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IL PIANO
DEL BILDERBERG PER IL 2009: RIFARE L'ECONOMIA GLOBALE
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Andrew
G. Marshall è un ricercatore associato del Centre
for Research on Globalization [Centro per la Ricerca sulla
Globalizzazione] (CRG). Sta attualmente studiando Storia ed Economia
Politica presso la Simon Fraser University. |
Per ulteriori particolari sulle mosse fatte per creare una banca centrale
globale, valute regionali, una valuta di riserva globale ed un organo
governativo mondiale, vedere: Andrew G. Marshall, The Financial New World
Order: Towards a Global Currency and World Government: Global Research,
6 aprile 2009
Dal 14 al 17 maggio l’elite globale si è riunita in segreto
in Grecia per la conferenza annuale del Bilderberg, tra la limitata
e scoordinata attenzione dei media. Circa 130 degli individui più
potenti del mondo si sono incontrati per discutere le questioni pressanti
del giorno d’oggi e per decidere il corso dell’anno prossimo.
L’argomento principale di discussione durante l’incontro
di quest’anno è stata la crisi finanziaria globale, il
che non ci ha sorpreso, considerato che l’elenco dei presenti
alla conferenza comprende molti dei primari architetti della crisi,
nonché coloro che sono pronti a “risanarla”.
L’ordine del giorno: la ristrutturazione dell’economia
politica globale
Prima dell’inizio della conferenza il giornalista investigativo
sul Bilderberg Daniel Estulin ha reso noto l’argomento principale
dell’ordine del giorno, che gli era stato rivelato dai suoi informatori
interni. Seppure tali resoconti non siano verificabili le sue fonti
si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato, al pari di
quelle di Jim Tucker, il veterano investigatore del gruppo Bilderberg.
Apparentemente l’argomento principale di discussione dell’incontro
di quest’anno è stata la presa di posizione sulla crisi
economica, in termini di intraprendere “una prolungata, agonizzante
depressione che condanni il mondo a decadi di stagnazione, declino e
povertà … oppure una depressione intensa ma più
breve che apra la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile,
con meno sovranità ma maggiore efficienza”.
Gli altri punti all’ordine del giorno comprendevano un piano per
“continuare ad ingannare milioni di risparmiatori ed investitori
che credono alla montatura di un presunto miglioramento dell’economia.
Stanno per essere incastrati con perdite esorbitanti ed una grave sofferenza
finanziaria nei mesi a venire” e “ci sarà
una spinta finale per la promulgazione del Trattato di Lisbona, in attesa
di un voto favorevole sul trattato da parte dell’Irlanda a settembre
oppure ad ottobre“, [1] che darebbe all’Unione
Europea enormi poteri sugli stati membri, rendendola essenzialmente
un governo regionale sopranazionale, con ciascuno stato membro relegato
ad uno status per lo più provinciale.
Poco dopo l’inizio delle riunioni, il giornalista investigativo
sul Bilderberg Jim Tucker ha riferito che le sue fonti interne gli avevano
rivelato che il gruppo avesse all’ordine del giorno “un
piano per un dipartimento della sanità globale, un dipartimento
del tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che una lunga
fase di contrazione economica”. Tucker ha riferito che il
ministro degli esteri svedese ed ex primo ministro Carl Bildt, “ha
fatto un discorso a sostegno della trasformazione dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità in un dipartimento della sanità
mondiale, nonché della trasformazione del FMI in un dipartimento
del tesoro mondiale, entrambe le cose naturalmente con il patrocinio
delle Nazioni Unite”. Tucker ha inoltre reso noto che “il
segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt sollecitavano una recessione
più breve e non una di dieci anni … in parte perché
una recessione di dieci anni danneggerebbe gli stessi industriali del
gruppo Bilderberg, [che] per quanto vogliano avere un dipartimento globale
per l’occupazione ed un dipartimento globale del tesoro, gli piace
ancora far soldi e una recessione così lunga gli costerebbe un
bel po’ di soldoni industrialmente parlando perché nessuno
comprerebbe i loro giocattoli…. l’inclinazione è
ad abbreviarla”. [2]
Dopo il termine delle riunioni, Daniel Estulin ha riferito che “una
delle maggiori preoccupazioni del gruppo Bilderberg è il pericolo
che il loro zelo per cambiare il mondo architettando il caos al fine
di attuare il loro programma a lungo termine possa far sì che
la situazione gli sfugga di mano e conduca infine ad uno scenario dove
il Bilderberg e l’elite globale in generale sono sopraffatti dagli
eventi e finiscono col perdere il controllo che esercitano sul pianeta”.
[3]
Il 21 maggio scorso la Macedonian International News Agency
[agenzia di stampa internazionale macedone] ha reso noto che “una
nuova relazione del Cremlino sul misterioso gruppo del Bilderberg, che
la scorsa settimana ha tenuto la sua riunione annuale in Grecia, afferma
che le elite corporative, politiche e finanziarie dell’occidente
sono riemerse dalla loro riunione segreta dopo aver raggiunto l’accordo
che per poter continuare nel loro slancio verso un nuovo ordine mondiale
dominato dai poteri occidentali, il dollaro USA deve essere ‘totalmente’
distrutto”. La stessa relazione del Cremlino avrebbe inoltre
affermato che “la maggior parte delle elite più ricche
dell’occidente hanno partecipato ad una riunione segreta senza
precedenti a New York, indetta e condotta da” David Rockefeller,
“per complottare la fine del dollaro USA”. [4]
La riunione segreta dei miliardari
La riunione a cui viene fatto riferimento è stata una riunione
segreta, dove “una dozzina delle persone più ricche
del mondo si sono riunite per un incontro privato senza precedenti dietro
invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di regalare denaro”,
tenutasi presso la Rockefeller University, e che comprendeva noti filantropi
come Gates, Buffett, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George
Soros, Eli Broad, Oprah Winfrey, David Rockefeller senior e Ted Turner.
Uno dei presenti ha affermato che “non era segreta”,
ma che “doveva essere un incontro tra colleghi e amici. Era
una cosa di cui si parlava da tempo. Bill e Warren speravano di poterlo
fare occasionalmente. Hanno mandato gli inviti e la gente è venuta”.
L’editore del Chronicle of Philanthropy Stacy Palmer
ha detto: “considerata la gravità dell’economia
in questi tempi, non credo che sia una sorpresa che questi filantropi
si siano incontrati”, e che “tipicamente non si
incontrano per scambiarsi consigli tra loro”. Ad ospitare
la riunione sono stati Buffet, Gates e David Rockefeller. [5]
[vedi: Appendice 2: le connessioni del Bilderberg con
la riunione dei miliardari ].
Durante la riunione, “i partecipanti hanno rifiutato fermamente
di rivelare il contenuto della discussione. Qualcuno ha citato un accordo
per garantire la riservatezza della riunione. I portavoce per Buffet,
Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros, per la Winfrey ed altri hanno
diligentemente rifiutato di commentare, nonostante qualcuno abbia confermato
la presenza”. [6] I resoconti indicano
che “hanno discusso come affrontare il tracollo globale ed
ampliare le loro attività di beneficenza durante la depressione”.
[7]
Il quotidiano inglese The Times ha riportato che questi “influenti
miliardari si sono riuniti in segreto per considerare come potrebbe
essere impiegata la loro ricchezza per rallentare la crescita della
popolazione mondiale” e che “hanno parlato di unire
le loro forze per superare gli ostacoli politici e religiosi al cambiamento”.
È interessante che “l’informale sessione pomeridiana
è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei miliardari
è stato detto che si trovavano a dei ‘briefing di sicurezza’.
Inoltre “i miliardari hanno avuto ciascuno 15 minuti per presentare
la causa a loro più a cuore. Durante la cena hanno discusso come
avrebbero potuto mettersi d’accordo su una ‘causa generale’
che potesse sfruttare i loro interessi”, e quello che è
stato deciso è che “erano d’accordo che la priorità
era la sovrappopolazione”. Infine “è emerso
il consenso a sostenere una strategia che affrontasse la crescita della
popolazione come una minaccia potenzialmente disastrosa per l’industria,
l’economia e l’ambiente”, e che “devono
rimanere indipendenti dalle agenzie governative, che sono incapaci di
prevenire quel disastro che tutti vediamo all’orizzonte”.
Uno dei presenti alla riunione ha detto che “volevano parlare
da ricco a ricco senza doversi preoccupare che qualsiasi cosa che dicessero
finisse sui giornali, facendoli apparire come un’alternativa al
governo mondiale” [8]
La relazione trapelata
Il reporter investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin, secondo quanto
è stato riportato, ha ricevuto dalle sue fonti interne un documento
conclusivo di 73 pagine per i partecipanti sulla riunione del gruppo
Bilderberg, che ha rivelato che esistevano seri disaccordi tra i partecipanti
stessi. “I più intransigenti sono favorevoli al declino
drammatico e ad una grave depressione di breve durata, ma ci sono anche
quelli che credono le cose siano andate fin troppo oltre e che le ricadute
del cataclisma economico globale non possono essere calcolate con esattezza
se si opta per il modello di Henry Kissinger. Tra questi ultimi c’è
Richard Holbrooke. Quello che non si conosce a questo punto è
se il punto di vista di Holbrooke coincide, in effetti, con quello di
Obama”. La visione di comune consenso è che la recessione
sarebbe peggiorata e che la ripresa sarebbe stata “relativamente
lenta e protratta”, e di cercare questi termini sulla stampa
nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.
Estulin ha riferito “che alcuni importanti banchieri europei di
fronte allo spettro della loro stessa mortalità finanziaria,
sono estremamente preoccupati, definendo questa mossa di equilibrismo
“insostenibile” e dicono che il deficit di bilancio
e commerciale degli USA potrebbe portare come risultato alla fine del
dollaro”. Un esponente del Bilderberg ha detto che “le
banche stesse non sanno dare risposta su quando (si toccherà
il fondo)”. Tutti sembravano essere d’accordo “che
il livello di capitale necessario per le banche americane potrebbe essere
considerevolmente più elevato di quanto è stato suggerito
dal governo americano attraverso i recenti stress test”.
Inoltre un esponente del FMI ha indicato che il suo personale studio
delle recessioni storiche suggerisce che gli USA hanno superato solo
un terzo di quella attuale; pertanto le economie che prevedono di riprendere
con una rinascita della domanda da parte degli USA dovranno attendere
a lungo. Uno dei presenti ha asserito che “le perdite azionarie
nel 2008 sono state peggiori di quelle del 1929”, e che “anche
la prossima fase del declino economico sarà peggiore degli anni
’30, sostanzialmente perché l’economia americana
è gravata da circa 20 trilioni di dollari di debito eccedente.
Finché tale debito non sarà stato eliminato, l’idea
di un boom salutare non è che un miraggio”. [9]
Secondo Jim Tucker, il gruppo Bilderberg si starebbe attivando per organizzare
un summit in Israele dall’8 al 11 giugno, dove “i principali
esperti mondiali di regolazione” possano “affrontare
l’attuale situazione economica in un unico forum”.
Con riferimento alle proposte presentate da Carl Bildt per la creazione
di un dipartimento del tesoro mondiale e di un dipartimento della sanità
mondiale facente capo alle Nazioni Unite, si crede che il FMI diventerà
il dipartimento del tesoro mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale
della Sanità diventerà il dipartimento della sanità
mondiale. Bildt ha inoltre riaffermato [il concetto] di “cambiamento
climatico” come sfida chiave per il perseguimento degli obiettivi
del Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una “crisi
che si verifica una sola volta in una generazione, mentre il riscaldamento
globale è una sfida che si presenta una sola volta nel corso
di un millennio”. Bildt ha inoltre proposto l’ampliamento
del NAFTA [accordo nordamericano di libero scambio tra USA, Messico
e Canada] attraverso l’emisfero occidentale per creare un’Unione
Americana, usando l’UE come “modello di integrazione”.
Secondo quanto riportato il FMI avrebbe inviato una relazione al Bilderberg
sostenendo la propria trasformazione a dipartimento mondiale del tesoro,
e “il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha entusiasticamente
approvato il piano per un dipartimento mondiale del tesoro, anche se
non ha ricevuto alcuna garanzia di diventarne il leader”.
Geithner ha detto inoltre: “la nostra speranza è di
poter lavorare con l’Europa su una struttura globale, un’infrastruttura
globale che abbia un’appropriata supervisione”. [10]
Il piano del Bilderberg in azione?
Riorganizzare la Federal Reserve
Dopo la conferenza del Bilderberg si sono susseguiti svariati annunci
interessanti da parte di alcuni partecipanti chiave, specificamente
in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 maggio
scorso è stato riportato che si crede che il segretario al tesoro
americano Timothy Geithner “abbia una forte propensione a
dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nella regolazione futura”
e che “si intende che la Fed si farà carico di parte
del lavoro attualmente svolto dalla Securities and Exchange Commission
americana”. [11]
Mercoledì 20 maggio Geithner ha parlato al Senate Banking
Committee [comitato di attività bancarie del senato americano]
asserendo che “ci sono indicazioni importanti che il nostro
sistema finanziario è in via di ripresa”. Circa la
regolamentazione del sistema finanziario, Geithner ha affermato che
“dobbiamo assicurare che le regole internazionali per la regolamentazione
della finanza siano coerenti con gli standard elevati che implementeremo
negli Stati Uniti”. [12]
Bloomberg ha reso noto che “l’amministrazione di Obama
potrà richiedere che vengano tolti alla Securities and Exchange
Commission alcuni dei suoi poteri secondo una riorganizzazione regolatrice”
e che “la proposta ancora da finalizzare, darà prevedibilmente
alla Federal Reserve maggiore autorità di sorveglianza sulle
società finanziarie ritenute troppo grandi per fallire. La Fed
potrà ereditare alcune delle funzioni della SEC, mentre altre
passeranno ad altre agenzie”. È interessante che “l’agenzia
del presidente della SEC Mary Schapiro è stata per lo più
assente nelle negoziazioni all’interno dell’amministrazione
sulla revisione regolatrice, ed ha espresso frustrazione per non essere
stata consultata”.
È stato reso noto che “il segretario al tesoro Timothy
Geithner avesse intenzione di discutere le proposte di cambiare le regolamentazioni
finanziarie ieri sera durante una cena con il direttore del National
Economic Council Lawrence Summers [che è stato anche presente
al Bilderberg], con l’ex presidente della Fed Paul Volcker [anche
lui al Bilderberg], con l’ex presidente del SEC Arthur Levitt
ed Elizabeth Warren, professore di legge all’università
di Harvard che fa capo al gruppo di controllo del Congresso per il Troubled
Asset Relief Program da 700 miliardi di dollari”. [13]
La Federal Reserve è una banca centrale privata, di
proprietà dei suoi azionisti, che consistono nelle banche principali
che formano ciascuna Fed bank regionale (la più grande
delle quali è la JP Morgan Chase e la Federal Reserve
Bank di New York). Questo piano darebbe essenzialmente ad una banca
privata, che ha autorità governativa, l’abilità
di regolare le banche che la possiedono. È come mettere un colonnello
a sorvegliare un generale verso cui è direttamente responsabile.
Come mettere la volpe a far la guardia alle galline. È letteralmente
concedere la proprietà sul regolatore finanziario alle banche
che vengono regolate.
Come riferito da Market Watch, una pubblicazione online del Wall
Street Journal, “la Federal Reserve, creata quasi 100
anni fa a seguito di un periodo di panico finanziario, potrebbe essere
trasformata in un’agenzia diversa mentre l’amministrazione
di Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema
finanziario”. Con riferimento alla comparsa di Geithner al
Senato, è stato reso noto che “anche Geithner è
stato sottoposto a terzo grado sulle intime relazioni esistenti tra
le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima
che Geithner entrasse a far parte dell’amministrazione era il
presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida
pubblica-privata che è gestita e posseduta dalle banche”.
In risposta “Geithner ha insistito che le banche private non
hanno voce in capitolo sulle politiche della New York Fed, ma ha ammesso
che le banche sono coinvolte nella nomina del presidente, che fa la
politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman è
stato costretto a rassegnare le dimissioni questo mese a causa dei percepiti
conflitti di interesse per le sue grandi partecipazioni nella Goldman
Sachs”. [14]
Il FMI come un dipartimento globale del tesoro
L’ordine del giorno del Bilderberg di creare un dipartimento globale
del tesoro è già stato avviato prima della conferenza
del gruppo con le decisioni prese durante il summit finanziario del
G20 ad aprile. Anche se il G20 sembrasse inserirlo più nel contesto
della formazione di una banca centrale globale è probabile che
il FMI possa rivestire entrambi i ruoli.
Dopo la riunione del G20 all’inizio di aprile 2009, è stato
riportato che “il mondo ha fatto un altro passo avanti verso
[la creazione] di una valuta globale, con l’appoggio di una banca
centrale globale, che gestisce la politica monetaria per tutta l’umanità”,
come il comunicato rilasciato dai leader del G20 affermava che “abbiamo
concordato di sostenere uno stanziamento generale di SDR che immetterà
$250 miliardi di dollari (£170 miliardi di sterline) nell’economia
mondiale ed aumenterà la liquidità globale”,
e che “gli SDR sono diritti speciali di prelievo, una moneta
di carta sintetica emessa dal Fondo Monetario Internazionale che è
rimasta in incubazione per mezzo secolo”. Essenzialmente
“stanno di fatto mettendo in gioco una valuta mondiale. È
fuori dal controllo di qualsiasi ente sovrano”. [15]
[vedi Appendice 2: creare una banca centrale del mondo]
Dopo la conferenza del Bilderberg “il presidente Obama ha
chiesto al Congresso di autorizzare $100 miliardi di dollari di prestiti
per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per contribuire a creare
un fondo di salvataggio da $500 miliardi di dollari”, che
darebbe al FMI la prerogativa essenziale di un ministero globale del
tesoro, fornendo salvataggi per i paesi in difficoltà in tutto
il mondo. Inoltre “la proposta di legge consentirebbe al FMI
di prendere prestiti fino a $100 miliardi di dollari dagli USA e di
aumentare il contributo fiscale degli Stati Uniti al FMI di $ 8 miliardi
di dollari”. Approfondendo sul programma, è stato
riferito che “i leader mondiali hanno cominciato con l’iniziativa
globale dei salvataggi, chiamata Nuovi Accordi di Prestito (NAB) nel
corso del G20 all’inizio di aprile. Il presidente era d’accordo
allora di rendere disponibili i fondi aggiuntivi”. Obama
ha scritto che “il segretario al tesoro Geithner ha concluso
che l’entità dei NAB sfortunatamente è inadeguata
per far fronte al tipo di grave crisi economica e finanziaria che stiamo
vivendo, e sono d’accordo con lui”. [16]
Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei diritti speciali
di prelievo (SDR) del FMI, formando di fatto una valuta mondiale, è
stato recentemente reso noto che “l’Africa subsahariana
riceverà circa $ 10 miliardi di dollari dal FMI in diritti speciali
di prelievo (SDR) per aiutare le sue economie a fronteggiare la crisi
finanziaria globale” e che “come parte di un accordo
da $ 1,1 trilioni di dollari per combattere la depressione economica
mondiale raggiunto durante il summit del G20 di aprile, il FMI emetterà
diritti speciali di prelievo per un valore di $ 250 miliardi di dollari,
che potranno essere usati per incrementare le riserve di valuta estera”.
[17]
Recenti relazioni hanno inoltre indicato che il ruolo del FMI nell’ambito
dell’emissione dei SDR va di pari passo con la discussione del
gruppo Bilderberg sul potenziale crollo del dollaro americano e “trasformare
lo standard del dollaro in un sistema basato sui diritti speciali di
prelievo rappresenterebbe una rottura fondamentale con una politica
che è durata oltre 60 anni”. È stato riferito
che “esistono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema
monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità
è una graduale erosione del dollaro come valuta di riserva determinata
dal mercato in favore dell’euro. Ma se il ruolo internazionale
dell’euro – specialmente il suo utilizzo nei mercati finanziari
– è aumentato dal suo inizio, è difficile immaginare
che possa superare il dollaro come valuta di riserva dominante nel futuro
prossimo”. Tuttavia “essendo improbabile che l’egemonia
del dollaro sia seriamente minacciata dalle forze del mercato, per lo
meno nel breve e medio termine, l’unico modo di portare ad una
seria riduzione del suo ruolo di valuta di riserva è attraverso
gli accordi internazionali”. È qui che entrano in
gioco gli SDR, dato che “un modo di rendere gli SDR la principale
valuta di riserva relativamente presto sarebbe creare e stanziare una
grande quantità di nuovi SDR per i membri del FMI.”
[18] Che è esattamente quello che sta succedendo
adesso con l’Africa e il FMI.
L’ex amministratore delegato del FMI Jacques de Larosière
ha affermato recentemente che l’attuale crisi finanziaria “data
la sua portata, presenta un’opportunità unica per migliorare
le istituzioni, e c’è già il pericolo che si possa
perdere questa chance se i diversi attori non riescono ad accordarsi
sui cambiamenti prima che riprenda la crescita economica”.
Adesso lavora come consulente per la BNP Paribas, una società
molto rappresentata alle conferenze del gruppo Bilderberg, ed è
stato ministro del tesoro in Francia quando era presidente Valéry
Giscard d’Estaing, che è regolarmente presente al Bilderberg.
[19]
Il servizio del Guardian sul Bilderberg
Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante
quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua
della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime
cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano
[alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso
hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano
il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori.
Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà
portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7
giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” [20]
Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista
ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando.
Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese
che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato
due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di
fotografare le limousines che entravano nell’hotel. [21]
Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo
dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa
di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato:
“tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che
crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’
intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il
Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul 'che facciamo
adesso?' Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo
avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione?
Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe
così talmente più facile con un’unica banca, un’unica
valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di
un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più
guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve
ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”,
e poi “oppure no”.
Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento
spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove
le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così
maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno
sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una
vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo
o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica
debba essere fatta così” e l’autore Charlie
Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare
il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato
inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni
di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente
sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto,
e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere”
che stava sulla strada”. [22]
Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo
della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli
“perché è qui?”. Skelton ha detto
che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg,
e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la
ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” [23]
I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando
fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché
succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere
liberamente le idee?
Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che:
“Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia
della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli
dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni
quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti
puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti
ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e
Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons
and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino
per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia
di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come
ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza
del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano
nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una
approfondita copertura mediatica generale”. [24]
La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto
fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione.
Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era
pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto
“allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei
vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle
vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure
il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il
cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica
di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è
il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic
Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”
Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale
puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di
tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze.
Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura
di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini
che sono interessati: media fatti dalla gente”.
Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza
Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso
– proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro
cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel
Regno Unito] delle carte d’identità”, perché
“è essenzialmente una questione di poter chiedere,
dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria
esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione
dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato
questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni
dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie
senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg:
ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e
in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo
un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata.
E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.”
Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità
ti trasforma da libero cittadino a sospetto”. [25]
Chi c’era?
Tra i membri del gruppo del Bilderberg ci sono vari monarchi europei.
Alla conferenza di quest’anno era presente la regina Beatrice
d'Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della
Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni
del mondo. È stata raggiunta da uno dei suoi tre figli, il principe
Constantijn, che è stato anche presente alla riunione. Il principe
Constantijn ha lavorato con il Commissario Europeo olandese per l’EU,
oltre ad essere stato un consulente di politica strategica per la Booz
Allen & Hamilton di Londra, una delle maggiori società
di consulenza strategica e tecnica nei settori dell’analisi economica
e aziendale, dell’analisi dell’intelligence e delle operazioni
e della tecnologia dell’informazione, oltre a molti altri. Il
principe Constantijn è stato inoltre un ricercatore per la RAND
Corporation in Europa. La RAND è stata inizialmente fondata
come un think tank di politica globale, creata per offrire
ricerca ed analisi alle forze armate USA, tuttavia adesso collabora
con i governi, le fondazioni, le organizzazioni internazionali e le
organizzazioni commerciali. [26] Tra i reali presenti
c’era anche il principe Philippe del Belgio e la regina Sofia
di Spagna.
Le banche private
Come consueto l’elenco dei presenti era pieno di nomi che rappresentavano
le maggiori banche del mondo. Tra questi, David Rockefeller, ex direttore
generale e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di
cui era fino a poco tempo fa il presidente dello International Advisory
Board; ed è tuttora presidente onorario del Council
on Foreign Relations, presidente del Board of the Americas
Society e del Council of the Americas, presidente onorario
della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski;
è inoltre uno dei membri fondatori del gruppo Bilderberg, un
illustre filantropo nonché patriarca di una delle dinastie del
settore bancario più ricche e potenti del mondo.
Era presente anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero che è
direttore generale della Deutsche Bank, nonché direttore
non esecutivo della Royal Dutch Shell, vice presidente della
Siemens AG, il maggior colosso tecnologico d’Europa; è
anche membro dell’International Advisory Council dello
Zurich Financial Services Group; presidente del consiglio dell’Istituto
Internazionale delle Finanze, l’unica associazione globale di
istituzioni finanziarie al mondo; e vice presidente del consiglio di
fondazione del Forum Economico Mondiale. [27]
Anche Roger Altman era presente alla riunione del Bilderberg: un investment
banker, investitore finanziario di private equity, nonché
ex sotto segretario al tesoro durante l’amministrazione di Clinton.
Gli altri banchieri presenti alla riunione di quest’anno comprendono
Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español
de Crédito, avendo lavorato in precedenza con la JP
Morgan; Frederic Oudea, direttore generale e nuovo presidente del
consiglio di amministrazione della banca francese Sociéte
Generale; Tommaso Padoa-Schioppa, banchiere ed economista italiano
ed ex ministro dell’economia e delle finanze in Italia; Jacob
Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg,
direttore generale della Investor AB; e George David, direttore
generale della United Technologies Corporation, che fa inoltre
parte del consiglio della Citigroup, membro del Business Council,
del Business Roundtable, e che è vice presidente del
Peterson Institute for International Economics. [per maggiori
informazioni sul Peterson Institute, vedere: Appendice
1]
I banchieri canadesi comprendevano W. Edmund Clark, presidente e direttore
generale del TD Bank Financial Group, che fa inoltre parte
del consiglio di amministrazione del C.D. Howe Institute, un
prominente think tank canadese; Franck McKenna, vice presidente del
TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese per gli Stati
Uniti, ex premier del New Brunswick; e Indira Samarasekera, presidente
dell’università di Alberta, che fa parte anche del consiglio
della Scotiabank, una delle maggiori banche canadesi.
Le banche centrali
Naturalmente, tra i membri illustri del gruppo Bilderberg ci sono gli
esponenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno
tra i membri c’era il governatore della Banca Nazionale della
Grecia, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della
Banca Europea degli Investimenti, James Wolfensohn, ex presidente della
Banca Mondiale, e Nout Wellink, facente parte del consiglio della Bank
for International Settlements (BIS) [Banca dei Regolamenti Internazionali,
BRI]. [28] Anche Jean-Claude Trichet, presidente
della Banca Centrale Europea era presente. [29]
Non vi sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve
Ben Bernanke fosse presente, che sarebbe uno strano evento, considerato
che il governatore della Federal Reserve è sempre presente alle
riunioni del Bilderberg, accanto al presidente della Federal Reserve
Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York
Fed per chiedere se Dudley è stato in visita in Grecia o ha partecipato
a qualsiasi riunione in Grecia tra il 14 e il 17 maggio, o se un altro
rappresentante senior della New York Fed ci fosse andato al suo posto.
Devo ancora ricevere una risposta.
L’amministrazione di Obama al Bilderberg
L’amministrazione di Obama è stata ampiamente rappresentata
alla riunione del Bilderberg di quest’anno. Tra i presenti c’erano
Keith B. Alexander, tenente generale dell’esercito americano e
direttore della National Security Agency, l’enorme agenzia
di spionaggio degli Stati Uniti; Timothy Geithner, segretario al tesoro
USA ed ex presidente della Federal Reserve di New York; Richard
Holbrooke, inviato speciale dell’amministrazione di Obama per
l’Afghanistan e il Pakistan; il Generale James Jones, consigliere
per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, l’inviato
speciale di Obama in Russia, membro da lungo tempo del Bilderberg ed
ex segretario di stato e consigliere per la sicurezza nazionale; Dennis
Ross, consigliere speciale per il Golfo Persico e l’Asia sud-occidentale
per il segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, Comandante
del CENTCOM (il Comando Centrale USA in Medio Oriente), Lawrence Summers,
direttore del National Economic Council della Casa Bianca,
ex segretario del tesoro durante l’amministrazione di Clinton,
ex presidente dell’università di Harvard, ex capo economista
della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve
System e presidente dell’Economic Recovery Advisory Board
di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs
ed attuale presidente della Banca Mondiale; [30]
e il sotto segretario di stato James Steinberg [31].
Altri nomi illustri
Tra i molti altri presenti alla riunione c’era il Visconte Étienne
Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea e presidente
onorario del Gruppo Bilderberg; Francisco Pinto Balsemão, ex
primo ministro del Portogallo; Franco Bernabè, direttore della
Telecom Italia e vice presidente della Rothschild Europe; Carl
Bildt, ex primo ministro della Svezia; Kenneth Clarke, segretario ombra
degli affari nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei servizi
segreti britannici (MI6); Donald Graham, direttore della Washington
Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della
NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lord britannica e vice presidente
della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente del
Canergie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American
Enterprise Institute; Romano Prodi, ex presidente del consiglio
italiano; J. Robert S. Prichard, direttore generale della Torstar
Corporation e presidente emerito dell’università di
Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale dell’Accordo
Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio (GATT), primo direttore
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed attuale presidente
della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International
oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Royal Bank
of Scotland, ad essere presidente della Commissione Trilaterale,
vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali nonché
membro da lungo tempo del Bilderberg; Peter Thiel, del consiglio di
amministrazione di Facebook; Jeroen van der Veer, direttore
generale della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, editore associato
e commentatore economico capo del quotidiano Financial Times;
e Fareed Zakaria, un giornalista americano e un membro del consiglio
del Council on Foreign Relations. [32]
È stato anche riportato che la riunione di quest’anno avrebbe
coinvolto anche il direttore generale di Google Eric Schmidt,
oltre all’editore del Wall Street Journal, Paul Gigot,
[33] che erano entrambi presenti l’anno scorso.
Conclusione
Chiaramente, è stata la prerogativa della riunione del Bilderberg
di quest’anno di sfruttare per quanto possibile la crisi finanziaria
globale per raggiungere gli obiettivi per cui hanno lottato per molti
anni. Che comprendono la creazione di un dipartimento globale del tesoro,
probabilmente in congiunzione con una banca centrale globale o che sia
rappresentato dalla medesima istituzione; entrambi sembrano essere nel
processo di essere incorporati nel FMI.
Naturalmente, le riunioni del Bilderberg servono gli interessi delle
persone e delle organizzazioni che vi sono rappresentate. Dato il gran
numero di rappresentanti dell’amministrazione di Obama che erano
presenti, le politiche americane che ruotano intorno alla crisi finanziaria
sono probabilmente emerse dal gruppo del Bilderberg e ne servono gli
interessi. Considerata la marcata rappresentanza dell’establishment
della politica estera di Obama alla conferenza del Bilderberg, è
sembrato sorprendente non aver ricevuto ulteriori informazioni circa
la polica estera americana dalla riunione del Bilderberg di quest’anno,
forse ha a che fare con il Pakistan e l’Afghanistan.
Tuttavia, gli USA hanno recentemente deciso di licenziare il generale
che ha avuto la soprintendenza della guerra in Afghanistan, rimpiazzandolo
con il “Tenente Generale Stanley McChrystal, ex berretto verde
che ha recentemente comandato le operazioni segrete speciali delle forze
militari in Iraq.” [35] Dal 2003 al 2008,
McChrystal “ha condotto il Joint Special Operations Command
(JSOP) del Pentagono, che ha il controllo delle forze armate più
critiche, compresa la Delta Force”, ed è stato descritto
dal giornalista investigativo vincitore del Premio Pulitzer Seymour
Hersh come capo dell’”ala esecutiva di assassinio”
[36] del vice presidente Cheney.
Quindi dati i recenti cambiamenti, come pure l’alto livello di
rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama
al Bilderberg quest’anno, è probabile che siano state prese
alcune decisioni o per lo meno che sia stata fatta una discussione sull’escalation
della guerra in Afghanistan e l’espansione al Pakistan. Tuttavia
non è sorprendente che l’argomento principale dell’ordine
del giorno fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio l’anno
prossimo sarà interessante e le elite sperano di certo di renderlo
produttivo.
APPENDICE 1: le connessioni del Bilderberg
con la riunione dei miliardari
Peter G. Peterson, uno degli ospiti della riunione segreta di miliardari,
è l’ex segretario al commercio americano sotto l’amministrazione
di Nixon, presidente e direttore generale della Lehman Brothers,
della Kuhn Loeb Inc., dal 1977 al 1984 è stato cofondatore
del Blackstone Group, la prominente società di private
equity e investment bank, di cui è presidente, e nel 1985 è
diventato presidente del Council on Foreign Relations prendendo
il posto quando David Rockefeller ha rinunciato all’incarico.
Ha fondato il Peterson Institute for International Economics ed è
stato presidente della Federal Riserve di New York dal 2000
al 2004. Il Peterson Institute for International Economics
è un importante think tank mondiale in campo economico,
che si prefigge di “informare e formare il dibattito pubblico”,
da cui “gli studi dell’Istituto hanno contribuito a
fornire il fondamento intellettuale di molte delle principali iniziative
finanziarie internazionali degli ultimi vent’anni: la riforma
del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’adozione di standard
bancari internazionali, dei sistemi di tasso di cambio nei G-7 e nelle
economie di mercato emergenti, politiche verso il dollaro, l’euro
ed altre valute importanti, e risposte alle crisi di debito e valuta
(compresa l’attuale crisi del 2008-09)”. Ha inoltre
“dato un importante contributo alle decisioni chiave nelle
politiche commerciali” come lo sviluppo dell’Organizzazione
Mondiale del Commercio, il NAFTA, l’APEC, e il regionalismo est
asiatico. [37]
Ha un prominente elenco di nomi nel suo consiglio di amministrazione.
Peter G. Peterson è presidente del consiglio; George David, presidente
della United Technologies è il vice presidente, oltre
a far parte del consiglio di amministrazione della Citigroup,
ed è stato ospite della conferenza Bilderberg di quest’anno;
Chen Yuan, governatore della China Development Bank ed ex vice governatore
della People’s Bank of China (la banca centrale cinese);
Jessica Einhorn, preside della Paul H. Nitze School of Advanced
International Studies (SAIS) di Washington della Johns Hopkins
University, ex membro ospite del Fondo Monetario Internazionale
(FMI), ex amministratore delegato della Banca Mondiale e facente attualmente
parte del consiglio della Time Warner e del Council on
Foreign Relations; Stanley Fischer, governatore della Banca Centrale
d’Israele, ex vice presidente della Banca Mondiale, ed amministratore
delegato del FMI, ex vice presidente della Citigroup e regolare
partecipante alle riunioni del Bilderberg; Carla A. Hills, ex rappresentante
dello US Trade, ed è stata tra i primi negoziatori del NAFTA,
fa parte dell’International Advisory Boards dell’American
International Group, la Coca-Cola Company, la Gilead
Sciences, la J.P. Morgan Chase, membro del comitato esecutivo
della Commissione Trilaterale, co-presidente del Council on Foreign
Relations, ed ha avuto un ruolo centrale nel documento del CFR
“Building a North American Community” (Costruire
una Comunità Nordamericana), che cerca di rimodellare il nordamerica
secondo le linee dell’Unione Europea, ed è stata inoltre
un illustre membro del Bilderberg; anche David Rockefeller fa parte
del consiglio del Peterson Institute, come pure Lynn Forester
de Rotschild; Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea,
che è presente a tutti gli incontri del Bilderberg; Paul A. Volcker,
ex governatore del Federal Reserve System, regolare partecipante
alle riunioni del Bilderberg ed attuale presidente dell’Economic
Recovery Advisory Board di Obama.
Direttori onorari del Peterson Institute comprendono i membri
del Bilderberg Alan Greenspan, ex presidente del consiglio dei governatori
del Federal Reserve System, uno dei primi architetti della
crisi attuale; Franck E. Loy, ex sotto segretario di stato per gli Affari
Globali e che fa parte dei comitati di Difesa Ambientale, il Pew
Center for Global Climate Change, il Resources for the Future
e la Population Services International; George P. Shultz, ex segretario
di stato americano durante l’amministrazione di Reagan, presidente
e direttore del Bechtel Group ed ex segretario al tesoro. [38]
APPENDICE 2: creare una banca centrale del
mondo
Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio per il commercio internazionale
durante l’amministrazione di Clinton, ex preside della Yale
School of Management, ha prestato precedentemente servizio alla
Casa Bianca per la politica economica internazionale sotto Nixon ed
ha fatto parte dello staff di programmazione politica dei segretari
di stato Henry Kissinger e Cyrus Vance delle amministrazioni di Ford
e Carter. È stato anche amministratore delegato della Lehman
Brothers e del Blackstone Group, ed è anche membro
del Council on Foreign Relations. Già dal 1998 Garter
ha scritto un articolo per il New York Times in cui sosteneva
la creazione di una banca centrale mondiale. [39]
Durante l’attuale crisi finanziaria, Garten ha scritto un articolo
per il Financial Times in cui sosteneva “la creazione
di un’autorità monetaria globale per la sorveglianza dei
mercati che sono diventati senza frontiere”, agendo come
una banca centrale globale. [40] Alla fine di ottobre,
Garten ha scritto un articolo per Newsweek in cui ha detto che “i
leader mondiali dovrebbero iniziare a preparare il terreno per la creazione
di una banca centrale globale”. [41]
Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Gartner su Newsweek,
è stato reso noto che “il Fondo Monetario Internazionale
potrebbe presto non avere denaro per salvare un sempre crescente elenco
di paesi che vanno in frantumi nell’Europa dell’est, in
America Latina, in Africa e in parti dell’Asia, suscitando timori
che dovrà attingere ai contribuenti nei paesi occidentali per
un’infusione di capitale oppure ricorrere all’opzione nucleare
di stamparsi i soldi da sé”. Inoltre “l’opzione
nucleare è di stamparsi i soldi emettendo Diritti di Prelievo
Speciali, agendo in effetti come se fosse la banca centrale del mondo”.
[42]
Note
[1] CFP, Annual
Elite Conclave, 58th Bilderberg Meeting to be held in Greece, May 14-17.
Canadian Free Press: May 5, 2009
[2] Paul Joseph Watson, Bilderberg
Wants Global Department Of Health, Global Treasury. Prison
Planet: May 16, 2009
[3] Paul Joseph Watson, Bilderberg
Fears Losing Control In Chaos-Plagued World. Prison Planet:
May 18, 2009
[4] Sorcha Faal, Bilderberg
Group orders destruction of US Dollar? MINA: May 21, 2009
[5] Kristi Heim, What
really happened at the billionaires' private confab. The Seattle
Times: May 20, 2009
[6] A. G. Sulzberger, The
Rich Get … Together (Shhh, It Was a Secret). The New
York Times: May 20, 2009
[7] Chosun, American
Billionaires Gather to Discuss Slump. The Chosun Ilbo: May
22, 2009
[8] John Harlow, Billionaire
club in bid to curb overpopulation. The Sunday Times: May 24,
2009
[9] Press Release, Investigative
Author, Daniel Estulin Exposes Bilderberg Group Plans. PRWeb:
May 22, 2009
[10] James P. Tucker Jr.,
BILDERBERG AGENDA EXPOSED. American Free Press: June 1, 2009
[11] James Quinn, Tim
Geithner to reform US financial regulation. The Telegraph:
May 21, 2009
[12] Greg Menges, U.
S. Secretary of the Treasury Timothy F. Geithner speech before the Senate
Banking Committee. Examiner: May 20, 2009
[13] Robert Schmidt and Jesse Westbrook, U.S.
May Strip SEC of Powers in Regulatory Overhaul. Bloomberg:
May 20: 2009
[14] Rex Nutting, Fed
could be completely retooled, Geithner says. Market Watch:
May 20, 2009
[15] Ambrose Evans-Pritchard, The
G20 moves the world a step closer to a global currency. The
Telegraph: April 3, 2009
[16] Marie Magleby, Obama
Wants U.S. to Loan $100 Billion to Global Bailout Fund. CNS
News: May 20, 2009
[17] Joe Bavier, Sub-Saharan
Africa to receive $10 bln in SDRs-IMF. Reuters: May 25, 2009
[18] Onno Wijnholds, The
Dollar’s Last Days? International Business Times: May
18, 2009
[19] MATTHEW SALTMARSH, Former
I.M.F. Chief Sees Opportunity in Crisis. The New York Times:
May 22, 2009
[20] Charlie Skelton, Our
man at Bilderberg: in pursuit of the world's most powerful cabal.
The Guardian: May 13, 2009
[21] Charlie Skelton, Our
man at Bilderberg: They're watching and following me, I tell you.
The Guardian: May 15, 2009
[22] Charlie Skelton, Our
man at Bilderberg: I'm ready to lose control, but they're not.
The Guardian: May 15, 2009
[23] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: 'You
are not allowed to take pictures of policemen!' The Guardian:
May 17, 2009
[24] Charlie Skelton, Our
man at Bilderberg: Fear my pen. The Guardian: May 18, 2009
[25] Charlie Skelton, Our
man at Bilderberg: Let's salt the slug in 2010. The Guardian:
May 19, 2009
[26] Dutch Royal House, Work
and official duties. Prince Constantijn
[27] Deutsche Bank, Management Board. Our
Company
[28] InfoWars, Bilderberg
2009 Attendee List (revised). May 18, 2009
[29] Demetris Nellas, Greek
nationalists protest Bilderberg Club meeting. AP: May 14, 2009
[30] InfoWars, Bilderberg
2009 Attendee List (revised). May 18, 2009
[31] MRT, Top
US official arrives in Greece. Macedonian Radio and Television:
May 15, 2009
[32] InfoWars, Bilderberg
2009 Attendee List (revised). May 18, 2009
[33] WND, Google
joins Bilderberg cabal. World Net Daily: May 17, 2009
[34] Adam Abrams, Are
the people who 'really run the world' meeting this weekend?
Haaretz: May 14, 2009
[35] YOCHI J. DREAZEN and PETER SPIEGEL,
U.S. Fires Afghan War Chief. The Wall Street Journal: May 12,
2009
[36] M.J. Stephey, Stan
McChrystal: The New U.S. Commander in Afghanistan. Time Magazine:
May 12, 2009
[37] PIIE, About
the Institute. Peterson Institute for International Economics
[38] PIIE, Board
of Directors. Peterson Institute for International Economics
[39] Jeffrey E. Garten, Needed:
A Fed for the World. The New York Times: September 23, 1998
[40] Jeffrey Garten, Global
authority can fill financial vacuum. The Financial Times: September
25, 2008
[41] Jeffrey Garten, We
Need a Bank Of the World. Newsweek: October 25, 2009
[42] Ambrose Evans-Pritchard, IMF
may need to "print money" as crisis spreads. The
Telegraph: October 28, 2009