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Libri di Storia |
| Profit Uber Alles! Le Corporations americane ed Hitler, di Jacques R. Pauwels, La Città del Sole, Pagg.96, euro 6 |
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Nel momento in cui i “liberatori”
di ieri “esportano” oggi “la democrazia”
in mezzo mondo, questa lettura può essere preziosa per comprendere
le relazioni – di ieri e di oggi – tra guerra e profitto:
l’alta finanza e le grandi corporations degli Stati Uniti (Standard
Oil, General Motors, Ford, IBM, Coca Cola, Du Pont, Union Carbide, Westinghouse,
General Electric, Goodrich, Singer, Kodak, ITT, J. P. Morgan, etc.
etc.) finanziarono l’ascesa al potere del nazionalsocialismo,
l’aiutarono a riarmarsi e a preparare la guerra, lo sostennero
nelle sue aggressioni e continuarono a lavorare per lo sforzo bellico
tedesco anche quando il proprio paese scese in guerra contro la Germania.
Business are business: e la guerra è certamente l’affare
più remunerativo che si possa immaginare, ieri come oggi. |
| 1939: L'ALLEANZA CHE NON SI FECE E L'ORIGINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, di Carley Jabara Michael, La Città del Sole, pagine: 356 € 24,00, ISBN: 8882923703 |
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Nella minuziosa ricostruzione storica
delle modalità e delle cause che portarono al fallimento dei
tentativi di accordo tra URSS e anglo-francesi e alla decisione sovietica
di siglare il patto di non aggressione con la Germania nazista, l'autore
ricorre alla analisi comparata e contestuale delle fonti britanniche,
francesi e russe, utilizzando anche i materiali resi copiosamente -
ma ancora disordinatamente e discrezionalmente - disponibili dall'apertura
e desecretazione degli archivi sovietici dopo la fine dell'URSS. |
| 1917
- 2007 NOVANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE Atti
del Convegno organizzato dal Comitato 7 novembre
a cura di Cristina Carpinelli. Novembre 2008, pp. 145,
euro 12,50 ISBN 978-88-89484-37-1 Casa Editrice Sedizioni edizioni plurimediali
20123 Milano Via cappuccio 18 tel.+39.02.45479442 fax+39.02.99986076 sedizioni@me.com |
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Dalla quarta di copertina: In questo libro sono raccolti gli atti, a cura della Redazione della rivista “Gramsci oggi”, del Convegno sul novantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre organizzato il 10 novembre 2007 dal “Comitato 7 Novembre”, presso l’aula magna del liceo scientifico statale “F. Severi” di Milano. Un convegno, durante il quale l’Ottobre è stato ricordato non per farne una commemorazione nostalgica, ma per renderne vivo l’insegnamento. A novant’anni di distanza, infatti, i princìpi che hanno determinato la Rivoluzione d’Ottobre dimostrano tutta la loro vitale attualità attraverso le lotte concrete dei lavoratori, degli studenti e delle masse popolari per la conquista dei loro diritti e della loro emancipazione sociale. La profonda crisi in cui si dibatte il capitalismo mondiale mette in evidenza due elementi fondamentali: da una parte dimostra, ancora una volta come in passato, che il suo sistema non è in grado di rispondere positivamente ai bisogni di miliardi di uomini, mentre dall’altra dimostra che il vento rivoluzionario generato dagli avvenimenti dell’Ottobre non si è affatto esaurito. INDICE: |
| Perche'
Stalin creò Israele di Leonid Mlechin.
Prefazione di Luciano Canfora introduzione di Enrico Mentana, Sandro
Teti Editore - Collana: Historos pag. 216 - EUR 17,00 ISBN: 978-88-88-249-209 |
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Nella nascita dello Stato
di Israele il ruolo di Stalin è stato fondamentale. Lo dimostrano
i documenti recentemente scoperti negli archivi sovietici, su cui questo
testo si basa. Il voto determinante dell'Urss in sede Onu, a favore della
nascita di Israele, è storia. Molto meno noto è che nel
1948 l'Unione Sovietica fornì armi allo Stato ebraico, violando
l'embargo sostenuto da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Ha detto il primo ministro Golda Meir: "Non sappiamo se avremmo potuto resistere senza le loro armi". Il giornalista e storico russo Leonid Mlechin ripercorre i passaggi salienti della politica estera sovietica nella gestione dei rapporti in Medio Oriente a partire dal 1917. Documenti originali e in parte inediti, provenienti dagli archivi del Politbjuro, del Comitato centrale del Partito comunista, dei servizi segreti e del Ministero degli Esteri dell'Unione Sovietica, telegrammi cifrati degli ambasciatori, memorie di politici e diplomatici che hanno vissuto in prima persona quei cruciali avvenimenti. A riemergere è il progetto strategico di Stalin, finalizzato alla costituzione di un presidio filosovietico in Medio Oriente. Questo testo, impreziosito dalla prefazione di Luciano Canfora e dall'introduzione di Enrico Mentana, si presenta come un importante strumento di approfondimento conoscitivo tanto per gli studiosi specialisti, quanto per chi è interessato alla questione mediorientale e intende guardare oltre i recenti sviluppi. Sandro Teti Editore Piazza Sant'Egidio,
9 00153 Roma |
| Stalin.
Storia e critica di una leggenda nera di Domenico Losurdo, con
un saggio di Luciano Canfora, Carocci, Milano 2008, pp. 388, euro 29,50 |
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C’è stato
un tempo in cui statisti illustri - quali Churchill e De Gasperi - e intellettuali
di primissimo piano - quali Croce, Arendt, Bobbio, Thomas Mann, Kojève,
Laski - hanno guardato con rispetto, simpatia e persino con ammirazione
a Stalin e al paese da lui guidato. Con lo scoppio della Guerra fredda
prima e soprattutto col Rapporto Chrušcev poi, Stalin diviene invece
un “mostro”, paragonabile forse solo a Hitler. Darebbe prova
di sprovvedutezza chi volesse individuare in questa svolta il momento
della rivelazione definitiva e ultima dell’identità del leader
sovietico, sorvolando disinvoltamente sui conflitti e gli interessi alle
origini della svolta.
Il contrasto radicale tra le diverse immagini di Stalin dovrebbe spingere lo storico non già ad assolutizzarne una, bensì a problematizzarle tutte. Ed è quanto fa Domenico Losurdo, analizzando le tragedie del Novecento con una comparatistica a tutto campo e contestualizzando molte delle accuse mosse a Stalin, in questo volume - saggio storico, storiografico e filosofico a un tempo - che non mancherà di suscitare vivaci polemiche. INDICE Premessa. La svolta nella storia dell’immagine di Stalin 1. Come precipitare un dio nell’inferno: il Rapporto Chrušcëv 2. I bolscevichi dal conflitto ideologico alla guerra civile 3. Tra Novecento e lunga durata, tra storia del marxismo e storia della Russia: le origini dello “stalinismo" 4. L’andamento complesso e contraddittorio dell’era di Stalin 5. Rimozione della storia e costruzione della mitologia. Stalin e Hitler come mostri gemelli 6. Psicopatologia, morale e storia nella lettura dell’era di Stalin 7. L’immagine di Stalin tra storia e mitologia 8. Demonizzazione e agiografia nella lettura del mondo contemporaneo Da Stalin a Gorbacëv: come finisce un impero di Luciano Canfora |
Finalmente viene sfatata un'altra favola. Le forze americane che nel luglio 1943 sbarcarono in Sicilia, nell'operazione Husky, si macchiarono di crimini chiaramente banditi dalle Convenzioni di Ginevra: fucilarono a sangue freddo dei prigionieri, militari e civili, eseguendo un ordine diretto del comandante, il generale George Patton. Il 10 luglio1943 ebbe inizio il più gigantesco sbarco anfibio sino allora compiuto nel corso della seconda guerra mondiale: lo sbarco e l’invasione della Sicilia da parte anglo-americana. La storia raccontata dai vincitori della seconda guerra mondiale ha nascosto molto bene fatti che avrebbero rotto da subito l’immagine dei soldati inglesi e americani che distribuiscono biscotti e cioccolato, dei soldati americani che sono venuti d’oltre Atlantico a “liberare” l’Italia dal tallone di ferro tedesco. Si tratta ad esempio degli eccidi di braccianti, agricoltori e soldati da parte delle truppe americane appena dopo lo sbarco, in provincia di Ragusa, all’aeroporto di Biscari e a Piano Stella, il 13 luglio 1943. Un libro ne parla. Il suo titolo è significativo: Le stragi dimenticate. Gli eccidi americani di Biscari e Piano Stella. L’editore? Non è certo un editore noto e presente in tutte le librerie, ci mancherebbe. L’editore in questione è una cooperativa locale che ha dato la possibilità al nipote di una delle vittime, Gianfranco Ciriacono, di pubblicare una meticolosa ricostruzione di quel che avvenne ad Acate e in provincia di Ragusa nei giorni dello sbarco del 1943. Il libro è rintracciabile, infatti, solo in alcune librerie siciliane o richiedendolo allo stesso autore (gianfranco.ciriacono@tin.it oppure 339/5891869). L’autore si è preso la briga di fare delle ricerche sia attraverso i documenti dell’Archivio di Stato, gli atti della Corte Marziale negli Stati Uniti che attingendo ad ogni possibile testimonianza dei sopravvissuti. E ne è risultato un libro-denuncia di eccidi, stupri, ruberie. Gli eccidi denunciati riguardano la zona di Gela e del ragusano, invasa appunto dagli americani. Gli eccidi americani Il 13 luglio, nell’insediamento colonico “Arrigo Maria Ventimiglia”, in contrada Piano Stella, del comune di Caltagirone, 7 braccianti vengono trucidati, inermi e nelle loro case, “scambiati” dai soldati americani per cecchini. Il 14 luglio, nei pressi dell’aeroporto di Biscari, dopo uno scontro a fuoco, ai soldati americani si arrendono 36 italiani, parecchi dei quali in abiti civili. Il comandante di fanteria cui i soldati si erano arresi ordina che i prigionieri vengano uccisi: allineati sull’orlo di una vicina forra essi vengono giustiziati da un plotone di soldati. Nella stessa zona, e lo stesso giorno, un’altra compagnia di fanteria cattura 37 militari italiani e anche loro vengono freddamente eliminati. Di questi fatti i vertici militari statunitensi furono messi al corrente velocemente, e la loro risposta fu: "dite all’ufficiale responsabile delle fucilazioni di riferire che gli uomini uccisi erano dei cecchini, o qualcos’altro, altrimenti la stampa farà il diavolo a quattro e anche i civili si infurieranno!" Il libro, naturalmente, entra nel dettaglio degli atti e delle testimonianze, che qui non è il caso di riportare ampiamente. Ma quel che abbiamo estratto è sufficiente per denunciare il fatto che l’esercito invasore – “liberatore” della democrazia più civile e moderna del mondo – quella americana – agiva alla stregua di quei popoli che ci hanno fatto intendere feroci ed incivili. Per avere il testo: gianfranco.ciriacono@tin.it oppure telefonare al 339 5891869. |
| LE
STRAGI E GLI ECCIDI DEI SAVOIA (ESECUTORI E MANDANTI)
di Antonio Ciano; Il libro si prenota presso il distributore
unico di Napoli sig. Alfredo Bizzarro Tel. 081-411505 oppure
339-4157715 |
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Dopo
lo straordinario successo de “I Savoia e il massacro del
Sud” che in Italia e all’estero ha venduto oltre
150 mila copie, Antonio Ciano, scrittore meridionalista di Gaeta, dopo
dieci anni si ripropone con un altro capolavoro: Il libro piu’atteso e piu’ sconvolgente che sia stato mai scritto contro i cosiddetti padri della patria. Antonio Ciano porta all’attenzione degli italiani 85 anni di stragi ed eccidi nascosti alla opinione pubblica italiana e alla storia. nel 1849 Genova si ribello’ a casa Savoia, i genovesi volevano la repubblica, furono massacrati ben 700 cittadinii. Nel 1860 Garibaldi fece fucilare contadini ed operai a Bronte in Sicilia. Bixio da solo fece eseguire ben 700 fucilazioni. gli eccidi continuarono a Gaeta con la citta’ rasa al suolo senza dichiarazione di guerra, i morti furono 2000. Furono eccidiate le campagne del Teramano e i morti furono 526 e 147 in provincia dell’Aquila. Poi furono incendiate e distrutte: Vena Martello, San Vito, Pagese, San Martino, Paranesi, Leofaro, ed altre 50 città del Sud. Una ecatombe che i libri di storia non hanno mai raccontato, un vero genocidio. A Vieste centinaia furono i morti. A Gioia del Colle, 159 A Montecillone, 60 fucilati. Ad Auletta, 45 morti. A Pietrelcina, 45 morti. A Paduli altri fucilati. A Nola i morti fucilati furono 232. A Scurcola, 140 morti. A Casamari, 47 partigiani fucilati. A Montefalcione, 150. A Pontelandolfo, forse un migliaio. A Casalduni, centinaia. A Gaeta, oltre 2000. A Torino, 500 morti nel 1864. In Calabria, vi fu fino al 1970. In Sicilia forse 5000 morti nel 1866. Nel 1869, per la tassa sul macinato, vi furono morti e feriti in Emilia Romagna. In tutta Italia i morti furono oltre 250. In Sicilia, nel 1893 centinaia di morti per i fasci siciliani. Nel 1998 Bava Beccarsi, su ordine di Umberto I di Savoia, massacrò a Milano oltre 300 operai. Oltre 50 mila impiccati in Libia. In Etiopia furono massacrati oltre 30 mila etiopi con migliaia di preti copti morti a Debre Libanos. In Russia non si sa quanti sovietici furono fucilati. In Jugoslavia fu mattanza , gli slavi morti fucilati furono migliaia tra fucilati e morti in campi di concentramento. |
Ecco,
finalmente un libro che attacca la casa regnante che causò ed avallò
crimini contro l’umanità. Ancora oggi le strade sono infestate
da una toponomastica che onora i criminali del 1800, cosa vergognosa per
la nostra patria nata il 2 giugno del 1946. la Repubblica è nata
sulle ceneri di casa Savoia, del fascismo e del Risorgimento piemontese,
ma si onorano ancora coloro i quali hanno massacrato il Sud, il Nord e
il mondo con le loro guerre di aggressione. Un libro atteso da sempre, sconvolgente per i temi trattati. L’Italia deve fare i conti col suo passato e con la storia artefatta dai vincitori di allora. E’ giunto il tempo di raccontare la verità per poter dare un futuro ai nostri figli e alla nostra repubblica, un futuro che cancelli le leggi savoiarde ancora in vigore, che dia un senso al pensare di tutti gli italiani bombardati ieri dalle bombe dei Savoia ed oggi dalle onde televisive di piduisti e massoni. Pio IX ritenuto dalla storiografia ufficiale come un papa anti italiano si prodigò fino alla morte per evitare il genocidio che poi c’è stato tra padani e italiani. Gramsci rivisto sotto una veste non conosciuta. Angelo Manna con la sua interpellanza parlamentare e Cosmo Ciaramaglia, filosofo e scrittore di Gaeta. Il centenario dell’unità d’Italia del 1961 a Gaeta con il sindaco Corbo che attaccò Cialdini davanti al presidente del consiglio dei ministri Fanfani. Un libro da leggere, da far studiare nelle scuole ai nostri ragazzi affinché sappiano cosa è successo in Italia negli anni che vanno dal 1860 al 1945. Il libro farà discutere molto, anche i vertici massimi di questo Stato. Si mette in discussione la italianità dei Savoia che non hanno mai voluto una Italia unita. Il Sud ancora oggi è una colonia asfissiata dal latifondo economico e politico della padania. Tutto cominciò nel 1860. |
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| MAFIA & ALLIES SICILIA 1943: MASSONERIA, MAFIA E LIBERATORI SBARCANO IN ITALIA, di Massimo Lucioli, Scripta Manent diffusione libraria, pp. 270 - € 15,00 |
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Lo scellerato connubio tra la mafia italo-americana ed i servizi segreti degli Stati Uniti d'America -ONI e OSS- determinò allora le premesse di ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti: I giornali e la televisione quotidianamente raccontano del dilagare e dello strapotere della criminalità organizzata in Italia; pochi sanno che la Mafia, riarticolatasi ed organizzata come vera e propria attività 'imprenditoriale', ritornò nel Vecchio Continente sotto l'egida delle forze alleate durante le operazioni per la conquista della Sicilia del '43 coordinata da Salvatore Lucania alias 'Lucky Luciano', agente al soldo dell'intelligence a stelle e strisce. |
| Il
secolo corto: La Filosofia del bombardamento.
La storia da riscrivere,
di Filippo Gaja; Maquis Editore 1994 Pagine 464
€15,00, CCDP |
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Da oltre 10 anni un libro fondamentale per comprendere l'egemonia statunitense e la strategia dell'attacco preventivo. Dalla quarta di copertina: |
| TRE QUADERNI SULLA
QUESTIONE SIONISTA 1. SIONISMO E IMPERIALISMO 88 pagine, a cura di Paolo Pioppi euro 6 2. LA NATURA DEL SIONISMO 130 pagine, di Mauro Manno euro 6 3. LA COLONIZZAZIONE SIONISTA DELLA PALESTINA 96 pagine di Giancarlo Paciello euro 6 |
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I quaderni sulla questione sionista non passano alla
censura di Liberazione I censori dello Stato Pontificio almeno leggevano
i libri che mettevano all'indice, tanto che si racconta di censori che,
leggendo, si convertirono alle idee degli eretici. A Liberazione non
vogliono correre simili rischi. |
| La Gladio del lago,
di Giorgio Cavalleri; Essezeta/Arterigere 2007,
Brossura, 238 pagine € 15,00, vendibile ai soci Ccdp
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Yalta nel febbraio 1945 segnò la svolta. Si combatteva
ancora in Europa e il mondo era già stato suddiviso in spazi
blindati. Occorreva far sì che, chiusa per quanto riguarda l'Italia
la partita resistenziale, dove l'Alleato aveva contrastato la visione
di un "esercito di popolo" per limitare il contributo
partigiano ad una presenza il più marginale possibile, l’orso
comunista non muovesse passo in Europa. L'Italia era al primo posto,
nelle attenzioni, per via delle sue frontiere orientali. Ma non solo:
sarebbe stato indispensabile intervenire anche nel caso di una vittoria
elettorale del Fronte Popolare (Pci e Psi) che un rapporto del National
Security Council dell'8 marzo 1948 valutava come una minaccia "per
gli interessi americani nel Mediterraneo" sino al punto, in
una prospettiva del genere, da "offrire assistenza militare
ed economica al movimento clandestino anti-comunista". |
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