Libri sull'impero
n+1 La rivista sul movimento reale che abolisce lo stato di cose presente

Direttore responsabile: Diego Gabutti
Registrazione: Tribunale di Torino n. 5401 del 14 giugno 2000
Redazione, amministrazione, abbonamenti, pubblicazioni: Via Massena 50/a - 10128 Torino.
Redazione di Roma: Via degli Olivi, 57/a.

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Il Club Bilderberg, Daniel Estulin, Arianna Editrice, Pagine 384, € 18,50

Dal 1954 e una sola volta all’anno, un gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell’umanità. Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che si sono storicamente svolte presso l’Hotel Bilderberg, nella piccola cittadina olandese di Oosterbeek.
Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che sono state prese le decisioni più rilevanti per i cittadini di tutto il mondo. Risultato di un’indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, Il Club Bilderberg svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa.
Il libro dimostra come il Club Bilderberg sia coinvolto nei maggiori misteri della storia recente, come il Piano Marshall o lo scandalo Watergate, come da questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale – presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche – e come da questi incontri nascano le linee guida della globalizzazione (Fondo Monetario Europeo e Banca Mondiale).
Pubblicato in Spagna nel 2005, il libro di Daniel Estulin è già stato tradotto in 48 lingue, diffondendosi in più di 67 paesi. Fenomeno globale da due milioni di copie, arriva finalmente anche in Italia l’inchiesta che dimostra come il futuro di molti sia nelle mani di pochi.

Per il sangue che avete sparso di Israel Adam Shamir, (trad. di Mauro Manno) prefazione di Serge Thion, € 15, Edizioni all’insegna del Veltro, Viale Osacca, 13 43100 – Parma insegnadelveltro1@tin.it tel. 0521 290880
Shamir fa strame dell'argomento "olocaustico", da lui respinto come un ricatto puro e semplice: "Dobbiamo negare il concetto di Olocausto senza dubbi ed esitazioni, anche se tutte le storie dell'Olocausto, fino alla versione più assurda, quella di Wiesel, fossero assolutamente vere. Ne consegue che le discussioni tecniche sulla mortalità ebraica sono perfettamente legittime ma superflue, come superflua è per un ateo la diatriba se una balena abbia potuto o meno ingoiare Giona".
Quella di Shamir non è una battaglia per la verità storica. Quello che egli rifiuta è la posizione di (pseudo)superiorità morale che in tal modo gli ebrei del mondo intero si attribuiscono. Lo si vede bene in questi giorni, quando si spandono dappertutto gli slanci di solidarietà delle comunità ebraiche verso una politica di massacro dei civili, delle donne e dei bambini che nessun altro al mondo approverebbe.
Tutti i codici penali dicono che la complicità col crimine è un crimine. Fanno eccezione gli autoproclamati dirigenti ebraici. Essi hanno costruito una fortezza morale che li protegge, ma isolandoli. Shamir la vuole smantellare. Ecco perché egli è solo, del tutto sconosciuto in Israele, vagamente denunciato come "antisemita" all'estero, come lo è ogni persona normale che non accetta la glorificazione dei crimini contro l'umanità, commessi sotto i nostri occhi ogni giorno che passa, dal 1936... (…)
La presente raccolta si conclude con un testo che analizza le relazioni instauratesi nella nostra epoca tra il giudaismo organizzato - spesso in forma di sionismo - e le grandi potenze. E' un vastissimo dominio, nel quale Shamir è molto attivo. Egli ha pubblicato numerosi articoli su questo tema. Qui egli si occupa della Dichiarazione Balfour, degli Stati Uniti, del tabù del "potere ebraico", di Stalin e, argomento più originale, del modo in cui gli ebrei americani hanno approfittato del fatto di essersi messi più o meno alla testa del movimento d'emancipazione dei negri americani. Qui c'è qualcosa da scavare, tanto più che il periodo inaugurato dalla presidenza di Obama avrà proprio tale questione come immagine di sfondo.

L'Autore: Israel Shamir, diventato Adam Shamir dopo la sua recente conversione all’Ortodossia, è nato nel 1947 a Novosibirsk, in Siberia. Espulso nel 1969 dall’università per attività sovversiva, ha lasciato l’URSS e si è stabilito nella Palestina occupata dai sionisti. Girando per il territorio palestinese in qualità di corrispondente del giornale “Ha’aretz”, ha scoperto l’assurdità del progetto di uno stato ebraico; attraverso un’intensa attività letteraria e giornalistica, ha denunciato i crimini sionisti e si è fatto sostenitore di un unico Stato palestinese tra il Giordano e il Mediterraneo, nel quale possano rientrare i Palestinesi scacciati dalle loro case ed espropriati della loro patria. Nel 2002 suo figlio è stato arrestato, deportato ed espulso per aver rifornito di cibo e medicine i Palestinesi assediati nella Basilica della Natività.

CAVALLETTE capitale, balcanizzazione e fallimento della sinistra di Juergen Elsaesser, Zambon Editore - Frankfurt 2008 Traduzione dal tedesco di Katia Cavallito (fino a pag. 120) Cecilia Lagomarsino (da pag. 121 a pag. 270), Copertina di: Fabio di Biasio Impaginazione di: Anna Bellini 15 euro / ISBN 978-88-87826-52-4© Jürgen Elsässer 2007 © Zambon Editore 2008

DISTRIBUZIONE:
Nelle librerie: CDA (Consorzio Distributori Associati) via Mario Alicata 21 40050 Monte San Pietro (BO) tel. 051 96 93 12 - fax 051 96 93 20
Per privati, biblioteche e circoli culturali: DIEST via Cavalcanti 11 10132 Torino tel./fax 011 898 11 64 posta@diestlibri.it

INDICE
Introduzione all’edizione italiana 7
Prefazione dell’autore - L’attacco dei marziani 13
1 l’impero degli alieni 25
2 I collaborazionisti 45
3 La saggezza dei samurai 71
4 Micky Mouse incontra Adolf Hitler 87
5 Tutto il potere al popolo 121
6 Che fare? 145

ALLEGATI
ARTICOLI SUL CONTRASTO CON GLI ANTINAZIONALI NEGLI ANNI DAL 2001 AL 2006
Vecchi ma buoni 155
Genova e Skopje 165
Tutti gli uomini del presidente 183
Mentire con Auschwitz 187
Colonialismo di “sinistra” 195
Era più eccitante la RDT 205
Difendere la rivoluzione“? 213
Questa è un’argomentazione di destra” 217
L’Euro d’oro contro il predominio USA” 227
Berlino – non è un modello da seguire per Tokio 235
I media tedeschi scatenati contro l’anti-imperialismo 247
Si comincia! 251
Come i Verdi scoprirono l’America 255

Islamofobia. Attori, tattiche, finalità di Enrico Galoppini, Parma 2008 Euri 18, pp. 208. Prefazione di Aboulkheir Breigheche. Postfazione di Costanzo Preve. Edizioni all’insegna del Veltro Viale Osacca, 13 43100 – Parma insegnadelveltro1@tin.it tel. 0521 290880

Il libro: Questo libro – che raccoglie una serie di articoli pubblicati dall’Autore tra il 1999 e il 2007 – è un tentativo d’inquadrare storicamente e culturalmente il fenomeno dell’islamofobia, spiegandolo non solo come una delle tante facce che può assumere il “pregiudizio”, ma come una necessità irrinunciabile nell’ambito di una vasta campagna propagandistica occidentale volta a creare l’idea dell’Islàm come “problema”. Lo scopo, piuttosto evidente, è quello di fornire una “copertura ideologica” ad un serie di aggressioni che l’Occidente – in primis Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele – ha compiuto ed intende compiere in quella parte del mondo abitata prevalentemente da popolazioni musulmane. L’individuazione del legame tra strategie geopolitiche atlantiche ed islamofobia costituisce quindi uno dei tratti caratteristici di questo libro. I protagonisti della campagna di disinformazione sull’Islàm e i musulmani, il loro modus agendi e gli obiettivi che essi si prefiggono vengono messi a nudo in quello che costituisce, inoltre, una denuncia della cosiddetta “informazione”, impegnata nella creazione del “nemico islamico” sia all’interno (le comunità d’immigrati di religione islamica) che all’esterno (i popoli del Vicino e del Medio Oriente).

L'Autore: Enrico Galoppini, saggista e traduttore dall'arabo, diplomato in lingua araba a Tunisi e ad Amman, ha lavorato nell’ambito di progetti internazionali (ad es. in Yemen) ed ha insegnato per alcuni anni Storia dei Paesi islamici presso le Università di Torino e di Enna. È nel comitato di redazione della rivista di Studi geopolitici “Eurasia”. Particolarmente interessato agli aspetti religioso e storico-politico del mondo arabo-islamico, alla storia del colonialismo, all'attualità politica internazionale, ma anche ai viaggi e a fenomeni di costume, collabora o ha collaborato a riviste e quotidiani tra cui "LiMes", "Imperi", "Eurasia", "Levante", "La Porta d'Oriente", "Kervàn", "Africana", "Meridione. Sud e Nord del mondo", "Diorama Letterario", "Italicum", "Rinascita". Ha pubblicato alcuni saggi e prefazioni, ed il suo primo libro è "Il Fascismo e l'Islàm" (Edizioni All'Insegna del Veltro, Parma 2001).
Finanza e poteri, di Gianfranco La Grassa, ManifestoLibri, Finanza e poteri ManifestoLibri 2008 pp.160 18,00 € ripensaremarx@ripensaremarx.it

Oggi si parla tanto della finanziarizzazione del capitale e del suo strapotere. Magari vedendo in questo processo l’avvicinarsi di una crisi catastrofica. Ma la finanza è solo un fattore fra altri, non isolabile, dello scontro per la supremazia fra i gruppi dominanti. Il capitale finanziario insomma rappresenta i conflitti in atto tra diverse forze e strategie politiche, combattuti con l’arma del denaro.
Se vogliamo allora comprendere gli squilibri e le crisi che caratterizzano il capitalismo contemporaneo dovremmo addentrarci in un complesso intreccio tra funzioni finanziarie e politiche e nelle contraddizioni tra la razionalità strategica che prefigura assetti di potere e la razionalità strumentale che mira ai vantaggi immediati dell’economia.
Al fondo vi è sempre lo scontro tra gruppi dominanti.

L'ideologia e la politica del capitalismo (sub)dominante di Gianfranco La Grassa, Editore Ermes, Potenza, cell. 3476712629 (Filippo Zotta) oppure a: ripensaremarx@ripensaremarx.it pp.220, 16,00 euro

Indice
Introduzione pag. 7
Dall’epidermide alla struttura ossea pag. 27
Razionalità Strategica e Razionalità Strumentale pag. 57
Privato e Pubblico: Ideologia e Forma del conflitto tra dominanti pag. 77
(un piccolo saggio sulla struttura della formazione capitalistica)
Contro le quattro ideologie pag. 123
Appendice a "Contro le quattro ideologie" pag. 137
Contro il neoromanticismo economico (e sociale) pag. 141
Punti da evidenziare pag. 157
Spigolature pag. 167
Sempre più "a sinistra"; un errore che si ripete sempre pag. 175
Cambiare passo pag. 187
Ai comunisti pag. 211

Guerra e globalizzazione: Le verità dietro l'11 settembre e la nuova politica americana di Michel Chossudovsky, EGA, 2002, pp.160, 88-760-442-6, 12,00 euro

Che cosa si nasconde dietro la "guerra al terrorismo" americana del dopo 11 settembre? Attraverso un'aggiornatissima e documentata analisi, il nuovo appassionante saggio di Michel Chossudovsky indaga responsabilità e oscure strategie di intelligence di alcuni membri chiave dell'amministrazione Bush. Dietro le quinte degli ultimi interventi in Bosnia, Cecenia, Kosovo, Afghanistan, Kashmir l'autore ricostruisce una trama sottile di interessi privati che mirano, in realtà, a estendere il sistema del mercato globale aprendo nuove frontiere economiche ai capitali statunitensi e alimentando la crescita del complesso militare-industriale americano. Con precisione meticolosa, l'autore ci mette in guardia sui prevedibili sviluppi dell'attuale politica estera americano, dove veri e propri atti di guerra sono annunciati come interventi umanitari; l'occupazione militare e l'uccisione di civili diventano operazioni di peacekeeping e persino la revoca di alcune libertà civili è vista come un mezzo indispensabile per assicurare la sicurezza interna. Un saggio che smaschera l'illusione democratica della guerra al terrorismo, individuando i veri meccanismi del capitalismo globale.
L'autore:Michel Chossudovsky è docente di economia all'Università di Ottawa in Canada. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tradotte in tutto il mondo, nell'mabito dell'economia e delle scienze politiche. Per l'EGA ha pubblicato La crisi albanese (1998) e La globalizzazione della povertà (2002).

IL MONDO SOTTO SORVEGLIANZA: Echelon e lo spionaggio elettronico globale di Duncan Campbell, Eleuthera, 192 pp. 13,50 Euro, ISBN 88-85060-72-2

L'OPERA
Echelon, il sistema di sorveglianza elettronica messo in opera dagli Stati Uniti e che utilizza le tecnologie più avanzate, è l'elemento cruciale di una rete mondiale che permette di spiare le comunicazioni private e commerciali. Con la giustificazione ufficiale della lotta al terrorismo (senza grandi risultati, come dimostra il clamoroso fallimento relativo agli attentati dell'11 settembre 2001), comunicazioni telefoniche, fax, e-mail vengono intercettate e analizzate per fini economici e politici. Questo libro è una versione aggiornata del rapporto che Campbell ha redatto nel 2000 per il Parlamento europeo. Un rapporto esplosivo, considerato come l'analisi più completa e documentata del tema.

L'AUTORE Duncan Campbell, scozzese, è giornalista, scrittore e produttore televisivo. Specializzato sui temi delle libertà civili, da più di vent'anni si occupa dei moderni sistemi di intercettazione e sorveglianza. È stato lui a rendere pubblica, nel 1988, con un articolo sul "New Statesman", l'esistenza del progetto Echelon. Dal 1994 produce documentari per la britannica Channel Four (su temi quali la corruzione nello sport e nelle dogane, la malasanità, le "operazioni coperte", ecc.) utilizzando anche cineprese nascoste. Nel gennaio 2000 ha pubblicato su "The Guardian" un servizio che ha fatto scandalo sul sistematico contrabbando e sull'evasione fiscale delle multinazionali del tabacco, frutto di un anno di ricerca.

ELEUTHERA via Rovetta 27 - 20127 Milano tel. 02/26143950 fax 02/2846923 eleuthera@tin.it

Rapporti dall'impero, di William Blum, Traduzione di Giuliano Bottali; Pagg. 380, Fazi, 2005, euro 17,50, Isbn: 88-8112-692-3

William Blum, guru del giornalismo d'inchiesta radical statunitense, prosegue con questo nuovo libro nel suo ruolo di spina nel fianco dell'amministrazione e della storiografia ufficiale americana. Blum mette sotto una lente impietosa il suo paese in tempo di guerra e le azioni lecite e illecite compiute dai governi USA in sessant'anni di storia. Alla pungente introduzione seguono quattro parti: la prima raccoglie i suoi saggi più recenti, irriverenti, sferzanti e divertenti; la seconda tratta degli interventi USA nel mondo; la terza della guerra fredda e delle sue analogie con la guerra agli "stati canaglia", mentre la quarta esamina la politica interna statunitense. Il quadro che ne ricaviamo è scoraggiante ma i fatti sono scrupolosamente analizzati, ben documentati e raccontati con umorismo e grande verve narrativa. Malgrado la serietà dell'argomento, Il bollettino Blum è un libro spesso divertente, e l'ironia e la non rassegnazione dell'autore ci permettono di sperare: Blum ama il suo paese e non può resistere alla tentazione di risvegliarlo dal suo letargo.
Per l'edizione italiana, l'autore ha espressamente aggiunto un ulteriore capitolo, "Nuovi Rapporti contro l'Impero", che aggiorna il volume a quasi tutto il 2005.

L'AUTORE: Funzionario del dipartimento di Stato USA, William Blum lasciò l'incarico a trentaquattro anni per protesta contro l'operato degli Stati Uniti in Vietnam. È autore di inchieste sulla CIA, sul Vietnam, sul colpo di Stato in Cile nel 1973. In Italia è già uscito il suo Con la scusa delle libertà (Marco Tropea, 2002). Il libro nero degli Stati Uniti (Fazi Editore, 2003) è la sua opera maggiore.
ll libro nero degli Stati Uniti: Le operazioni militari e d'intelligence dal 1945 a oggi di William Blum, p.912 - € 26,50 Fazi, Isbn: 88-8112-454-8

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato". Con questo esergo di George Orwell si apre l'abnorme reportage che avete in mano: l'opus magnum di un maestro del giornalismo di denuncia, frutto di trent'anni di ricerche, che negli USA ha avuto decine di edizioni a tiratura forzosamente limitata ed è stato salutato dai maggiori intellettuali radical come il Repertorio Definitivo delle marachelle statunitensi. Se nell'avvertimento orwelliano sta il motivo ispiratore di questo Libro nero e nella completezza - insuperabile - il suo pregio più evidente, la forza vera è nei documenti, sempre di prima mano, nelle argomentazioni, stringenti e appassionate, nello stile, che vira imprevedibilmente dall'oratio severa all'ironia al sarcasmo e di nuovo all'invettiva.
Questa edizione italiana è unica al mondo. Ai cinquantasei capitoli firmati da William Blum, che percorrono vicende note (ma veramente note?) e oscure (chi saprebbe dire cos'è successo in Albania fra il '49 e il '53 o in Ghana nel '66?), Nafeez Mossadeq Ahmed, autore di Guerra alla libertà (Fazi, 2002), ha aggiunto con la supervisione dello stesso Blum dieci nuovi capitoli sulle vicende degli ultimi anni e sui possibili scenari futuri. Quali? Come scrive Blum, "purtroppo, a quelli come me, grazie ai governi americani, il lavoro non manca mai".
L'AUTORE
William Blum Funzionario del dipartimento di Stato usa, lasciò l'incarico nel 1967, a trentaquattro anni, per protesta contro l'operato degli Stati Uniti in Vietnam. Autore di inchieste sulla cia sul Vietnam, sul colpo di Stato in Cile nel 1973, in Italia è già uscito il suo Con la scusa della libertà (Marco Tropea, 2002). Il libro nero degli Stati Uniti è la sua opera maggiore. Risponde all'indirizzo Bblum6@aol.com
Con la scusa della libertà di William Blum, Tropea, 346 pp., 16,90 Euro, ISBN 8843803573
Si può parlare di impero americano? Se per gran parte dei cittadini degli Stati Uniti è oltraggioso e assurdo parlare di "impero americano", il giornalista ed ex funzionario del dipartimento di Stato William Blum pensa che questo sia l'unico modo per definire un paese che esercita un potere praticamente illimitato, grazie al quale può raggiungere qualsiasi punto del globo ed eliminare impunemente chiunque. Nicaragua, Cile, Corea, Vietnam, Afghanistan, Sudafrica, Iraq, Jugoslavia...
Niente ha potuto fermare la marcia degli USA verso "l'egemonia politica, economica e militare sul resto del mondo, disgiunta da qualsiasi considerazione morale". La storia delle intromissioni degli Stati Uniti nella politica di altri paesi, dal 1945 a oggi, - ampiamente documentata in queste pagine e arricchita da citazioni dai giornali e dichiarazioni dei politici - mette a nudo verità scabrose: il rapporto con il terrorismo, l'appoggio a regimi dittatoriali, le guerre combattute per fini umanitari, il ruolo della CIA, il ricorso alla tortura.
Dall'analisi di Blum emerge una condanna senza appello ai metodi con cui l'unica superpotenza rimasta conduce la politica estera e controlla l'opinione pubblica e le libertà personali dei suoi cittadini: un libro decisamente fuori dal coro, che mira ad aprire gli occhi a quanti ancora considerano gli Stati Uniti "la sentinella del mondo", e a rafforzare - con informazioni anche scioccanti - le convinzioni di coloro che invece da sempre si oppongono all'interventismo americano.
L'orecchio di Dio: Anatomia e storia della National Security Agency di James Bamford pp. 700 - € 27,00 Fazi, Isbn: 88-8112-462-9

Il più importante saggio sulla NSA, la più segreta, la più finanziata e la più tecnologicamente avanzata fra le agenzie degli Stati Uniti e del mondo intero. In un'epoca di radicale globalizzazione degli interessi e dei conflitti, l'intelligence gathering, la raccolta di informazioni riservate o segrete, è un compito cruciale per l'unica superpotenza rimasta. La NSA ha proprio il compito di controllare tutte le comunicazioni del globo, gestire una costellazione di postazioni d'ascolto sparse nei quattro angoli del pianeta e condurre la caccia ai principali ricercati della CIA e dell'FBI.
Ne L'orecchio di Dio James Bamford, esperto di questioni relative ai servizi segreti, descrive la struttura interna e le missioni affidate alla NSA, aprendo al lettore le stanze più segrete e impenetrabili del mondo. Il risultato è un appassionante e documentatissimo affresco, i cui elementi sono uomini di potere senza scrupoli, organizzazioni criminali e sovversive, operazioni clandestine al limite della legalità, apparecchiature dalle potenzialità tecniche quasi inimmaginabili.
Il lettore può così conoscere i dettagli meno noti di vicende che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale ai conflitti arabo-israeliani, dalla guerra del Vietnam al lungo confronto con la minaccia nordcoreana, per finire con la difficile e controversa lotta contro il terrorismo internazionale.
Grazie alla competenza dell'autore e alla chiarezza della sua narrazione, L'orecchio di Dio costituisce senza alcun dubbio un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque desideri informarsi sui momenti più oscuri della storia recente e voglia saperne di più sui combattenti delle più temibili guerre moderne: i soldati delle guerre segrete.

L'AUTORE: James Bamford è fra i maggiori giornalisti investigativi americani. Già autore del bestseller The Puzzle Palace (1983), sua prima inchiesta sulla NSA, ormai considerato un classico del suo genere, ha condotto numerose indagini di punta per il "New York Times Magazine", il "Washington Post Magazine" e il "Los Angeles Times Magazine". Attualmente vive a Washington.

La guerra fredda culturale: La Cia e il mondo delle lettere e delle arti di Frances Stonor Saunders, pp. 510 - € 21,50 Fazi, Isbn: 88-8112-545-5


«Una grande opera di indagine storica», Edward W. Said
Un resoconto ampio e dettagliato della potente rete di finanziamenti di illustri esponenti e organi della cultura europea messa in piedi dalla CIA dopo la seconda guerra mondiale.
Dopo i due decenni dei fascismi e della guerra, la stragrande maggioranza degli intellettuali europei erano su posizioni critiche anticapitaliste. Per contrastare il richiamo del comunismo e la crescita del peso elettorale delle sinistre, la CIA non risparmiò né uomini né risorse finanziarie. Per quel che riguarda la musica e la composizione musicale spiccarono il festival "Capolavori del Ventesimo Secolo", tenuto a Parigi nel 1952, a cui fu invitata una teoria infinita di musicisti e compositori, da Igor Stravinsky a Claude Debussy, i tour costosi e trionfali della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee, la Conferenza Internazionale della Musica del Ventesimo Secolo a Roma nell'aprile del 1954. L'avanguardia fu promossa, in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York, anche nella pittura con una serie di mostre sull'espressionismo astratto americano - l'"arte della libera impresa", come la chiamava Nelson Rockefeller - che fecero diventare per un decennio i vari Pollock, Gorky, Motherwell le star delle gallerie europee.
Il Congresso per la Libertà Culturale, una copertura della CIA, finanziava la rivista anglo-americana «Encounter», la francese «Preuves», la tedesca «Der Monat» e in Italia «Tempo Presente», diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, che si voleva contrapporre a «Nuovi Argomenti» di Alberto Moravia, e molte altre testate in Europa, America Latina, Asia e Oceania.
La CIA riuscì inoltre a inquadrare molti dei più rinomati esponenti dell'intellettualità occidentale e a metterli al servizio delle sue politiche, al punto che alcuni finirono direttamente sul suo libro paga.
Tra gli intellettuali che la CIA finanziò e promosse troviamo Arthur Schlesinger, Isaiah Berlin, Hannah Arendt, Ignazio Silone, George Orwell, Arthur Koestler, Raymond Aron e moltissimi altri esponenti dell'alta cultura delle due sponde dell'Atlantico. La "battaglia per la conquista delle menti", come la chiamò il segretario di Stato americano Edward Barrett, è l'oggetto di questo libro, appassionante e documentatissimo, che rappresenta un contributo imprescindibile per la comprensione dei rapporti fra USA ed Europa nel dopoguerra.

L'AUTRICE
Frances Stonor Saunders si è laureata all'Università di Oxford nel 1987. Ha lavorato nella produzione cinematografica indipendente e tra i suoi documentari si può citare Hidden Hands: A Different Story of Modernism. Il suo romanzo breve Big Things è stato pubblicato su «New Writing 7» nel 1998. Attualmente vive a Londra.
Gli eserciti segreti della NATO, di Daniele Ganser, Fazi, pp. 448 - € 24,50 Isbn: 88-8112-638-9

Nel 1990 Giulio Andreotti rivelò al pubblico l'esistenza in Italia dell'esercito segreto Gladio. All'epoca si vociferava che Gladio avesse legami con il terrorismo, e che la CIA e i servizi britannici avessero organizzato eserciti segreti molto simili in tutti i paesi dell'Europa occidentale. Si diceva, inoltre, che questi fossero coordinati dalla NATO e che avessero l'obiettivo di bloccare sia le invasioni comuniste sia ogni tentativo delle sinistre di conquistare il potere. In Inghilterra la stampa ne parlò come del «segreto politico-militare meglio conservato e più pericoloso dalla Seconda Guerra mondiale». La vicenda fu poi sotterrata e, almeno fuori d'Italia, non se ne parlò più. Quindici anni dopo, questo libro presenta il primo dettagliato e sconvolgente studio sugli eserciti segreti della NATO in tutta Europa, raccontando come i soldati fossero armati di esplosivi e armi, addestrati in centri non ufficiali su remote isole del Mediterraneo, nonché in Inghilterra dal SAS, le forze speciali dell'aeronautica, e negli Stati Uniti dai Berretti Verdi. Eserciti segreti analoghi a Gladio sono esistiti non solo in Italia, ma anche in altri undici paesi NATO e persino in quattro paesi neutrali (Svezia, Finlandia, Svizzera, Austria), e in alcuni casi erano tragicamente legati al terrorismo, alla "strategia della tensione", a colpi di Stato e all'utilizzo della tortura.
«Questo attento, sistematico e incisivo studio racconta, per la prima volta, la fosca storia degli eserciti segreti creati dalla NATO, rivelandone la portata e le minacciose implicazioni: pur creati originariamente a scopo di difesa, la "difesa", come la storia dimostra, spesso può coprire azioni terroristiche, aggressioni e manipolazioni delle popolazioni nazionali. Nel clima attuale, in modo particolare, è necessario che i cittadini siano più vigili del solito. L'importante libro di Ganser dovrebbe essere letto immediatamente da quanti sono preoccupati da queste istanze cruciali». Noam Chomsky

L'AUTORE: Daniele Ganser è Ricercatore presso il Centro per gli Studi sulla Sicurezza (CSS) dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) di Zurigo. Nato nella Svizzera italiana, ha studiato in Inghilterra alla London School of Economics and Political Science (LSE), in Olanda all'Amsterdam University (UVA) e in Svizzera alla Basel University. Ha pubblicato per conto delle Nazioni Unite libri sulla crisi missilistica cubana e sui rapporti tra la Svizzera e l'Unione Europea.
Il libro nero della guerra, di Gabriel Kolko, Traduzione di Massimiliano Manganelli; Pagg. 742, Fazi, 2005, euro 26.50, Isbn: 88-8112-655-9

In questa nuova uscita della fortunata serie dei "libri neri" Fazi, Gabriel Kolko, fra i migliori storici americani viventi, fornisce una sintesi magistrale e un panorama di impareggiabile ampiezza sulle guerre dell'ultimo secolo, e in particolare sui loro effetti politico-sociali.
Tutti i maggiori conflitti sono esaminati dal punto di vista politico, militare, sociologico ed economico, e la loro trattazione getta nuova luce su aspetti fondamentali della storia dell'ultimo secolo, dal sorgere dei totalitarismi in Europa dell'Est, in Cina e in Estremo Oriente, ai rapporti fra il comunismo sovietico e il movimento comunista internazionale, fino ai recenti e inquietanti mutamenti nella politica estera statunitense e alla diffusione mondiale del potere militare, fenomeno che è per Kolko la fonte di maggior preoccupazione. Ma una tesi portante unifica il libro: l'attenzione di Kolko è difatti puntata sul ruolo dei leader politici e militari, i quali, a prescindere dalla loro nazionalità, hanno regolarmente sofferto delle medesime distorsioni e illusioni ideologiche, e di una sistematica e in molti casi incomprensibile sottovalutazione delle conseguenze delle guerre.
Il libro nero della guerra è probabilmente il maggiore studio storico sulle guerre del ventesimo e ventunesimo secolo; un libro che cambierà il modo in cui guardiamo alle guerre del secolo trascorso ma anche la nostra visione del mondo d'oggi e delle sfide che ci troviamo a dover affrontare.
L'AUTORE: Gabriel Kolko (1932), statunitense, è ritenuto da molti il maggiore storico delle guerre moderne. Autore di una quindicina di libri tradotti in diciannove lingue, ha insegnato nelle università di Pennsylvania, SUNY-Buffalo e York (Canada). Attualmente risiede ad Amsterdam. Tra i suoi libri pubblicati in Italia ricordiamo Ricchezza e potere in America (Einaudi 1964), Le radici economiche della politica americana (Einaudi, 1970), I limiti della potenza americana. Gli Stati Uniti nel mondo dal 1945 al 1954 (Einaudi 1975, con Joyce Kolko).
USA: padroni o servi del sionismo?, di James Petras; Zambon, Brossura ISBN 88-87826-38-2 €15,00

La relazione fra USA ed Israele è un “unicum” irripetibile. Nel 1967 una nave da guerra USA è stata bombardata in acque internazionali. Centinaia di marinai furono uccisi o feriti. Messaggi intercettati dimostrarono che si è trattato di una vera e propria aggressione premeditata da parte di Israele. Inspiegabilmente le vittime sono state liquidate dal loro governo con delle ricompense e dei riconoscimenti verbali,ma fu loro minacciato il deferimento davanti ad una corte marziale seavessero testimoniato pubblicamente sui fatti. Mentre tutti concordano nel dire che fra USA ed Israele sussiste un’alleanza strategica, i commentatori di sinistra tendono a definire Israele come uno strumento della politica USA tesa a soffocare il nascente nazionalismo arabo, altri non mancano invece di far notare l’ "eccessiva influenza" che il governo israeliano riesce ad esercitare sui media, sui circoli finanziari e sul governo di Washington. Comandano gli USA Israele alla stregua di un qualsiasi altro “alleato”-satellitedella NATO, oppure sono gli USA soltanto un impero “colonizzato” dalla lobby sionista?

L'impero invisibile di Mauro Bulgarelli e Umberto Zona, p.256 - € 16,00, NdA press, Isbn: 88.8903.502.1

Dalla teoria della guerra fredda a quella della guerra preventiva, cosa rimane della democrazia in America? E in occidente? Un libro inchiesta che ci racconta i retroscena della fine della libertà. Con questo libro gli autori tentano di ricostruire la storia e l'influenza di quella serie di strutture, dal Council of the Foreign Relations, al Committee on the Present Danger fino al Project of the New American Century, che hanno forgiato il pensiero dell'"Impero americano" e dalle cui fila provengono molti esponenti della destra radicale oggi al potere negli Stati Uniti. Una ricostruzione che si sforza di cogliere non solo il peso esercitato da queste strutture sotto il profilo teorico ma anche il fitto intreccio che le lega alle stanze del potere, agli apparati dei servizi segreti e alle fasi più oscure della storia americana (l'operazione Northwoods, l'affaire Iran-contras, la guerra segreta in Afghanistan, l'11 settembre). Con l'elezione di George W. Bush, questa super-lobby ha occupato il governo degli Stati Uniti e scatenato uno stato di guerra permanente di cui non si intravede la fine e che minaccia i destini del mondo. Cosa rimane della democrazia in America? Uomini come Wolfowitz, Perle o Libby possono essere ancora ascritti al solco del neoconservatorismo o piuttosto incarnano un'inedita destra eversiva? E' legittimo parlare di un progetto golpista di lunga data sfociato nel colpo di stato "silenzioso" del 2000? Sono alcuni dei quesiti ai quali gli autori cercano di dare una risposta, sforzandosi nel contempo di tracciare degli scenari possibili per il prossimo futuro.

GLI AUTORI:
Mauro Bulgarelli, attualmente deputato, si occupa di comunicazione di massa, conflitti e movimenti. Nel corso del 2002 sono usciti: Lo scontro delle inciviltˆ, con Lorenzo Casadei (Fratelli Frilli Editori); Diario Palestinese, AA.VV. (Manifesto Libri); Espulsi, AA.VV. (Odradek Edizioni); La democrazia possibile, AA.VV. (Edizioni Intra Moenia); Con i palestinesi, AA.VV. (Massari Editore). Ha collaborato e collabora con vari quotidiani e periodici.
Umberto Zona, ricercatore, si occupa di movimenti sociali, nuove tecnologie e organizzazione del lavoro. Ha pubblicato, tra gli altri: L'onda verde, AA.VV. (Alfamedia), Le culture dei verdi, AA.VV. (Dedalo), Il libro del Diavolo, AA.VV. (Dedalo). Collabora con varie riviste e periodici.

Il libro nero della polvere bianca Droga: trafficanti, CIA e stampa, di Alexander Cockburn e Jeffrey St. Clair, pagg. 445 - traduzione di Silvia Magi, € 21,50, Nuovi Mondi Media; ISBN 88-89091-16-9

Una meticolosa ma sintetica analisi dei risultati di più di 60 anni di indagini e ricerche sugli oscuri intrecci che si celano dietro il mercato della droga, una scioccante denuncia che vede coinvolti politici, media e servizi segreti, una dimostrazione di come molti importanti accadimenti di oggi (guerre, rivolte, terrorismo) siano frutto di alleanze segrete tessute all’ombra della polvere bianca.
“Il libro nero della polvere bianca” è il racconto di come, finanziandosi con i proventi del narcotraffico, la CIA:
• abbia reclutato esponenti mafiosi per assassinare leader stranieri;
• abbia assunto scienziati nazisti per condurre esperimenti sulla tortura e sul controllo della mente;
• si sia alleata con i narcotrafficanti asiatici;
• abbia aiutato criminali a sfuggire alla giustizia per renderli “signori della droga”.
Ma i documenti che hanno suscitato maggiori polemiche sono quelli in cui Cockburn e St. Clair espongono il modo vergognoso in cui l’informazione ufficiale, attraverso campagne guidate da infiltrati, ha coperto le operazioni segrete finanziate con i narcotraffici. Tanto da ottenere che colui che per primo aveva scoperto e dimostrato l’esistenza di queste “oscure alleanze”, il giornalista Gary Webb, venisse prima screditato poi allontanato, e la sua vita venisse distrutta tanto da condurlo al suicidio.
La tragica quanto reale conclusione tratta dagli autori è che finché una consistente parte del mondo dell’informazione continuerà ad essere complice di questo gioco sporco, tutto ciò che si muove all’ombra della droga sarà destinato a comparire sulle pagine dei giornali unicamente sotto falsa identità.

GLI AUTORI:
Alexander Cockburn è un editorialista di The Nation e New York Press
Jeffrey St. Clair scrive per The Nation e per CounterPunch

“Una storia di ipocrisia e di interferenze politiche” – Guardian

“Una solida, impietosa analisi dello scandalo… Cockburn e St. Clair sollevano spinose questioni sul ruolo dei servizi segreti in una cosiddetta società democratica” – San Diego Union Tribune
Scie chimiche: la verità nascosta, di Antonio Marcianò e Rosario Marcianò; Lulu, Libro a copertina morbida €10.95

È questo il primo libro in italiano su un problema tanto scottante, quanto ignorato: le scie chimiche. Il testo è nato da un’esigenza divulgativa circa una questione che è inconcepibile, ma vera, incontestabilmente vera. Le scie chimiche (in inglese chemtrails) sono un fenomeno destinato non solo a minare i fragili equilibri ambientali e la stessa sopravvivenza dell’umanità sul pianeta terra, se non si riuscirà a contrastare con efficacia l’operazione ad esse inerente, ma anche la visione del mondo di ciascuno di noi. È evidente che, accostandosi al problema, molti lettori cominceranno a percepire la realtà economica, sociale, politica, culturale che ci circonda in modo radicalmente diverso. Sarà un battesimo del fuoco ed anche, in una certa misura, un’esperienza traumatica, ma pure, alla fine, salutare, in quanto suscettibile di rivelare l’inganno globale.

Dettagli del prodotto:documento in PDF (1545 kb) €4.03
Stampato: 203 pagine, 6.14" x 9.21", perfect rilegatura, black and white inchiostro per l'interno
Editore: Lulu.com
Copyright: © 2007 by Antonio & Rosario Marcianò Standard Copyright License
Edizione: Prima edizione

CONTROLLO MENTALE, di Armen Victorian; Nexus, Pagg 232, € 17,00 - cod. 807

La battaglia per il controllo della mente umana può rivelarsi una faccenda assai sporca. Da decenni i servizi segreti sono alla ricerca di nuovi sistemi per controllare il modo in cui le persone pensano ed agiscono – e per fiaccare la loro determinazione ad opporre resistenza.
CONTROLLO MENTALE rivela inquietanti prove che il mondo dell’intelligence preferirebbe restassero ignote. Denuncia un’ampia gamma di esperimenti assai discutibili, condotti dalla CIA e da altre agenzie, alla ricerca di nuove forme di ‘armi non-letali’.
Migliaia di ‘cavie’ sono state sfruttate e danneggiate, tanto sotto il profilo fisico quanto sotto quello mentale, senza il loro consenso. Fra queste si annoverano degenti ospedalieri, donne gravide, alunni delle scuole, prigionieri e veterani militari.
CONTROLLO MENTALE rivela il modo in cui, dopo aver scoperto che la Russia eseguiva ricerche in ambito parapsicologico per missioni coperte, il Pentagono è rimasto ammaliato dalle tecniche di manipolazione psichica. Stanziamenti per milioni di dollari sono stati destinati ad ambiti quali percezione extrasensoriale, osservazione a distanza, psicocinetica, LSD, telepatia e lavaggio del cervello.
Ricorrendo alla Legge sulla Libertà di Informazione, il Dr. Armen Victorian ha raccolto prove documentali relative a tali programmi. Avulso da teorie cospirative, il suo libro è il primo ad esplorare in profondità il torbido e segreto mondo del controllo mentale.

La La lobby israeliana e la politica estera degli Usa, di John Mearsheimer e Stephen Walt, Asterios, 13 euro, pag. 120, ISBN:9788895146003

Abbiamo scritto “La lobby israeliana” al fine di iniziare una discussione su un soggetto che è diventato difficile da trattare apertamente negli Stati Uniti. Sapevamo di provocare una forte reazione e non siamo sorpresi che alcuni dei nostri critici abbiano scelto di attaccare apertamente i nostri scritti e di travisare di proposito le nostre argomentazioni. Siamo però anche gratificati dalle tante attestazioni di stima che abbiamo ricevuto e dai commenti positivi che sono emersi sui media e nella blogsfera. È evidente che molte persone, inclusi ebrei e israeliani, sanno che è venuto il momento di aprire una discussione seria sul ruolo di Israele nella politica estera americana e sulle relazioni tra questi due paesi.
Uno degli argomenti addotti contro di noi è che noi vedremmo la lobby israeliana come una bene organizzata cospirazione da parte degli ebrei. Alcuni sostengono che le “accuse al potere degli ebrei rappresentano una delle più pericolose forme moderne di anti-semitismo”. È una posizione che noi condanniamo e respingiamo nei nostri scritti. Infatti, descriviamo la lobby come una coalizione di elementi individuali e di organizzazioni indipendenti senza un quartier generale. Essa include persone perbene come gli Ebrei e gli ebrei-americani che non rigirano la legge a seconda delle proprie posizioni.
La cosa più importante è che la lobby israeliana non è segreta, clandestina; al contrario è apertamente diffusa e sostenuta nei più vari gruppi di interesse politico, dietro a essa non vi è alcun atto illegale o cospiratorio.

John Mearsheimer, insegna Scienze Politiche a Chicago.
Stephen Walt, insegna Affari Internazionali alla Kennedy School of Government di Harvard.

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