Pur di non “dispiacere” ai padroni americani, questa destra s’inventa che ci sono ancora i “comunisti”, che la campagna violenta da “guerra civile” è promossa dalla stampa estera, imbeccata da quella italiana e dal debolissimo, in sé e per sé, partito debenedettiano de “La Repubblica”. Basta con simili sciocchezzuole: non ci sono più i comunisti, ed è inutile inventarsi un nuovo Uomo Nero che sia il contraltare di quello creato dalla sinistra: Berlusconi. Ci sono solo forze serve dello straniero – certamente per il 75% a sinistra, per il 25 a destra – e forze che si difendono solo per salvare se stesse, ma senza dire apertamente al loro elettorato (maggioritario) che il nemico viene da oltre Oceano con al seguito le “quinte colonne” della finanza (di tipologia weimariana) e industria in Italia. Con in più una Unione Europea, i cui burocrati (ad altissimo stipendio per provocare guasti irreparabili) stanno in piedi sol perché retti da Usa e Nato. Ormai sono talmente arroganti e si sentono così sicuri dell’incapacità dell’avversario a contrastarli, a causa appunto delle sue paure e scarso peso dato agli interessi del proprio paese, che la loro rappresentanza politica (Pd, Idv e scampoli vari) può sventolare il turchese (sempre con i piedi) come colore della sperata “rivoluzione”, in grado di abbattere Berlusconi e farla dilagare quale esercito mercenario per conto di Usa e GFeID. C’è un precedente che dà speranza: quando il fatuo Occhetto, salvandosi con l’abiura dal “crollo del muro”, si mise al servizio degli americani e della Confindustria agnelliana, preso dalla vertigine del potere a portata di mano grazie a “Mani pulite”, lanciandosi nei vaneggiamenti circa la “gioiosa macchina da guerra” con cui avrebbe distrutto il nemico, politicamente ed economicamente. Se i calzini del non meno fatuo Franceschini faranno la stessa fine, saremo salvi un’altra volta. Tuttavia non bisogna soltanto sperare in mere ripetizioni “miracolose”. Oggi non basta più chiamare a raccolta lo sbandato elettorato Dc-Psi contro coloro che – pur avendo cambiato il nome da pochissimo – esso considerava i distruttori dei propri partiti. Adesso si deve chiarire che cosa sono le autentiche rivoluzione “colorate” (anche la tentata in Iran, quelle appena accennate in Venezuela, Bolivia o altrove) e dire infine “pane al pane”. Non esistono più, nemmeno come recenti venduti, i “comunisti”. Siamo in presenza di una sinistra organica agli Usa del “diverso” Obama, contorto complottatore contro tutti i legittimi governi che non siano strettamente filoamericani [adesso viene anche imposto, per brogli elettorali, il ballottaggio in Afghanistan, sperando di far perdere Karzai non più in odore di santità; ha osato protestare contro alcuni massacri di civili effettuato dai colonialisti Usa]. Esistono ampi settori, infiltrati nella maggioranza sedicente berlusconiana, che tramano nello stesso senso dei venduti sinistri. Il premier svolge una politica estera decisamente più autonoma di quella voluta da questi aperti traditori, ma lo fa in tutta evidenza privo di una visione alta e chiara alla De Gaulle o alla Putin. Questo il quadro. Bisogna studiarlo sempre più da vicino. Va comunque rilevato a quale livello di aperta spudoratezza può giungere oggi una forza politica, come la squinternata sinistra in Italia, nella sua svendita smaccata allo straniero e alle nostre mignatte industrial-finanziarie. Tutto è fatto allo scoperto; segno di una degenerazione della stessa base sociale di sinistra, ormai esercito di eversori in marcia, che va fermato con gli strumenti definitivi usati contro ogni altra “quinta colonna” in qualsiasi epoca storica. Esiste attualmente una “massa” di decerebrati che segue come gregge la sinistra, mentre i vertici sono consapevoli del mercimonio (lo sono fin dal 1992-93), avendo al loro servizio un ceto intellettuale composto da melmosi e maleodoranti depositi dell’intellettualità di un tempo ormai lontano. E’ la situazione giusta affinché un paese diventi “provincia” di un altro, se non esiste un potere forte che sradichi infine questa gramigna con i metodi all’uopo adatti. PS: Ovviamente, se Bersani diventasse il nuovo segretario del Pd, perderemmo il vivace colore dei calzini di Mesiani; ci si dovrà rassegnare ad una “rivoluzione” di un grigio scolorito tipo nebbiosa giornata novembrina della bassa padana. Sarà una servitù dimessa, mesta, molto rispettosa dei padroni (come nel 1999 con l’aggressione alla Jugoslavia), invece di quella infantile e petulante dei “calzettari” in turchese. Sempre di servi stiamo però parlando. Meno male che Berlusconi è volato in Russia, dove ci sarà anche Schroeder (purtroppo un po’ malmenato nelle ultime elezioni). Chissà che Putin non riesca ad insegnare loro qualcosa in merito a come si trattano gli oligarchi felloni e le loro squallide emanazioni politiche. Speriamolo! |
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