produttività;
sta 'facendo il suo lavoro'. Alla fine della giornata, è
un detective e il suo compito è quello di individuare gli ebrei
nei loro nascondigli. Il col. Landa è persino disposto ad ammettere
che lui è bravo a farlo perché è in grado di 'pensare
come un ebreo': può prevedere in che modo le persone che
‘mancano di dignità' potrebbero comportarsi. A
differenza dei protagonisti ebrei che non sanno parlare nessuna lingua
straniera, il col. Landa è immerso nella cultura occidentale.
Parla correntemente l’inglese, il francese e l’italiano,
oltre al suo nativo tedesco. A differenza dei protagonisti ebrei che
sono concentrati su nient’altro che la vendetta, Landa tradisce
infine il Terzo Reich solo per porre fine alla guerra e avere la pace
in Europa. Inutile dire che riesce anche a garantirsi, allo stesso tempo,
il suo futuro, negoziandolo con un 'pezzo grosso' americano.
Fredrick Zoller (Daniel Brühl), è un altro esempio di identità
nazista multidimensionale. Zoller è un giovane eroe di guerra
della Wehrmacht tedesca protagonista nell’ultimo film
di propaganda di Joseph Goebbels Malgrado Zoller sia una macchina per
uccidere decorata, egli è ben lungi dall'essere fiero di esserlo.
L'aveva fatto per legittima difesa. Il suo affetto reale è il
cinema. E' al cinema che incontra Shoshanna e si innamora di lei, ignaro
del suo retaggio e del suo piano di vendetta. Mentre Zoller riesce facilmente
ad allontanarsi dal suo ruolo di eroico soldato nazista o addirittura
di macchina per uccidere, Shoshanna non è pronta neppure a prenderne
in considerazione la possibilità. Lei è programmata per
compiere la sua missione. Finirà per sparargli alla schiena e
distruggere il comando nazista.
Guida sommaria al simbolismo di Tarantino
Simbolismo e storia - Come menzionato prima durante il film, i Bastardi
Senza Gloria intagliano svastiche sui soldati tedeschi ai quali
è consentito sopravvivere alla loro terribile esperienza.
Non è esattamente un segreto che la storia della Seconda Guerra
Mondiale sia ben lungi dall'essere ampiamente accessibile o liberamente
discussa. Piuttosto che cercare di approfondire il significato della
storia e della dinamica storica, siamo soggetti ad una crescente saturazione
di simbolismo e anche di legislazione che suggerisce quali vedute sono
permesse e quali no. 'Terrore', 'nazisti' e 'fascismo',
ovviamente, sono 'i cattivi'. 'Democrazia' e 'Libertà'
sono le 'bontà'. Tarantino è qui per offrire
una dura critica di quanto sopra. Incidere la fronte delle persone con
simboli (svastiche) è una forma di mantenimento di egemonia.
Come sembra, siamo solo abbastanza potenti da dettare 'una verità'.
Se invece fossimo stati interessati al significato della nostra storia,
avremmo potuto fermare l’Impero di Lingua Inglese dal ripetere
il suo crimine dresdiano a Hiroshima, in Vietnam, in Iraq e a Gaza.
Il Golem - Ad un certo punto, l’alto comando nazista
è convinto che "L'Orso Ebreo", un ‘cacciatore
di nazisti con un’oscillante mazza da baseball' è in realtà
un vendicativo Golem, chiamato da un rabbino arrabbiato. Nella leggenda
ebraica, il Golem è una creatura fatta di argilla e portata alla
vita da incantesimi magici. Nel film, "L'Orso Ebreo"
è in realtà il Sergente Donny Donowitz (Eli Roth), secondo
in comando dei Bastardi. Il riferimento al Golem è piuttosto
significativo. A quanto pare, anche i nazisti non possono credere che
un essere umano può rivelarsi così brutale verso un altro
essere umano. Tuttavia, il simbolismo può anche essere maggiore.
Il Golem ha la parola ebraica “verità''
incisa sulla sua fronte. Per I Bastardi Senza Gloria il concetto
di verità è la 'verità' che riescono a imporre
agli altri incidendo svastiche sulle loro fronti.
Il Goy Sabbath - Il Tenente Aldo Raine (Brad Pitt), il comandante
dei Bastardi, è un Goy [termine ebraico per indicare un non ebreo,
ndt] americano che non ha nulla a che fare con l'ebraismo o l’ebraicità.
Egli è un ufficiale del Tennessee di accentuato spessore, animato
da vendetta. Ci si potrebbe chiedere perché Tarantino avesse
lasciato ad un Goy cowboy il comando dei Bastardi ebraici. E’
possibile che Tarantino stia cercando di suggerire che il tenente Raine
è solo uno sfogo (o un mercenario su commissione) della rappresaglia
ebraica. Sconvolgente come possa sembrare, i suoi rapporti con i suoi
subordinati ebraici possono somigliare ai rapporti tra Bush e i suoi
Neocon guerrafondai. È difficile stabilire se il tenente Raine
è soggetto a giudaificazione o se è lui, essendo un selvaggio
assetato di sangue, che sfrutta la vendetta ebraica. Una cosa è
piuttosto evidente, secondo l’immaginario cinematografico di Tarantino,
la combinazione America ed Ebrei è ben lungi dall'essere una
sana avventura umanista.
Il Film e il Sogno
Invece di guardare al contenuto di un sogno, può anche essere
possibile immaginare il sogno che guarda a noi come il suo ‘contenuto
di realtà'. Come accade, nel sogno di solito siamo noi e
la nostra cosiddetta realtà psichica che veniamo osservati e
anche esaminati. L'interpretazione dei sogni si basa, nella maggior
parte dei casi, sul presupposto che nel sogno, alcune onde involontarie
di pensieri sono lì per far luce sull’essenza del nostro
essere. È lì per portare alla nostra attenzione quelle
cose che sopprimiamo e neghiamo. Questa idea fa venire in mente lo slogan
di Slavoj Zizek del 1960 secondo cui 'la realtà è
lì per coloro che non possono affrontare il sogno'.
Il film ricorda il ruolo del sogno. Per quanto tendiamo a credere di
essere noi stessi spettatori, di volta in volta, siamo noi che veniamo
osservati. L’ultimo film di Tarantino è un classico esempio.
È lì per elevare la coscienza verso il regno dei pensieri
che noi ci ostiniamo ad evitare. Solleva questioni che sono considerate
tabù. Ci offre l'occasione di guardare in noi stessi dal punto
di vista dell'inconscio. Attraverso la fantasia, disegna la nostra realtà.
Come nel sogno, Bastardi Senza Gloria sposta e rimodella gli
eventi, senza alcun impegno di qualsiasi verità storica; non
è neppure vincolato a fatti ben accertati. Da questo non deriva
alcuna narrazione riconosciuta, tuttavia, fornisce il significato. Il
successo del film può essere dovuto alla sua capacità
di comunicare con una realtà pre-simbolica (Il Reale lacaniano).
Esso ci spoglia del nostro simbolismo e ordine simbolico. Come un'opera
d'arte, ci porta più vicino all’Essere. Attraverso la violenza,
esso tocca la nostra etica dell’essenza e risveglia la nostra
brama di bontà. Per la prima volta andiamo al di là della
discrepanza che ci impone di chiudere un occhio sull'origine dei sionisti,
sulla barbarie e sul commercio bellico su scala mondiale. Attraverso
la fantasia, riusciamo a guardare il male in faccia e questo è
esattamente dove Tarantino termina il suo film. Nella scena finale,
la fotocamera prende il posto degli occhi del tenente Raine (inquadratura
soggettiva o “POV”). Noi sostanzialmente guardiamo
il tenente Raine mentre sadicamente intaglia con la baionetta sulla
fronte del col. Landa. Nel linguaggio cinematografico, fondamentalmente
guardiamo con orrore come il tenente Raine intaglia tutti noi con croci
uncinate.
L’inconscio, secondo Lacan, è il discorso degli altri.
E’ quella dolorosa verità che si cerca di nascondere agli
altri pur sapendo che questo occultamento può essere impossibile.
Dal punto di vista ebraico, Bastardi Senza Gloria avrebbe dovuto essere
realizzato come l'incubo di un brutto sogno che diventa realtà.
È quasi impossibile negare che Tarantino è là fuori
a gridare 'il re è nudo': egli non è né
vittima né innocente. Il fatto che molti ebrei non lo riescono
a vedere e, invece, finiscono per lodare il film, può essere
un altro inquietante indizio che l’ identità collettiva
sionista è riuscita a staccarsi da qualsiasi concetto riconosciuto
di realtà umanista. Sebbene possa sembrare triste, esso spiega
il sostegno istituzionale del mondo ebraico a Israele. Si può
anche capire il perché i sionisti come collettivo non sono riusciti
a interiorizzare il significato della Shoa. Invece di cercare la grazia
in se stessi, i sionisti continuano a impegnarsi nella caccia al nazista
e marchiare gli altri con etichette e simboli diversi.
Per troppi anni, le lobby sioniste in tutto il mondo sono riuscite a
smantellare tutte le critiche su Israele. Sono riuscite a trasformare
la storia della Seconda Guerra Mondiale in una ristretta zona interna
di ricerca ebraica. Sono riuscite a trasformare la nostra conoscenza
del passato in uno scambio simbolico, ma non sono riuscite a zittire
in qualche modo il sogno. È qui che entra in gioco Tarantino.
Attraverso la fantasia riesce a dirci tutto sulla nostra realtà.
Proprio mentre i Bastardi Senza Gloria, Shoshanna e gli israeliani
(che si riuniscono sulle colline intorno a Gaza per guardare il loro
esercito che semina morte) guadagnano un po’ di piacere dalla
vendetta, è possibile che in due ore e mezzo di terapia guidata
da Tarantino possiamo, infine, imparare a gustare i nostri sintomi e
dire a voce alta: quello che è troppo è troppo. Non più
la vendetta tipo Vecchio Testamento e la barbarie. Vogliamo invece grazia
e misericordia.