Ai cittadini
della Russia
Il governo provvisorio è stato abbattuto. Il potere statale è passato nelle mani dell'organo del Soviet dei deputati operai e soldati di Pietrogrado, il Comitato militare rivoluzionario, che è alla testa del proletariato e della guarnigione di Pietrogrado. La causa per la quale il popolo ha lottato, l'immediata proposta di una pace democratica, l'abolizione della grande proprietà fondiaria, il controllo operaio della produzione, la creazione di un governo sovietico, questa causa è assicurata. Viva la rivoluzione degli operai, dei soldati e dei contadini! Il Comitato militare rivoluzionario presso il Soviet di Pietrogrado dei deputati operai e soldati 25 ottobre 1917, ore 10 del mattino. Il 7 novembre è la data che segna il novantesimo
anniversario dell'evento che ha segnato il XX.mo secolo: la Rivoluzione
d'Ottobre o Rivoluzione Russa o Rivoluzione Bolscevica. Le tre denominazioni
sono complementari ed egualmente giuste. Poiché la Rivoluzione
del 1917 segna sia un passaggio epocale, la fine politico-diplomatica
dell'Ancien Régime; termina il predominio delle potenze
coloniali e imperialiste dell'Europa, le capitali europee scoprono di
non essere più il centro metropolitano del Mondo. A fronte del
suicidio europeo, si ergono due potenze politico-economiche extra-europee:
gli USA e il Giappone, mentre Mosca riassume la sua antica funzione di
faro dell'umanità, di guida ideologica, politica ed anche 'spirituale'.
L'Italia, guidata dalle solite camarille e dai soliti circoli massonici eterodiretti da Londra e Parigi, scelse di sprofondare in quel carnaio. E la carne da cannone, al solito, venne presa dal serbatoio smisurato rappresentato dal contadiname meridionale. Caporetto è l'emblema e simbolo della reazione del soldato-contadino ai soprusi e alla criminale ottusità dei circoli militari e politici dominanti in Italia. Checché ne dicano oscuri cantori dei Cadorna e dei Vittorio Emanuele, la rivolta e la diserzione in massa dei reggimenti Enna e Caltanissetta, furono dei legittimi atti di autodifesa e di sopravvivenza. Il 7 novembre 1917, i bolscevichi, con la presa del Palazzo d'Inverno, sede del governo provvisorio dei 'democratici liberali' e dei 'socialisti' collaborazionisti di Kerenskij, abbatterono le ultime vestigia della decrepita autocrazia zarista. Subito la Russia rivoluzionaria divenne oggetto dell'aggressione esterna delle potenze imperialiste, e dell'aggressione interna della reazione dei feudatari e della micragnosa borghesia locale, sostenuta dai 'socialdemocratici'. In effetti l'esercito imperiale tedesco costrinse il governo rivoluzionario russo a cedere l'Ucraina alla Germania guglielmina. Qui, all'ombra dei vessilli dei nazionalisti ucraini, del governo del 'democratico' Semjon Petljura, furono scatenati i più selvaggi pogrom antiebraici che si fossero mai visti. Furono centinaia di migliaia le vittime del governo nazionalista di Kiev, che dopo aver perso l'appoggio dell'esercito tedesco, ottenne l'aiuto degli eserciti alleati francese e inglese. Ma non fu solo l'Ucraina nazionalista a beneficiare dell'appoggio delle potenze occidentali. In effetti, unità militari inglesi, francesi, statunitensi, giapponesi, italiane, cecoslovacche, polacche e degli junkers e i freikorps tedeschi invasero la Russia sovietica. Ciò allo scopo di sostenere gli eserciti 'bianchi' costituiti da ufficiali zaristi, da menscevichi e da populisti, dai nazionalisti antirussi e dai feudatari cosacchi seguaci dello Zar. Nella Russia Sovietica, l'Armata Rossa di Lev Trotzkij salva la Rivoluzione, sconfiggendo i generali e gli ammiragli zaristi della reazione 'bianca', questi tutti sostenuti dalle truppe d'occupazione degli Imperi Centrali austro-tedeschi e degli Alleati occidentali. Poco noto è il tentativo, da parte di elementi del Laburismo inglese, precisamente la 'società fabiana', di tentare di controllare il nuovo governo bolscevico. Per l'operazione vennero inviati lo scrittore Herbert G. Wells e il filosofo Bertrand Russell. Lo scopo era cercare di corrompere Lenin, ma lui li prese a pedate. I fabiani massoni e filoimperialisti volevano ripetere l'impresa compiuta con Kerenskij. Alla Russia dei soviet occorsero ben quattro anni per liberarsi dalla morsa controrivoluzionaria. Mentre ciò accadeva, l'eco della Rivoluzione d'Ottobre si diffuse in tutta l'Europa. Si ebbero rivoluzioni in Germania, Baviera, Ungheria, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Finlandia e si ebbe il Biennio Rosso in Italia. Tranne che in quest'ultimo caso, tutte le altre furono represse nel sangue. In Italia il Partito Socialista di Turati e Treves non ebbe il coraggio, né la volontà di sostenere la causa operaia. Nell'opera di repressione si distinsero i socialdemocratici, che in Germania e in Ungheria guidarono la repressione anticomunista. I boia socialsciovinisti Noske, Scheidemann e Ebert furono i mandanti dell'omicidio dei leader spartachisti Jogiches, Luxemburg e Liebknecht. Tutto ciò spianò, alla lunga, la strada al Fascismo.
L'Ottobre Bolscevico è stato anche il trionfo della vera scienza della politica, del Partito/Scienza. In presenza di un quadro disastrato, creato dalla guerra interimperialista, e in presenza dello sbandamento di buona parte delle cosiddette forze sociali e popolari, (i socialdemocratici di tutti i tipi, anarchici 'nazionalisti', terroristi social-rivoluzionari), il Partito Bolscevico decise di prendere le redini della situazione, ebbe il coraggio di affrontare direttamente la situazione e di porre una soluzione al disastro generale in cui versava l'Impero Russo. Riuscì a conquistare l'appoggio delle classe operaia di Mosca, Pietrogrado e degli altri centri industriali russi; ebbe, inoltre, l'abilità di comprendere le esigenze dell'immensa classe contadina russa. Abilità che è mancata e mancherà, in seguito, a partiti e organizzazioni che si presumevano più ligie al 'Marxismo'. In realtà il preteso 'Marxismo' dei socialdemocratici russi e occidentali, allora come oggi, non è null'altro che un impasto di positivismo 'scientista' e di statalismo Lassalliano; insomma una ideologia che non mancò di sostenere gli interessi della borghesia imperialista occidentale. Come ben dimostra la storia della socialdemocrazia, dal sostegno all'invasione della Russia rivoluzionaria al sostegno della 'Guerra Globale al Terrorismo' di oggi. In Italia non si capì granché bene il processo rivoluzionario che si ebbe in Russia; Gramsci intuì qualcosa ('La rivoluzione contro il Capitale di Marx'), ma non si andò oltre nell'analisi della Rivoluzione d'Ottobre, dato che subito s'inserì la solita smania provinciale 'italiana' di ridurre tutto alla dimensione della locale lotta di fazione.
Il Marxismo in Italia non attecchì mai davvero, all'ideologia italiana mancava un elemento fondamentale: l'epistemologia. La carenza dell'analisi scientifica, razionale, anzi il rifiuto della metodologia scientifica, nella filosofia di scuola crociana e gentiliana, non poteva che impedire l'affermarsi del Marxismo e dell'analisi marxista. Infatti colui che cercò di dare, in Italia, una interpretazione marxista della Rivoluzione d'Ottobre e delle sue conseguenze nell'ambito italiano e mondiale, fu Amadeo Bordiga. Il primo segretario del PCdI. Non a caso ingegnere di professione. L'unico altro italiano che pose al centro della sua analisi il metodo marxista, fu Ludovico Geymonat. Ma entrambi, in modi diversi, furono emarginati dalla sinistra italiana. Prevalse la visione grasmciana, che fu la base del 'togliattismo', una vera ideologia che ha permesso alla sinistra italiana di percorrere la strada che va dal 'settarismo operaistico' degli anni '20 all'odierno chiacchiericcio patriottardo della sinistra istituzionale o semiistituzionale. Entrambi caratterizzati dalla mancanza di analisi scientifiche, dal settarismo sociologico, dal provincialismo e dall'ottusità strategica. Tutti mali che hanno attraversato le sinistre italiane di tutti i tipi. Senza trascurare l'oscura vicenda delle Brigate Rosse che, tramite la 'scuola di lingue' Hyperion, sarebbero state in contatto con il Mossad. Un leader delle Brigate Rosse, Mario Moretti, sequestrò un dirigente della Fiat e gli fece la foto per rivendicare l'azione; gli mise in mano un cartello con una stella rossa a ... sei punte. Era il messaggio al Mossad che indicava la sua avvenuta infiltrazione nelle Brigate Rosse? Il Mossad aveva parecchi contatti anche con l'estrema destra (Bertoli, Decima Mas, Borghese, Buttazzoni, ecc.), ed i terroristi sionisti della Banda Stern, nel 1945-48, si esercitavano al 'tiro al bersaglio' sparando sui contadini; come a Portella della Ginestra. Tutta la colpa era data a Giuliano, capro espiatorio. Ecco perché in Italia, le stragi misteriose restano sempre tali: Argo16, Ustica, Bologna, l'assassinio di Falcone e Borsellino e tutto il resto. Rimane paradigmatico il quadro della estrema sinistra italiana odierna. Essa pencola tra l'evidente filo-imperialismo di un Toni Negri al neo-malthusianesimo, ideologia intrinsecamente reazionaria, che dilaga grazie ai Latouche, Revelli, e …Grillo. A ennesima dimostrazione che in Italia quasi nessuno ha letto Marx. Difatti, per Marx, le 'teorie neo-luddistiche' erano l'arma brandita dai ceti parassitari per mantenere il controllo sulla società e proporre, addirittura, la riduzione forzata delle classi lavoratrici. Insomma, Malthus e la sua idea, secondo il vecchio barbuto di Treviri, erano nemici della genere umano. A questo punto è arrivato il disastro del 'comunismo storico novecentesco occidentale'! Nel frattempo nella neonata Unione Sovietica, rielaborazione leninista dell'Impero di tutti gli Zar, Stalin succedette a Lenin nella guida del Partito. Inizia il processo di costruzione dell'Unione Sovietica. Si devono affrontare le rivolte dei contadini del Tambov e la rivolta dei marinai di Khronshtadt. Imperversano la fame, le epidemie, perfino il cannibalismo. Lenin ideò la NEP (Nuova Politica Economica), che salva l'economia della Russia Sovietica. Tale idea sarà ripresa dai dirigenti post-maoisti della Cina popolare; suscitando le ire di coloro che hanno confuso il Marxismo con l'adorazione delle mummie. Ma la costruzione dell'URSS comporta lo scontro tra le frazioni del Partito Comunista Bolscevico della Russia. Molti pensano, come ha purtroppo insegnato la vulgata 'togliattiana', che ci fu un semplice passaggio di consegne tra Lenin e Stalin. Nulla di più falso! Esistevano parecchie frazioni nel Partito Bolscevico. Vi erano i 'Decisti' (Centralisti Demoratici); la Piattaforma Operaia ('operaisti' ante litteram, ma ben più consistenti, ideologicamente, dei loro pallidi imitatori); vi erano gli 'industrialisti' come Bukharin e Preobrazhenskij; la frazione avente come esponente Trotzkij e quella che aveva come esponente il fondatore della Internazionale Comunista, Grigorij Zinov'ev. Senza dimenticare le correnti con venature 'spiritualistiche' o 'iniziatiche' presenti nel Partito Bolscevico; quelle rappresentate da Anatolij Lunacharskij o da Mikhail Bogdanov. Infine vi era il centrismo di Stalin. Sarà lui a vincere la partita, emarginando l'estrema sinistra bolscevica, espellendo Trotzkij e annientando Zinov'ev e Bukharin.
Il costo, infatti, per la costruzione della potenza sovietica fu pesante, la burocrazia ricorse alla collettivizzazione forzata, in cui l'agricoltura fu così pesantemente colpita che non si riprese mai più del tutto. L'industrializzazione, i primi piani quinquennali, studiati dai 'trotzkisti' Pjatakov e Preobrazhenskij, furono attuati dalla burocrazia stalinista per conseguire un rapido vantaggio dell'industria pesante, a svantaggio di quella leggera e, quindi, a scapito della soddisfazione dei bisogni della popolazione. Il 'Grande Terrore', ossia la distruzione fisica del Partito Bolscevico, accompagna la costruzione della Potenza Sovietica. Vennero eliminati, arrestati, deportati e esiliati 600.000 membri del Partito Comunista dell'Unione Sovietica [PC(b)US]. Milioni di cittadini subirono il GULag, mentre i più eminenti dirigenti del PC(b)US furono fucilati: Zinov'ev, Kamenev, Radek, Bukharin, Rakhovskij, Tomskij, Kirov, Ordzhonikidze; i vertici dell'Armata Rossa: Tukhachevskij, Egorov, Gamarnik, Uborevich, Bljucher, Al'ksnis, Kork; scienziati come Kalinin, Vavilov, Florenskij. Fu la liquidazione dei 'Vecchi Bolscevichi'. Ma Stalin non prestò attenzione solo al Partito Comunista Sovietico e all'URSS. Pensò anche di 'ripulire' i partiti comunisti dell'Internazionale Comunista. Così, con l'avallo di burocrati come Togliatti, finirono davanti al plotone di esecuzione tutti i dirigenti dei partiti comunisti jugoslavo, polacco e ungherese, e centinaia di comunisti di altri paesi. Tragica fu la sorte di alcuni comunisti tedeschi e austriaci, che sfuggiti al regime nazista e riparati a Mosca, vennero consegnati da Stalin a Hitler, in ossequio al patto di non aggressione stipulato tra Terzo Reich e URSS, nell'agosto 1939. Patto che Mosca fu costretta a sottoscrivere, a causa dell'atteggiamento ambiguo delle potenze occidentali: Francia e Regno Unito. Londra e Parigi furono accondiscendenti con Hitler, e fredde se non ostili con le proposte di Mosca, che prevedevano una alleanza militare e un mutuo soccorso i caso di aggressione tedesca. Nel 1941, il Fascismo tedesco, che d'accordo con i circoli reazionari atlantismi, aggredisce l'URSS. L'operazione Barbarossa, cioè l'attacco all'URSS, era collegata con il viaggio di Rudolph Hess a Londra. Rudolph Hess, che era il delfino di Hitler, ed era stato il factotum di Karl Haushofer (padre della Geopolitica tedesca), era stato invitato dalla casa reale britannica, ma Churchill, che era un mckinderiano di ferro (Halford McKinder fu, a sua volta, il padre della Geopolitica anglostatunitense o atlantista), frenò. Hitler non volle capire e attuò il piano. Di Hitler si è scritto di tutto e di più, ma mai nessuno ha voluto investigare i due anni in cui visse in Inghilterra, chi vide? chi frequentò? A Londra entrò per la prima volta nel mondo dell'occulto politicizzato? Forse conobbe Alaister Crowley? Difficile sapere. Alaister Crowley visitò il Tibet nel 1905 per conto del Foreign Office (e forse della massoneria inglese), come Lawrence fece in Medio Oriente. 30 anni dopo Himmler mandava uomini in Tibet. Fu ispirato da Crowley? Poi, dagli anni 50, ci prova la CIA e il suo codazzo hollywoodiano, sempre Crowley? Nikolaj Roerich, iniziato ed esoterista russo, fu in Tibet negli anni '20 e poi nel 1943, per conto di Wallace/Roosevelt e di Stalin. Perchè? Roerich voleva ritornare subito a Mosca, ma Stalin volle che passasse per il Tibet. Perché? Secondo il defunto scrittore James Webb, Stalin era amico dell'occultista e iniziato 'tibetano' Gurzhev (noto in occidente come Gurdjeff). Si scoprirà mai un nesso tra questi aspetti poco noti della storia del XX.mo secolo?
Nel fuoco della lotta determinata da tale aggressione, si amalgamano nuovamente Patriottismo e Rivoluzione Sociale. Come era avvenuto durante la Eroica Guerra Civile del 1918-1921, quando anche vecchi generali zaristi, vedendo la patria in pericolo, aderiscono all'Armata Rossa, così nella Grande Guerra Patriottica del 1941-45 si riafferma il concetto di Patriottismo Sovietico. Concetto che modellerà l'azione dei grandi partiti comunisti: da quello cinese di Mao Zedong e Chu De; all'esercito e al partito jugoslavi con Tito; ai movimento di liberazione guidati da Ho Chi Minh o da Fidel Castro. Si tratta di una traccia, un'azione che si perpetua fino ad oggi nell'operato del Partito Comunista Maoista del Nepal e nelle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Ma anche nei programmi seguiti, per esempio, dal Partito Comunista Cinese o dal Partito Comunista Cubano, si può ravvisare tale spirito di condotta e metodo di governo: ovvero cercare di coniugare la liberazione della propria patria, con l'emancipazione sociale del proprio popolo. È una strada ardua, e difficile, poco capita da certi saccenti satolli bonzi del 'marxismo' occidentale. Ma è l'unica percorribile, per chi non voglia restare prigioniero del dominio altrui, interpretando i ruoli che, di volta i volta, i centri strategici metropolitani gli assegnano. Nel 1943, sempre in ossequio a una alleanza con potenze straniere; questa volta con le potenze imperialiste 'democratiche' Stati Uniti e Regno Unito; Stalin non esitò a liquidare l'Internazionale Comunista. Fece tutto ciò, non prima di essersi assicurato il 'primato' ideologico nel Movimento Comunista Internazionale, sguinzagliando i suoi sicari contro dei rivoluzionari come Andreu Nin; assassinato in Spagna dalla polizia politica stalinista, durante la guerra civile, oppure Pietro Tresso, ucciso in Francia nel 1944. Ma obiettivo supremo di questa caccia all'uomo fu la persona che era diventata l'incubo di Stalin: Trotzkij. Il fondatore dell'Armata Rossa e principale avversario di Stalin nel partito bolscevico, venne assassinato nel 1940, mentre era in esilio in Messico. Dopo la morte di Stalin, la burocrazia sovietica non ebbe la capacità di rinnovarsi e di affrontare le sfide poste dal capitalismo imperialista, finendo, al termine di una lunga parabola, con identificarsi proprio con esso. Così, sventolando la bandiera del 'Libero Mercato', i burocrati ex-stalinisti e novelli liberaldemocratici hanno portato alla quasi dissoluzione tutto ciò che era costato decenni di sacrifici ai popoli sovietici e dell'Europa Orientale. Affinché fosse chiaramente confermata la loro conversione, i burocrati, con a capo El'cin, hanno intrapreso la demolizione del patrimonio storico della Rivoluzione Bolscevica, a cominciare dalle statue di Lenin. Operazione meschinamente scimmiottata dalla sinistra occidentale, in generale, ed italiana, in particolare. I partiti comunisti operanti in tale direzione, possono preservare un futuro degno di questo nome ai propri popoli, mantenendo fede ai principi della Rivoluzione Russa dell'Ottobre 1917. Diversamente c'è la deriva catastrofica che subiscono la socialdemocrazia ed il 'comunismo' storico dell'occidente. |
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