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EDIZIONI ALL'INSEGNA DEL VELTRO
Viale Osacca 13 43100 Parma tel. 0521 290880
insegnadelveltro1@tin.it
Dalla Prefazione di Massimo
Mazzucco:
"Nessuno di noi saprà mai con precisione che
cosa è successo quel giorno, ma almeno oggi possiamo
stabilire, con relativa certezza, che cosa non è successo:
nessun Boeing 757 ha mai colpito il Pentagono, nessun Boeing
757 è mai stato abbattuto dagli "eroici passeggeri"
in un campo della Pennsylvania, e le Torri Gemelle non sono
affatto crollate da sole, come ci è stato detto, a
causa dei soli impatti degli aerei e degli incendi che ne
sono conseguiti.
In altre parole, la versione ufficiale pare essere una mastodontica
finzione, costruita per coprire un autoattentato nel quale
le autorità americane avrebbero avuto, nella migliore
delle ipotesi, una complicità solo parziale.
Ma accettare l'ipotesi dell'autoattentato significa anche
accettare che il nemico non è più 'là
fuori' - feroce e spietato finchè vuoi, ma sempre riconoscibile
e ben identificabile - ma è dentro di noi fra di noi,
è fatto come noi, e agisce contro di noi.
È questo baratro di insicurezza, umanissimo e comprensibilissimo,
che spesso ci impedisce di guardare con lucidità ad
una serie di elementi che in altre situazioni basterebbero
per mandare all'ergastolo sette generazioni di criminali."
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Alessandro Lucchi - 21/01/2008
Il Nuovo Secolo Americano
di Massimo Mazzucco costituisce uno spartiacque nell'ormai
vasta filmografia sugli attentati dell'11 settembre.
Come suggerisce il titolo, infatti, il film non si focalizza
sugli aspetti tecnico-fattuali di quella fatale giornata,
ma si prefigge di presentare allo spettatore lo scenario storico-politico
che ha reso possibile il manifestarsi di questo evento capitale,
concentrandosi in particolare sui disegni di dominio globali
coltivati, da più di trent'anni, dall'ideologia neoconservatrice
e riservandosi di chiarire alcuni episodi chiave della storia
americana.
Condividiamo pienamente la svolta intrapresa di Mazzucco,
il quale peraltro è l'autore dell'ormai classico documentario-indagine
“Inganno globale”, poiché
riteniamo che sia giunto il momento per il movimento per la
verità sull'11/9 di svincolarsi dalle ormai stucchevoli
e interminabili diatribe sulle dimensioni effettive del buco
del Pentagono o sull'esplosivo impiegato per la supposta demolizione
controllata delle Twin Towers. Ostinandosi su questa
strada, infatti, si correva il concreto e letale rischio di
confinare questi argomenti nel novero delle leggende metropolitane
e di far passare i loro propugnatori per degli internauti
mitomani.
Non che si voglia, per carità, sminuire o addirittura
denigrare il lavoro di migliaia di ricercatori indipendenti
che in tutto il mondo hanno denunciato le falle e le contraddizioni
della versione ufficiale: senza il loro impagabile lavoro,
ovviamente, il movimento non sarebbe neppure sorto; Mazzucco
stesso d'altronde continua ad aggiornare quasi quotidianamente
il suo celebre sito, riportando gli ultimi contributi sulla
materia provenienti da studiosi di tutto il mondo.
Per di più siamo convinti che la tanto agognata
“smoking gun” non vada cercata nelle macerie
del Wtc o del Pentagono, ma nel modus operandi dell’amministrazione
Bush.
Questo nuovo approccio ha, rispetto al precedente, il notevole
vantaggio di essere praticamente inconfutabile.
Mentre la discussione sui molti punti critici di quella giornata
(sull'effettiva presenza di acciaio fuso nei sotterranei delle
torri, ecc.) a causa della scarsità di prove documentarie
presta il fianco ad estenuanti discussioni e ad ininterrotte
obiezioni, formulare dei rilievi critici all'analisi dell'ideologia
neoconservatrice o alle sequenze sulle torture praticate dai
soldati Usa in Iraq diventa un'impresa disperata anche per
il più ostinato debunker.
Mazzucco sembra aver accolto il suggerimento di Webster Griffin
Tarpley, che nella sua opera capitale sul 11/9, “La
fabbrica del terrore” (Arianna editrice),
denunciava i pericoli insiti nell’analisi empiricista,
che esamina ogni elemento fattuale isolatamente senza valutare
l’insieme dei dati alla luce della realtà storico-politica
di cui questi costituiscono il risultato.
Il movimento non poteva esimersi dallo scendere nell'agone
politico, per cimentarsi nel quale occorrono certamente meno
conoscenze fisico-matematiche, ma sono necessarie una scaltrezza
ed una pazienza infinite, considerata la preclara malafede
e la ferina ignoranza degli editorialisti dei media mainstream:
dai loro editoriali si evince chiaramente che non sanno praticamente
nulla dei fatti di quel giorno: quasi nessuno, ad esempio
era conoscenza del crollo del WTC 7!
Non occorre sottolineare che solamente lottando su questo
terreno il movimento potrà sperare di conseguire qualche
obiettivo concreto.
Il film, come la più classica delle indagini, parte
dall’interrogativo preliminare: “cui prodest?”
Si passa quindi all'analisi dei moventi dei due principali
imputati della tragedia: la fantomatica Al-Qaeda e la “cricca”
dei neo-con, personificata da Cheney, Rumsfeld, Wolfowitz
e Perle, rappresentante degli interessi del complesso militare
industriale. Mentre l'ormai leggendaria “Al-Qaeda”,
che una martellante propaganda ha dipinto come “feroce
e inafferrabile”, avrebbe compiuto l'attacco in
un nome di un indefinito sentimento anti-occidentale, i neo-cons
sarebbero stati spinti da ben altre, e ben più definite,
motivazioni che loro stessi (!) in un paio di fondamentali
documenti, il “Piano per la difesa” di
Wolfowitz e il famigerato “Progetto per un nuovo
secolo americano”, ci dichiarano senza mezzi termini.
Gli obiettivi perseguiti dai neo-cons, raggiungibili solo
attraverso lo shock provocato da una nuova Pearl Harbor, erano
in sintesi: l’aumento esponenziale del budget militare
e la dislocazione di grandi basi americane in Medio Oriente
e nel sud-est europeo. Conquiste che, come dice un sibillino
Bill Clinton ai microfoni della Cnn, i neo-cons hanno conseguito
proprio grazie ai fatti dell’11/9.
Anzi Mazzucco avvalla la tesi, avanzata da Tarpley in primis,
che l'attacco sia stato pianificato all'insaputa di Bush,
che come afferma un mefistofelico Leeden, solo quel giorno
ha compreso il motivo reale per cui era assurto alla presidenza.
Qualcuno potrebbe ritenere eccessiva la presenza di filmati
propagandistici d'epoca, emblematico quello che apre film,
una sorta di vademecum sul comportamento da tenere in caso
di un eventuale attacco nucleare sovietico. Al contrario,
si tratta di un materiale fondamentale per comprendere come,
parallelamente all'industria petrolifera ed a quella militare,
ne sia cresciuta un'altra, quella delle pubbliche relazioni,
che ha plasmato a suo piacimento la forma mentis del cittadino-consumatore
americano ed ha assicurato all'impero un suddito apatico e
stolido. Non si può che restare stupefatti nel constatare
che milioni di individui abbiano creduto, e continuino a farlo,
ad una forma di comunicazione così palesemente artificiale,
falsa, innaturale, ridondante, caratterizzata da una comicità
involontaria irresistibile.
Magistrali i capitoli finali del documentario completamente
dedicati alla campagna irachena, dalla ossessiva propaganda
anti-Saddam, all'assegnazione senza gara di miliardari appalti
“cost-plus” (una sorta di “più
spendi e più guadagni”) alla Halliburton,
dalla conquista delle strategiche aree petrolifere fino alla
disumana barbarie a cui si abbandonano i contractors.
A questo proposito, il soldato americano, pubblico o privato
che sia, è l'autentico protagonista della parte conclusiva
del documentario.
Abbandonato a se stesso nell'inferno iracheno, dove, a causa
della mancata depurazione dell'acqua contaminata, anche un
bagno potrebbe essergli letale, invece di sfogare la sua frustrazione
contro chi continua a guadagnare miliardi anche sulla sua
pelle, non trova niente di meglio che sfogare selvaggiamente
la sua rabbia e la sua vigliaccheria contro i poveri occupati,
meglio se inermi.
Ancor più che dalla ferocia, lo spettatore è
impressionato dalla loro ferina ignoranza, dalla loro gestualità
e dal loro linguaggio meccanici e osceni, dal loro debordante
razzismo, tanto più intollerabile dal momento che pure
un neandertaliano potrebbe vantare nei loro confronti una
posizione di preminenza nella scala evolutiva.
Nel suo ruolo di vittima sacrificale di un brutale lavaggio
del cervello, assurge a paradigma dello stato di miseria intellettuale
e morale in cui versa l'uomo occidentale, il quale, invece
di ribellarsi allo status ignominioso di consumatore e cercare
di ricostruire la sua società, sbraita luoghi comuni
insensati alla volta di un qualsiasi nordafricano disperato
e squattrinato. Situazione tanto più paradossale se
si pensa che il nostro consumatore prima dell'11/9 con ogni
probabilità pensava che il chador fosse un gelato al
cioccolato e il nome Osama gli ricordava soltanto una marca
di pennarelli.
E' incredibile, e deprimente, come osserva il professore di
Harvard Stanley Hoffman, constatare gli incredibili risultati
raggiunti da una propaganda martellante anche se sconclusionata,
illogica e assurda.
Il
documentario può essere scaricato qui.
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11 SETTEMBRE 2001
INGANNO GLOBALE. Tutto quello che le televisioni
non ci hanno raccontato sui fatti di quel giorno; Libro+DVD
film-inchiesta a cura di Massimo Mazzucco, Macro,
ca.200 pp. € 11,90 |
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Chiunque abbia vissuto, davanti
al televisore, la giornata dell'11 settembre di cinque anni
fa, porta incise nella memoria delle immagini che sin da quel
momento sono entrate a far parte della storia dell'umanità.
Ripetute all'infinito sugli schermi di tutto il mondo, non
vi è persona oggi che non saprebbe riconoscere la terrificante
palla di fuoco uscita della Torre Sud dopo l'impatto dell'aereo,
o le immagini stesse dei due giganti d'acciaio - le Torri
Gemelle di New York- che si accartocciano e si sbriciolano
su se stesse, una dopo l'altra, scomparendo in una nuvola
di polvere larga quanto la stessa isola di Manhattan.
Tutti lo abbiamo visto accadere, in diretta TV. Tutti abbiamo
assistito, nello stesso momento, a questo incubo collettivo
di dimensioni planetarie.
Ma quello che abbiamo visto è davvero quello che è
successo? Per quanto paradossale a pensarsi, è venuta
emergendo nel corso di questi anni una lunga serie di indizi
che sembrano suggerire che le cose non siano andate affatto
come ci è stato raccontato.
Inganno Globale - come libro e come film - raccoglie e presenta
tutti i più importanti di questi indizi, basandosi
esclusivamente su informazioni forniteci nel tempo dal governo
americano tramite i maggiori canali di informazione a livello
mondiale. Non si tratta quindi di opinioni gratuite o di condanne
preconcette, ma di elementi oggettivi, fattuali, facilmente
verificabili da chiunque. Sono le stesse immagini andate in
onda in tutto il mondo, che ci hanno
mostrato in diretta televisiva quello che fino ad allora avremmo
faticato a credere in un film di Hollywood.
Sono le testimonianze angosciate dei poliziotti, vigili del
fuoco, giornalisti e passanti scampati per miracolo ai crolli
delle Torri Gemelle, incapaci loro stessi di credere a quello
che stavano raccontando.
Sono le fotografie della facciata del Pentagono colpita da
un aereo, scattate dagli stessi militari che sono appena sfuggiti
all'impatto devastante del velivolo.
Sono le immagini mandate in onda da tutte le TV del mondo
del campo della Pennsylvania in cui si è schiantato
il quarto volo dirottato.
Sono immagini che tutti noi già conosciamo.
Quel giorno tutti guardavamo, ma nessuno di noi vedeva.
Accecati dall'orrore, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere
di eventi sempre più drammatici e impossibili, abbiamo
lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli
che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il
supporto di esperti e cattedratici, sembrano suggerire una
realtà ben diversa da quella che finora ci è
stata presentata.
Era davvero un Boeing da 100 tonnellate quello che si è
schiantato contro il Pentagono l'11 di settembre del 2001?
Dove è finito il secondo Boeing, dello stesso modello
e delle stesse dimensioni, che è stato visto cadere
in un campo della Pennsylvania?
Come possono tre torri alte centinaia di metri crollare da
sole su se stesse, senza toccare nessun edificio accanto,
in tempi e modi molto simili a quelli delle demolizioni controllate,
a causa di semplici incendi di kerosene?
Come possono quattro persone che non hanno mai guidato un
jet nella loro vita, impadronirsi di quattro aerei di quelle
dimensioni, e condurli con facilità assoluta verso
i loro bersagli, senza commettere lungo il tragitto il benchè
minimo errore?
Come può la difesa più potente, meglio organizzata,
tecnologicamente più avanzata del mondo permettergli
di fare quello che hanno fatto i dirottatori, restando a guardare
per quasi due ore, senza riuscire in tutto quel tempo ad intercettare
uno solo dei quattro aerei dirottati?
Sono almeno una trentina le domande di questo genere che Inganno
Globale raccoglie e presenta al pubblico italiano nella loro
semplice fattualità, senza trarre conclusioni e senza
indicare necessariamente una precisa fonte di colpevolezza.
Sarà il compito di un diverso lavoro (La Verità
di Cristallo, attualmente in preparazione) quello di analizzare
i retroscena e i possibili moventi che avrebbero dato origine
a quegli attentati in maniera ben diversa da quella fino ad
oggi comunemente accettata.
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IL
LIBRO
Indice:
Prefazione
Introduzione
- Il vero problema è psicologico
- I "neocons"
- L'11 settembre e la rete
Capitolo 1 - La versione ufficiale
Capitolo 2 - Gli aerei dirottati
- Il sistema di sicurezza
- Un caso inimmaginabile
- Le esercitazioni
- Punizioni o promozioni?
- La "incompetence theory"
- La prova del nove
Capitolo 3 - I 19 assi del cielo
- La preparazione
- Le scuole di volo
- Il 10 settembre
- Le prove che il mondo attende
- Le prove sospette
- Addio con ricevuta di ritorno
- Una distrazione impossibile
- Le identità al condizionale
Capitolo 4 A - Il segreto del Pentagono
- Ingersoll come Zapruder?
- Le testimonianze discordanti
- Due tesi contrapposte
- La tesi della disintegrazione
- Il Test Sandìa
- Mostrare o nascondere?
- La tesi della perforazione
- Simulazione di reato
- I famigerati "video del Pentagono"
- Il black-out di grande Fratello
- La prova del nove
- Il foro misterioso |
Capitolo 4 B
- Il segreto del Pentagono
- Hani Hanjour, dilettante miracolato
- L'identificazione delle vittime
Capitolo 5 - Il mistero di United 93
- "Let's Roll": la leggenda delle telefonate dal
cielo
- Barbara Olson
- Impossibile chiamare con i cellulari
- Il "roaming"
- Un sistema paralizzato
- Ma allora, perché la buca?
- Due misteri, un'unica soluzione
- "Operazione Northwoods"
- Conclusione
Capitolo 6 - Le torri che non dovevano crollare
- Ostacolo psicologico
- Sotto gli occhi di tutti
- I fatti accertati
- La fretta di Giuliani
- La "libertà di stampa"
- La prova del nove
- WTC7 - Il più strano di tutti
- Alla ricerca di un movente
- I "piccoli sporchi segreti" delle Torri Gemelle
Capitolo 7 - Un popolo a parte
- 100 domande senza risposta
- Domande al Presidente Bush
- Domande al vicepresidente Cheney
- Domande a George Tenet, direttore della CIA
- Domande a Robert Mueller, direttore dell'FBI
- Domande alla F.A.A. - Federal Aviation Authorithy (Aviazione
civile)
- Domande al NORAD - North American Air
- Defense Command (Difesa aerea militare)
- Domande alla Port Authority di New York
- Domande al sindaco di New York Rudolph Giuliani
La potenza dei simboli - Una riflessione in chiusura
Perché non riusciamo a dimenticare quelle immagini |
| IL DVD |
Durata: 90 minuti
Contenuto: 1. La versione ufficiale -
2. Gli aerei dirottati - 3. Il segreto del pentagono -
4. I misteri di United Airlaines 93 - 5. Le 3 torri cadute
- 6. Un popolo a parte
Extra: La Verità di Cristallo
(Trailer) - Controdiario: il Caso Popular Machanics -
MATRIX presenta Inganno Globale
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Strategie
per una guerra mondiale. Dall’11 settembre al delitto
Bhutto, di Pino Cabras,
pagg. 360 €14,50 Aìsara
editrice, 2008 - Blog
Autore. |
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Pino Cabras: Strategie per una guerra
mondiale
Dall’11 settembre al delitto Bhutto
di Calmino
La mole di argomenti e di questioni tecniche
relative agli eventi dell’11 settembre 2001 è
poderosa e virtualmente inesauribile, per quanto ampiamente
dibattuta da ricercatori indipendenti.
Il funzionario di una banca d'affari Pino Cabras riassume
e ne espone le più impotanti in questo volume appena
pubblicato dalla neonata casa editrice Aìsara: esamina
le omissioni, le menzogne e le contraddizioni della Commissione,
le questioni tecniche relative ai crolli di WTC1, WTC2 e WTC7
(meno approfondite quelle sull’impatto al Pentagono),
le rivelazioni di Larry Silverstein e dei primi soccorritori,
le incongruenze intorno ai 19 dirottatori, il rebus irrisolto
delle liste passeggeri, le aporie e le circostanze inquietanti
riepilogate nel brillante capitolo “Zibaldone di
coincidenze impossibili”.
Questioni non inedite per chi già approfondito la materia,
ma perlopiù ignorate dalla gran massa dei cittadini
del mondo indottrinata dal mainstream massmediatico.
L’autore, laureato in Scienze Politiche e dal 2005 membro
del Comitato misto paritetico della Sardegna sulle servitù
militari, non si ferma tuttavia alla materia strettamente
legata agli eventi di quel giorno: ricostruisce gli antefatti,
esplora i retroscena e i trascorsi, illustra il terreno nel
quale è maturato il PNAC, la formazione dei teocon,
l’humus nel quale sarebbero state incubate “le
strategie per una guerra mondiale” del titolo,
che hanno avuto suggello in quella fatidica data.
Cabras analizza poi tutti i segmenti funzionali al controllo
del follow-up degli eventi scatenati dall’11 settembre
e privilegia alcuni filoni forse meno esplorati: il consolidarsi
del corpus giuridico da “Stato d’eccezione”
all’interno dell’ordinamento statunitense, sempre
più inquinato da fondamenti e pretesti normativi per
svolte golpiste, le tecniche di manipolazione di alcune agenzie
di disinformazione, prima fra tutte il MEMRI, il ruolo delle
esercitazioni militari come leve esecutive per i grandi attentati
del 2001 in USA e del 2005 in Gran Bretagna.
Infine si sofferma sul fatto, supportato da parecchi riferimenti,
che a Mosca avessero compreso subito come l’11 settembre
fosse frutto di una lotta interna all’establishment
USA, una lotta non ancora conclusa, che arriva fino all’assassinio
di Benazir Bhutto e all’altolà delle agenzie
di spionaggio che scongiura, almeno per ora, un attacco all’Iran.
Un manuale ricco di citazioni, fonti e riferimenti, che va
ad aggiungersi alla già nutrita schiera di volumi e
ricerche affini. Un ulteriore strumento che può aiutare
qualcuno ad aprire gli occhi e a non trovarsi inerme di fronte
al cupo panorama mondiale ben riassunto dalla prima epigrafe
del libro, tratta da “1984” di George
Orwell: “L’atmosfera sociale è quella
di una città assediata... E allo stesso tempo la consapevolezza
di essere in guerra, e perciò in pericolo, fa sì
che il trasferimento di tutto il potere a una piccola casta
sembri la naturale, inevitabile condizione di sopravvivenza.”
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Porto delle
nebbie 11 settembre 2001: perché gli
ideologi "di sinistra" e i marxisti di tutte le latitudini
condividono la storia ufficiale, Franco
Soldani Faremondo
Edizioni, prima edizione, febbraio 2008, euro 10
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Quarta di copertina
Basato su un originale lavoro di ricerca e una imponente documentazione
in gran parte inedita nel nostro paese, Il porto delle nebbie
rappresenta il primo saggio in Italia a comprovare in maniera
impeccabile, e con una profusione di fonti, il ruolo di primo
piano svolto dagli intellettuali “di sinistra”
e dai marxisti nell’attivo insabbiamento delle responsabilità
del governo Bush e dell’establishment finanziario, militare
e industriale dominante nell’organizzazione dell’11
settembre. Di contro agli odierni ideologi dell’impero,
l’analisi alternativa del libro porta alla luce del
sole sia le numerose false piste disseminate in lungo e in
largo dai media europei e statunitensi per fuorviare la pubblica
opinione internazionale in merito ai veri perpetratori dell’attacco,
sia la fallacia degli argomenti da tutti addotti per convalidare
la loro spiegazione fotocopia, rigorosamente sulla scia della
storia ufficiale, degli avvenimenti del 2001.
Franco Soldani tratteggia una critica serrata del pensiero
liberal-democratico e della cultura subalterna esistente alle
spalle dei variegati punti di vista – di stretta osservanza
governativa – attualmente in circolazione. Descrive
inoltre i pericolosi processi politici involutivi in avanzata
fase di sviluppo negli Stati Uniti, proponendoci infine di
cominciare a ragionare in maniera differente rispetto alla
logica ancor oggi prevalente nelle società occidentali.
Facendo leva sul principio di Jago (il famoso personaggio
dell’Otello di Shakespeare) e ricorrendo alla scienza
di David Bohm, siamo invitati ad osservare con una diversa
mente e un più specifico set di concetti la realtà
odierna e il mondo in cui viviamo. Il fine è quello
di poterli comprendere entrambi conformemente alla loro complessa
natura più intima, resa oggi sempre più opaca
e irriconoscibile dall’azione congiunta delle sottili,
e tutte oltremodo potenti, mediazioni del potere.
Per poter entrare finalmente, con consapevole intelletto,
in un altro e distinto universo di conoscenza.
Indice
Prefazione
1. La forma mentis della “sinistra” occidentale:
la sua cultura subalterna
2. Il caso Noam Chomsky: gli intellettuali “di sinistra”
come agenti dei dominanti
3. One way ticket ovvero la denigrazione delle spiegazioni
alternative dagli Stati Uniti all’Italia: natura e funzione
della opposizione fittizia e della opposizione
controllata
4. Lo stato delle cose oggi: nascita e ascesa di uno Stato
di polizia in America
5. Le concezioni marxiste odierne: la sopravvivenza del meno
adatto
6. Il pensiero nomade, ovvero sentieri che non portano da
nessuna parte
7. Le trame più profonde del potere e i mondi surreali
dei marxisti
8. Riveder infine le stelle. I fiori nuovi del pensiero postoccidentale
Note
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L'autore
Franco Soldani vive e lavora a Monaco di Baviera.
Studioso della società e del pensiero occidentale, è
tra i fondatori di Faremondo. Tra i suoi ultimi libri: La
strada non presa. Il marxismo e la conoscenza della realtà
sociale, Pendragon, Bologna, 2002; Le relazioni virtuose.
L´epistemologia scientifica contemporanea e la logica
del capitale, 2 voll., UNI Service, Trento, 2007. Insieme
a Roberto Di Marco ed Emanuele Montagna ha pubblicato un
manifesto intellettuale per il XXI secolo: Scrivere il domani.
Logica del capitale, intelletto scientifico e riproduzione di
società, Pendragon, Bologna, 2003. |
9-11 IN
PLANE SITE: Undici
settembre 2001 Una data che ha cambiato il mondo...il documentario
che cambia per sempre l'undici settembre!
DVD + fascicolo, Durata
69 minuti; Nexus,
€ 14,90 |
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Un’eccezionale inchiesta che rimette
in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di
sapere, sui tragici eventi dell’11 settembre 2001. Questo
documentario sull’11 settembre, finalmente in edizione
italiana, sarà allegato ad un supplemento speciale
della rivista NEXUS che ne integrerà gli straordinari
contenuti con una serie di articoli di approfondimento su
quanto accadde realmente quel tragico giorno, gettando una
nuova luce sui drammatici eventi che ne sono seguiti.
Questo coraggioso documentario presenta prove, non teorie:
utilizzando materiale audiovisivo inedito o mandato in onda
soltanto una volta (e poi misteriosamente sparito), demolisce
impietosamente la versione ufficiale dell’11 settembre
2001 e suscita seri interrogativi sulla corretta gestione
delle informazioni da parte dei mass-media, nonché
sugli attuali sviluppi geopolitici a livello globale.
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Contractors:
Speculazioni economiche in un clima di distruzione
creativa: L'11 settembre e la lobby del Pentagono
di Antonio Pagliarone,
Prefazione di Tiziano Tussi, Sedizioni
pp. 96 euro 10,00 f.to 105x210 isbn 978-88-89484-18-0 |
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Il libro. Poi vi sono accadimenti che devono
accadere. L'obiettivo viene fortemente inseguito al fine di
indirizzare le conseguenze verso i propri interessi. Questo
accade spesso, ma non sempre ciò che si persegue si
realizza totalmente. La realizzazione è quasi sempre
in percentuale. Più ci si avvicina al cento per
cento e più siamo contenti. Ma il fatto che si crea
viene così ad inserirsi non a caso, o pochissimo a
caso, quasi per nulla, nella scia del fiume delle cose e lascia
come esito ciò che si vuole che lasci, o almeno così
noi speriamo. Quando il progetto sta in piedi tutto ciò
accade.
Quando non sta in piedi gli avvenimenti che abbiamo suscitato
prendono, si dice, una brutta piega. E' il caso eclatante
della questione dell'11 settembre. (dalla prefazione)
Incipit:
Ricordo che molti anni fa l'alternativa 'Socialismo o
Barbarie' era un ritornello caro agli intellettuali più
radicali con il quale ci prospettavano un probabile futuro
in occasione dei grandi eventi verificatisi nel lungo periodo
in cui i miti della sinistra hanno influenzato il cosiddetto
'vecchio movimento operaio'. Fu Rosa Luxemburg a proporre
queste due possibili soluzioni poste in alternativa allo scoppio
del Primo conflitto mondiale, ma questo slogan è stato
ripreso regolarmente in occasione dei 'processi di trasformazione'
che, secondo certa pubblicistica di estrema sinistra, si sarebbero
manifestati nel corso del XX secolo. Sinora però nessuno
si è preoccupato minimamente di dare una descrizione
chiara e ragionevole ai due fenomeni in oggetto; anche se
oggi possiamo affermare che il socialismo ha prodotto l'assurdo
costituito dall'economia e dalla società sovietica,
comunque ci si dovrebbe soffermare un momento sul termine
'barbarie', specie dopo i recenti avvenimenti legati
al disastro dell'11 settembre che hanno portato alle aggressioni
militari in Afghanistan, in Iraq e più recentemente
in Libano.
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Sedizioni
20123 Milano via cappuccio 18 tel.+39.02.45479442 fax+39.02.99986076
Antonio Pagliarone è
nato a Milano il 21 Luglio del 1951. Insegna Scienze Naturali
Chimica e Geografia presso il Liceo Scientifico F. Severi di
Milano, è Supervisore presso la SILSISS di Milano e collabora
al sito Count
Down. Con Giuseppe Sottile ha curato la raccolta Ma
il capitalismo si espande ancora? pubblicata da Asterios
ed ha curato una raccolta di scritti di Paul Mattick di prossima
pubblicazione col titolo: Il marxismo: ultimo rifugio della
borghesia? |
Il
mito dell'11 settembre e l'opzione dottor Stranamore,
(Nuova edizione) di Roberto
Quaglia. Settembre 2007. Edizioni PonSinMor,
Formato in 8°, cm 14x21, pagine 504, con illustrazioni in
b/n e a colori nel testo, brossura illustrata, prefazione di
Valerio Evangelisti. Prezzo € 19 |
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Dopo
Tutto quello che sai è falso, giunto dal 2003 a 65.000
copie di tiratura, che si apriva con il saggio di Roberto Quaglia
Tutto quello che avresti voluto sapere sull’11 settembre
(e su tutto il resto) e non hai mai osato chiedere, l’autore
completa ora la sua ricerca analizzando sino in fondo i misteri
dell’11 settembre e degli eventi successivi che stanno
cambiando la faccia del mondo
Un Boeing 737 che si getta in picchiata sul pentagono senza
che nessuno in città lo veda, lasciando solo un buco
di sei metri sulla facciata dell’edificio e nessun detrito;
tre solide torri a struttura d’acciaio che, per la prima
volta nella storia, si disintegrano e, in violazione delle leggi
della fisica, precipitano con inverosimile simmetria al suolo
a velocità di caduta libera; fantomatici dirottatori
arabi che non risultano nelle liste dei passeggeri imbarcati:
ecco solo alcuni elementi del giallo del secolo.
Ma ogni mistero ne chiama un altro. E allora ecco i probabili
nessi tra l’11 settembre e le guerre del petrolio, la
fine delle libertà e il tramonto della democrazia, il
riscaldamento globale e le imminenti guerre biologiche. Il tutto
nell’assurdo silenzio dell’Europa e dei suoi mezzi
d’informazione, che hanno alle spalle una tradizione culturale
più solida e articolata di quella americana. Le nuove
verità emergenti non sono però al di sopra di
tutti i sospetti. Molte “sconvolgenti rivelazioni”
hanno l’aspetto di miti diversivi. Dove finisce la realtà
e dove inizia il mito? E qual è l’opzione Dottor
Stranamore che incombe come una spada di Damocle sul futuro
dell’umanità?
In questo lavoro, Quaglia incastona tutti i pezzi del puzzle,
riportando accuratamente le fonti delle informazioni presentate,
ma non si limita a ciò: assortisce evidenza dei fatti
e fiction, serietà argomentativa e satira, ironia e sarcasmo.
Quaglia demolisce la versione ufficiale degli eventi con abilità
narrativa e gusto del paradosso, riuscendo a coinvolgere e tenere
con il fiato sospeso il lettore dall’inizio alla fine.
Valerio Evangelisti, autore della prefazione, conclude: Quale
che sia stata la vera storia dell’11 settembre, alla fine
del libro e delle sue argomentazioni stringenti, si esce con
una convinzione: nessuno, quella storia, ce l’ha mai raccontata
per intero. Per tentare di ricostruirla, il libro di Quaglia
si rivela indispensabile.
Roberto Quaglia è noto al pubblico italiano soprattutto
per il saggio breve Tutto quello che avresti voluto sapere sull’11
settembre (e su tutto il resto) e non hai mai osato chiedere,
contributo di apertura del bestseller Tutto quello che sai è
falso. Scrittore eclettico ed originale, ha pubblicato all’estero
numerose opere di fantascienza. Ha collaborato per anni al portale
“Fantascienza.com” come saggista con la rubrica
“Pensiero stocastico”. Informazioni più dettagliate
sono disponibili in rete all’indirizzo www.robertoquaglia.com
Il libro è in campagna promozionale dal
10 giugno, con lo sconto del 20% sul prezzo di copertina, per
chi ne faccia richiesta presso l’editore PSM.
Le ordinazioni possono essere fatte a mezzo tel/fax al n. 011
9606374 o per posta elettronica agli indirizzi pon-sin-mor@libero.it
oppure infotiscali@ponsinmor.info
o, preferibilmente, dietro versamento dell’importo scontato+2
€ per spese postali, sul ccp n. 12673281 intestato
a Lepore Dante. |
La
Fabbrica del Terrore Made in Usa - Dall'11
settembre ai futuri obiettivi, di
Webster Griffin Tarpley,
Macro,
2007, pp. 500, 18,50 euro |
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Scritto in maniera brillante, anzi, direi
eccelsa; non si riesce a smettere di leggerlo. Webster formula
un giudizio devastante. Congratulazioni! Lo appoggio con tutto
il cuore.
Andreas von Bülow ex Ministro tedesco
della Ricerca e delle Tecnologie Ex commissario parlamentare
sull'intelligence. Ha scritto Die CIA und der 11/9
Leggere queste pagine significa affacciarsi
su un incubo. Gli Stati Uniti sono in mano a un gruppo di
pericolosi sovvertitori della pace mondiale. Né il
"New York Times", né il "Washington
Post" hanno recensito il libro. Si presume che non lo
faranno nemmeno i grandi giornali italiani. Che, infatti,
hanno tutti mentito sull'11 settembre.
Giulietto Chiesa parlamentare europeo e giornalista
Con gran rammarico, concludo che questo
libro di Tarpley è il più forte tra gli oltre
770 libri da me recensiti su Amazon, quasi tutti di saggistica.
Devo concludere che l'11/9 è stato come minimo lasciato
accadere come "casus belli" […]. Questo libro
è, senza dubbio, il principale testo di riferimento
moderno sul terrorismo di Stato, e anche il testo dove si
suggerisce nel modo più puntuale che gli elementi canaglia
nel governo USA […] sono i più colpevoli di terrorismo
di Stato […] È innegabile che il Governo USA
ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha voluto costruire
attacchi per mobilitare l'opinione pubblica.
Robert D. Steele ex alto ufficiale della
Marina USA e spia della CIA, da sempre repubblicano, imprenditore
e teorico dell'Intelligence e docente alla Marine Corps University.
È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com
Arrivato alla quarta edizione negli Stati
Uniti, "La fabbrica del Terrore" è un libro
che compie un salto di qualità nelle indagini alternative
sull'11/9 e sugli altri atti di terrorismo che hanno scosso
il mondo negli ultimi anni: dopo le denunce delle molte incongruenze
presenti nelle versioni ufficiali, Webster Tarpley offre una
ricostruzione riccamente documentata sull'azione dei servizi
segreti e dei loro mandanti nel perseguire interessi strategici
ben precisi.
Franco Cardini storico, docente all'Università
di Firenze
Tarpley ha creato un genere del tutto nuovo […]
paragonando le tecniche utilizzate dalle agenzie di Intelligence
statunitensi nella creazione dell'11/9 e i metodi usati in
passato dall'Intelligence USA. […] Si continuerà
a tornare su questo libro per sollevare nuove domande lungo
questa linea d'indagine.
Thierry Meyssan ex segretario nazionale dei
radicali di sinistra francesi. Presidente del "Réseau
Voltaire"
Autore dei bestseller L'incredibile menzogna e Il
Pentagate.
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11 Settembre L'autoattentato.
Quaderni di Aginform,
Documentazione a cura di Paolo Pioppi, Fondazione
A. Pasti, 2007, pp. 156, prezzo 8,00 euro. Ordinazioni di
una o più copie: Per e-mail: pasti@mclink.it
oppure per telefono: 339 8881082. Come
ordinare il volume. Sconti per ordinazioni di più
di 5 copie. Gli importi vanno versati sul conto corrente postale
numero 86557006 intestato A. Amoroso,
via dei Lanfranchi 28, 00148 Roma |
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INDICE
Libri citati frequentemente p. 2
PREFAZIONE di David Ray Griffin p.3
INTRODUZIONE
Il movimento per la verità sull’11 settembre
Paolo Pioppi, p.4, Un fatto dimostrato p. 4 - Come facciamo
ad esserne sicuri? p.4, I cacciatori di ‘complottisti’
p.6 - La sinistra e l’11 settembre p.13, Stragisti di
stato p. 16 - Menzogna globale e guerra infinita p. 18, Mettere
in liquidazione l’impero? p. 22
CAPITOLO I
La versione ufficiale è un cumulo di falsità
p.24, 11/9: far emergere la verità o nasconderla? David
R. Griffin p. 26, Testimonianze esplosive: rivelazioni sulle
torri gemelle nei racconti orali dell’11 settembre,
David R. Griffin p.47, La testimonianza di William Rodriguez
p .66
CAPITOLO II
L’inchiesta: coltri di fumo e la benedizione ufficiale
della ‘guerra infinita’ p.69, La Relazione
della Commissione: 571 pagine di bugie, David R. Griffin p.74,
Dichiarazione di quattro vedove dell’11 settembre in
merito alla falsa deposizione attribuita al Pentagono (4 agosto
2006) p.84
CAPITOLO III
Una ‘nuova Pearl Harbor’ verrebbe proprio
a fagiolo p.85, L’imperialismo dei neocon, l’11
settembre e gli attacchi all’Afganistan e all’Iraq,
David R. Griffin p.88
CAPITOLO IV
L’arte di farsi attaccare. I precedenti e specialmente
il Piano Northwoods p.116
CAPITOLO V
Esponenti governativi, militari, funzionari dei servizi USA
denunciano la falsità della versione ufficiale p.127
APPENDICI
A. Strumenti di conoscenza e di approfondimento p.141, B.
Lettera (non pubblicata) di F. Soldani a Liberazione p.145,
C. Due libri di prossima pubblicazione presso Faremondo Edizioni
p.149, La prefazione de "Il porto delle nebbie"
di Franco Soldani p. 149, "Mondo canaglia",
di Emanuele Montagna p.156
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| ZERO.
PERCHE' LA VERSIONE UFFICIALE SULL '11/9 E' UN FALSO, a
cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli Piemme,
pag. 412, 17,50 € |
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Introduzione
di Giulietto Chiesa
“In questi anni, è stato
possibile accumulare una tale massa di dati, di immagini,
di analisi da poter affermare senza ombra di dubbio che la
“versione ufficiale” è un falso. Abbiamo
sfidato il tabù, spinti dalla necessità di ricercare
la verità, ben sapendo che essa non è celata
in un posto solo. Meno che mai in qualche grotta afgana. Lo
abbiamo fatto perché sappiamo che la verità
sull'11 settembre è importante, anzi essenziale: per
sopravvivere.”
L'11 settembre ha cambiato la storia. Con quel tragico e spettacolare
attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone
innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate
in frantumi.
Ne è seguita un'offensiva che ha già prodotto
due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere
aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati
nei decenni precedenti.
I responsabili dell'attacco sono stati additati al mondo con
singolare rapidità, e un solo, presunto responsabile
è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato
all'ergastolo.
Ma un' analisi attenta evidenzia che la versione ufficiale
non è solo lacunosa in decine di punti essenziali,
ma in altre decine di punti dimostrabilmente falsa. Salvo
rarissime eccezioni, i media hanno rispettato il tabù,
e negli anni hanno applicato quella legge del giornalismo
contemporaneo secondo cui – per dirla con Gore Vidal
– «ciò che non dovrebbe essere vero,
non lo è».
Noi non accettiamo questo criterio.
L'eccezionale rilevanza dell'evento appare del tutto incompatibile
con una tale massa di omissioni, distrazioni, dimenticanze,
silenzi. La tesi dell'inefficienza, delle incompetenze, non
regge alla più elementare delle analisi.
È stato scritto autorevolmente che la verità
sull'11 settembre non la saprà questa generazione.
Noi non possiamo pretendere di sostituirci agli investigatori
che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari
raccolti sui luoghi. Ma i materiali che hanno prodotto rivelano
falsità ed errori che possono essere dimostrati.
Per questo abbiamo raccolto un'enorme mole di dati, fatti,
analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso
di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti
di provata competenza nei diversi campi dell'indagine. Sono
quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi
ben più realistiche e a darci un'assoluta certezza:
non è, proprio non può essere andata come ci
hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo
ripartiti da zero.
LEGGI l'introduzione di Giulietto Chiesa
Gli autori
GIULIETTO CHIESA - È uno dei più noti
giornalisti italiani. Esperto di politica internazionale,
fondatore di Megachip - Associazione per la democrazia nell'informazione
e parlamentare europeo, ha pubblicato tra l'altro La guerra
infinita , La guerra come menzogna e Le carceri segrete della
Cia in Europa.
GORE VIDAL - Scrittore, saggista, caustico commentatore della
società americana contemporanea, è considerato
uno dei più rilevanti intellettuali del nostro tempo.
FRANCO CARDINI - È il più noto medievalista
italiano. Studioso delle relazioni tra musulmani e cristiani,
il suo ultimo saggio è Europa e Islam: storia di un
malinteso.
GIANNI VATTIMO - Filosofo, saggista, esponente politico, insegna
Estetica all'università di Torino ed è visiting
professor in importanti atenei americani.
LIDIA RAVERA - Scrittrice, giornalista e saggista, collabora
con L'Unità e Micromega.
ANDREAS VON BÜLOW - Già ministro della Ricerca
nell'amministrazione Schmidt ed esponente di spicco della
SPD tedesca, ha scritto saggi e articoli sui servizi segreti
europei ed USA.
STEVEN JONES - Fisico, già professore all'università
dello Utah, è membro fondatore di “Scholars
of 9/11 Truth”.
CLAUDIO FRACASSI - Giornalista, saggista, ex corrispondente
e poi direttore di Paese Sera , ha fondato e diretto la rivista
Avvenimenti.
JURGEN ELSAESSER - Giornalista, ha scritto rilevanti saggi
sulla Bosnia e sul terrorismo di matrice musulmana in Europa.
WEBSTER G. TARPLEY - Storico, saggista, si è occupato
dei rapporti tra Brigate Rosse e loggia P2. Ha pubblicato
recentemente 9/11 Synthetic Terror.
THIERRY MEYSSAN - Giornalista, il suo libro L'incredibile
menzogna è stato un bestseller internazionale
tradotto in ventisette lingue.
ENZO MODUGNO - Economista e giornalista, è noto per
i suoi articoli sui principi keynesiani e la loro rilevanza
sul modello economico militare-industriale.
DAVID RAY GRIFFIN - Filosofo, teologo e saggista, è
autore di The 9/11 Commission Report: Omissions and Distorsions.
BARRY ZWICKER - Giornalista, documentarista e attivista
politico, ha realizzato il documentario 9/11, The Great
Conspiracy .
MICHEL CHOSSUDOVSKY - Professore di
economia all'università di Ottawa, si è occupato
della guerra in Jugoslavia ed è autore di America's
War on Terrorism.
Indice
Introduzione di Giulietto Chiesa
David Ray Griffin - Il Rapporto della Commissione
sull'11 settembre. Il capolavoro di omissione e mistificazione
di Philip Zelikow
Claudio Fracassi - La Waterloo dell'informazione
Andreas von Bulow - Il governo Bush prima,
durante e dopo gli attacchi dell'11 Settembre rispetto a quattro
possibili ipotesi di complotto
Lidia Ravera - L'impotenza
Jurgen Helsasser - Da Sarajevo ad Amburgo.
Terroristi, agenti, doppiogiochisti: i principali indiziati
dell'11 Settembre impararono il mestiere del terrore nei Balcani
negli anni Novanta e furono in contatto con i servizi segreti
degli Stati Uniti
Giulietto Chiesa - Come Marte ha vinto Venere
Steven E. Jones - Un'analisi scientifica
del crollo degli edifici del World Trade Center
Franco Cardini e Marina Montesano - Neocon.
Politica, cultura, affiliazioni del movimento neoconservatore
Webster Griffin Tarpley - Anatomia di un
coup d'état: come le esercitazioni e le manovre del
Pentagono sono divenute i canali chiave per gli attacchi segreti
del governo l'11 settembre
Michel Chossudovsky - Al Qaeda e la “Guerra
al terrore”
Enzo Modugno - 11/9 e warfare: il capolavoro
di Bush
Thierry Meyssan - Resistere alla menzogna
Barry Zwicker - Il complotto della “teoria
del complotto”
Gianni Vattimo - L'11 settembre e l'Italia:
considerazioni politiche
Intervista a Gore Vidal di Paolo Jormi Bianchi e Giulietto
Chiesa
Appendice
Testimonianze
Bibliografia
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11
SETTEMBRE. Il giorno che cambiò la storia Menzogne, lacune,
opere e omissioni di Alfredo
Facchini, Nuovi
Mondi Media, formato 14x21cm, pagg. 174, prezzo 12 euro |
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Da allora, sono state pubblicate decine
di libri, molti esperti si sono interessati alla questione,
indagando e portando alla luce contraddizioni, misteri, lacune.
Su ogni evento di quella giornata sono state realizzate inchieste
approfondite a opera dei più autorevoli conoscitori,
sono state compiute raffinate analisi da esperti e giornalisti,
sono state raccolte le testimonianze dei soggetti coinvolti.
Ciononostante, la mole di materiale non si è mai convertita
in una sintesi agile, puntuale e accessibile come invece ha
fatto Facchini con questo libro. Nel sesto anniversario dell'11
settembre, Nuovi Mondi propone uno strumento rapido, un compendio
veloce ma esaustivo, di tutti le menzogne e le incongruenze
della cosiddetta "versione ufficiale".
Alfredo Facchini (Roma, 1960),
giornalista. Amministratore Delegato di "Radio Città
Futura", emittente storica della radiofonia italiana,
è curatore del sito "torabora.it"
interamente dedicato alle verità nascoste sull'11 settembre.
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L'incredibile
menzogna: Nessun aereo è caduto sul Pentagono
di Thierry Meyssan Prefazione di Sandro Veronesi Traduzione
di Manuela Maddamma e Agnès Nobécourt, Fandango,
Roma, pp. 200, prezzo 15 euro |
| 
|
Questo
libro si fonda esclusivamente su documenti della Casa Bianca
e del Dipartimento della Difesa, così come sulle dichiarazioni
dei dirigenti civili e militari alla stampa internazionale.
Tutte le informazioni che riporta sono referenziate e dunque
verificabili dal lettore.
L'autore:
Dopo studi di Scienze politiche, Thierry Meyssan ha fondato
un'associazione internazionale di difesa delle libertà
individuali, poi si è orientato verso il giornalismo
d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato a diventare sia un
esperto di Diritti dell'Uomo, nell'ambito della Conferenza sulla
Sicurezza e Cooperazione in Europa (C.S.C.E), sia caporedattore
del mensile Maintenant. Dirige il Réseau Voltaire e scrive
una rubrica di cultura politica (Reseau
Voltaire).
Osservatore attento dell'attualità internazionale, T.
Meyssan è stato attratto dalle anomalie delle prime fotografie
dell'attentato contro il Pentagono, poi dalla confusione e dalle
contraddizioni della versione ufficiale, anche per quanto riguarda
il World Trade Center.
Ha allora condotto un'inchiesta che l'ha trascinato di sorpresa
in sorpresa, una più stupefacente e terrificante dell'altra.
Thierry Meyssan |
Pentagate
di Thierry Meyssan, Traduzione di Manuela Maddamma e Agnès
Nobécourt, Fandango,
pp. 170, euro 10.00 |
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Dopo L'incredibile menzogna,
abbondantemente criticato dai media, Thierry Meyssan pubblica
Pentagate, libro nel quale insieme ad altri giornalisti ed
esperti rifiuta ancora una volta la tesi ufficiale secondo
la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono
l'11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo
avrebbe colpito l'edificio. Pentagate è un'opera tecnica
e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia
questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi
all'opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze
della versione ufficiale dell'esercito americano ma l'impossibilità
tecnica di uno schianto dell'aereo sull'edificio. Pentagate
risponde pure alle critiche del celebre quotidiano francese
le Monde, che avrebbe mosso i suoi attacchi a partire dalle
idee e dalle foto di un membro dell'esercito americano accusato
appunto di manipolazione. La conclusione è sferzante:
la teoria ufficiale è incoerente e getta dei grandi
dubbi sulla realtà di una democrazia negli Stati Uniti.
L'Autore: Thierry Meyssan dopo studi di scienze
politiche ha fondato un'associazione internazionale di difesa
delle libertà individuali, poi si è orientato
verso il giornalismo d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato
a diventare sia un esperto di Diritti dell'Uomo nell'ambito
della Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa
(C.S.C.E.), sia caporedattore del mensile Maintenant. Dirige
il Réseau Voltaire e scrive una rubrica di cultura
politica (Reseauvoltaire.net).
|
11 SETTEMBRE:
IL REICHSTAG DI BUSH,
di Robin de Ruiter; Zambon,
Brossura, 160 pagine ISBN 88-87826-18-8 € 12,00
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Tutti gli indizi e le prove che la CIA non
è riuscita ad occultare sulla responsabilità
del governo USA. Mentre in passato le lotte per l’indipendenza
venivano guidate da personaggi mitici, da rivoluzionari in-corruttibili
(Lumumba, Fidel Castro, Che Guevara, Ho Chi Minh) che tentavano
di resistere e coraggiosamente combattere in una battaglia
ineguale lo strangolamento economico e l’assoggettamento
dei loro popoli. Oggi invece – e questo è il
fatto nuovo – ci sono degli elementi per credere che
gli USA siano in grado non solo di procurarsi a buon prezzo
degli «amici», ma di crearsi anche dei nemici
di comodo che le masse rivoluzionarie del mondo appoggiano
in maniera entusiastica sulla base delle loro dichiarazioni
e talvolta delle loro gesta.
Ma c’è un grave dubbio: e se si trattasse di
un inganno?
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11
settembre: la nuova Pearl Harbor, di David
Ray Griffin, prefazioni di Richard Falk e Michael Meacher,
pp. 270 - € 17,00 Fazi,
Isbn: 88-8112-554-4
|
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David Ray Griffin esamina
in modo equilibrato, moderato e razionale tutte le teorie
del complotto sugli attentati dell'11 settembre, scartando
le più estreme e approfondendo quelle più attendibili.
Nell'ultimo anno, qualcosa è cambiato nella ricezione
tributata dall'opinione pubblica mondiale alle teorie alternative
sull'11 settembre. Il grande successo di alcune indagini indipendenti
(si pensi ai libri di Meyssan, Vidal, Ahmed) e l'istituzione
di una commissione d'inchiesta da parte del Congresso americano
- commissione di fronte alla quale recentemente né
George W. Bush né Condoleeza Rice hanno potuto negare
l'esistenza di chiari avvertimenti precedenti all'11 settembre
- sono le cause prime di questo mutamento: l'idea che "qualcosa
non vada" nella ricostruzione ufficiale dell'amministrazione
americana è ormai patrimonio comune.
Il successo di questo libro - che negli Stati Uniti ha avuto
tre edizioni in un mese, ingresso nella top ten di amazon.com;
e in Inghilterra, è stato prefatto nientemeno che da
Michael Meacher, ex ministro della Corona - sono il portato
di questo mutamento.
Non è scritto da un polemista di professione, bensì
da uno fra i più illustri teologi statunitensi che,
partendo da una posizione di completo scetticismo sulle cosiddette
teorie del complotto, ne vaglia le principali e giunge a trovare
in alcune di esse - in specie in quella formulata da Nafeez
M. Ahmed in Guerra alla libertà (Fazi
Editore, 2002) - elementi indubitabilmente probanti.
L'avvincente e lucida indagine di Griffin spinge il lettore
a fare buon uso della logica e riconoscere l'evidenza. Già
nel 1995 la polizia filippina consegnava agli Stati Uniti
le informazioni trovate in un computer di Al Qaeda che descrivevano
in modo dettagliato il "progetto Bojinka", un piano
che prevedeva il dirottamento aereo per colpire degli obiettivi
sensibili, come la Casa Bianca e il Pentagono. Nel luglio
del 2001 la CIA e l'FBI avevano intercettato le informazioni
su un probabile attacco nel corso dell'autunno.
I capi di governo di diversi paesi - Russia, Inghilterra,
Giordania, Egitto e Israele, compresi i talebani dell'Afganistan
- avevano informato l'intelligence americana dell'attacco.
Non soltanto gli avvertimenti sono stati ignorati, ma sembra
che le indagini siano state addirittura ostacolate.
Dunque, l'amministrazione Bush sapeva di un imminente attacco
terroristico, ed ha probabilmente utilizzato questa consapevolezza
per scatenare una guerra, come accadde per l'attacco giapponese
a Pearl Harbor.
11 settembre, la nuova Pearl Harbor orbita attorno alla convinzione
che ancora oggi, scartando le teorie più fantasiose
- tanto fantasiose che rischiano di affossare anche le indagini
più serie - sia doveroso tuttavia trovare una verità
sull'11 settembre più adeguata di quella ufficiale.
|
L'AUTORE
David Ray Griffin è stato a lungo professore di filosofia
della religione alla Claremont School of Theology. È
codirettore del Center for Process Studies, autore e curatore
di oltre venti libri. In particolare, ha sviluppato una corrente
di studi teologici che in ambito anglosassone ha ricevuto importanti
riconoscimenti. |
Guerra
alla verità, di Nafeez Mosaddeq Ahmed,
traduzione di Nazzareno Mataldi, Pietro Meneghelli, Matteo
Sammartino, Francesca Valente e Piero Vereni, pp. 550 - €
22,00, Fazi,
Isbn: 88-8112-568-4
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Due
anni dopo il successo del bestseller Guerra alla libertà
(Premio Napoli 2002), Ahmed presenta al lettore italiano i nuovi
sconvolgenti risultati delle sue indagini sull'11 settembre.
In anteprima mondiale.
Uscito nel settembre 2002, Guerra alla libertà è
stato in Italia un vero caso editoriale, per la ricchezza e
il rigore della documentazione, che gli hanno valso il prestigioso
Premio Napoli.
Da allora, Ahmed non ha mai smesso di scrivere sull'argomento
e in questo nuovo lavoro oltre ad approfondire le tesi principali
di Guerra alla libertà, vi aggiunge elementi di straordinaria
gravità. In particolare punta la propria attenzione sui
lavori della commissione d'inchiesta sull'11 settembre del Congresso
Usa, mostrando che si tratta di un colossale falso, e rivelando
aspetti inquietanti come il fatto che anche il presidente della
commissione, come Cheney e Bush, è in affari con la famiglia
di Bin Laden. Tra le numerose notizie contenute, il libro di
Ahmed rivela che vi sono indizi chiari del fatto che i servizi
segreti statunitensi, francesi e britannici si siano infiltrati
in Al-Qaeda molto prima dell'11 settembre e che conoscessero
i loro piani con un dettaglio superiore di quanto abbiano ammesso
ora; Inoltre dalle informazioni diffuse sulla condotta di vita
e sui comportamenti dei dirottatori nei giorni precedenti l'attacco,
è del tutto improbabile che si trattasse di militanti
islamici.
Erano invece, molto più probabilmente, informatori o
"doppi agenti", e indizi specifici inducono a crederlo.
Infine è possibile collegare l'attentato di Madrid dell'11
marzo 2004 con documenti trapelati dal Pentagono, posteriori
all'11 settembre, che prevedono la "provocazione"
di attentati in Europa per rafforzare il sostegno alla guerra
al terrorismo.
Con il consueto equilibrio, in Guerra alla verità, Ahmed
rifugge dall'"urlare" al lettore tesi preconfezionate
e gli fornisce gli elementi e gli strumenti per arrivare da
solo alle proprie conclusioni.
|
| L'AUTORE:
Nafeez M. Ahmed, giovane studioso inglese (1978), ha pubblicato
per Fazi Editore Guerra alla libertà e Dominio (2003).
Ahmed è anche autore dell'ampio aggiornamento (sul periodo
1994-2003) de Il libro nero degli Stati Uniti di William Blum
(Fazi 2003, 21.000 copie). |
11 Settembre
- Bush Ha Mentito di Philip J. Berg
& William Rodriguez, Prefazione di Giulietto Chiesa; Pagg.
144, Editori
Riuniti, 2006, euro 12,00
|
| 
|
L'11 settembre 2001 William Rodriguez era lì.
In possesso, come guardiano della gigantesca Torre Nord, di
tutte le chiavi dell'edificio, perfetto conoscitore dei passaggi,
delle scale, delle uscite d'emergenza, dei sotterranei, è
riuscito a guidare i vigili del fuoco e i soccorritori, fino
al momento del crollo. Ha rischiato la vita, è stato
elogiato e decorato dalle autorità. Ma la ricostruzione
fatta dall'Amministrazione Bush del terribile attentato non
lo ha convinto. Rodriguez è stato testimone diretto di
un evento radicalmente diverso da quello raccontato. Si è
affidato perciò a un importante studio legale dalla Pennsylvania,
per sostenere e documentare la sua accusa.
Questo libro la riproduce nella sua interezza,
dubbio per dubbio, contestazione per contestazione, menzogna
per menzogna. Da dove provenivano gli scoppi distintamente uditi
da Rodriguez e da altri, molto prima del crollo? Perché
gli aerei dirottati, in volo sul paese meglio difeso del mondo,
non sono stati intercettati? Perché e come è crollato
il cosiddetto «Edificio 7»? Dove è
caduto esattamente e perché, il misterioso «Volo
93»? Come hanno potuto, terroristi senza alcuna esperienza
di volo guidare un possente Boeing proprio contro il Pentagono,
nel luogo più inaccessibile e protetto del pianeta? A
cinque anni dal terribile attentato al World Trade Center, una
parte crescente dell'America si interroga sulle macroscopiche
contraddizioni della versione ufficiale. Nessuno può
essere in grado di dire come si sono svolte effettivamente le
cose quel giorno. Ma un punto sembra ormai acquisito, come questo
atto d'accusa dimostra: George Bush ha mentito. |
AUTORi:
Philip J. Berg, avvocato, è titolare
di un prestigioso studio legale della Pennsylvania.
William Rodriguez è l'uomo che fungeva
da guardiano delle Torri Gemelle e che l'11 settembre 2001 contribuì
a salvare centinaia di vite umane. |
| Il
Sacrificio di Massimo Ragnedda, € 10,00.
Il volume può essere richiesto direttamente all'editore
inviando Euro 10,00 sul ccp 28556207 intestato a: Edizioni Colibrì
via Coti Zelati 49 - 20030 Paderno Dugnano oppure contattare
l'editore al numero 02 - 99040402 fax 02 - 99042815 |
|
INTRODUZIONE
Niente sarà più come prima. È questa la
frase che ci ha accompagnato ossessivamente dopo gli attentati
alle Twin Towers e al Pentagono dell'11 settembre 2001.
Quel giorno il mondo è cambiato davvero. Da quel dì
la paura, il terrore, il senso di impotenza sono entrate nelle
case di tutti noi.
Non si ha la pretesa di scoprire una verità certa sui
fatti che stanno dietro agli attacchi terroristici alle Torri
Gemelle e al Pentagono, e in realtà non si sa quale sia,
né se ci sia, un'unica verità sui fatti dell'11
settembre. Di certo si può dire che la versione fornitaci
dalle autorità statunitensi, presenta delle anomalie
che qui vengono affrontate. Molte sono le cose non chiare e
le circostanze che appaiono contraddittorie, e sospetti gli
intrecci fra i protagonisti di questa tragica vicenda. Colossali
sono inoltre gli interessi economici, geo-politici e strategici
che vi si celano dietro.
Questo testo, scritto molti mesi dopo gli attentati, è
frutto di un'analisi, il più possibile fredda e distaccata.
L'obiettivo è quello di invitare i lettori ad una analisi
critica della realtà e della storia aiutando e incoraggiando
il libero esercizio del dubbio, rispetto ad una verità
che appare preconfezionata.
Troppo in fretta sono stati trovati i colpevoli, troppe lacune
nello svolgimento delle indagini e troppo unanime il consenso
intorno agli Stati Uniti e al gruppo di potere che li governa.
Infinite sono le domande che finora non hanno trovato il giusto
spazio né sulla stampa né dentro le istituzioni
democraticamente elette.
Sospetta è apparsa fin dall'inizio la linearità
con la quale ci è stata raccontata l'intera vicenda,
nonostante la sua complessità di rapporti e di circostanze.
Si analizzano i fatti dell'11 settembre, le storie personali
e professionali dei protagonisti, il ruolo dei media, le implicazioni
che questa vicenda ha prodotto e i precedenti storici che inducono
a non scartare aprioristicamente nessuna ipotesi.
Si dà risalto alla versione ufficiale, certi come si
è, che essa da sola basterebbe a far sorgere dubbi. Sembrerà
paradossale, ma gli aspetti più inverosimili della vicenda
sono stati trovati proprio nei siti dell'FBI, nelle pagine on-line
della CIA, nei briefing del Pentagono, e nei discorsi del Presidente
Bush e del suo entourage.
Chi ha tratto un reale vantaggio dall'azione terroristica? Cui
prodest?
Chiunque progetti un attentato conosce ciò a cui va incontro,
quali saranno gli effetti e le possibili reazioni di chi è
stato colpito. Questo genere di analisi non è stata approfondita
nonostante sia una delle chiavi di lettura dell'11 settembre.
Chiunque abbia organizzato quegli attentati, lo ha fatto pensando
che quel sacrificio sarebbe stato premiato. Chi ha terrorizzato
il mondo con quelle stragi, crede necessariamente in una causa
superiore. Chi siano gli organizzatori e quale sia questa presunta
causa superiore non lo sappiamo con certezza ma dubbi su quello
che ci è stato raccontato restano.
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Questo
lavoro di ricerca tenta di spiegare perché quegli attentati
in realtà furono estremamente funzionali ai disegni egemonici
dell'amministrazione Bush. Il fatto che siano funzionali non
significa necessariamente che siano stati appositamente preconfezionati,
ma semplicemente che quegli attentati hanno agevolato e facilitato
la dottrina Bush.
Il piano di invasione dell'Afganistan era già pronto
prima dell'11 settembre. A guerra finita gli USA sono riusciti
a sistemare cinque nuove basi militari, proprio a ridosso di
quello che è già definito dagli statunitensi il
nemico numero uno del prossimo futuro: la Cina. Con la costruzione
della megabase in Kirghizistan a mille chilometri dall'Afganistan,
proprio a ridosso del colosso cinese, si possono colpire le
principali installazioni balistiche e nucleari del "celeste
impero".Inoltre una lettera inviata il 26 gennaio 1998
da alcuni esponenti di un centro studi americano al Presidente
Clinton, testimonia la "necessità" di scatenare
un'offensiva militare contro l'Iraq. Si sottolineava la pericolosità
di Saddam Hussein, non tanto per i paesi vicini, quanto per
la sua politica poco incline ai diktat statunitensi. Le persone
che firmarono quell'appello - Cheney, Perle, Wolfowitz, Rumsfelèd,
Bolton, Armitage ecc... - oggi compongono l'ala più conservatrice
dell'amministrazione Bush. Quella lettera è stata elaborata
in seno al "think tank" (serbatoio di idee) di estrema
destra denominato "Project for New American Century"
(PNAC), che si prefigge come obiettivo primo, quello di portare
la leadership statunitense nel mondo, poiché ritenuta
un bene per l'America e per l'umanità. L'amministrazione
Bush è guidata da reazionari e fanatici religiosi di
estrema destra, profondamente convinti che il dominio statunitense
del pianeta costituisca un vantaggio per il mondo stesso.
Gli USA mirano a conquistare militarmente, economicamente, culturalmente
e ideologicamente il mondo. Bombardano e occupano nuovi territori,
riscrivono libri di storia da mandare in Afganistan e in Iraq,
finanziano nuove televisioni che diffondano i modelli e i valori
statunitensi nel mondo... Il tutto si inserisce in un ampio
e lucido progetto a medio e lungo termine. |
Mistero
americano: Ipotesi sull'11 settembre di Marina
Montesano, introduzione di Giulietto Chiesa pp. 150 - DEDALO
euro 15,00 88-220-5342-7
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Una lucida analisi, di taglio giornalistico ma con la prospettiva
critica dello storico, basata su numerose fonti in gran parte
statunitensi. Al termine si afferma con giustificata preoccupazione
che, oggi più che mai, i dubbi prevalgono sulle certezze.
L'opera Abbiamo superato il secondo anniversario dell'11 settembre
2001: le rievocazioni di quella tragica giornata si sono rincorse
su televisioni e stampa e si è sentito evocare il Leitmotiv:
"il mondo non è più lo stesso".
Difficile non essere d'accordo: gli assetti internazionali,
e in particolare la politica estera degli Stati Uniti e dei
suoi alleati e sostenitori, sembrano aver subìto un brusco
mutamento. Nell'opinione di molti, la minaccia del terrorismo
islamico giustifica i nuovi indirizzi strategico-militari dell'unica
superpotenza rimasta.
L'immagine delle torri gemelle che collassano travolgendo migliaia
di vite è ancora dinanzi agli occhi di tutti. Dopo quel
giorno, la solidarietà con la rabbia dell'America ha
coalizzato una larga parte dell'opinione pubblica. Ed è
per questo che dobbiamo domandarci cosa ricordiamo, oltre quelle
immagini tragiche e spettacolari, dell'11 settembre.
Quanti erano i dirottatori? Da quali paesi provenivano? Come
si è arrivati a stabilire la loro identità e la
colpevolezza del mandante, Osama Bin Laden? Hanno agito da soli
o godevano di appoggi? Chi e attraverso quali canali li ha finanziati?
I lettori non solo studiosi e studenti, ma tutti coloro che
sono interessati a far luce sull'evento più oscuro di
questi ultimi anni. |
| L'AUTRICE:
Marina Montesano (Bari, 1967) è ricercatrice presso il
Corso di laurea in Storia nell'Università di Genova.
Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca nell'Università
di Firenze, è stata borsista dell'Accademia della Crusca
e della Harvard University (Villa I Tatti - Firenze). Ha pubblicato
saggi, prevalentemente di Storia medievale, con Laterza, Giunti,
Città Nuova, Giorgio Mondadori. Tra i lavori più
recenti, "Fantasima, fantasima che nella notte vai".
La cultura magica nelle novelle toscane del Trecento
(Roma 2000); Memorie Genovesi. Caffaro, "Storia della
presa di Almeria e Tortosa" (Genova 2002). |
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