La sinistra detta “radicale”, ancora più disgustosa per ipocrisia e servilismo (pagato miseramente), sfoggia il suo antimperialismo, la sua “lotta di classe” – i più vermi, l’appoggio alla “meravigliosa” Costituzione – per sostenere lo stesso identico attacco antinazionale; ma in nome dell’internazionalismo, del pacifismo, dei diritti delle “minoranze” (le varie “rivoluzioni colorate”, movimenti di sedizione filostatunitense). Tutti questi farabutti sono nemici pericolosi, sono quelli che vendono il paese. Per i traditori, dovrebbe esserci un solo trattamento; se non c’è, questo significa proprio che Berlusconi non è il “fascista” che dicono. In realtà, più semplicemente, non ha creato un’organizzazione politica nazionale in grado di spazzare via con la durezza necessaria chi ormai vuol ridurre l’Italia al livello di Georgia e Ucraina, chi cerca solo dei Mussavi (Iran) o degli Abdullah (Afghanistan) per ridurci alla più vile servitù. In questo senso, il centrodestra si presta alla stessa bisogna – pur nel contrasto di interessi semplicemente “di parte” – accettando il terreno dello scontro in base al gossip, ai veleni degli scandali personali (sessuali o altro). Manca un Chavez, un Ahmadinejad o – per fare un esempio “più nobile”, purtroppo di un lontano passato – un Nasser. La sinistra, l’Udc (e mai dimenticare Fini & C.) sono il “re Faruk” della situazione, sono il “Rafsanjani”, ecc. Dovrebbero seguire la sorte del primo, quella che, si spera, farà infine il secondo. Siamo sottoposti ad un attacco a fondo da parte dell’Amministrazione Obama. In un paese come il nostro – indebolito dalla sua appartenenza alla UE – la rivoluzione “colorata” assume caratteri speciali; altrettanto speciale dovrebbe dunque essere la reazione, mai seguendo le mosse del nemico sul piano pecoreccio e di degrado della politica a puro fango gettato addosso alle persone. Occorre portare lo scontro sul piano della verità, laddove infami classi dominanti (economico-finanziarie) si servono di rottami e guitti striscianti come lombrichi in quel campo ancora detto (impropriamente) politico; tutti insieme stanno distruggendo le capacità produttive e di solo media (ma non minima) potenza che il nostro paese saprebbe sviluppare. Bisogna liberarsi di questi settori sociali parassitari, portando la lotta sul suo terreno proprio e con i metodi appropriati al caso, che non è quello di una meno scomposta competizione tra lobbies, condotta in base ad alternative comunque nazionali, competizione che allora si esprimerebbe “democraticamente”, sarebbe cioè basata sulla maggiore o minore capacità di infinocchiare gli strati maggioritari della popolazione. Qui non è sufficiente infinocchiare, occorre distruggere le centrali eversive al servizio dei “padroni” del momento a livello internazionale (insomma, quelle degli Usa). Mi auguro che infine si faccia prepotentemente avanti qualcuno consapevole di quali sono i bisogni del momento, invero problematico per le nostre sorti. D’ora in poi, non si concederà più nemmeno un briciolo di credito a chi – proprio in questa specifica congiuntura di grande pericolo per la maggioranza (ignara) del paese – fa finta di essere per i lavoratori, per la lotta antimperialista. Anche Tremonti ha finto un entusiasmo (sospetto) per il “salire sulle gru”. Mi dispiace, il lavoro si trova se si produce, se si lanciano progetti di “affari” anche all’estero, e battendo i concorrenti (sia UE che Usa). Il resto è chiacchiera, è cortina fumogena dei servi, perfino “ultrarivoluzionari”, ma così rivoluzionari che intendono distruggere le nostre minime basi di autonomia, per servire il paese come un cinghiale infilzato nello spiedo (americano), ben arrostito per i palati “fini” delle nostre classi subdominanti, per le unghiacce sporche della sinistra (tutta), della destra finiana, dell’Udc e dell’Idv; un ammasso di mignatte da gettarsi, al gran completo, in un’unica pattumiera. Non certoper merito di questa destra governativa, che accetta un terreno di scontro del tutto improprio, teso a nascondere che il nemico è pagato dagli Stati Uniti. Comunque, Berlusconi e la destra che lo segue sono dei deboli, che accettano lo scontro sul terreno del nascondimento – operato certo dall’altra parte – dei compiti reali. La sinistra (tutta), l’Idv, l’Udc, la destra finiana, ecc. sono però l’autentico nemico anti-italiano, i veri servi dello straniero, le quinte colonne, i traditori che nottetempo “aprono le porte”. Si deve trovare chi li schiaccia con i metodi sempre usati nei confronti delle “serpi in seno”; altrimenti saremo semplicemente una nuova Georgia, una nuova Ucraina. Poche balle: l’alternativa è secca. Il 2010 sarà un anno forse cruciale; forse, siamo pur sempre in Italia, dove l’arte di arrangiarsi è malattia comune, dove Arlecchino e Pulcinella sono di casa. |
| GLG |