Desidero qui solo ricordare, succintamente, una “questioncella” che Geronimo riporta con troppa fretta. Cito i passi del suo articolo che vorrei fossero attentamente considerati dal lettore, andando oltre la loro eccessiva brevità. "Partiamo, invece, dal progetto «politico» che Carlo De Benedetti, con l’accordo anche di Gianni Agnelli, mise a punto nei primi mesi del 1991 per cambiare gli assetti politici che l’Italia si era democraticamente dati e per portare al governo del Paese il vecchio Pci che a Rimini stava «espellendo » la sua area più dura, quella che poi assunse il nome di Rifondazione Comunista. Nel marzo del ’91 De Benedetti chiese all’allora ministro del Bilancio Cirino Pomicino [Geronimo appunto,ndr] se voleva «essere il suo ministro» dopo avergli spiegato le ragioni del progetto e i suoi protagonisti. Quell’offerta, tra l’altro, per come fu fatta, dimostrò la concezione «proprietaria» che De Benedetti aveva della politica e che si impose in Italia sin da quegli anni anche se, per l’eterogenesi dei fini, con altri protagonisti [quelli dell’ex Pci, ndr]..……Se ha difficoltà [D’Avanzo di Repubblica, ndr] potrà sempre chiamarci, ricordandogli, in ultimo, che senza l’iniziale progetto politico di De Benedetti, Berlusconi non sarebbe mai sceso in politica." Quanto sta qui nero su bianco è esattamente ciò da me sempre sostenuto – a partire dal 1994-95 ne Il teatro dell’assurdo, Punto Rosso, scritto assieme a Preve – in mille occasioni; e anche in ultimi pezzi nel blog. Geronimo, in altri articoli precedenti, aveva però citato non meno di 7-8 volte la “manina d’oltreoceano”, che moveva il “pentito” Buscetta nelle sue dichiarazioni atte a incriminare Andreotti & C. L’ineffabile Cossiga ha riferito – almeno tre volte: sul Corriere, mi sembra alla 7, comunque in dichiarazioni di pochissimi anni fa, su cui tutti hanno steso il silenzio come su altre clamorose rivelazioni dello stesso in relazione, ad es., all’abbattimento del nostro aereo militare Argo da parte del Mossad per ritorsione – che Buscetta aveva cominciato a parlare pure di lui. Allora,egli aveva trasmesso a chi di dovere (negli Usa evidentemente) che, se non la si smetteva, avrebbe rivelato come gli Stati Uniti si fossero mossi, tramite la mafia siciliana, per convincere – vi ricordate la famosa frase de “Il Padrino”: “un’offerta che non si può rifiutare”? – i vari partiti siciliani (di opposizione) a non effettuare proteste, manifestazioni, ecc. contro l’installazione della base di Comiso. Appena fece sapere questo, è sempre Cossiga a sostenerlo, Buscetta non parlò più di lui. Completiamo allora le notizie di Geronimo: ci fu – non sono in grado di sapere se in senso letterale o tramite colloqui trasversali – un incontro “tripolare”: 1) la manina d’oltreoceano (ovviamente la più potente, quella che comandava e da cui discese anche l’incontro sul “Panfilo Britannia”, quello delle privatizzazioni decise da “sinistri” come Ciampi, Amato; e ovviamente dall’allora Direttore del Tesoro, poi vicepresidente della Goldman Sachs, poi Governatore di Bankitalia); 2) la Confindustria (in effetti chi comandava era l’Avvocato); 3) “quelli del Pci”, che avevano abiurato, cambiato nome, negato di essere mai stati comunisti (almeno una buona parte di loro l’ha sostenuto) e che, per i servigi resi, sarebbero stati salvati dal comune naufragio degli altri partiti comunisti dopo il crollo del “socialismo” e dell’Urss. Completiamo anche il ricordo della discesa in campo di Berlusconi. Nell’autunno del ’93 – del resto impaurito da improvvide minacce di Occhetto relative a Mediaset – costui “benedì” il patto siglato da Mariotto Segni e Maroni per riunire uno schieramento elettorale in grado di opporsi alla “sinistra”. O 24 o 48 ore dopo, Bossi fece saltare quest’accordo; en passant, rammento che la Lega provocò la caduta del primo Governo Berlusconi alla fine del 1994, con il famoso “ribaltone” (è meglio non dimenticare fatti del genere). Tornando alla disdetta dell’accordo Segni-Maroni, Berlusconi non decise subito per il diretto impegno in politica; diede ancora tempo, se non sbaglio, fino a dicembre per la formazione di un raggruppamento di “centrodestra”. Non se ne fece nulla e allora egli annunciò la sua entrata nell’agone politico; non penso fosse così sciocco da non capire quanti guai gli sarebbero piombati sul groppone. Del resto, il complotto “manina (manona) d’oltreoceano-Confindustria-ex comunisti riciclatisi” – risoltosi nel colpo di mano di Mani Pulite con annientamento del vecchio regime – lo preavvertiva già di quali attacchi extrapolitici sarebbe stato oggetto; attacchi continuano tuttora, intensificati anzi a causa del suo appoggio all’Eni-Gazprom, dunque alla Russia e a paesi del Nord Africa, che sono entrati già “in affari” con queste due grandi aziende dell’energia. Meditate, gente, meditate; e ricordare per favore come siamo arrivati ai giorni nostri, con questa cloaca che è divenuta la politica. Ricordate sempre chi sono gli Usa (Bush od Obama che siano), la Confindustria – pur se oggi, e non ne capisco fino in fondo le ragioni reali, da certe parti del centrodestra si attacca a tutto campo il suo vecchio “comandante in capo” (e i viciniori), difeso invece dalla sinistra – e infine i “Fregoli della politica”, i trasformisti che cambiano casacca veloci come il baleno, essendo però costantemente privi di progetti, di proposte, di idee anche non brillantissime. Nulla di nulla, siamo alla deriva. La storia è iniziata “da lì”: Geronimo ne accenna spesso, ma non la completa mai. C’è sempre un non detto: perché? Sembra proprio che nessuno avrà mai il coraggio di realizzare: “muoia Sansone con tutti i filistei”. |
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