Libri sull'11 settembre
TERRORISMO SINTETICO di Alessandro Lattanzio, Quaderni di Geopolitica, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2007, pp. 184, € 20,00

EDIZIONI ALL'INSEGNA DEL VELTRO Viale Osacca 13 43100 Parma tel. 0521 290880
insegnadelveltro1@tin.it

Dalla Prefazione di Massimo Mazzucco:
"Nessuno di noi saprà mai con precisione che cosa è successo quel giorno, ma almeno oggi possiamo stabilire, con relativa certezza, che cosa non è successo: nessun Boeing 757 ha mai colpito il Pentagono, nessun Boeing 757 è mai stato abbattuto dagli "eroici passeggeri" in un campo della Pennsylvania, e le Torri Gemelle non sono affatto crollate da sole, come ci è stato detto, a causa dei soli impatti degli aerei e degli incendi che ne sono conseguiti.
In altre parole, la versione ufficiale pare essere una mastodontica finzione, costruita per coprire un autoattentato nel quale le autorità americane avrebbero avuto, nella migliore delle ipotesi, una complicità solo parziale.
Ma accettare l'ipotesi dell'autoattentato significa anche accettare che il nemico non è più 'là fuori' - feroce e spietato finchè vuoi, ma sempre riconoscibile e ben identificabile - ma è dentro di noi fra di noi, è fatto come noi, e agisce contro di noi.
È questo baratro di insicurezza, umanissimo e comprensibilissimo, che spesso ci impedisce di guardare con lucidità ad una serie di elementi che in altre situazioni basterebbero per mandare all'ergastolo sette generazioni di criminali
."

Il Nuovo Secolo Americano di Massimo Mazzucco, Luogocomune.net - Il documentario può essere scaricato qui

Alessandro Lucchi - 21/01/2008

Il Nuovo Secolo Americano di Massimo Mazzucco costituisce uno spartiacque nell'ormai vasta filmografia sugli attentati dell'11 settembre.
Come suggerisce il titolo, infatti, il film non si focalizza sugli aspetti tecnico-fattuali di quella fatale giornata, ma si prefigge di presentare allo spettatore lo scenario storico-politico che ha reso possibile il manifestarsi di questo evento capitale, concentrandosi in particolare sui disegni di dominio globali coltivati, da più di trent'anni, dall'ideologia neoconservatrice e riservandosi di chiarire alcuni episodi chiave della storia americana.
Condividiamo pienamente la svolta intrapresa di Mazzucco, il quale peraltro è l'autore dell'ormai classico documentario-indagine “Inganno globale”, poiché riteniamo che sia giunto il momento per il movimento per la verità sull'11/9 di svincolarsi dalle ormai stucchevoli e interminabili diatribe sulle dimensioni effettive del buco del Pentagono o sull'esplosivo impiegato per la supposta demolizione controllata delle Twin Towers. Ostinandosi su questa strada, infatti, si correva il concreto e letale rischio di confinare questi argomenti nel novero delle leggende metropolitane e di far passare i loro propugnatori per degli internauti mitomani.
Non che si voglia, per carità, sminuire o addirittura denigrare il lavoro di migliaia di ricercatori indipendenti che in tutto il mondo hanno denunciato le falle e le contraddizioni della versione ufficiale: senza il loro impagabile lavoro, ovviamente, il movimento non sarebbe neppure sorto; Mazzucco stesso d'altronde continua ad aggiornare quasi quotidianamente il suo celebre sito, riportando gli ultimi contributi sulla materia provenienti da studiosi di tutto il mondo.
Per di più siamo convinti che la tanto agognata “smoking gun” non vada cercata nelle macerie del Wtc o del Pentagono, ma nel modus operandi dell’amministrazione Bush.
Questo nuovo approccio ha, rispetto al precedente, il notevole vantaggio di essere praticamente inconfutabile.
Mentre la discussione sui molti punti critici di quella giornata (sull'effettiva presenza di acciaio fuso nei sotterranei delle torri, ecc.) a causa della scarsità di prove documentarie presta il fianco ad estenuanti discussioni e ad ininterrotte obiezioni, formulare dei rilievi critici all'analisi dell'ideologia neoconservatrice o alle sequenze sulle torture praticate dai soldati Usa in Iraq diventa un'impresa disperata anche per il più ostinato debunker.
Mazzucco sembra aver accolto il suggerimento di Webster Griffin Tarpley, che nella sua opera capitale sul 11/9, “La fabbrica del terrore” (Arianna editrice), denunciava i pericoli insiti nell’analisi empiricista, che esamina ogni elemento fattuale isolatamente senza valutare l’insieme dei dati alla luce della realtà storico-politica di cui questi costituiscono il risultato.
Il movimento non poteva esimersi dallo scendere nell'agone politico, per cimentarsi nel quale occorrono certamente meno conoscenze fisico-matematiche, ma sono necessarie una scaltrezza ed una pazienza infinite, considerata la preclara malafede e la ferina ignoranza degli editorialisti dei media mainstream: dai loro editoriali si evince chiaramente che non sanno praticamente nulla dei fatti di quel giorno: quasi nessuno, ad esempio era conoscenza del crollo del WTC 7!
Non occorre sottolineare che solamente lottando su questo terreno il movimento potrà sperare di conseguire qualche obiettivo concreto.
Il film, come la più classica delle indagini, parte dall’interrogativo preliminare: “cui prodest?
Si passa quindi all'analisi dei moventi dei due principali imputati della tragedia: la fantomatica Al-Qaeda e la “cricca” dei neo-con, personificata da Cheney, Rumsfeld, Wolfowitz e Perle, rappresentante degli interessi del complesso militare industriale. Mentre l'ormai leggendaria “Al-Qaeda”, che una martellante propaganda ha dipinto come “feroce e inafferrabile”, avrebbe compiuto l'attacco in un nome di un indefinito sentimento anti-occidentale, i neo-cons sarebbero stati spinti da ben altre, e ben più definite, motivazioni che loro stessi (!) in un paio di fondamentali documenti, il “Piano per la difesa” di Wolfowitz e il famigerato “Progetto per un nuovo secolo americano”, ci dichiarano senza mezzi termini. Gli obiettivi perseguiti dai neo-cons, raggiungibili solo attraverso lo shock provocato da una nuova Pearl Harbor, erano in sintesi: l’aumento esponenziale del budget militare e la dislocazione di grandi basi americane in Medio Oriente e nel sud-est europeo. Conquiste che, come dice un sibillino Bill Clinton ai microfoni della Cnn, i neo-cons hanno conseguito proprio grazie ai fatti dell’11/9.
Anzi Mazzucco avvalla la tesi, avanzata da Tarpley in primis, che l'attacco sia stato pianificato all'insaputa di Bush, che come afferma un mefistofelico Leeden, solo quel giorno ha compreso il motivo reale per cui era assurto alla presidenza.
Qualcuno potrebbe ritenere eccessiva la presenza di filmati propagandistici d'epoca, emblematico quello che apre film, una sorta di vademecum sul comportamento da tenere in caso di un eventuale attacco nucleare sovietico. Al contrario, si tratta di un materiale fondamentale per comprendere come, parallelamente all'industria petrolifera ed a quella militare, ne sia cresciuta un'altra, quella delle pubbliche relazioni, che ha plasmato a suo piacimento la forma mentis del cittadino-consumatore americano ed ha assicurato all'impero un suddito apatico e stolido. Non si può che restare stupefatti nel constatare che milioni di individui abbiano creduto, e continuino a farlo, ad una forma di comunicazione così palesemente artificiale, falsa, innaturale, ridondante, caratterizzata da una comicità involontaria irresistibile.
Magistrali i capitoli finali del documentario completamente dedicati alla campagna irachena, dalla ossessiva propaganda anti-Saddam, all'assegnazione senza gara di miliardari appalti “cost-plus” (una sorta di “più spendi e più guadagni”) alla Halliburton, dalla conquista delle strategiche aree petrolifere fino alla disumana barbarie a cui si abbandonano i contractors.
A questo proposito, il soldato americano, pubblico o privato che sia, è l'autentico protagonista della parte conclusiva del documentario.
Abbandonato a se stesso nell'inferno iracheno, dove, a causa della mancata depurazione dell'acqua contaminata, anche un bagno potrebbe essergli letale, invece di sfogare la sua frustrazione contro chi continua a guadagnare miliardi anche sulla sua pelle, non trova niente di meglio che sfogare selvaggiamente la sua rabbia e la sua vigliaccheria contro i poveri occupati, meglio se inermi.
Ancor più che dalla ferocia, lo spettatore è impressionato dalla loro ferina ignoranza, dalla loro gestualità e dal loro linguaggio meccanici e osceni, dal loro debordante razzismo, tanto più intollerabile dal momento che pure un neandertaliano potrebbe vantare nei loro confronti una posizione di preminenza nella scala evolutiva.
Nel suo ruolo di vittima sacrificale di un brutale lavaggio del cervello, assurge a paradigma dello stato di miseria intellettuale e morale in cui versa l'uomo occidentale, il quale, invece di ribellarsi allo status ignominioso di consumatore e cercare di ricostruire la sua società, sbraita luoghi comuni insensati alla volta di un qualsiasi nordafricano disperato e squattrinato. Situazione tanto più paradossale se si pensa che il nostro consumatore prima dell'11/9 con ogni probabilità pensava che il chador fosse un gelato al cioccolato e il nome Osama gli ricordava soltanto una marca di pennarelli.
E' incredibile, e deprimente, come osserva il professore di Harvard Stanley Hoffman, constatare gli incredibili risultati raggiunti da una propaganda martellante anche se sconclusionata, illogica e assurda.

Il documentario può essere scaricato qui.

11 SETTEMBRE 2001 INGANNO GLOBALE. Tutto quello che le televisioni non ci hanno raccontato sui fatti di quel giorno; Libro+DVD film-inchiesta a cura di Massimo Mazzucco, Macro, ca.200 pp. € 11,90

Chiunque abbia vissuto, davanti al televisore, la giornata dell'11 settembre di cinque anni fa, porta incise nella memoria delle immagini che sin da quel momento sono entrate a far parte della storia dell'umanità. Ripetute all'infinito sugli schermi di tutto il mondo, non vi è persona oggi che non saprebbe riconoscere la terrificante palla di fuoco uscita della Torre Sud dopo l'impatto dell'aereo, o le immagini stesse dei due giganti d'acciaio - le Torri Gemelle di New York- che si accartocciano e si sbriciolano su se stesse, una dopo l'altra, scomparendo in una nuvola di polvere larga quanto la stessa isola di Manhattan.
Tutti lo abbiamo visto accadere, in diretta TV. Tutti abbiamo assistito, nello stesso momento, a questo incubo collettivo di dimensioni planetarie.
Ma quello che abbiamo visto è davvero quello che è successo? Per quanto paradossale a pensarsi, è venuta emergendo nel corso di questi anni una lunga serie di indizi che sembrano suggerire che le cose non siano andate affatto come ci è stato raccontato.
Inganno Globale - come libro e come film - raccoglie e presenta tutti i più importanti di questi indizi, basandosi esclusivamente su informazioni forniteci nel tempo dal governo americano tramite i maggiori canali di informazione a livello mondiale. Non si tratta quindi di opinioni gratuite o di condanne preconcette, ma di elementi oggettivi, fattuali, facilmente verificabili da chiunque. Sono le stesse immagini andate in onda in tutto il mondo, che ci hanno
mostrato in diretta televisiva quello che fino ad allora avremmo faticato a credere in un film di Hollywood.
Sono le testimonianze angosciate dei poliziotti, vigili del fuoco, giornalisti e passanti scampati per miracolo ai crolli delle Torri Gemelle, incapaci loro stessi di credere a quello che stavano raccontando.
Sono le fotografie della facciata del Pentagono colpita da un aereo, scattate dagli stessi militari che sono appena sfuggiti all'impatto devastante del velivolo.
Sono le immagini mandate in onda da tutte le TV del mondo del campo della Pennsylvania in cui si è schiantato il quarto volo dirottato.
Sono immagini che tutti noi già conosciamo.
Quel giorno tutti guardavamo, ma nessuno di noi vedeva.
Accecati dall'orrore, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere di eventi sempre più drammatici e impossibili, abbiamo lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il supporto di esperti e cattedratici, sembrano suggerire una realtà ben diversa da quella che finora ci è stata presentata.
Era davvero un Boeing da 100 tonnellate quello che si è schiantato contro il Pentagono l'11 di settembre del 2001?
Dove è finito il secondo Boeing, dello stesso modello e delle stesse dimensioni, che è stato visto cadere in un campo della Pennsylvania?
Come possono tre torri alte centinaia di metri crollare da sole su se stesse, senza toccare nessun edificio accanto, in tempi e modi molto simili a quelli delle demolizioni controllate, a causa di semplici incendi di kerosene?
Come possono quattro persone che non hanno mai guidato un jet nella loro vita, impadronirsi di quattro aerei di quelle dimensioni, e condurli con facilità assoluta verso i loro bersagli, senza commettere lungo il tragitto il benchè minimo errore?
Come può la difesa più potente, meglio organizzata, tecnologicamente più avanzata del mondo permettergli di fare quello che hanno fatto i dirottatori, restando a guardare per quasi due ore, senza riuscire in tutto quel tempo ad intercettare uno solo dei quattro aerei dirottati?
Sono almeno una trentina le domande di questo genere che Inganno Globale raccoglie e presenta al pubblico italiano nella loro semplice fattualità, senza trarre conclusioni e senza indicare necessariamente una precisa fonte di colpevolezza.
Sarà il compito di un diverso lavoro (La Verità di Cristallo, attualmente in preparazione) quello di analizzare i retroscena e i possibili moventi che avrebbero dato origine a quegli attentati in maniera ben diversa da quella fino ad oggi comunemente accettata.

IL LIBRO
Indice:
Prefazione
Introduzione
- Il vero problema è psicologico
- I "neocons"
- L'11 settembre e la rete
Capitolo 1 - La versione ufficiale
Capitolo 2 - Gli aerei dirottati
- Il sistema di sicurezza
- Un caso inimmaginabile
- Le esercitazioni
- Punizioni o promozioni?
- La "incompetence theory"
- La prova del nove
Capitolo 3 - I 19 assi del cielo
- La preparazione
- Le scuole di volo
- Il 10 settembre
- Le prove che il mondo attende
- Le prove sospette
- Addio con ricevuta di ritorno
- Una distrazione impossibile
- Le identità al condizionale
Capitolo 4 A - Il segreto del Pentagono
- Ingersoll come Zapruder?
- Le testimonianze discordanti
- Due tesi contrapposte
- La tesi della disintegrazione
- Il Test Sandìa
- Mostrare o nascondere?
- La tesi della perforazione
- Simulazione di reato
- I famigerati "video del Pentagono"
- Il black-out di grande Fratello
- La prova del nove
- Il foro misterioso
Capitolo 4 B - Il segreto del Pentagono
- Hani Hanjour, dilettante miracolato
- L'identificazione delle vittime
Capitolo 5 - Il mistero di United 93
- "Let's Roll": la leggenda delle telefonate dal cielo
- Barbara Olson
- Impossibile chiamare con i cellulari
- Il "roaming"
- Un sistema paralizzato
- Ma allora, perché la buca?
- Due misteri, un'unica soluzione
- "Operazione Northwoods"
- Conclusione
Capitolo 6 - Le torri che non dovevano crollare
- Ostacolo psicologico
- Sotto gli occhi di tutti
- I fatti accertati
- La fretta di Giuliani
- La "libertà di stampa"
- La prova del nove
- WTC7 - Il più strano di tutti
- Alla ricerca di un movente
- I "piccoli sporchi segreti" delle Torri Gemelle
Capitolo 7 - Un popolo a parte
- 100 domande senza risposta
- Domande al Presidente Bush
- Domande al vicepresidente Cheney
- Domande a George Tenet, direttore della CIA
- Domande a Robert Mueller, direttore dell'FBI
- Domande alla F.A.A. - Federal Aviation Authorithy (Aviazione
civile)
- Domande al NORAD - North American Air
- Defense Command (Difesa aerea militare)
- Domande alla Port Authority di New York
- Domande al sindaco di New York Rudolph Giuliani
La potenza dei simboli - Una riflessione in chiusura
Perché non riusciamo a dimenticare quelle immagini
IL DVD
Durata: 90 minuti
Contenuto: 1. La versione ufficiale - 2. Gli aerei dirottati - 3. Il segreto del pentagono - 4. I misteri di United Airlaines 93 - 5. Le 3 torri cadute - 6. Un popolo a parte
Extra: La Verità di Cristallo (Trailer) - Controdiario: il Caso Popular Machanics - MATRIX presenta Inganno Globale
Strategie per una guerra mondiale. Dall’11 settembre al delitto Bhutto, di Pino Cabras, pagg. 360 €14,50 Aìsara editrice, 2008 - Blog Autore.

Pino Cabras: Strategie per una guerra mondiale
Dall’11 settembre al delitto Bhutto
di Calmino

La mole di argomenti e di questioni tecniche relative agli eventi dell’11 settembre 2001 è poderosa e virtualmente inesauribile, per quanto ampiamente dibattuta da ricercatori indipendenti.
Il funzionario di una banca d'affari Pino Cabras riassume e ne espone le più impotanti in questo volume appena pubblicato dalla neonata casa editrice Aìsara: esamina le omissioni, le menzogne e le contraddizioni della Commissione, le questioni tecniche relative ai crolli di WTC1, WTC2 e WTC7 (meno approfondite quelle sull’impatto al Pentagono), le rivelazioni di Larry Silverstein e dei primi soccorritori, le incongruenze intorno ai 19 dirottatori, il rebus irrisolto delle liste passeggeri, le aporie e le circostanze inquietanti riepilogate nel brillante capitolo “Zibaldone di coincidenze impossibili”.
Questioni non inedite per chi già approfondito la materia, ma perlopiù ignorate dalla gran massa dei cittadini del mondo indottrinata dal mainstream massmediatico.
L’autore, laureato in Scienze Politiche e dal 2005 membro del Comitato misto paritetico della Sardegna sulle servitù militari, non si ferma tuttavia alla materia strettamente legata agli eventi di quel giorno: ricostruisce gli antefatti, esplora i retroscena e i trascorsi, illustra il terreno nel quale è maturato il PNAC, la formazione dei teocon, l’humus nel quale sarebbero state incubate “le strategie per una guerra mondiale” del titolo, che hanno avuto suggello in quella fatidica data.
Cabras analizza poi tutti i segmenti funzionali al controllo del follow-up degli eventi scatenati dall’11 settembre e privilegia alcuni filoni forse meno esplorati: il consolidarsi del corpus giuridico da “Stato d’eccezione” all’interno dell’ordinamento statunitense, sempre più inquinato da fondamenti e pretesti normativi per svolte golpiste, le tecniche di manipolazione di alcune agenzie di disinformazione, prima fra tutte il MEMRI, il ruolo delle esercitazioni militari come leve esecutive per i grandi attentati del 2001 in USA e del 2005 in Gran Bretagna.
Infine si sofferma sul fatto, supportato da parecchi riferimenti, che a Mosca avessero compreso subito come l’11 settembre fosse frutto di una lotta interna all’establishment USA, una lotta non ancora conclusa, che arriva fino all’assassinio di Benazir Bhutto e all’altolà delle agenzie di spionaggio che scongiura, almeno per ora, un attacco all’Iran.
Un manuale ricco di citazioni, fonti e riferimenti, che va ad aggiungersi alla già nutrita schiera di volumi e ricerche affini. Un ulteriore strumento che può aiutare qualcuno ad aprire gli occhi e a non trovarsi inerme di fronte al cupo panorama mondiale ben riassunto dalla prima epigrafe del libro, tratta da “1984” di George Orwell: “L’atmosfera sociale è quella di una città assediata... E allo stesso tempo la consapevolezza di essere in guerra, e perciò in pericolo, fa sì che il trasferimento di tutto il potere a una piccola casta sembri la naturale, inevitabile condizione di sopravvivenza.”

Porto delle nebbie 11 settembre 2001: perché gli ideologi "di sinistra" e i marxisti di tutte le latitudini condividono la storia ufficiale, Franco Soldani Faremondo Edizioni, prima edizione, febbraio 2008, euro 10

Quarta di copertina
Basato su un originale lavoro di ricerca e una imponente documentazione in gran parte inedita nel nostro paese, Il porto delle nebbie rappresenta il primo saggio in Italia a comprovare in maniera impeccabile, e con una profusione di fonti, il ruolo di primo piano svolto dagli intellettuali “di sinistra” e dai marxisti nell’attivo insabbiamento delle responsabilità del governo Bush e dell’establishment finanziario, militare e industriale dominante nell’organizzazione dell’11 settembre. Di contro agli odierni ideologi dell’impero, l’analisi alternativa del libro porta alla luce del sole sia le numerose false piste disseminate in lungo e in largo dai media europei e statunitensi per fuorviare la pubblica opinione internazionale in merito ai veri perpetratori dell’attacco, sia la fallacia degli argomenti da tutti addotti per convalidare la loro spiegazione fotocopia, rigorosamente sulla scia della storia ufficiale, degli avvenimenti del 2001.
Franco Soldani tratteggia una critica serrata del pensiero liberal-democratico e della cultura subalterna esistente alle spalle dei variegati punti di vista – di stretta osservanza governativa – attualmente in circolazione. Descrive inoltre i pericolosi processi politici involutivi in avanzata fase di sviluppo negli Stati Uniti, proponendoci infine di cominciare a ragionare in maniera differente rispetto alla logica ancor oggi prevalente nelle società occidentali. Facendo leva sul principio di Jago (il famoso personaggio dell’Otello di Shakespeare) e ricorrendo alla scienza di David Bohm, siamo invitati ad osservare con una diversa mente e un più specifico set di concetti la realtà odierna e il mondo in cui viviamo. Il fine è quello di poterli comprendere entrambi conformemente alla loro complessa natura più intima, resa oggi sempre più opaca e irriconoscibile dall’azione congiunta delle sottili, e tutte oltremodo potenti, mediazioni del potere.
Per poter entrare finalmente, con consapevole intelletto, in un altro e distinto universo di conoscenza.

Indice
Prefazione
1. La forma mentis della “sinistra” occidentale: la sua cultura subalterna
2. Il caso Noam Chomsky: gli intellettuali “di sinistra” come agenti dei dominanti
3. One way ticket ovvero la denigrazione delle spiegazioni alternative dagli Stati Uniti all’Italia: natura e funzione della opposizione fittizia e della opposizione controllata
4. Lo stato delle cose oggi: nascita e ascesa di uno Stato di polizia in America
5. Le concezioni marxiste odierne: la sopravvivenza del meno adatto
6. Il pensiero nomade, ovvero sentieri che non portano da nessuna parte
7. Le trame più profonde del potere e i mondi surreali dei marxisti
8. Riveder infine le stelle. I fiori nuovi del pensiero postoccidentale
Note

L'autore
Franco Soldani vive e lavora a Monaco di Baviera. Studioso della società e del pensiero occidentale, è tra i fondatori di Faremondo. Tra i suoi ultimi libri: La strada non presa. Il marxismo e la conoscenza della realtà sociale, Pendragon, Bologna, 2002; Le relazioni virtuose. L´epistemologia scientifica contemporanea e la logica del capitale, 2 voll., UNI Service, Trento, 2007. Insieme a Roberto Di Marco ed Emanuele Montagna ha pubblicato un manifesto intellettuale per il XXI secolo: Scrivere il domani. Logica del capitale, intelletto scientifico e riproduzione di società, Pendragon, Bologna, 2003.
9-11 IN PLANE SITE: Undici settembre 2001 Una data che ha cambiato il mondo...il documentario che cambia per sempre l'undici settembre! DVD + fascicolo, Durata 69 minuti; Nexus, € 14,90

Un’eccezionale inchiesta che rimette in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell’11 settembre 2001. Questo documentario sull’11 settembre, finalmente in edizione italiana, sarà allegato ad un supplemento speciale della rivista NEXUS che ne integrerà gli straordinari contenuti con una serie di articoli di approfondimento su quanto accadde realmente quel tragico giorno, gettando una nuova luce sui drammatici eventi che ne sono seguiti.
Questo coraggioso documentario presenta prove, non teorie: utilizzando materiale audiovisivo inedito o mandato in onda soltanto una volta (e poi misteriosamente sparito), demolisce impietosamente la versione ufficiale dell’11 settembre 2001 e suscita seri interrogativi sulla corretta gestione delle informazioni da parte dei mass-media, nonché sugli attuali sviluppi geopolitici a livello globale.

Contractors: Speculazioni economiche in un clima di distruzione creativa: L'11 settembre e la lobby del Pentagono di Antonio Pagliarone, Prefazione di Tiziano Tussi, Sedizioni pp. 96 euro 10,00 f.to 105x210 isbn 978-88-89484-18-0

Il libro. Poi vi sono accadimenti che devono accadere. L'obiettivo viene fortemente inseguito al fine di indirizzare le conseguenze verso i propri interessi. Questo accade spesso, ma non sempre ciò che si persegue si realizza totalmente. La realizzazione è quasi sempre in percentuale. Più ci si avvicina al cento per cento e più siamo contenti. Ma il fatto che si crea viene così ad inserirsi non a caso, o pochissimo a caso, quasi per nulla, nella scia del fiume delle cose e lascia come esito ciò che si vuole che lasci, o almeno così noi speriamo. Quando il progetto sta in piedi tutto ciò accade.
Quando non sta in piedi gli avvenimenti che abbiamo suscitato prendono, si dice, una brutta piega. E' il caso eclatante della questione dell'11 settembre. (dalla prefazione)

Incipit:
Ricordo che molti anni fa l'alternativa 'Socialismo o Barbarie' era un ritornello caro agli intellettuali più radicali con il quale ci prospettavano un probabile futuro in occasione dei grandi eventi verificatisi nel lungo periodo in cui i miti della sinistra hanno influenzato il cosiddetto 'vecchio movimento operaio'. Fu Rosa Luxemburg a proporre queste due possibili soluzioni poste in alternativa allo scoppio del Primo conflitto mondiale, ma questo slogan è stato ripreso regolarmente in occasione dei 'processi di trasformazione' che, secondo certa pubblicistica di estrema sinistra, si sarebbero manifestati nel corso del XX secolo. Sinora però nessuno si è preoccupato minimamente di dare una descrizione chiara e ragionevole ai due fenomeni in oggetto; anche se oggi possiamo affermare che il socialismo ha prodotto l'assurdo costituito dall'economia e dalla società sovietica, comunque ci si dovrebbe soffermare un momento sul termine 'barbarie', specie dopo i recenti avvenimenti legati al disastro dell'11 settembre che hanno portato alle aggressioni militari in Afghanistan, in Iraq e più recentemente in Libano.

Sedizioni 20123 Milano via cappuccio 18 tel.+39.02.45479442 fax+39.02.99986076

Antonio Pagliarone è nato a Milano il 21 Luglio del 1951. Insegna Scienze Naturali Chimica e Geografia presso il Liceo Scientifico F. Severi di Milano, è Supervisore presso la SILSISS di Milano e collabora al sito Count Down. Con Giuseppe Sottile ha curato la raccolta Ma il capitalismo si espande ancora? pubblicata da Asterios ed ha curato una raccolta di scritti di Paul Mattick di prossima pubblicazione col titolo: Il marxismo: ultimo rifugio della borghesia?

Il mito dell'11 settembre e l'opzione dottor Stranamore, (Nuova edizione) di Roberto Quaglia. Settembre 2007. Edizioni PonSinMor, Formato in 8°, cm 14x21, pagine 504, con illustrazioni in b/n e a colori nel testo, brossura illustrata, prefazione di Valerio Evangelisti. Prezzo € 19

Dopo Tutto quello che sai è falso, giunto dal 2003 a 65.000 copie di tiratura, che si apriva con il saggio di Roberto Quaglia Tutto quello che avresti voluto sapere sull’11 settembre (e su tutto il resto) e non hai mai osato chiedere, l’autore completa ora la sua ricerca analizzando sino in fondo i misteri dell’11 settembre e degli eventi successivi che stanno cambiando la faccia del mondo
Un Boeing 737 che si getta in picchiata sul pentagono senza che nessuno in città lo veda, lasciando solo un buco di sei metri sulla facciata dell’edificio e nessun detrito; tre solide torri a struttura d’acciaio che, per la prima volta nella storia, si disintegrano e, in violazione delle leggi della fisica, precipitano con inverosimile simmetria al suolo a velocità di caduta libera; fantomatici dirottatori arabi che non risultano nelle liste dei passeggeri imbarcati: ecco solo alcuni elementi del giallo del secolo.
Ma ogni mistero ne chiama un altro. E allora ecco i probabili nessi tra l’11 settembre e le guerre del petrolio, la fine delle libertà e il tramonto della democrazia, il riscaldamento globale e le imminenti guerre biologiche. Il tutto nell’assurdo silenzio dell’Europa e dei suoi mezzi d’informazione, che hanno alle spalle una tradizione culturale più solida e articolata di quella americana. Le nuove verità emergenti non sono però al di sopra di tutti i sospetti. Molte “sconvolgenti rivelazioni” hanno l’aspetto di miti diversivi. Dove finisce la realtà e dove inizia il mito? E qual è l’opzione Dottor Stranamore che incombe come una spada di Damocle sul futuro dell’umanità?
In questo lavoro, Quaglia incastona tutti i pezzi del puzzle, riportando accuratamente le fonti delle informazioni presentate, ma non si limita a ciò: assortisce evidenza dei fatti e fiction, serietà argomentativa e satira, ironia e sarcasmo. Quaglia demolisce la versione ufficiale degli eventi con abilità narrativa e gusto del paradosso, riuscendo a coinvolgere e tenere con il fiato sospeso il lettore dall’inizio alla fine.
Valerio Evangelisti, autore della prefazione, conclude: Quale che sia stata la vera storia dell’11 settembre, alla fine del libro e delle sue argomentazioni stringenti, si esce con una convinzione: nessuno, quella storia, ce l’ha mai raccontata per intero. Per tentare di ricostruirla, il libro di Quaglia si rivela indispensabile.
Roberto Quaglia è noto al pubblico italiano soprattutto per il saggio breve Tutto quello che avresti voluto sapere sull’11 settembre (e su tutto il resto) e non hai mai osato chiedere, contributo di apertura del bestseller Tutto quello che sai è falso. Scrittore eclettico ed originale, ha pubblicato all’estero numerose opere di fantascienza. Ha collaborato per anni al portale “Fantascienza.com” come saggista con la rubrica “Pensiero stocastico”. Informazioni più dettagliate sono disponibili in rete all’indirizzo www.robertoquaglia.com

Il libro è in campagna promozionale dal 10 giugno, con lo sconto del 20% sul prezzo di copertina, per chi ne faccia richiesta presso l’editore PSM.
Le ordinazioni possono essere fatte a mezzo tel/fax al n. 011 9606374 o per posta elettronica agli indirizzi pon-sin-mor@libero.it oppure infotiscali@ponsinmor.info o, preferibilmente, dietro versamento dell’importo scontato+2 € per spese postali, sul ccp n. 12673281 intestato a Lepore Dante.
La Fabbrica del Terrore Made in Usa - Dall'11 settembre ai futuri obiettivi, di Webster Griffin Tarpley, Macro, 2007, pp. 500, 18,50 euro

Scritto in maniera brillante, anzi, direi eccelsa; non si riesce a smettere di leggerlo. Webster formula un giudizio devastante. Congratulazioni! Lo appoggio con tutto il cuore.
Andreas von Bülow ex Ministro tedesco della Ricerca e delle Tecnologie Ex commissario parlamentare sull'intelligence. Ha scritto Die CIA und der 11/9

Leggere queste pagine significa affacciarsi su un incubo. Gli Stati Uniti sono in mano a un gruppo di pericolosi sovvertitori della pace mondiale. Né il "New York Times", né il "Washington Post" hanno recensito il libro. Si presume che non lo faranno nemmeno i grandi giornali italiani. Che, infatti, hanno tutti mentito sull'11 settembre.
Giulietto Chiesa parlamentare europeo e giornalista

Con gran rammarico, concludo che questo libro di Tarpley è il più forte tra gli oltre 770 libri da me recensiti su Amazon, quasi tutti di saggistica. Devo concludere che l'11/9 è stato come minimo lasciato accadere come "casus belli" […]. Questo libro è, senza dubbio, il principale testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato, e anche il testo dove si suggerisce nel modo più puntuale che gli elementi canaglia nel governo USA […] sono i più colpevoli di terrorismo di Stato […] È innegabile che il Governo USA ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha voluto costruire attacchi per mobilitare l'opinione pubblica.
Robert D. Steele ex alto ufficiale della Marina USA e spia della CIA, da sempre repubblicano, imprenditore e teorico dell'Intelligence e docente alla Marine Corps University. È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com

Arrivato alla quarta edizione negli Stati Uniti, "La fabbrica del Terrore" è un libro che compie un salto di qualità nelle indagini alternative sull'11/9 e sugli altri atti di terrorismo che hanno scosso il mondo negli ultimi anni: dopo le denunce delle molte incongruenze presenti nelle versioni ufficiali, Webster Tarpley offre una ricostruzione riccamente documentata sull'azione dei servizi segreti e dei loro mandanti nel perseguire interessi strategici ben precisi.
Franco Cardini storico, docente all'Università di Firenze

Tarpley ha creato un genere del tutto nuovo […] paragonando le tecniche utilizzate dalle agenzie di Intelligence statunitensi nella creazione dell'11/9 e i metodi usati in passato dall'Intelligence USA. […] Si continuerà a tornare su questo libro per sollevare nuove domande lungo questa linea d'indagine.
Thierry Meyssan ex segretario nazionale dei radicali di sinistra francesi. Presidente del "Réseau Voltaire"
Autore dei bestseller L'incredibile menzogna e Il Pentagate.

11 Settembre L'autoattentato. Quaderni di Aginform, Documentazione a cura di Paolo Pioppi, Fondazione A. Pasti, 2007, pp. 156, prezzo 8,00 euro. Ordinazioni di una o più copie: Per e-mail: pasti@mclink.it oppure per telefono: 339 8881082. Come ordinare il volume. Sconti per ordinazioni di più di 5 copie. Gli importi vanno versati sul conto corrente postale numero 86557006 intestato A. Amoroso, via dei Lanfranchi 28, 00148 Roma

INDICE
Libri citati frequentemente p. 2

PREFAZIONE di David Ray Griffin p.3

INTRODUZIONE
Il movimento per la verità sull’11 settembre Paolo Pioppi, p.4, Un fatto dimostrato p. 4 - Come facciamo ad esserne sicuri? p.4, I cacciatori di ‘complottisti’ p.6 - La sinistra e l’11 settembre p.13, Stragisti di stato p. 16 - Menzogna globale e guerra infinita p. 18, Mettere in liquidazione l’impero? p. 22

CAPITOLO I
La versione ufficiale è un cumulo di falsità p.24, 11/9: far emergere la verità o nasconderla? David R. Griffin p. 26, Testimonianze esplosive: rivelazioni sulle torri gemelle nei racconti orali dell’11 settembre, David R. Griffin p.47, La testimonianza di William Rodriguez p .66

CAPITOLO II
L’inchiesta: coltri di fumo e la benedizione ufficiale della ‘guerra infinita’ p.69, La Relazione della Commissione: 571 pagine di bugie, David R. Griffin p.74, Dichiarazione di quattro vedove dell’11 settembre in merito alla falsa deposizione attribuita al Pentagono (4 agosto 2006) p.84

CAPITOLO III
Una ‘nuova Pearl Harbor’ verrebbe proprio a fagiolo p.85, L’imperialismo dei neocon, l’11 settembre e gli attacchi all’Afganistan e all’Iraq, David R. Griffin p.88

CAPITOLO IV
L’arte di farsi attaccare. I precedenti e specialmente il Piano Northwoods p.116

CAPITOLO V
Esponenti governativi, militari, funzionari dei servizi USA denunciano la falsità della versione ufficiale p.127

APPENDICI
A. Strumenti di conoscenza e di approfondimento p.141, B. Lettera (non pubblicata) di F. Soldani a Liberazione p.145, C. Due libri di prossima pubblicazione presso Faremondo Edizioni p.149, La prefazione de "Il porto delle nebbie" di Franco Soldani p. 149, "Mondo canaglia", di Emanuele Montagna p.156

ZERO. PERCHE' LA VERSIONE UFFICIALE SULL '11/9 E' UN FALSO, a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli Piemme, pag. 412, 17,50 €

Introduzione di Giulietto Chiesa

In questi anni, è stato possibile accumulare una tale massa di dati, di immagini, di analisi da poter affermare senza ombra di dubbio che la “versione ufficiale” è un falso. Abbiamo sfidato il tabù, spinti dalla necessità di ricercare la verità, ben sapendo che essa non è celata in un posto solo. Meno che mai in qualche grotta afgana. Lo abbiamo fatto perché sappiamo che la verità sull'11 settembre è importante, anzi essenziale: per sopravvivere.”
L'11 settembre ha cambiato la storia. Con quel tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi.
Ne è seguita un'offensiva che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti.
I responsabili dell'attacco sono stati additati al mondo con singolare rapidità, e un solo, presunto responsabile è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all'ergastolo.
Ma un' analisi attenta evidenzia che la versione ufficiale non è solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti dimostrabilmente falsa. Salvo rarissime eccezioni, i media hanno rispettato il tabù, e negli anni hanno applicato quella legge del giornalismo contemporaneo secondo cui – per dirla con Gore Vidal – «ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è».
Noi non accettiamo questo criterio.
L'eccezionale rilevanza dell'evento appare del tutto incompatibile con una tale massa di omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell'inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle analisi.
È stato scritto autorevolmente che la verità sull'11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agli investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi. Ma i materiali che hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati.
Per questo abbiamo raccolto un'enorme mole di dati, fatti, analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell'indagine. Sono quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi ben più realistiche e a darci un'assoluta certezza: non è, proprio non può essere andata come ci hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo ripartiti da zero.
LEGGI l'introduzione di Giulietto Chiesa

Gli autori
GIULIETTO CHIESA - È uno dei più noti giornalisti italiani. Esperto di politica internazionale, fondatore di Megachip - Associazione per la democrazia nell'informazione e parlamentare europeo, ha pubblicato tra l'altro La guerra infinita , La guerra come menzogna e Le carceri segrete della Cia in Europa.
GORE VIDAL - Scrittore, saggista, caustico commentatore della società americana contemporanea, è considerato uno dei più rilevanti intellettuali del nostro tempo.
FRANCO CARDINI - È il più noto medievalista italiano. Studioso delle relazioni tra musulmani e cristiani, il suo ultimo saggio è Europa e Islam: storia di un malinteso.
GIANNI VATTIMO - Filosofo, saggista, esponente politico, insegna Estetica all'università di Torino ed è visiting professor in importanti atenei americani.
LIDIA RAVERA - Scrittrice, giornalista e saggista, collabora con L'Unità e Micromega.
ANDREAS VON BÜLOW - Già ministro della Ricerca nell'amministrazione Schmidt ed esponente di spicco della SPD tedesca, ha scritto saggi e articoli sui servizi segreti europei ed USA.
STEVEN JONES - Fisico, già professore all'università dello Utah, è membro fondatore di “Scholars of 9/11 Truth”.
CLAUDIO FRACASSI - Giornalista, saggista, ex corrispondente e poi direttore di Paese Sera , ha fondato e diretto la rivista Avvenimenti.
JURGEN ELSAESSER - Giornalista, ha scritto rilevanti saggi sulla Bosnia e sul terrorismo di matrice musulmana in Europa.
WEBSTER G. TARPLEY - Storico, saggista, si è occupato dei rapporti tra Brigate Rosse e loggia P2. Ha pubblicato recentemente 9/11 Synthetic Terror.
THIERRY MEYSSAN - Giornalista, il suo libro L'incredibile menzogna è stato un bestseller internazionale tradotto in ventisette lingue.
ENZO MODUGNO - Economista e giornalista, è noto per i suoi articoli sui principi keynesiani e la loro rilevanza sul modello economico militare-industriale.
DAVID RAY GRIFFIN - Filosofo, teologo e saggista, è autore di The 9/11 Commission Report: Omissions and Distorsions.
BARRY ZWICKER - Giornalista, documentarista e attivista politico, ha realizzato il documentario 9/11, The Great Conspiracy .
MICHEL CHOSSUDOVSKY - Professore di economia all'università di Ottawa, si è occupato della guerra in Jugoslavia ed è autore di America's War on Terrorism.

Indice
Introduzione di Giulietto Chiesa
David Ray Griffin - Il Rapporto della Commissione sull'11 settembre. Il capolavoro di omissione e mistificazione di Philip Zelikow
Claudio Fracassi - La Waterloo dell'informazione
Andreas von Bulow - Il governo Bush prima, durante e dopo gli attacchi dell'11 Settembre rispetto a quattro possibili ipotesi di complotto
Lidia Ravera - L'impotenza
Jurgen Helsasser - Da Sarajevo ad Amburgo. Terroristi, agenti, doppiogiochisti: i principali indiziati dell'11 Settembre impararono il mestiere del terrore nei Balcani negli anni Novanta e furono in contatto con i servizi segreti degli Stati Uniti
Giulietto Chiesa - Come Marte ha vinto Venere
Steven E. Jones - Un'analisi scientifica del crollo degli edifici del World Trade Center
Franco Cardini e Marina Montesano - Neocon. Politica, cultura, affiliazioni del movimento neoconservatore
Webster Griffin Tarpley - Anatomia di un coup d'état: come le esercitazioni e le manovre del Pentagono sono divenute i canali chiave per gli attacchi segreti del governo l'11 settembre
Michel Chossudovsky - Al Qaeda e la “Guerra al terrore”
Enzo Modugno - 11/9 e warfare: il capolavoro di Bush
Thierry Meyssan - Resistere alla menzogna
Barry Zwicker - Il complotto della “teoria del complotto”
Gianni Vattimo - L'11 settembre e l'Italia: considerazioni politiche
Intervista a Gore Vidal di Paolo Jormi Bianchi e Giulietto Chiesa
Appendice
Testimonianze
Bibliografia

11 SETTEMBRE. Il giorno che cambiò la storia Menzogne, lacune, opere e omissioni di Alfredo Facchini, Nuovi Mondi Media, formato 14x21cm, pagg. 174, prezzo 12 euro

Da allora,  sono state pubblicate decine di libri, molti esperti si sono interessati alla questione, indagando e portando alla luce contraddizioni, misteri, lacune. Su ogni evento di quella giornata sono state realizzate inchieste approfondite a opera dei più autorevoli conoscitori, sono state compiute raffinate analisi da esperti e giornalisti, sono state raccolte le testimonianze dei soggetti coinvolti.
Ciononostante, la mole di materiale non si è mai convertita in una sintesi agile, puntuale e accessibile come invece ha fatto Facchini con questo libro. Nel sesto anniversario dell'11 settembre, Nuovi Mondi propone uno strumento rapido, un compendio veloce ma esaustivo, di tutti le menzogne e le incongruenze della cosiddetta "versione ufficiale".

Alfredo Facchini (Roma, 1960), giornalista. Amministratore Delegato di "Radio Città Futura", emittente storica della radiofonia italiana, è curatore del sito "torabora.it" interamente dedicato alle verità nascoste sull'11 settembre.

L'incredibile menzogna: Nessun aereo è caduto sul Pentagono di Thierry Meyssan Prefazione di Sandro Veronesi Traduzione di Manuela Maddamma e Agnès Nobécourt, Fandango, Roma, pp. 200, prezzo 15 euro

Questo libro si fonda esclusivamente su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa, così come sulle dichiarazioni dei dirigenti civili e militari alla stampa internazionale.
Tutte le informazioni che riporta sono referenziate e dunque verificabili dal lettore.
L'autore:
Dopo studi di Scienze politiche, Thierry Meyssan ha fondato un'associazione internazionale di difesa delle libertà individuali, poi si è orientato verso il giornalismo d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato a diventare sia un esperto di Diritti dell'Uomo, nell'ambito della Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa (C.S.C.E), sia caporedattore del mensile Maintenant. Dirige il Réseau Voltaire e scrive una rubrica di cultura politica (Reseau Voltaire).
Osservatore attento dell'attualità internazionale, T. Meyssan è stato attratto dalle anomalie delle prime fotografie dell'attentato contro il Pentagono, poi dalla confusione e dalle contraddizioni della versione ufficiale, anche per quanto riguarda il World Trade Center.
Ha allora condotto un'inchiesta che l'ha trascinato di sorpresa in sorpresa, una più stupefacente e terrificante dell'altra.
Thierry Meyssan
Pentagate di Thierry Meyssan, Traduzione di Manuela Maddamma e Agnès Nobécourt, Fandango, pp. 170, euro 10.00

Dopo L'incredibile menzogna, abbondantemente criticato dai media, Thierry Meyssan pubblica Pentagate, libro nel quale insieme ad altri giornalisti ed esperti rifiuta ancora una volta la tesi ufficiale secondo la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono l'11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo avrebbe colpito l'edificio. Pentagate è un'opera tecnica e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi all'opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze della versione ufficiale dell'esercito americano ma l'impossibilità tecnica di uno schianto dell'aereo sull'edificio. Pentagate risponde pure alle critiche del celebre quotidiano francese le Monde, che avrebbe mosso i suoi attacchi a partire dalle idee e dalle foto di un membro dell'esercito americano accusato appunto di manipolazione. La conclusione è sferzante: la teoria ufficiale è incoerente e getta dei grandi dubbi sulla realtà di una democrazia negli Stati Uniti.
L'Autore: Thierry Meyssan dopo studi di scienze politiche ha fondato un'associazione internazionale di difesa delle libertà individuali, poi si è orientato verso il giornalismo d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato a diventare sia un esperto di Diritti dell'Uomo nell'ambito della Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa (C.S.C.E.), sia caporedattore del mensile Maintenant. Dirige il Réseau Voltaire e scrive una rubrica di cultura politica (Reseauvoltaire.net).

11 SETTEMBRE: IL REICHSTAG DI BUSH, di Robin de Ruiter; Zambon, Brossura, 160 pagine ISBN 88-87826-18-8 € 12,00

Tutti gli indizi e le prove che la CIA non è riuscita ad occultare sulla responsabilità del governo USA. Mentre in passato le lotte per l’indipendenza venivano guidate da personaggi mitici, da rivoluzionari in-corruttibili (Lumumba, Fidel Castro, Che Guevara, Ho Chi Minh) che tentavano di resistere e coraggiosamente combattere in una battaglia ineguale lo strangolamento economico e l’assoggettamento dei loro popoli. Oggi invece – e questo è il fatto nuovo – ci sono degli elementi per credere che gli USA siano in grado non solo di procurarsi a buon prezzo degli «amici», ma di crearsi anche dei nemici di comodo che le masse rivoluzionarie del mondo appoggiano in maniera entusiastica sulla base delle loro dichiarazioni e talvolta delle loro gesta.
Ma c’è un grave dubbio: e se si trattasse di un inganno?

11 settembre: la nuova Pearl Harbor, di David Ray Griffin, prefazioni di Richard Falk e Michael Meacher, pp. 270 - € 17,00 Fazi, Isbn: 88-8112-554-4

David Ray Griffin esamina in modo equilibrato, moderato e razionale tutte le teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre, scartando le più estreme e approfondendo quelle più attendibili.
Nell'ultimo anno, qualcosa è cambiato nella ricezione tributata dall'opinione pubblica mondiale alle teorie alternative sull'11 settembre. Il grande successo di alcune indagini indipendenti (si pensi ai libri di Meyssan, Vidal, Ahmed) e l'istituzione di una commissione d'inchiesta da parte del Congresso americano - commissione di fronte alla quale recentemente né George W. Bush né Condoleeza Rice hanno potuto negare l'esistenza di chiari avvertimenti precedenti all'11 settembre - sono le cause prime di questo mutamento: l'idea che "qualcosa non vada" nella ricostruzione ufficiale dell'amministrazione americana è ormai patrimonio comune.
Il successo di questo libro - che negli Stati Uniti ha avuto tre edizioni in un mese, ingresso nella top ten di amazon.com; e in Inghilterra, è stato prefatto nientemeno che da Michael Meacher, ex ministro della Corona - sono il portato di questo mutamento.
Non è scritto da un polemista di professione, bensì da uno fra i più illustri teologi statunitensi che, partendo da una posizione di completo scetticismo sulle cosiddette teorie del complotto, ne vaglia le principali e giunge a trovare in alcune di esse - in specie in quella formulata da Nafeez M. Ahmed in Guerra alla libertà (Fazi Editore, 2002) - elementi indubitabilmente probanti.
L'avvincente e lucida indagine di Griffin spinge il lettore a fare buon uso della logica e riconoscere l'evidenza. Già nel 1995 la polizia filippina consegnava agli Stati Uniti le informazioni trovate in un computer di Al Qaeda che descrivevano in modo dettagliato il "progetto Bojinka", un piano che prevedeva il dirottamento aereo per colpire degli obiettivi sensibili, come la Casa Bianca e il Pentagono. Nel luglio del 2001 la CIA e l'FBI avevano intercettato le informazioni su un probabile attacco nel corso dell'autunno.
I capi di governo di diversi paesi - Russia, Inghilterra, Giordania, Egitto e Israele, compresi i talebani dell'Afganistan - avevano informato l'intelligence americana dell'attacco. Non soltanto gli avvertimenti sono stati ignorati, ma sembra che le indagini siano state addirittura ostacolate.
Dunque, l'amministrazione Bush sapeva di un imminente attacco terroristico, ed ha probabilmente utilizzato questa consapevolezza per scatenare una guerra, come accadde per l'attacco giapponese a Pearl Harbor.
11 settembre, la nuova Pearl Harbor orbita attorno alla convinzione che ancora oggi, scartando le teorie più fantasiose - tanto fantasiose che rischiano di affossare anche le indagini più serie - sia doveroso tuttavia trovare una verità sull'11 settembre più adeguata di quella ufficiale.

L'AUTORE
David Ray Griffin è stato a lungo professore di filosofia della religione alla Claremont School of Theology. È codirettore del Center for Process Studies, autore e curatore di oltre venti libri. In particolare, ha sviluppato una corrente di studi teologici che in ambito anglosassone ha ricevuto importanti riconoscimenti.

Guerra alla verità, di Nafeez Mosaddeq Ahmed, traduzione di Nazzareno Mataldi, Pietro Meneghelli, Matteo Sammartino, Francesca Valente e Piero Vereni, pp. 550 - € 22,00, Fazi, Isbn: 88-8112-568-4

Due anni dopo il successo del bestseller Guerra alla libertà (Premio Napoli 2002), Ahmed presenta al lettore italiano i nuovi sconvolgenti risultati delle sue indagini sull'11 settembre. In anteprima mondiale.
Uscito nel settembre 2002, Guerra alla libertà è stato in Italia un vero caso editoriale, per la ricchezza e il rigore della documentazione, che gli hanno valso il prestigioso Premio Napoli.
Da allora, Ahmed non ha mai smesso di scrivere sull'argomento e in questo nuovo lavoro oltre ad approfondire le tesi principali di Guerra alla libertà, vi aggiunge elementi di straordinaria gravità. In particolare punta la propria attenzione sui lavori della commissione d'inchiesta sull'11 settembre del Congresso Usa, mostrando che si tratta di un colossale falso, e rivelando aspetti inquietanti come il fatto che anche il presidente della commissione, come Cheney e Bush, è in affari con la famiglia di Bin Laden. Tra le numerose notizie contenute, il libro di Ahmed rivela che vi sono indizi chiari del fatto che i servizi segreti statunitensi, francesi e britannici si siano infiltrati in Al-Qaeda molto prima dell'11 settembre e che conoscessero i loro piani con un dettaglio superiore di quanto abbiano ammesso ora; Inoltre dalle informazioni diffuse sulla condotta di vita e sui comportamenti dei dirottatori nei giorni precedenti l'attacco, è del tutto improbabile che si trattasse di militanti islamici.
Erano invece, molto più probabilmente, informatori o "doppi agenti", e indizi specifici inducono a crederlo. Infine è possibile collegare l'attentato di Madrid dell'11 marzo 2004 con documenti trapelati dal Pentagono, posteriori all'11 settembre, che prevedono la "provocazione" di attentati in Europa per rafforzare il sostegno alla guerra al terrorismo.
Con il consueto equilibrio, in Guerra alla verità, Ahmed rifugge dall'"urlare" al lettore tesi preconfezionate e gli fornisce gli elementi e gli strumenti per arrivare da solo alle proprie conclusioni.

L'AUTORE: Nafeez M. Ahmed, giovane studioso inglese (1978), ha pubblicato per Fazi Editore Guerra alla libertà e Dominio (2003). Ahmed è anche autore dell'ampio aggiornamento (sul periodo 1994-2003) de Il libro nero degli Stati Uniti di William Blum (Fazi 2003, 21.000 copie).

11 Settembre - Bush Ha Mentito di Philip J. Berg & William Rodriguez, Prefazione di Giulietto Chiesa; Pagg. 144, Editori Riuniti, 2006, euro 12,00

L'11 settembre 2001 William Rodriguez era lì. In possesso, come guardiano della gigantesca Torre Nord, di tutte le chiavi dell'edificio, perfetto conoscitore dei passaggi, delle scale, delle uscite d'emergenza, dei sotterranei, è riuscito a guidare i vigili del fuoco e i soccorritori, fino al momento del crollo. Ha rischiato la vita, è stato elogiato e decorato dalle autorità. Ma la ricostruzione fatta dall'Amministrazione Bush del terribile attentato non lo ha convinto. Rodriguez è stato testimone diretto di un evento radicalmente diverso da quello raccontato. Si è affidato perciò a un importante studio legale dalla Pennsylvania, per sostenere e documentare la sua accusa.
Questo libro la riproduce nella sua interezza, dubbio per dubbio, contestazione per contestazione, menzogna per menzogna. Da dove provenivano gli scoppi distintamente uditi da Rodriguez e da altri, molto prima del crollo? Perché gli aerei dirottati, in volo sul paese meglio difeso del mondo, non sono stati intercettati? Perché e come è crollato il cosiddetto «Edificio 7»? Dove è caduto esattamente e perché, il misterioso «Volo 93»? Come hanno potuto, terroristi senza alcuna esperienza di volo guidare un possente Boeing proprio contro il Pentagono, nel luogo più inaccessibile e protetto del pianeta? A cinque anni dal terribile attentato al World Trade Center, una parte crescente dell'America si interroga sulle macroscopiche contraddizioni della versione ufficiale. Nessuno può essere in grado di dire come si sono svolte effettivamente le cose quel giorno. Ma un punto sembra ormai acquisito, come questo atto d'accusa dimostra: George Bush ha mentito.
AUTORi: Philip J. Berg, avvocato, è titolare di un prestigioso studio legale della Pennsylvania.
William Rodriguez è l'uomo che fungeva da guardiano delle Torri Gemelle e che l'11 settembre 2001 contribuì a salvare centinaia di vite umane.
Il Sacrificio di Massimo Ragnedda, € 10,00. Il volume può essere richiesto direttamente all'editore inviando Euro 10,00 sul ccp 28556207 intestato a: Edizioni Colibrì via Coti Zelati 49 - 20030 Paderno Dugnano oppure contattare l'editore al numero 02 - 99040402 fax 02 - 99042815
INTRODUZIONE
Niente sarà più come prima. È questa la frase che ci ha accompagnato ossessivamente dopo gli attentati alle Twin Towers e al Pentagono dell'11 settembre 2001.
Quel giorno il mondo è cambiato davvero. Da quel dì la paura, il terrore, il senso di impotenza sono entrate nelle case di tutti noi.
Non si ha la pretesa di scoprire una verità certa sui fatti che stanno dietro agli attacchi terroristici alle Torri Gemelle e al Pentagono, e in realtà non si sa quale sia, né se ci sia, un'unica verità sui fatti dell'11 settembre. Di certo si può dire che la versione fornitaci dalle autorità statunitensi, presenta delle anomalie che qui vengono affrontate. Molte sono le cose non chiare e le circostanze che appaiono contraddittorie, e sospetti gli intrecci fra i protagonisti di questa tragica vicenda. Colossali sono inoltre gli interessi economici, geo-politici e strategici che vi si celano dietro.
Questo testo, scritto molti mesi dopo gli attentati, è frutto di un'analisi, il più possibile fredda e distaccata. L'obiettivo è quello di invitare i lettori ad una analisi critica della realtà e della storia aiutando e incoraggiando il libero esercizio del dubbio, rispetto ad una verità che appare preconfezionata.
Troppo in fretta sono stati trovati i colpevoli, troppe lacune nello svolgimento delle indagini e troppo unanime il consenso intorno agli Stati Uniti e al gruppo di potere che li governa. Infinite sono le domande che finora non hanno trovato il giusto spazio né sulla stampa né dentro le istituzioni democraticamente elette.
Sospetta è apparsa fin dall'inizio la linearità con la quale ci è stata raccontata l'intera vicenda, nonostante la sua complessità di rapporti e di circostanze.
Si analizzano i fatti dell'11 settembre, le storie personali e professionali dei protagonisti, il ruolo dei media, le implicazioni che questa vicenda ha prodotto e i precedenti storici che inducono a non scartare aprioristicamente nessuna ipotesi.
Si dà risalto alla versione ufficiale, certi come si è, che essa da sola basterebbe a far sorgere dubbi. Sembrerà paradossale, ma gli aspetti più inverosimili della vicenda sono stati trovati proprio nei siti dell'FBI, nelle pagine on-line della CIA, nei briefing del Pentagono, e nei discorsi del Presidente Bush e del suo entourage.
Chi ha tratto un reale vantaggio dall'azione terroristica? Cui prodest?
Chiunque progetti un attentato conosce ciò a cui va incontro, quali saranno gli effetti e le possibili reazioni di chi è stato colpito. Questo genere di analisi non è stata approfondita nonostante sia una delle chiavi di lettura dell'11 settembre. Chiunque abbia organizzato quegli attentati, lo ha fatto pensando che quel sacrificio sarebbe stato premiato. Chi ha terrorizzato il mondo con quelle stragi, crede necessariamente in una causa superiore. Chi siano gli organizzatori e quale sia questa presunta causa superiore non lo sappiamo con certezza ma dubbi su quello che ci è stato raccontato restano.
Questo lavoro di ricerca tenta di spiegare perché quegli attentati in realtà furono estremamente funzionali ai disegni egemonici dell'amministrazione Bush. Il fatto che siano funzionali non significa necessariamente che siano stati appositamente preconfezionati, ma semplicemente che quegli attentati hanno agevolato e facilitato la dottrina Bush.
Il piano di invasione dell'Afganistan era già pronto prima dell'11 settembre. A guerra finita gli USA sono riusciti a sistemare cinque nuove basi militari, proprio a ridosso di quello che è già definito dagli statunitensi il nemico numero uno del prossimo futuro: la Cina. Con la costruzione della megabase in Kirghizistan a mille chilometri dall'Afganistan, proprio a ridosso del colosso cinese, si possono colpire le principali installazioni balistiche e nucleari del "celeste impero".Inoltre una lettera inviata il 26 gennaio 1998 da alcuni esponenti di un centro studi americano al Presidente Clinton, testimonia la "necessità" di scatenare un'offensiva militare contro l'Iraq. Si sottolineava la pericolosità di Saddam Hussein, non tanto per i paesi vicini, quanto per la sua politica poco incline ai diktat statunitensi. Le persone che firmarono quell'appello - Cheney, Perle, Wolfowitz, Rumsfelèd, Bolton, Armitage ecc... - oggi compongono l'ala più conservatrice dell'amministrazione Bush. Quella lettera è stata elaborata in seno al "think tank" (serbatoio di idee) di estrema destra denominato "Project for New American Century" (PNAC), che si prefigge come obiettivo primo, quello di portare la leadership statunitense nel mondo, poiché ritenuta un bene per l'America e per l'umanità. L'amministrazione Bush è guidata da reazionari e fanatici religiosi di estrema destra, profondamente convinti che il dominio statunitense del pianeta costituisca un vantaggio per il mondo stesso.
Gli USA mirano a conquistare militarmente, economicamente, culturalmente e ideologicamente il mondo. Bombardano e occupano nuovi territori, riscrivono libri di storia da mandare in Afganistan e in Iraq, finanziano nuove televisioni che diffondano i modelli e i valori statunitensi nel mondo... Il tutto si inserisce in un ampio e lucido progetto a medio e lungo termine.

Mistero americano: Ipotesi sull'11 settembre di Marina Montesano, introduzione di Giulietto Chiesa pp. 150 - DEDALO euro 15,00 88-220-5342-7

Una lucida analisi, di taglio giornalistico ma con la prospettiva critica dello storico, basata su numerose fonti in gran parte statunitensi. Al termine si afferma con giustificata preoccupazione che, oggi più che mai, i dubbi prevalgono sulle certezze.
L'opera Abbiamo superato il secondo anniversario dell'11 settembre 2001: le rievocazioni di quella tragica giornata si sono rincorse su televisioni e stampa e si è sentito evocare il Leitmotiv: "il mondo non è più lo stesso".
Difficile non essere d'accordo: gli assetti internazionali, e in particolare la politica estera degli Stati Uniti e dei suoi alleati e sostenitori, sembrano aver subìto un brusco mutamento. Nell'opinione di molti, la minaccia del terrorismo islamico giustifica i nuovi indirizzi strategico-militari dell'unica superpotenza rimasta.
L'immagine delle torri gemelle che collassano travolgendo migliaia di vite è ancora dinanzi agli occhi di tutti. Dopo quel giorno, la solidarietà con la rabbia dell'America ha coalizzato una larga parte dell'opinione pubblica. Ed è per questo che dobbiamo domandarci cosa ricordiamo, oltre quelle immagini tragiche e spettacolari, dell'11 settembre.
Quanti erano i dirottatori? Da quali paesi provenivano? Come si è arrivati a stabilire la loro identità e la colpevolezza del mandante, Osama Bin Laden? Hanno agito da soli o godevano di appoggi? Chi e attraverso quali canali li ha finanziati? I lettori non solo studiosi e studenti, ma tutti coloro che sono interessati a far luce sull'evento più oscuro di questi ultimi anni.

L'AUTRICE: Marina Montesano (Bari, 1967) è ricercatrice presso il Corso di laurea in Storia nell'Università di Genova. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca nell'Università di Firenze, è stata borsista dell'Accademia della Crusca e della Harvard University (Villa I Tatti - Firenze). Ha pubblicato saggi, prevalentemente di Storia medievale, con Laterza, Giunti, Città Nuova, Giorgio Mondadori. Tra i lavori più recenti, "Fantasima, fantasima che nella notte vai". La cultura magica nelle novelle toscane del Trecento (Roma 2000); Memorie Genovesi. Caffaro, "Storia della presa di Almeria e Tortosa" (Genova 2002).

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