| |
| |
LA GUERRA
AL TERRORISMO E' UN MITO
Intervista a WEBSTER
TARPLEY
|
ReOpen911
e GeoPOlIntel intervistano Webster Tarpley 13.07.2009 |
|
Webster TARPLEY, storico e giornalista statunitense, lavora sulle forme
di ingerenza, e in particolare sullo sfruttamento della minaccia terroristica.
Si è specializzato nello studio delle operazioni false flag, ossia
operazioni commando o terroristiche che usano false rivendicazioni per
provocare una situazione conflittuale.
“
Non si può capire la politica attuale degli Stati Uniti
se si sottovaluta la portata reale dell'11 settembre. Gli attentati dell'11
settembre sono stati un colpo di Stato. La guerra contro il terrorismo
si basa su un mito e a partire da questi eventi è diventata una
religione di stato obbligatoria. Il solo modo di combattere i neoconservatori
è di distruggere questo mito. L'apertura di una commissione di
verità come quella di Russell-Sartre al momento della guerra del
Vietnam, potrebbe contribuire a distruggerlo".
Non si può negare che Tarpley sia un esperto di geopolitica e la
sua conoscenza dei meccanismi complessi della situazione attuale ci ha
naturalmente spinti a chiederne il parere sulla situazione presente. Le
domande sono state co-redatte da
ReOpen911 e il sito
GeoPolIntel
che ha realizzato un'analisi estensiva dello scudo ABM (Anti Missili Balistici).
Prima di affrontare l'intervista vera e propria, Webster G. Tarpley, autore
di diversi libri, tra cui la straordinaria opera 9/11 Synthetic Terror:
Made in USA, ci ha chiesto di completare l'intervista con il paragrafo
seguente.
“
Il principale progetto americano-britannico del momento è
di balcanizzare il Pakistan, in modo che non possa diventare un corridoio
energetico per la Cina, l'Iran e il Medio Oriente, come possiamo vedere
con la posizione del porto di Gwadar. La folle escalation di violenza
in Afghanistan, che porta il segno di Obama, ha senso solo se capiamo
che lo scopo è di distruggere il governo centrale del Pakistan
e provocare l'esplosione di questo paese in cinque fasi, secondo il prolungamento
del piano di Bernard Lewis.
Il Pakistan è un obiettivo molto più importante dell'Iran.
Esiste addirittura un piano americano-britannico per distruggere la catena
dei paesi pro-cinesi lungo l'Oceano Indiano. Ma lo Sri Lanka ha evacuato
l'esercito del terrore (sostenuto dagli Stati Uniti e il Regno Unito):
terroristi che avevano i loro quartieri generali a Londra e conosciuti
con il nome di Tigri Tamil. Era davvero grottesco vedere Kouchner e Milliband
(Ministri degli Esteri francese e britannico) cercare disperatamente di
salvare le Tigri Tamil, affinché i macellai potessero combattere
ancora! I posti come lo Zimbabwe, il Sudan, la Thailandia, la Cambogia,
il Bangladesh e diversi gruppi di isole, sono oggi un campo di battaglia
tra la Cina (quest'ultima fa pressioni in favore di un commercio e uno
sviluppo pacifico), e l'alleanza Stati Uniti e Gran Bretagna che cerca
di mandarli in rovina e di mantenere il consenso screditato di Washington
contro il consenso di Pechino, che respinge l'intimidazione imperialista
del tipo FMI-Banca Mondiale-WTO".
ReOpen911: La lettera di Obama a Medvedev, nella quale
chiede ai Russi di negoziare l'abbandono del nucleare iraniano, non
sarebbe un mezzo per rinfocolare una nuova guerra in Medio Oriente?
Webster G. Tarpley: Come ho scritto in Obama, The Postmodern
Coup, la politica generale dell'amministrazione Obama è di fomentare
i conflitti tra l'Iran e la Russia. Lo chiamano il gioco della patata
bollente – mettono uno Stato nemico contro un altro, sperando
che entrambi vengano danneggiati o distrutti durante il processo. Il
regime Obama vorrebbe spingere la Russia in una posizione di ostilità
verso l'Iran, giocando sulla paura della Russia di ciò che alla
fin fine l'Iran potrebbe fare con le armi nucleari nel caso ne avesse
qualcuna. Con persone come Putin e Lavrov, i Russi non sono pronti a
cadere in un trabocchetto del genere. La recente esperienza delle sommosse
e della mobilitazione in Iran è incoraggiata da persone della
CIA, una rivoluzione colorata, una rivoluzione di velluto che non sembra
particolarmente riuscita.
Se una marionetta anglo-americana prendesse il potere in Iran, una delle
prime cose che farebbe sarebbe tagliare l'approvvigionamento di petrolio
in Cina, dato che, di questi tempi, è lì che si trova
il maggior interesse degli Stati Uniti e della Gran Bretagna in Medio
oriente. Il discorso di Obama al Cairo non è nient'altro che
un tentativo di usare il mondo arabo-islamico del Medio oriente contro
la Russia e la Cina.
Anche l'India è uno dei principali candidati a diventare la seconda
arma eurasiatica degli Stati Uniti e del Regno Unito, ma anche qui,
gli Indiani possono rivelarsi troppo intelligenti per cadere nella trappola.
Tutti sanno che il Congresso americano ha adottato delle leggi ricorrenti
che chiedono un cambio di regime in Iran, con il finanziamento di 400
milioni di dollari, e da cinque anni e passa, Seymour Hersh ha descritto
nel New Yorker il ruolo attivo delle squadre di spionaggio e di destabilizzazione
statunitensi in Iran, che tentano di fomentare le ribellioni con gli
Arabi, gli Azeri, i Kurdi, i Baluci, i Pashtun e altri, con lo scopo
finale di dividere e balcanizzare l'Iran, nello stesso modo in cui lo
furono la Jugoslavia, l'Iraq, e come potrebbe esserlo ben presto il
Sudan. Il colore della rivoluzione in Iran è in gran parte l'opera
del gruppo “soft power" (NdT: che sostiene una politica
esterna di “bassa intensità") ispirato dagli
scritti di Joseph Nye, e che include le cerchie di Brzezinski alla Rand
Corporation, così come l'International Crisis Group
e altri operatori che per raggiungere i propri scopi usano la sinistra
come copertura, gli slogan umanitari, i diritti dell'uomo.
Se ho ben capito Jacques Sapir, egli sembra dire che gli slogan umanitari
sono stati così bistrattati dagli imperialisti occidentali al
servizio dei propri scopi predatori, che questi slogan sono stati completamente
screditati in virtù dell'ipocrisia e del loro effetto “due
pesi, due misure". Se sono proprio questi i propositi di Sapir,
sono completamente giustificati. Direi che è tempo di sottolineare
i diritti economici dei paesi in via di sviluppo, a cominciare dall'industrializzazione,
il pieno impiego, e eliminando la povertà, la malattia, l'analfabetismo,
e una situazione in cui vediamo un miliardo di persone che patiscono
la fame o che rischiano la carestia, secondo un rapporto delle Nazioni
Unite, e forse 2 miliardi di persone ridotte a un'esistenza miserabile,
con meno di un dollaro al giorno. Queste sono le vere domande che oggi
l'umanità deve affrontare.
ReOpen911: Il piano Gates-Brzezinski prevede un nuovo
approccio con l'Iran. Se questo piano non funzionasse, gli Stati Uniti
potrebbero colpire l'Iran con l'arma atomica, come diceva Schneider
JR?
Webster G. Tarpley: Tutta la base del regime di Obama,
tra le cerchie imperialiste statunitensi, è sempre più
cosciente del fatto che gli Stati Uniti sono troppo deboli, troppo odiati,
troppo in fallimento per intraprendere ora nuove avventure in Medio
oriente. Ecco perché si tirano indietro addossando la responsabilità
ad altri, facendo la guerra con l'uso di mandatari o marionette kamikaze,
come avvenne con l'Etiopia, usata contro la Somalia qualche anno fa.
ReOpen911: Se gli Stati Uniti e la Russia falliscono
nel tentativo di far accettare all'Iran la fine del suo programma nucleare,
Israele può colpirlo come colpì l'Iraq di Saddam Hussein?
Webster G. Tarpley: In seguito Gates, Panetta, Biden
e Obama stesso hanno ordinato a Israele di lasciar perdere, di abbandonare
qualsiasi idea di attaccare da solo l'Iran, cosa che l’avrebbe
staccato dai propri alleati. Ne parlo nel libro Obama: The Unauthorized
Biography. Credo che gli Inglesi siano sulla stessa linea. Il senatore
Kerry e Obama hanno anche detto che l'Iran ha diritto ad un programma
nucleare pacifico. Tutto questo rinforza l'idea che gli Stati Uniti
vogliano fare dell'Iran una marionetta kamikaze contro la Russia e/o
la Cina. Chi continua ad ignorare questa tendenza vive nel mondo com'era
prima del dicembre 2007, quando le valutazioni ufficiali dei servizi
segreti statunitensi dicevano che non c'era nessun programma d'armi
nucleari iraniano. Dubito che gli Israeliani avviino un tale attacco.
Se lo facessero, si tratterebbe di una vera e propria catastrofe mondiale.
I nostri amici del Quai d'Orsay (Ministero degli Esteri francese, Ndt)
dovrebbero fare tutto il possibile per dissuadere Netanyahu & co.
ReOpen911: Dato che i servizi segreti statunitensi
hanno detto che l'Iran ha fermato il proprio programma nucleare militare
dal 2003, dobbiamo accettare un Iran con un nucleare civile?
Webster G. Tarpley: Certo, nonostante la demagogia
bellicistica di Sarkozy e di Kouchner su quest'argomento quando tentarono
di andare al fronte. Ogni paese ha un diritto inalienabile alla scienza,
alla tecnologia, all'industria e alla produzione di energia moderna,
e nel mondo d'oggi, questo può significare solo lo sfruttamento
pacifico dell'energia nucleare. Questa era la base della politica estera
americana durante la maggior parte della guerra fredda, l'iniziativa
“Atomi per la pace" di Eisenhower.
Tutti i paesi del mondo che vogliono affermare la propria sovranità
e il diritto allo sviluppo considerano seriamente l'esame di un'applicazione
importante dell'energia nucleare, a cominciare dalla Cina, l'India,
la Russia, la Giordania e molti altri. In questo seguono il ben riuscito
esempio francese, molto più eloquente dei discorsi di Sarkozy.
Dopo le violazioni massicce del regime di non proliferazione, suggellato
da Stati Uniti e India sul nucleare, gli Stati Uniti non si fanno scrupoli
quando si tratta di intimidire o tormentare gli altri su questo aspetto.
ReOpen911: La colonna vertebrale della politica estera
americana in Europa è il Trattato ABM e l'allargamento della
NATO. Cosa ne pensate di questa provocazione verso la Russia e del rischio
di vedere affrontarsi alleati europei?
Webster G. Tarpley: Nella migliore delle ipotesi, l'allargamento
della NATO è inutile e assai pericoloso nella maggior parte degli
scenari probabili. Quale persona di buon senso si impegnerebbe a battersi
e a morire per un demente come Saakashvili, dopo che quest'ultimo ha
mostrato la propria instabilità mentale con l'attacco kamikaze
contro la Russia nell'agosto 2008? Che persona di buon senso vorrebbe
essere impegnata nell'ultima avventura di questi cleptocrati dell'FMI
a Kiev? Quando la Germania dell'Est è stata reintegrata nella
Germania dell'Ovest, gli Stati Uniti hanno preso degli impegni seri
con la Russia: le forze della NATO non sarebbero entrate nell'ex Germania
dell'Est. Ora, sono andate molto più lontane. È il momento
di invertire questa tendenza. Invito la Francia a riconsiderare l'idea
di reintegrare la struttura di comando della NATO.
Tenendo conto dell'impegno americano nei regimi instabili e aggressivi
non lontani dalla Russia, la Francia corre il rischio di essere trascinata
in una guerra catastrofica sulla scia anglo-americana. Questo non è
il futuro di una grande nazione come la Francia. Possiamo vedere anche
una seconda serie di paesi provocatori composta da Lettonia, Lituania,
Estonia, Polonia, Ucraina e altri paesi, che possono essere buttati
nella lotta contro la Russia per questioni come l'interruzione della
distribuzione di gas naturale in Europa dell'Ovest quasi ogni inverno.
ReOpen911: Riguardo al trattato ABM, cosa ne pensate
dell'impianto dello scudo spaziale in paesi dell'Europa dell'Est come
la Repubblica
Ceca, senza previo accordo con il Parlamento europeo?
Webster G. Tarpley: Ho richiamato diverse volte Obama
in pubblico affinché prendesse degli impegni precisi, se vuole
provare di essere davvero l'angelo della pace che dice di essere. Il
primo è annunciare che non ci sarà nessun schieramento
di sistemi ABM in Polonia, poiché possono essere facilmente messi
in atto in un primo attacco nucleare preventivo strategico contro la
Russia, ributtando così il mondo nel contesto esplosivo della
vecchia guerra fredda. Obama potrebbe semplicemente annunciare: “La
crisi dei missili polacchi non avverrà". L'altro impegno
che Obama potrebbe prendere sarebbe quello di ritirare tutto il sostegno
degli USA all'allargamento della NATO. È quello che qualsiasi
Europeo con un po’ di buon senso esigerebbe che facesse. Invece,
l'estate scorsa abbiamo avuto 200.000 fans raggirati da Obama alla porta
di Brandeburgo.
ReOpen911: In questo contesto, cosa ne pensa dell'integrazione
della Francia alla NATO, e la sua partecipazione alla guerra contro
il terrorismo?
Webster G. Tarpley: Raccomanderei alla Francia di non
sottomettersi al comando della NATO. Il presidente de Gaulle aveva completamente
ragione quando espulse da Versailles i quartieri generali della NATO
e ritirò la Francia dalla struttura di comando della NATO. Questo
non ha offuscato le relazioni franco-americane, ma ha impedito che gli
elementi anarchici presenti nell'organizzazione causassero seri problemi
alla Francia. In particolar modo penso al generale Lyman Lemnitzer,
sostenitore dell'operazione Northwood (NdT: piano concepito da alti
dirigenti del Dipartimento della Difesa USA allo scopo di suggestionare
l'opinione pubblica statunitense ed indurla così a sostenere
un attacco militare USA contro il regime cubano di Fidel Castro) quand'era
Presidente del Pentagono e stava per diventare il Comandante della NATO,
e che fece di tutto per installare Gladio in Italia e nella maggior
parte dei paesi della NATO (NdT: organizzazione paramilitare del secondo
dopoguerra, legata ai servizi segreti occidentali promossa dalla NATO
per contrastare un'eventuale invasione sovietica dell'Europa occidentale).
Riassumendo, De Gaulle aveva ragione, l'Occidente ha bisogno che la
Francia mantenga la propria indipendenza intellettuale e l'attitudine
a sviluppare una critica responsabile e realista sugli eccessi degli
Anglo-americani. Ciò che fece De Gaulle, è ciò
che ci si aspetta dai futuri leader francesi.
ReOpen911: Riguardo all'11 settembre, pensa che possa
nascere un'inchiesta indipendente? E in caso affermativo, sarebbe per
volere della giustizia americana o di un'azione internazionale come
i "Politics for 9/11 Truth" (NdT: Dirigenti politici
per la verità sull'11 settembre).
Webster G. Tarpley: L'importanza del movimento per
la verità sull'11 settembre, sviluppatosi nella società
americana tra il 2006 e il 2007, si è ampiamente disgregata fino
a diventare impotente. Mentre la campagna delle primarie cominciava
a riunire le energie nel 2007, molti vecchi attivisti dell'11/9 han
commesso il grave errore di sacrificare la propria attività a
politici professionisti che avevano promesso di fare qualcosa per indagare
sulla questione. Dennis Kucinich, candidato di sinistra al partito liberal-democratico,
promise pubblicamente che avrebbe indagato sull'11/9, così come
sull'affaire del B-52 “canaglia" (NdT: Bombardiere
strategico a largo raggio prodotto dalla Boeing) avvenuta tra l'agosto
e il settembre 2007, poco dopo che un gruppo di attivisti di cui facevo
parte emise l'avvertimento di Kennebunkport, col quale dicemmo che Cheney
stava facendo un ultimo tentativo per avviare la guerra contro l'Iran.
Questo succedeva nel momento in cui gli Israeliani lanciavano il raid
aereo contro la Siria. Ma Kucinich non mantenne la promessa. Una parte
ancor più grande dell'11/9 Truth Movement venne inghiottita
da Ron Paul, il deputato del Texas e candidato libertario repubblicano.
Non fece promesse in pubblico come Kucinich, ma in privato disse agli
attivisti dell'11/9 Truth Movement che condivideva il loro punto di
vista e che l'avrebbe detto pubblicamente al momento opportuno. Con
queste certezze, molti attivisti diedero il proprio tempo, denaro e
sostegno alla campagna presidenziale di Ron Paul. Ma quando, durante
un dibattito nazionale sulla televisione via cavo a cui assisteva tutta
la stampa nazionale, Ron Paul venne interrogato, affermò con
forza che riteneva assurde le idee dell'11/9 Truth Movement e che queste
lo imbarazzavano; aggiunse inoltre che gli attivisti avrebbero dovuto
abbandonare i loro sforzi. Disse anche che il suo scetticismo riguardo
al rapporto della Commissione dell'11 settembre era uguale al suo scetticismo
per i documenti del governo, né più né meno. Alla
fine, quando fu chiaro che Obama aveva una reale possibilità
di diventare Presidente, il resto dei liberali di sinistra rinunciò
all'attivismo e si unì alla quiete messianica e utopica proposta
da Obama.
Di conseguenza, il movimento per la Pace, il movimento per la destituzione
(NdT: e il processo di Bush) e l'11/9 Truth Movement vennero
letteralmente spazzati via. Tutto questo mostra il ruolo importante
svolto da Obama nella soppressione delle proteste e la protezione dell'Establishment
di Wall Street contro l'agitazione popolare. Ora ci vorrebbe l'implicazione
decisiva di uno o più leader mondiali fuori dagli Stati Uniti
per realizzare l'indispensabile inchiesta internazionale indipendente
dalla Commissione per la verità sull'11/9.
ReOpen911: Molti cittadini hanno scoperto la geopolitica
e i retroscena dei conflitti cercando di saperne di più sugli
attentati dell'11 settembre 2001. Cosa direbbe a queste persone che
scoprono, spesso con orrore, che un buon numero di guerre e attentati
sono fatti dagli Stati Uniti e/o da gruppi di interesse contro gli interessi
delle popolazioni?
Webster G. Tarpley: Il problema della politica straniera
statunitense non si trova essenzialmente all'interno del governo federale,
ma viene dal fatto che la politica straniera statunitense è ampiamente
prodotta dagli interessi bancari della potentissima Wall Street,
che opera attraverso organismi come il Council on Foreign Relations,
la Commissione Trilaterale, il gruppo Bildeberg e l'insidiosa
Mont Pelerin Society che si occupa di economia. Obama, Biden,
Holbrook e molti altri sono i servi di questi banchieri di Wall Street.
Queste forze non seguono una politica americana nazionale che imporrebbe,
per esempio, buone relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, come erano
mantenute durante la Rivoluzione Americana nel momento della Guerra
Civile americana e durante l'amministrazione di F.D. Roosevelt.
Invece di una politica nazionale americana, abbiamo una politica favorevole
ai finanzieri e agli imperialisti. È la stessa mentalità
della City di Londra e di una parte della Commissione Europea
e della Banca Centrale. Viviamo un'epoca di preponderanza oligarchica
su tutto il globo. Il solo modo di cambiare questa situazione è
aumentare la politicizzazione e l'attivismo di una parte della società
moderna che si limita solitamente a uno stupore passivo, all'apatia,
a un'alienazione attraverso la cultura popolare.
ReOpen911: Internet gioca un ruolo importante nel
mettere a disposizione le informazioni e quindi a ciò che potremmo
chiamare un'“educazione delle masse"; secondo lei,
un'azione concertata che sfoci su una censura su questa rete è
all'ordine del giorno?
Webster G. Tarpley: Uno degli aspetti positivi del
sistema statunitense è stata la forte protezione della libertà
d'espressione incarnata dal Primo Emendamento della Costituzione americana.
Potete confrontarla con la terribile situazione di un paese come la
Gran Bretagna. I liberali totalitari del regime Obama sono ostili al
proseguimento della tradizione di libertà d'espressione. Vorrebbero
ridurre l'ambito della libertà d'espressione usando il pretesto
della legislazione del crimine destinata a dichiarare illegale non atti
criminali, ma le opinioni sostenute da coloro che hanno commesso tali
atti criminali – dichiarare illegali le opinioni è un'idea
alquanto strana in giurisprudenza.
Il Partito Democratico sembra anche voler ridurre al silenzio o intimidire
l'ala destra o i commentatori radio reazionari più in vista nel
paese, e che rappresentano una delle forze principali che criticano
il regime Obama. Con il pretesto d'obbligare i diffusori che usano le
onde pubbliche, quest'ultimo è tentato di offrire un'ampia varietà
di opinioni politiche, o di rappresentare gruppi di comunità
locali. Sarebbe stato meglio vietare a una corporation il possesso totale
dei mass media in una data città e lasciare così che il
discorso evolvesse.
ReOpen911: Lei che è spesso pessimista riguardo
al futuro (basta pensare la suo ultimo libro nel quale spiega perché
nutre poca speranza in Obama) ha qualche speranza per un futuro più
pacifico?
Webster G. Terpley: Non credere alla demagogia delle
marionette di Wall Street come Obama non fa di me un pessimista,
ma un realista. Obama ha superato il proprio apogeo; si trova ora sulla
discesa, sebbene il pericolo di nuove operazioni false flag che mirano
alla Russia, alla Cina, al Sudan, al Pakistan o ad altri nuovi bersagli
aumenti senza dubbio in questo momento. Avendo studiato Platone, Leibniz
e Machiavelli, sono ottimista per ciò che riguarda le prospettive
d'azione in questo mondo. Su questi punti sono con Leibniz e contro
Voltaire. Approverei anche ciò che dice Dante sul punto essenziale
della Divina Commedia nel Canto di Marco Lombardo, dove l'accento è
messo sul fatto che lo stato del mondo non dipende da Dio, dalla predestinazione
o dalla cattiva sorte, ma che si tratta invece di un compito dato agli
esseri umani che devono esercitare il loro libero arbitrio.
Le persone devono capire che l'azione storica mondiale è più
realizzabile al presente che in qualsiasi altro momento della storia;
è il momento di trarre vantaggio da queste possibilità
prima che la porta delle opportunità si chiuda, cosa che può
succedere in qualsiasi momento.
ReOpen911: Lei che conosce bene gli ingranaggi dei
Machiavelli del nostro tempo, cosa possono fare i nostri lettori e i
cittadini per aiutare il mondo a essere migliore e più in pace?
Webster G. Tarpley: Non c'è nessuna ragione
di subire una depressione economica mondiale, né una guerra mondiale
che potrebbe seguire la stessa sequenza di eventi che abbiamo conosciuto
negli anni 1930.
Innanzitutto, le leggi dell'economia non sono affatto un mistero. Le
spiego nel mio ultimo libro Surviving the Cataclysm (Sopravvivere al
Cataclisma). Per uscire dalla depressione in primis bisogna fare tutto
ciò che è necessario per ridurre il fardello del capitale
fittizio e delle entrate speculative dell'economia mondiale.
Questo significa fare cose come vietare la bolla dei derivati di 1,5
milioni di miliardi di dollari, o tassare i derivati fino alla loro
scomparsa, vietare i prestiti ipotecari a tasso aggiustabile, dichiarare
illegali i “fondi di copertura" altamente speculativi
(hedge funds), fermare i pignoramenti delle case, delle fattorie, delle
fabbriche, tassare gli speculatori con la tassa Tobin dell'1%, regolare
di nuovo i mercati petrolieri, pignorare e chiudere le banche zombie
in bancarotta che dominano Wall Street e la City di
Londra.
Dobbiamo sequestrare la Federal Reserve, la Banca Centrale
Europea, le banche centrali controllate da privati e nazionalizzarle.
Dovrebbero cominciare col fare prestiti allo 0% per le attività
produttive, ossia la creazione di beni fisici tangibili sotto forma
di industria, agricoltura, costruzione, trasporti, edilizia, miniere,
ricerca scientifica, attrezzature sanitarie e altri preamboli dell'esistenza
umana.
Tutto questo è particolarmente necessario qui negli Stati Uniti,
poiché tutta l'economia si avvicina al punto del crollo fisico
e termodinamico. In questo paese dovremmo costruire un migliaio di ospedali,
cento reattori nucleari ad alta temperatura di quarta generazione, costruire
170.000 km di rotaie Maglev (NdT: treno a levitazione magnetica),
ricostruire il sistema autostradale interstatale, e ricostruire tutte
le infrastrutture d'acqua e di depurazione. Abbiamo bisogno di un programma
convincente in fisica di alta energia per risolvere i problemi attuali
della fusione dell'energia termonucleare. Abbiamo bisogno di un programma
persuasivo nella ricerca biomedica per trovare rimedi alle malattie
che colpiscono l'umanità. Sono sforzi che per definizione dovrebbero
essere internazionali.
Certo, dobbiamo finanziare e restaurare la rete di previdenza sociale,
che sarà fondamentale per le vittime della depressione nei prossimi
due o tre anni. E per finire, avremo bisogno di una nuova conferenza
monetaria mondiale per creare un sistema monetario mondiale vivibile
per rimettere in moto il commercio mondiale e promuovere lo sviluppo
economico e tecnologico dell'Africa, dell'Asia meridionale, della maggior
parte dei paesi dell'America Latina, dell'Europa dell'Est e di altre
zone il cui sviluppo economico è stato impedito.
Bisogna interessarsi ai grandi progetti d'infrastruttura mondiale come
il Maglev di Dakar a Dubai, il Maglev da Cap Town
al Cairo, i ponti e i tunnel lungo il Mediterraneo a Gibilterra e tra
la Sicilia e la Tunisia, un sistema Maglev eurasiatico, un
ponte-tunnel sullo stretto di Bering, un nuovo Canale Thai (NdT: l'istmo
di Kra in Malesia), una “Tennessee Valley Authority"
per il Gange, il Brahmaputra, il Mekong, l'Amazzonia e altri sistemi
fluviali nel mondo (NdT: Tennessee Valley Authority: impresa
americana incaricata della navigazione, del controllo delle piene, della
produzione di elettricità e dello sviluppo economico della valle
del Tennessee), e lo sviluppo del trasporto fluviale in Africa con un
sistema di chiuse e di canali tra l'alto Nilo e l'alto Congo.
Dovremmo fare tutto questo con la piena coscienza che se non realizziamo
queste tappe progressive necessarie finché viviamo, la civiltà
mondiale potrebbe sprofondare in un periodo di caos, di orrori che al
momento è difficile concepire, ma che dovrebbero essere sufficientemente
chiari. La mia litania preferita è quella di un minatore spagnolo
di una regione settentrionale della Spagna, le Asturie, che mi diceva
che il suo credo personale era: “La tua scelta nel mondo moderno
è chiara. Sii attivo prima di diventare radioattivo. Allora scegli".
Quest'alternativa non è cambiata molto. La mia speranza è
che sempre più persone scelgano di essere attive.